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    Traversata del monte Zermula dal passo del Cason di Lanza
    Alpi Carniche
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    Traversata del monte Zermula dal passo del Cason di Lanza
    Alpi Carniche
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    Traversata del monte Zermula dal passo del Cason di Lanza
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    Traversata del monte Zermula dal passo del Cason di Lanza
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I percorsi di SentieriNaturaM17

Traversata del monte Zermula dal passo del Cason di Lanza

Avvicinamento

Da Pontebba, raggiungibile percorrendo verso nord la statale 13 Pontebbana, oppure utilizzando l'autostrada A23 fino all’uscita omonima, si seguono le indicazioni per Studena Bassa. Dalla piccola frazione la strada risale lungamente la val Pontebbana fino a giungere al passo del Cason di Lanza dove si può parcheggiare comodamente (m 1552) presso la casera rifugio. Al valico si può giungere anche da Paularo su strada un poco più tortuosa.

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
09
Dislivello
700
Lunghezza Km
9,2
Altitudine min
1102
Altitudine max
2143
Tempi
Dati aggiornati al
2013
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  • 18/06/2016 Salito e sceso oggi lungo la via normale alla cima del monte Zermula. Sentiero in buone condizioni. Osservate diverse marmotte. Molta gente al passo del Cason di Lanza. Nessuna traccia di neve lungo tutto il percorso. Mauro.
  • 03/01/2016 Da troppo non m'affaccio al magico mondo di Lanza. Decido così di condividerlo con Michele, per fargli conoscere un altro spicchio della sua terra, salendo da un versante che non conosco. Partiamo dal parcheggio dell'agriturismo da Nelut. Già prima di giungere alla casera emergiamo dai vapori e troviamo il Sernio che galleggia beato. La carrareccia poi, si fa mulattiera ampia, fogliosa e garbata. Gli isolotti si fan sempre più numerosi e lo sguardo ci naviga intorno. Ma poi si ferma anche sui dettagli. Su quella pietra d'un grigio elefante. Rugosa e venata di bianco. Esalta i licheni arancioni che l'han eletta a dimora veticale. Amano la circolarità zen, ma anche tra loro qualcuno s'incaponisce a far l'artista. Ed ecco che dei soli aranciati presentan solo i contorni mentre un altro disegna una luna perfetta. I raggi si fan prepotenti, attenuati solo da un'esile brezza. Distendo una mano sulle pareti che ci proteggono a settentrione. Son tanto, inaspettatamente calde, da sembrar vive! Poi eccoci sul Cul di Creta. Finalmente al cospetto della Creta di Aip! La mont petenade cul massanc! Poi lo schienone erboso del Lodin e la Cuestalta! Ricordi che s'intrecciano per poi tuffarsi in quella spuma rabbiosa di onde immote! Il mare di nubi oggi la fa da padrone. Appropriandosi dei riverberi del sole, trascende dal bianco. E' l'unico elemento di candore del paesaggio. Escluso lo Zoncolan. Un'immagine che stranisce, avvicinandosi pericolosamente al grottesco. Pare una di quelle fontanelle cinesi da salotto. Rivoli di latte che scendono per poi risalire, continuando a fluire all'infinito. Come se non bastasse, poco sotto la vetta, mi passa davanti una farfalla, che con tre battute d'ali tre, ghermisce ogni mio sorriso rimasto. Delle bollinature artigianali rafforzate dall'indicazione EE, scavalcano la cresta portandosi sul lato settentrionale dello Zermula. Li seguo fino ad accorgermi che non seguono il crinale ma scendono verso Lanza. Riacciuffo Michele sul ultimo strappo. Dalla cima il panorama s'amplia ancora. Verso le magnificenze delle Giulie certo, ma il protagonismo ricade ancora su quel candido giaciglio di sogni. Tra tutti gli atolli mi fisso sullo Zuc di Masareit. Mentre il resto della muraglia della val Alba emerge prorompente dai flutti, lui, fa capolino sulla punta dei piedi. Pare uno scoglio! Vorremmo esser entrambi lì sopra. A pochi metri da quello statico fluttuare. Al ritorno, poco sopra casera Zermula, notiamo come la marea si sia alzata, mettendo in mostra il suo spessore. Bombata, s'appoggia sulle scure conifere, ingrigiendo gli orli. (23.12.2015)
  • 26/09/2015 Saliti oggi, percorrendo i sentieri 442a e 442. Vento forte in quota che non ci ha impedito di scendere dal sentiero delle trincee (davvero molto bello) che percorre tutta la cresta ritornando alla forca di Lanza; da qui abbiamo proseguito fino alla cima del Pizzul allungando di poco l'escursione.
