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    Anello di forcella della Meda dalla Val Settimana
    Prealpi Carniche
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    Anello di forcella della Meda dalla Val Settimana
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I percorsi di SentieriNaturaR02

Anello di forcella della Meda dalla Val Settimana

Avvicinamento

Poco prima dell’abitato di Claut imboccare, sulla sinistra, la strada che si inoltra in val Settimana seguendo le indicazioni per il rifugio Pussa. La strada per gran parte sterrata, dopo un lungo tragitto di circa 14 km, si esaurisce alla testata della valle dove è possibile parcheggiare (m 920, ampio spiazzo, informarsi sulla percorribilità).

Descrizione

Lasciata l’auto si percorrono a ritroso circa 700 m imboccando il sentiero CAI n.375 che si stacca sulla sinistra, in corrispondenza del ponte sul torrente Settimana. Dopo un breve tratto pianeggiante si raggiunge lo sbocco della Val della Meda dove ha inizio una ripida salita. La pendenza si appiana in corrispondenza di un greto secondario dopo il quale il sentiero si impenna nuovamente raggiungendo una sorta di terrazzo boschivo sospesso sulla forra. Dal dosso, il sentiero traversa un pendio esposto reso scivoloso dalla lettiera (sono solo pochi metri ma attenzione) poi prosegue su terreno decisamente più comodo fino a sbucare sul greto principale. In ambiente più aperto, dove il faggio lascia progressivamente il posto ai primi mughi e larici, si oltrepassa il greto proseguendo la salita sul versante di sinistra orografica. Ci si innalza ancora nel bosco sfiorando alcune caratteristiche placche rocciose poi si riattraversa nuovamente la valle tra i mughi riguadagnando il greto principale. Per un buon tratto il sentiero coincide con il greto lungo il quale si risale sfruttando le zone più consolidate. Ad agosto fioriscono qui le specie legate ai luoghi ghiaiosi quali l’aquilegia minore ed il garofano di Montpellier. Giunti a ridosso delle pareti rocciose, si lascia a sinistra la deviazione per forcella Cjadinut che consentirebbe di abbreviare notevolmente l’anello escludendo però la parte più interessante dell’itinerario. Dopo questo bivio il sentiero inizia una lunga diagonale in salita tra i mughi che termina alla base di un ampio pendio erboso disseminato di radi larici e grossi massi. Compiuta un’ansa, in pochi minuti si raggiunge il panoramico ripiano dove è situato il bivacco Anita Goitan (m 1810) che appare solo all’ultimo momento. Il bivacco, ben mantenuto, si trova nella parte bassa del Cadin della Meda, in un incontaminato ambiente alpino. Una segnalazione avverte che il sentiero CAI n.375 verso forcella della Meda e forcella delle Pregoiane è stato dismesso ed è quindi privo di segnaletica e manutenzione. In effetti da qui fino al raccordo con il segnavia CAI n.376 nel Ciol di Soraus, dovremo fare affidamento solo su ometti e qualche sbiadito bollo. Ci si inoltra dunque lungo la buona traccia che risale il vallone in direzione est. Destreggiandosi tra mughi e rododendri si guadagna terreno più aperto dove la direzione si fa più evidente. Mirando alla forcella della Meda, ora ben visibile, si attraversa la parte alta del catino, percorrendo anche il bellissimo prato che precede le ghiaie. Seguendo gli ometti e i radi bolli, si risale abbastanza agevolmente il pendio terminale tra detriti e zolle erbose colonizzate dal papavero giallo, dalla campanula dei ghiaioni e dalla statice montana. Quasi in traverso si raggiunge quindi forcella della Meda (m 2079), dove improvvisamente il panorama si apre anche verso il gruppo del monte Caserine. Prima di proseguire non mancate di cercare sulla parete verticale che racchiude la forcella i piccoli cespi della rara campanula di Moretti e del raponzolo di roccia le cui fioriture ci accompagneranno anche nel canale detritico sottostante. La discesa nell’opposto versante non sembra particolarmente invitante in quanto il sentiero praticamente non esiste più. Si tratta quindi di scendere con attenzione lungo il canale senza un percorso obbligato. Nella prima parte ghiaie sottili che consentono di franare comodamente si alternano a tratti più scomodi e grossolani. Circa a metà del canale, dove questo curva leggermente a destra, vi è la possibilità di uscire sulla sinistra tramite una cornice friabile che conduce ad uno spallone (ometto) e da qui direttamente alla forcella delle Pregoiane. Volendo evitare questo passaggio si può continuare a scendere lungo il canale che più in basso si fa roccioso e presenta tre brevi salti (I) da superare lateralmente con l’aiuto delle mani. Usciti dal canale si taglia appena possibile a sinistra, immettendosi sul segnavia CAI n.376 che da casera Podestine rimonta il Ciol di Soraus. La risalita è meno lunga del