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    Traversata del monte Pisimoni da Ovedasso
    Alpi Carniche
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    Traversata del monte Pisimoni da Ovedasso
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    Traversata del monte Pisimoni da Ovedasso
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    Traversata del monte Pisimoni da Ovedasso
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I percorsi di SentieriNaturaS28

Traversata del monte Pisimoni da Ovedasso

Avvicinamento

Da Moggio attraversare il ponte sul torrente Aupa ed imboccare la stretta rotabile che porta ad Ovedasso. Giunti alle prime case, risalire la stradina sulla sinistra (segnalazioni Alta Via Moggio) fin dove essa si esaurisce in corrispondenza di un grande edificio (m 433, parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
018
Dislivello
1500
Lunghezza Km
11,5
Altitudine min
392
Altitudine max
1880
Tempi
Dati aggiornati al
2004
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  • 01/11/2016 Saliti di buon passo da Ovedasso, sentieri in buono stato e la giornata con le condizioni ideali di soleggiamento non ha fatto faticare più di tanto, un paio di soste ai punti panoramici ed è cima. Vista a 360°, pianura nascosta dal mare di nubi mentre noi ci rilassiamo al sole; discesa prudente ed un po' scomoda lungo il prosieguo dell'Alta Via Cai di Moggio fino ad incontrare il sentiero 450 e proseguire lungo questo. Ruderi si alternano a nuovissime baite ottimmamente ristrutturate.Ultimi chilometri su comoda pista in un bosco che piano piano rivela l'avvicinarsi al sottostante Roveredo, suoni di campane e voci di bambini, scesi sulla stradina asfaltata l'ultimo sole illumina il monte Sart.
  • 24/06/2016 23/06/2016 Ci stavo meditando da un paio di giorni,se si poteva salire il Mt.Pisimoni...con partenza dal Parcheggio del Rif Vualt...sent.450,passando per Forcella Vidus e con L'Alta Via C.A.I Moggio in cima. Sicuramente però allungando il percorso, ma togliendo però qualche centinaio di metri di dislivello,scelta risultata azzeccata complice la bella giornata,con il sent. e L'Alta Via ben segnalati....sufficentemente visibile la traccia nei ripidi prati,non difficili ma "attenti"i passaggi fra le roccette guidati da puntuali segnavia fino al prato sommitale.Indescrivibile panorama a 360°sebbene di una cima non altissima, ma situata in un punto "stratega"...un pò faticosetto il rientro,i molteplici saliscendi si sono fatti sentire ma senza ricredermi della scelta fatta....è stato emozionante Mandi
  • 29/12/2015 Salita in cima domenica scorsa da Ovedasso, sentiero ripido ben segnalato, no neve, bellissimo panorama in vetta. Molto soddisfatta. Buon anno a tutti! Luisa
  • 24/10/2015 Fatta oggi per la prima volta la salita alla cima del Pisimoni per il sentiero 423, utilizzato anche per la discesa. Finora avevo un po' snobbato questo monte, forse perchè pensavo che non valesse la pena macinare 1500 metri di dislivello per raggiungere un'elevazione in fondo modesta, ma oggi ho dovuto davvero ricredermi! Il panorama superlativo dalla cima, complice anche la bellissima giornata di oggi ovviamente, vale tutta la fatica della salita. Incontrati pochi escursionisti per lo più stanieri. Nessuna traccia di neve fino in cima. Confermo le erosioni già segnalate in precedenti commenti, fare molta attenzione nei punti più esposti! Mauro.
  • 28/06/2014 Quante volte l’ho guardato con la bocca aperta passando da sotto, io piccolo piccolo, diretto verso altre cime e lui lì, nella sua pietrosa impassibilità. Ho sempre evitato il piramidale guardiano della val Alba, forse inconsciamente, per timore reverenziale alla sua verticalità sommessa e imperturbabile. Prima di affondare nel bosco, m’appaiono delle foglie talmente mangiucchiate da sembrare un intarsio dell’Alhambra, poi l’ultima carezza di colore: una Cefalantera rossa. A parer mio, l’itinerario è stato ascritto al gruppo del silenzio per ragioni profonde. Il cidin è una dimensione. Normalmente esterna, ma questo troi, funestato dall’autostrada, il silenzio lo esige da dentro. A volte le salite son tormentate da pensieri che non riesco a zittire, finalmente, qui, da subito, mi svuoto. Non ci sono possibilità. Il troi stesso richiede costanza, accettazione e uno stato emotivo che rasenta la trance. Salgo così in un bosco che non distrae e che propedeuticamente invita a lasciarsi penetrare, a rilassarsi, a continuare. Al primo balcone l’Amariana mette in mostra il suo profilo vulcanico, mentre il letto bianco del Fella sembra la traccia di un enorme rettile che si è aperto la strada a forza raschiando la terra. Manine profumate salutano il sole mentre le rocce promettono in