  • 05/07/2014 Fatto oggi il sentiero classico.Al bivio con la ferrata Zuc della guardia c'ancora il catino pieno di neve .... NON ANDATECI SOPRA .... fate il giro largo, è tutta marcia e sotto è vuoto (lo capite quando siete più in alto).Dalla ancona votiva della Madonna alla cima il nostro ultimo inverno ha spazzato via buona parte del sentiero. Per arrivare in cima ci si arriva, ma portarci dei bambini piccoli ci penserei due volte ... parlo da genitore e non da montanaro (che è una bella differenza) per chi non l'avesse capito.Per il resto una bella escursione.Fa un po' tristezza però vedere i resti delle postazioni lasciati andare così .... ma d'altro canto chi li sistema?
  • 20/07/2013 20 Luglio 2013 :Doppia ferrata in solitaria ; Zermula e Zuc della Guardia , impegnativa la prima, lo diventa la seconda per via della stanchezza della prima .Arrivo in Cason di Lanza presto come al solito, alle 06:35 ero in marcia con lo zaino , mi lascio superare da una coppia e noto che indossano scarpette da corse, allora sono sicuramente degli esperti ,Rapito dalla bellezza del luogo procedo lentamente effettuando numerose foto, arrivo all'attacco della ferrata mentre la coppia di prima comincia a salire, indosso l'imbrago , casco ( dimentico i guanti che indosso dopo il primo tiro ) e vedo invece che il primo grado tira subito, un canalino, poi un traverso e l'attesa paretina di 2° grado , più difficile a vederla che a farla, superato questo ostacolo, noto con gioia che adoro stare tra le rocce, e spesso sono rapito dalle loro forme, riprendo la ferrata con gli ultimi tiri fino a finire nel sentiero di cresta che percorro fino alla vetta, rispetto a anni fa che ho fatto la normale tutto mi sembra più facile , sosta in vetta, fino all'arrivo di una simpatica coppia austriaca con cui scambio due parole , dopo esserci complimentati a vicenda per il successo della ferrata , un po di calore non fa male in montagna, poi ridiscendo incontrando una coppia di sloveni, uno di loro poi farà la ferrata dello Zuc , altre famigli in salita sulla normale, un escursionista mi avverte della presenza di vipere, io non le vedo mai, si vede che sto con lo sguardo tra le nuvole ;). Scendo fino Ciadyn di Lance e risalgo da un sentiero non segnato tra detriti e zolle , finalmente alla base della ferrata dello Zuc della Guardia, noto le fortificazione e una finestra scavata nella roccia , aspetto che L’escursionista Sloveno visto prima prenda vantaggio su di me in modo da evitare scariche di pietre e poi parto io, beh, mi aspettavo un pò più facile, si vede che ero stanco , ma è tutta verticale e senza sosta anche se breve e poi le catene che devi tenere insieme ai moschettoni, poi in vetta due foto e giù di corsa su un inizio sprotetto ed infido , poi di nuovo catene fino a finire sui santi Mughi .Rientro al posto auto in Cason di Lanza .Osservazioni ; Il libro di vetta dello Zermula va cambiato, sono rimasti dentro solo fogli sparsi .