previsto e ci porta in breve alla verdeggiante forcella delle Pregoiane (m 1910). Dalla forcella, nuovamente su un buon segnavia, si cala nel Cadin delle Pregoiane tra zolle erbose e detriti abbastanza consolidati. Perdendo quota il terreno si fa più ghiaioso ed allora i segnavia si spostano sulla destra cercando di rimanere alti sul fondo del vallone. Raggiunta la fascia dei mughi il sentiero prende a scendere in diagonale in direzione di forcella Cjadinut. Arrivati ad un bivio sotto le rocce, si lascia a sinistra la diramazione che porta in breve alla forcella e si prosegue a scendere seguendo le segnalazioni per il rifugio Pussa. Il sentiero rientra ora nel bosco di conifere perdendo rapidamente quota. Più in basso cala a piccoli tornanti lungo un ripido costone nella faggeta quindi traversa leggermente a sinistra avvicinandosi ad una caratteristica parete aggettante, in bella vista sulla valle. Il pendio boscato successivo è davvero ripido ma ottimi rinforzi in legno segnano la via creando piccole svolte che agevolano la discesa. La pendenza progressivamente diminuisce fino ad esaurirsi sulla carrareccia che percorre il fondovalle. Ancora pochi minuti in discesa lungo la pista e ci ritroviamo al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
021
Dislivello
1200
Lunghezza Km
9,1
Altitudine min
901
Altitudine max
2087
Tempi
Dati aggiornati al
2004
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  • 17/07/2017 Bellissima camminata che presenta però alcune difficoltà, arrivando dal sentiero n.375 e transitando per il bivacco Goitan, nella discesa da Forcella della Meda. Il canalone è estremamente franoso e non ha più punti di riferimento, segnali e omini sono scomparsi rendendo il tratto adatto ad escursionisti molto esperti. Raggiunta Forcella delle Pregoane il sentiero (n. 376) prosegue tranquillo e ben segnalato fino a fondovalle. Piccola nota negativa il recente parcometro installato all'imbocco della Val Settimana. Una giornata al costo di €5 per accedere alla valle e raggiungere il rifugio Pussa sembra davvero un disincentivo a frequentare questi bellissimi ma isolati monti.
  • 03/09/2014 Anello completo in data 30 agosto.Per la prima volta raggiungo la val Settimana e lo spettacolo è di quelli che rimangono dentro.Come la vicina val Cimoliana,l'assenza di una viabilità 'ordinaria' favorisce la selvatichezza,rimandando a paesaggi canadesi o alaskiani.Qui,però,vista la mancanza di un rifugio costantemente gestito negli anni,la presenza umana è ridotta.Un angolo di Dolomiti lasciato a se stesso,quasi puro.La salita nel bosco rivela tracce recenti,ma solitarie.Sono solo anch'io e lo sarò fino al ritorno all'auto.Neppure un camoscio,uno stambecco,accompagnano il mio viaggio.Poco sole e temperatura piuttosto bassa permettono di non sudare troppo,ma si fatica comunque,vista la ripidezza della traccia.Il Pramaggiore accompagna gran parte dell'anello,a volte incappucciato da nuvole non minacciose,ma dense.Nei pressi del bivacco la vegetazione cambia,diventando quella tipica delle quote che precedono la pura roccia.Larici e mughi sono padroni,assieme a notevoli fioriture di rododendro e di garofani di Sternberg.Dall'Anita Goitan,fino al Cadin della Meda,ci sarebbe bisogno di una pulizia,in quanto i mughi stanno chiudendo il sentiero,aiutati da qualche piccolo schianto.Purtroppo non avevo con me il seghetto.Il catino è veramente meraviglioso.Sull'erba si potrebbe giocare a calcio e i fianchi che lo circondano potrebbero ospitare migliaia di spettatori.Uno stadio a 2000 metri.Salito alla forcella e guardato il canalone,ho avuto qualche dubbio.Ho pensato che poco prima qualcuno era passato e così ho iniziato a scendere in quello sfasciume arido.Il pensiero maggiore era rivolto alla possibile caduta di pietre dalle pareti soprastanti,ma non è successo niente.Ovviamente,il terreno è instabile,oltre che ripido,quindi si prosegue piuttosto lentamente.Ho percorso tutto il canalone e alla sua fine si trova il punto più complicato.L'ultimo salto,sulla sinistra,è piuttosto inclinato,anche se breve.Non si riesce a vedere la base della paretina.Sono,dunque,passato sulla destra,quasi incastrandomi tra due grossi massi,a causa dello zaino,ma ne sono uscito.Dalla forcella delle Pregoiane la ripidezza cala,poi si entra in un bel bosco fitto.Via via la pendenza aumenta,fino a quando si raggiunge una grande parete che sporge sulle nostre teste.Alcune piccole grotte naturali,unite all'impervio terreno,qui quasi verticale,mi hanno fatto ricordare la scena del film di J.J.Annaud 'La guerra del fuoco',dove la tribù protagonista,nostra progenitrice,subisce il sanguinoso attacco da parte di ominidi meno evoluti e molto più pelosi.Da qui il sentiero è veramente erto,ma non difficile e ci cala rapidamente alla carrareccia che ritorna al parcheggio.Una giornata da eremita errante.