breve una spettacolare fioritura di raponzoli. L’impressionante muraglia che inizia con il corno del Plauris fa sembrare il Cuzzer una mascotte di peluche Da lontano le pisimoniche cenge intimoriscono, ma da vicino sono più rassicuranti, lasciando libero lo sguardo verso le massicce balconate rocciose che le sovrastano. Vergate di nero e di grigio piangon lacrime di primavera. L’ultimo ripiano, sembra un giardino zen, dopo bosco e pietra, spunta dal nulla una macchia di verde popolata da faggi minuti che sembran esser stati potati ad hoc. Giungiamo in cima quando ormai le nuvole si son svegliate e confabulano con Kanin e Montâs, ma ce ne sono di spazi da rastrellare emozionalmente con lo sguardo! e poi lei…la val Alba! Con quel puntino rosso lontano in cui spero presto di rifugiarmi. Al ritorno, finalmente, si respiran le rocce d’Alba, addobbate di stelle alpine. Poi il troi, dal carattere pisimonico: scorbutico e testardo, mai violento o burrascoso ma ostinato nella sua scomodità, non si concede. Borbotta e mugugna, ma alla fin fine acconsente al passaggio. Solo l’invadente giallo delle ginestre in fiore tenta di stemperarlo. Dree scende veloce mentre scorgo la prima zecca. All’altezza della Forcje di Jame appare un dromedario di pietra con la gobba erbosa, poco oltre le praterie sopra gli stavoli nascondono aranciose fioriture di Succiamele. Poi farfalle e farfalle e farfalle. Ogni fiore ha la sua musa con vestiti di seta sian essi d’avorio, arancioni, bianchi o a pois. A valle vivo il dramma della sconfitta, è Dree che ottiene il trofeo Zecca d’Oro surclassandomi 34 a 24. Senza patema alcuno ci liberiamo delle ultime scomode presenze e salutiamo l’immobile guardiano che ora sembra quasi accennare un sorriso.(26.06.2014)
  • 05/01/2013 Bel anello da consigliare il prossimo anno si fa tutto cioè dal zuc dal bor in poi due macchine permettendo.
  • 30/09/2012 Percorso oggi. Andata e ritorno per il 423, tutt'altro che "del silenzio". Gran bella cima con panorama ragguardevole a 360 gradi. Salita ripida ma agevole e, comunque, priva di difficoltà tecniche. Sentiero in perfette condizioni fino agli stavoli Uerc, poi parecchio inerbito tanto da trasformarsi in esile traccia nella zona de La Plagna dove, tra l'altro, sono scomparsi i paletti di cui si fa cenno nella guida; sono però presenti alcuni segnavia che garantiscono l'orientamento. Nulla da aggiungere a quanto già descritto nel sito e nel commento di Loredana.
  • 26/08/2011 Quanto mi piace che vai sempre da sola
  • 25/08/2011 Meta odierna ed ancora in solitaria, la descrizione sul sito è fedele al percorso. Il sent.423 si inerpica ripido fin da subito, qualche ceppo sporgente aiuta nella risalita; a quota 880 ca. prestare attenzione ad un cavo di metallo che attraversa basso il calpestio.Lungo il sentiero poche fioriture di aconito vulparia, campanule e qualche ciclamino. In poco più di un'ora si giunge agli stavoli Uerc dominati dal maestoso tiglio, da lì fino a La Plagne il sentiero diventa poco più di una traccia che l'erba alta e le ginestre ricoprono rendendone difficoltosa la percorrenza; sentiero ansiogeno.Belli gli scorci sulla pianura, in un paio di punti all'altezza della prima fascia rocciosa la traccia è in parte erosa ma comunque percorribile, attenzione all' esposizione che in alcuni punti è notevole. Sul ripiano superiore alcuni evidenti segnavia hanno sostituito i paletti ed indicano la via da seguire, qui le fioriture si limitano a qualche genzianella delle Dolomiti, spilli di dama e numerose stelle alpine. Bello il corridoio fra i mughi nei pressi dell'antecima e cima, insopportabile il rumore della "civiltà" che, se pur attenuato, perseguita fino alla cima che dalle firme del libro di vetta è scarsamente frequentata. Da lì panorama grandioso a 360°. Rientro per la stessa via.Loredana
  • 28/08/2005 Sentiero CAI: 450. Da Roveredo a F.ca Vidus. Sentiero scomparso nella vegetazione. Da Roveredo parte solo una traccia insicura poi il 450 prosegue sul sent.424 fino alla q.936 della Tabacco.Poi si stacca da esso. Da non seguire il vecchio tracciato per St.li Sacout (inagibile). realgt@aliceposta.it
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  • oggi così....dalla cima
    01/11/2016 oggi così....dalla cima
  • dalla strada asfaltata che riporta a Ovedasso
    01/11/2016 dalla strada asfaltata che riporta a Ovedasso
  • la cima del Mt. Pisimoni
    24/06/2016 la cima del Mt. Pisimoni
  • panoramica dall'Alta Via C.A.I. Moggio
    24/06/2016 panoramica dall'Alta Via C.A.I. Moggio
  • Il rinoceronte. Testa di pietra somigliante al rinoceronte ( ...
    04/01/2008 Il rinoceronte. Testa di pietra somigliante al rinoceronte ( ...
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