  • 11/07/2013 Sentiero della memoria. Quanti ricordi devo sconfiggere su questo monte, invisibili battaglie d’altro tipo ma che lascian ferite che non si rimarginano… Mi lascio trascinare in una ferrata. Non è da me, ma sto imbrago sarà pur da provare. Il timore è sconfitto dal divertimento, esposizione e difficoltà mi appaiono alquanto limitate.. (l’imbrago resta quasi nuovo). Mi sembra un altro monte, il verde lascia lo spazio al biancor grigiastro della splendida corazza dello Zermula. I primi papaveri sfondano la muraglia cromatica illuminando il sentiero. Ciuffi di erba storna rendon delicate anche le pietre più stentoree.. In poco si è in cima. Ogni angolo un sospiro, qualche scambio di occhiate e crackers con un gracco, poi avanti verso Cul di Creta tornando sui resti di memorie storiche e personali. Ripreso il 442 verso Forca di Lanza pian piano mi esce un sorriso. Qualche anno fa, al mio iniziar più seriamente ad andar sui monti, lo Zermula fu la prima cima.. ricordo la faticaccia ed il terrore del vuoto, di quel sentierino che ora giudico inoffensivo e dolce nel suo curvare.. Pensavo che un dislivello di 1000 mt fosse la Luna e che il Ceria non l’avrei fatto neanche bendato… ma tutto può crescere e mutare. Sono perso nei pensieri e senza rifletter troppo accetto anche lo Zuc della Guardia… Tutt’altra cosa rispetto allo Zermula. Ferrata brevissima ma troppo verticale per le mie ginocchia, nere come la nuvola sopra la testa. Sosta minima, discesa tattica. Due gocce per rinfrescare una giornata strana. Fatta di tante emozioni diverse e contrastanti, tutte qui a sfiorarsi e scontrarsi come nuvole nel cielo. (11.07.2013)
  • 23/06/2013 23/06/2013-Abbiamo ripercorso questa traversata, sempre molto interessante per i resti storici e per le abbondanti fioriture. Molti escursionisti nella prima parte, la salita tradizionale alla cima; un paio solo nella restante traversata verso Nelut. Nei rari momenti di tranquillità una marmotta frequenta la cappelletta sotto la cima. La mulattiera di guerra evidenzia nuovi piccoli franamenti e sgretolamenti, in fondo ha quasi un secolo e la pioggia ci lavora sopra. Sempre per parlare di strade, è un delirio al pomeriggio (di festivo) risalire il tratto da Nelut al passo del Cason per i frequenti incroci con auto in direzione opposta; scendendo verso Pontebba invece la carreggiata è tirata a liscio dal recente evento del Giro d'Italia ed è quasi per nulla frequentata.
  • 14/06/2013 Prima escursione dopo un paio di mesi di pioggia ininterrotta, scelta per il dislivello tranquillo e i resti bellici.Sono salito dal sentiero non segnalato che inizia dopo la forca di Lanza e di cui si parla in SN4: sempre molto ben evidente e facile, permette di visitare tre caverne che traforano la montagna, veramente suggestive. Per chi è interessato all'escursione in quanto "sentiero della memoria", questo facile sentierino è d'obbligo! Non avevo la seconda auto sul versante di Paularo, quindi, una volta arrivato in cima, ho fatto dietrofront e sono ridisceso per il facile cai 442a. Escursione consigliabile anche ai meno allenati. Inoltre paesaggi stupendi, fioriture e marmotte.
