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    Monte Dosaip dal Pian de Cea
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaS09

Monte Dosaip dal Pian de Cea

Avvicinamento

Dall'abitato di Claut seguire le indicazioni per Lesis inoltrandosi lungo la val Cellina. Oltrepassata la piccola frazione ed il successivo ponte si prosegue ancora per un buon tratto superando una fitta serie di tornanti. La strada, ridivenuta sterrata, si esaurisce al Pian de Cea (m 914) dove è possibile lasciare l’auto.

Descrizione

Dal parcheggio ci si incammina sulla grande fiumana detritica delle Grave da Giere seguendo le tracce di passaggio e tenendosi prevalentemente sulla sinistra (si tratta del sentiero CAI n.376). Più avanti, in corrispondenza della confluenza del Ciol della Prendera, la valle si restringe un poco e curva leggermente a destra. Presso le rade zolle erbose fioriscono qui all’inizio dell’estate l’aquilegia minore e il garofano di Montpellier. Poco prima della testata della valle, alcuni ometti ci guidano sulla sinistra verso il ripiano boscato su cui sorge casera Podestine (m 1024) ora adattata a ricovero. Una parte dell’edificio risulta sempre aperta e dotata di cucina e possibilità di pernottamento mentre una seconda stanza può essere utilizzata su richiesta al Parco delle Dolomiti Friulane. Poco oltre la casera, il greto si sdoppia. Seguendo le indicazioni si risale per un breve tratto il ramo di sinistra lungo il Ciol de Soraus, mirando ad un cartello indicatore sull’altra sponda del rio (segnavia CAI n.398). Attraversato il piccolo corso d’acqua si abbandona il greto lungo il quale prosegue il 376 e si inizia a risalire un costone addentrandosi immediatamente nel bosco di faggio a cui si uniscono maggiociondolo, sorbo degli uccellatori, sorbo montano ed acero di monte. Con piccoli tornanti a pendenza piuttosto sostenuta si risale fino ad un ripiano con abeti (a sinistra, poco più in alto, si possono intravedere i ruderi di casera Parut). Ci si affaccia poi su una valletta secondaria che il sentiero contorna quasi in quota, traversando in alto tra macchie di bosco e radure. Oltrepassati due piccoli greti si esce su terreno più aperto guadagnando ben presto il ciglio di una vasta conca detritica alla base delle pareti meridionali del monte Caserine Basse. Si prende a salire in diagonale tra ghiaie e grossi massi compiendo una larga ansa. Questa ci porta a traversare in sequenza tre canali detritici intercalati da tratti più consolidati dal mugo sui quali fioriscono la ginestra stellata ed il giglio dorato. Alcuni punti franati all’inizio ed alla fine richiedono qualche attenzione ma ben presto si raggiunge il costone superiore dove la pendenza si appiana. Con una lunga diagonale, in moderata salita, si punta ora alla testata del vallone la cui conclusione si intuisce poco più in alto. Dopo essere passati qualche metro sopra la casera di Caserata, posta al centro di una bella radura, il sentiero risale ancora per un brevissimo tratto su prati invasi dal botton d’oro e dal geo fino a raggiungere la ampia forcella di Caserata (m 1505). Il piccolo edificio in legno, ottimamente ristrutturato, offre cucina e possibilità di pernottamento su tavolacci a quattro persone.
Dalla forcella una buona traccia risale sulla destra tra i mughi, raggiungendo in breve un bel ripiano immerso in un rado bosco di larici. Successivamente il sentiero riprende a salire compiendo una lunga diagonale verso destra poi con una ultima ansa esce alla base del pascolo di casera Dosaip, invaso dalla romice e situato al limitare della vegetazione arborea. Dal vecchio edificio, ridotto ad un cumulo di pietre, si apre una bella visuale sul gruppo Caserine Cornaget. Qui termina anche il marcato sentiero e per proseguire dovremo ora orientarci per un tratto in modo autonomo (rinunciare senz’altro alla prosecuzione in caso di scarsa visibilità). Ci si innalza, quindi, per tracce a monte della casera, tenendo prevalentemente la sinistra (sud). Si risale il pendio disseminato di piccole doline tra bassi cespugli di rododendro irsuto e rododendro