  • 26/08/2014 Fatto tra il 24 e il 25 agosto 2014 l'anello completo. Dal bivacco Goitan si procede con facilità, nonostante il sentiero sia dismesso, grazie a ometti e bolli rossi. Il prato ai piedi della forcella è stupendo, ricco di flora, con uno stambecco che ci osserva. e alcuni camosci sui pendii rocciosi alla nostra sinistra. Viste le nevicate dello scorso inverno ci sono due nevai residui (uno bisogna superarlo per una decina di metri).In effetti il canalone che discende la forcella è poco invitante ma alla fine risulta molto meno impegantivo da quanto apppaia.La piccola arrampicata da affrontare sulla sinistra non sembra molto facile (le rocce sono molto friabili e bagnate) quindi procediamo nel canalone. Nella scheda si parla di tre brevi salti (ce ne sono vari, molto facili) ma ad un certo punto il salto da affrontare è piuttosto impegnativo (circa due metri) e l'affrontiamo con un po' di difficoltà. Non so se in questi anni (la scheda è del 2004) sia cambiato qualcosa, ma credo proprio di sì. Probabilmente seguire il vecchio tracciato poco più a monte sarebbe stato più semplice. Si procede poi come descritto nella scheda.Bellissima escursione, peccato per i rumorosi e fastidiosissimi aerei militari che infestano la zona in mattinata.
  • 11/09/2012 Fino al bivio con il sent. 375a può sembrare un'escursione deludente, ma poi il paesaggio si rivela spettacolare in ogni suo angolo. Il punto più antipatico sono i primi metri di discesa dalla forcella della Meda, caratterizzati da roccia molto friabile, ma tutto sommato, alla fine, ci si diverte. Il sentiero "ufficiale" non prosegue fino alla fine del canale che discende dalla suddetta forcella, ma, dove questo inizia a piegare a destra, prosegue verso sinistra (bollino rosso) superando un brevissimo tratto dove bisogna cimentarsi in una piccola, non pericolosa, arrampicata (saranno meno di 10 metri, alla portata press'a poco di chiunque abbia ragionevolmente scelto di fare questa escursione). Si prosegue quindi facilmente verso destra, per poi discendere un breve canalino con fondo un po' sporcato dal ghiaino: in altri 5 minuti si arriva così alla forcella delle Pregoane. Mi sono dilungato un po' solo per dire che, secondo me, non vale la pena di percorrere interamente il canale che scende dalla Meda, dato che porta via più tempo ed è "un attimino" stressante, in quanto franoso.Non mi spiego perché il CAI non faccia più la manutenzione di questo sentiero: è veramente un peccato perchè si trascurano le zone che sono la ragione d'essere dei Parchi! (Bè, qualche mugo invadente io l'ho tagliato, è ho anche costruito qualche ometto, sebbene il sentiero fosse ancora molto ben individuabile)
  • 23/07/2012 il giorno 15 luglio 2012 ho percorso il sentiero 375 fino al bivacco Anita Goitan, la targa lo colloca a m. 1750 e non come su tutte le guide m. 1810, il tracciato è ben curato, i bollini cai son ben visibili, il paesaggio è selvatico e stupendo, mi son svegliata da un riposino con uno stambecco che pascolava davanti al bivacco, più in alto abbiamo incontrato anche una vipera. giornata stupenda, momenti magici.
  • 10/10/2011 Percorso fatto il 09/10/2011. Partiti da sentiero CAI 375 prima del rifugio Pussa. Salita ripida da farsi con un pò di allenamento. A quota 1700 m. circa, abbiamo trovato neve ghiacciata. Tempo splendido ma, con molto vento freddo. Al bivacco Anita Goitan (tenuto molto pulito e attrezzato) abbiamo trovato altri escursionisti; rinuciato a proseguire verso forcella Pregoiane perchè passaggio in canalinio ghiacciato. Discesi da Anita Goitan attraverso il sentiero 375A (attraverso Forcella Ciadinut) e poi deviazione per sentiero 376 che porta al rifugio Pussa. Il sentiero 376 attraversa un bellissimo bosco di larice: dopo il bosco di larice, sul sentiero è caduta una piccola frana che rende difficoltosa l'individuazione del percorso per un piccolo tratto.
  • 14/08/2011 Saliti ieri fino alla forcella della Meda, poi,visto il meteo tendente al brutto e il canalone molto ripido e scosceso, non ci siamo fidati a continuare, non sapendo cosa avremmo trovato più giù (non avevamo letto questa parte sulla relazione!) perciò siamo ritornati in dietro. Molto bello il Cadin della Meda dove abbiamo visto uno stambecco con radiocollare. Molto ripida la salita (e di conseguenza anche la discesa) al bivacco Goitan.
  • 12/10/2007 Fatta il 6 ottobre 2007. Camminata molto impegnativa perché sempre con pendenze molto elevate. Sprazzi di neve ai pressi di forcella della Meda. Canalone ghiaioso molto ripido e friabile nella prima parte poi tranquillo. A metà strada attenti all'imbocco sulla sx per forcella delle Pregoiane. Ritorno tranquillo e piacevole nella faggeta.
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