  • 17/06/2012 Cason di lanza-f.ca di Lanza-Zermula-Cul di Creta-ritorno tramite sv 441.Ancora nella gambe un po' di Amariana mentre valuto se modificare il programma, preferisco lasciare il Pizzul per ultimo. Folla alla partenza, da happy hour mattutina, m'incammino nel bosco mentre il sentiero si tinge di rosso, arrivo alla torbiera già stanca, assetata, affamata e accolta da vari sms di benvenuto in Austria, poi ci si mette anche il vento, da tutte le parti ma mai a favore. Il sentiero 442 pare un'autostrada, mentre salgo per svolte non mi lascio sfuggire le fioriture delle numerose viole a due fiori, le colombine, botton d'oro a non finire, cielo sufficientemente limpido da permettere di gustarmi un buon panorama. Pronta al bivio per salire a dx verso le rocce, scambio di parole con due escursionisti lì fermi, mi informano che è meglio non salire al Pizzul perchè "non è stato fatto ancora il sopralluogo e non vorrei venire a recuperarla". Protezione civile? Eh si, incamero l'informazione e proseguo. Presso una trincea, al riparo, uno splendido esemplare di orecchia d'orso (quello vegetale) in fiore, poi via fino alla croce, cima affollata di stranieri con tanta ottima birra calda nello zaino. Il panorama è vasto, là, la signora in rosa, domina e vigila sui piani di Lanza. Continuo in cresta verso il Cul di Creta, rari segnavia bianco-gialli, sentiero un po' accidentato, gallerie e trincee. Ritorno sui miei passi fino alla forca di Lanza, guardo il Pizzul lì davanti, ma sarà poi vero...?Alla fine do retta al buon senso e tiro via verso Forca Pizzul su un sentiero a tratti malagevole fra erba alta. Dalla forca il segnavia fa il furbo, gioca a nascondino fra rovi, ortiche ed erba alta, ma riesco a scovarlo anche fra i brevi tratti erosi e acquitrinosi; sv rari ma alla fine, al rientro nel bosco sotto le pendici del Zuc di Malaseit, il sentiero all'improvviso si trasforma, diventa largo e ben battuto. In breve esco sulla strada, non c'è cartello ma solo 2 segnavia su un saso a terra ben oltre il bordo dell'asfalto (o sai che sono lì o non li vedi). Mi attendono circa 750 m. di asfalto in salita sotto il sole rovente delle 14. Escursione da farsi infrasettimanalmente dagli amanti dei monti silenziosi.Loredana
  • 18/07/2009 Sentiero di altro tipo: ferrata. ferrata del monte zermula. ghiaione prima dell'attacco, molto instabile verso la parete, nei punti più ripidi, pericolo di frane, in più per arrivare alla ferrata nell'ultimo tratto bisogna avere i ramponi e la picozza magari tirando una corda causa di un navaio molto ripido con neve compatta, consigliabile solo ad alpinisti i esperti. molte vie e ferrate partono da colatoi spesso rivolte a sud, quest'anno a causa delle copiose nevicate arrivare agli attacchi di queste arrampicate diventa un problema se non si prendono le dovute precauzioni.. gcovassi@aliceposta.it
  • 20/10/2008 Consiglio a tutti di percorrere la ferrata sulla parete nord dello Zermula, anche per i neofiti. L'abbiamo fatta che era caduta la prima neve. Non è difficile, non è esposta, e dà enorme soddisfazione vederla poi dall'alto. Bella anche quella del Zuc della Guardia, breve ma più esposta. In quest'ultimo luogo sono presenti delle marmotte "attrici" che ben si prestano a farsi fotografare. Si sono fatte avvicinare sino a fare un primo piano. Degno di nota e di essere visto il ripristono fatto dalla famiglia Scrimali di uno scritto inciso sulla roccia sopra l'ingresso di una caverna della grande guerra. A ricordo dei patimenti di tutta la gioventù coinvolta in quel terribile conflitto, ed a monito affinchè questo mai più debba succedere.
  • 10/09/2007 E' difficile trovare il bivio, non segnalato, tra la via "normale" e la cresta delle trincee. Ho trovato il percorso attraverso le trincee impegnativo: devi, a tratti, "arrampicarti" e vi sono alcune "franate" che rendono pericoloso (dico io) il sentiero. E' bello ma, ripeto, impegnativo.
  • 25/07/2006 Il percorso in cresta che porta alla cima del monte Zermula è davvero molto panoramico ed interessante anche dal punto di vista storico (moltissimi i resti di forificazioni militari). Molto bello. Ve lo consiglio! Ciao a tutti
  • 13/08/2004 Splendido sito!!
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