nano su terreno facile ed ondulato. Man mano che si guadagna quota appare evidente il costone che delimita il grande catino del monte Dosaip. Mirando a questo se ne raggiunge facilmente il crinale dal quale ci si affaccia improvvisamente sulla grande conca sottostante. Il punto migliore per entrarvi è indicato da alcuni grandi ometti situati sulla sinistra rispetto alla direzione di arrivo, in prossimità della Costa de Pu. Individuato il comodo traverso erboso che immette nel catino, si scende qualche metro proseguendo poi sulla direzione indicata da altri ometti. Senza abbassarsi conviene tagliare per quanto possibile in quota il ripido pendio erboso intervallato da lingue di ghiaia instabile, mirando al termine della fascia rocciosa soprastante. Giunti alla base del pendio terminale lo si risale direttamente seguendo le tracce di passaggio ed i numerosi ometti. Allo sciogliersi della neve il pendio erboso è disseminato dalla fioritura della preziosa primula di Wulfen, tipica abitatrice delle montagne calcaree del Friuli occidentale. Su terreno sempre più ripido e faticoso ci si destreggia tra zolle erbose e qualche roccetta, guadagnando infine una ampia insellatura dove improvvisamente la pendenza termina. Qualche metro più in alto, sulla sinistra, si eleva l’ometto che segnala la vetta del monte Dosaip (m 2062), dalla quale si domina l’ampio catino che abbiamo appena risalito. L’ambiente in cui ci si trova, solitario e lontanissimo dalle mete frequentate, ripaga ampiamente della fatica sostenuta. Quasi da capogiro gli strapiombi affacciati sulla Val Silisia e sul Canal Piccolo di Meduna. Per la discesa si utilizzerà il medesimo itinerario avendo cura di dedicare qualche tempo alla ricostruzione degli ometti rovinati o mancanti.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
021
Dislivello
1200
Lunghezza Km
17
Altitudine min
914
Altitudine max
2062
Tempi
Dati aggiornati al
2013
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 27/10/2015 26-10-2015 salito ieri sul m. Dosaip, bella escursione in una zona isolata. Sentiero segnalato sino a forcella Caserate, poi intuibile, invece dalla cresta dopo casera Dosaip, a "intuizione" (per camminatori con buone caviglie). Neve a nord da mt. 1700. Cima molto panoramica, attenzione in cresta un'enorme stambecco non "gradisce" altre presenze.
  • 30/06/2015 C'E' DA SPOSTARE LA CASERA. Colgo l'occasione per segnalare un refuso sulla cartina topografica riportata a pagina 48 della guida numero 7 di Sentieri Natura - I sentieri del silenzio. La Casera Dosaip - in evidente stato di decomposizione - viene posizionata a quota 1505, in coincidenza con il punto 4, la stessa di Forcella Caserata. In realtà il manufatto si trova a quota 1.743 slm.
  • 29/06/2015 Selvatico andare di una bella domenica soleggiata, avvio lungo le ghiaie e poi il guado (mettiamo in agenda pediluvio a fine corsa), si sale ripidamente nel bosco umido dalla pioggia notturna, due “anziani” preceduti da una giovane lepre. Parlottando e guardando dopo un po' l'apripista sembra scomparso....e pure tanto sordo ai richiami. Si decide di cercarlo chi avanti e chi dietro....ed era avanti..ma tanto avanti e quindi dietrofront a recuperare l'altro cercatore. Il terzetto ricompattato sosta a casera Caserata, ottimamente tenuta e da lì l'erba alta, le ortiche le romici la faranno da padrone. La traccia è buona fino ai ruderi di casera Dosaip, dopo la montagna è lì, in attesa di essere salita. Valutiamo che forse l'ora è un po' tarda per continuare, per cui arriviamo fino al crinale senza proseguire lungo il traverso sabbioso. >Al ritorno pediluvio rigenerante nelle gelide acque e Dosaip messo nuovamente in lista.
  • 01/07/2013 30/06/2013-Ripercorsa la salita al Dosaip in una giornata fresca e dalla visibilità ottima (anche dalla cima, che offre un panorama da una angolazione insolita sui monti del Friuli e sul lago del Ciul).Prestare attenzione dalla casera Dosaip, come indicato in relazione, ad alzarsi sulla sx tra le erbe e bassi cespugli fino alla costa da cui si vede aprirsi il grande catino; poi scendere leggermente e cercare di traversare e più avanti passare sotto una paretina rocciosa, dopo la quale tra cespi erbosi si sale in cima. Visti camosci e stambecchi sulla cresta; primula di wulfen sfiorita e invece fresche soldanelle sulla neve appena sciolta. Effluvi profumati di maggiociondolo nei tratti di bosco. In zona anche il gruppo di alpinismo giovanile del CAI di Pordenone che, se mi legge, saluto cordialmente.
  • 17/06/2013 16 giugno 2013Bellissima escursione in solitaria , posto selvaggio e vario, ho incontrato un paio di camosci , la parte sopra casera Dosaip affascinante come un gioco, trovare i rari ometti seguendo la linea di cresta. Ho buttato un occho sulla forcella alla base di Caserine Alta, prossima avventura !Buone escursioni.
  • 14/06/2013 E così ho conosciuto Askatasuna!Dovevo immaginarlo,dal momento che hai salvato la vita a una zecca.Quel camoscio,50 metri davanti a me,mi ha puntato,mi ha spernacchiato e poi,fissatosi sulle zampe posteriori,ha iniziato a battere con quelle anteriori.Una minaccia bella e buona.E al ritorno mi ha aspettato.Sta proprio al termine della prima salita dopo casera Podestine,e sembra che al luogo sia affezionato.A parte questi incontri la gita è andata bene.Splendido il tempo,splendido il paesaggio.Al catino di Dosaip gli ometti sono pochi e poco visibili.Ho sbagliato salendo prima del dovuto e finendo su una stretta forcella affacciata sul lago del Ciul.Mi sono comunque rifatto scendendo un po' e raggiungendo subito la vetta.Nell'ometto,cercando bene,un vasetto di vetro contiene un taccuino.Poche le firme.Ciao a tutti.
  • 13/06/2013 Ultimamente le rare uscite “cuginiche” che inframmezzano le mie solitarie sono sempre aneddotiche o meteorologicamente infauste ma oggi si va sul sicuro, pure troppo! L’avvicinamento con due ore di auto e un’ora di ghiaie e pietrisco sotto un sole cocente incrinano la buona volontà. Una traccia sembra staccarsi dall’alveo ma è bloccata da tronchi. La deviazione però mi dona i primi ammirati sguardi a delle scarpette della madonna nascoste in un angolo della pineta. Ritorniamo sui nostri passi e dopo una salita spaccafiato, il fischio di un camoscio ci segnala l’entrata in un bosco che ci accarezza con il suo fresco respiro. Suggestivo il passaggio per i successivi greti. Giunti a casera Caserata non seguite il sentiero cai verso la forcella ma il corridoio erboso che punta più a dx. Poi la traccia è sicura in un bosco che sembra un enorme formicaio.. faccio fatica, ma mi impegno facendo del mio meglio per non calpestare nessun esemplare del glorioso proletariato forestale.. Verso il cjadin, il caldo e ricordi di una sommaria lettura ci fan sbagliare ancora la via, facendoci inerpicare sulla Costa de Pu… Il cammino in cresta nonostante la buona volontà si ferma poco prima dei 2000 mt per l’invasione dei mughi sui pochi cm liberi utili al proseguo di un ardito saliscendi. In ogni caso è tutto davanti ai nostri occhi… Selvaggia la libertà.. come il camoscio intriso di fierezza, con cui Marco (di Raibl di Udine) incontrato al parcheggio ha avuto il privilegio di un tete a tete.. Al ritorno c’è tempo per perder, oltre alle vie, anche la mia borraccia, nonché di fermarsi a bere un caffé in bar ove sembrava in corso una festa, ma, come ho scoperto a mie spese, si trattava del rinfresco di un funerale…
  • 10/10/2011 09/10/2011. Il sentiero nel tratto segnalato è stato perfettamente ripristinato. Pietro.
  • 08/04/2011 Sentiero CAI: 398. da Casera Podestine a Casera di Caserata. un tratto di c. 10 m. franato all'inizio della vasta conca detritica alle pendici del M.Caserine Basse. la frana non pregiudica il passaggio che tuttavia deve essere effettuato con molta attenzione. meisho@libero.it
  • 04/04/2011 03/04/2011il sent.398 da Casera Podestine e Casera Caserata, è franato all'inizio della vasta conca detritica, alla base delle pareti merid. del M.Caserine Basse q.1340 c., per una decina di metri circa. Ciò non pregiudica il passaggio che tuttavia deve essere effettuato con molta attenzione e piede certo.
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