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    Anello di Prestento
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaU37

Anello di Prestento

Avvicinamento

Dalla strada che collega Cividale a Faedis, raggiungere ed attraversare Prestento (frazione di Torreano) lasciando l’auto in prossimità di una diramazione della strada sulla sinistra (m 170).

Descrizione

Imboccato il bivio si scende qualche metro ad attraversare il torrente Chiarò di Prestento quindi si risale sull’altro lato della valle superando le ultime case. Più in alto, dove l’asfalto termina, si prosegue su una pista dal fondo sconnesso risalendo nel bosco a piccole svolte. Raggiunta la strada che unisce Campeglio a Valle, la si imbocca in salita superando il tornante dal quale si stacca la pista per il Foran di Landri. A febbraio ai bordi della pista si notano già le prime fioriture di erica, farferugine e primula comune. Dopo altri 600 metri si abbandona la strada per seguire a destra la prosecuzione del sentiero che sale da Colloredo. Evitato un tornante il sentiero confluisce nuovamente sulla strada asfaltata nei pressi di una ancona. Seguendo ora le puntuali indicazioni, con un paio di brusche svolte si rientra nel bosco sfiorando la poco marcata vetta del monte Piccat (m 620), poi si continua in piacevole falsopiano all’interno di una specie di corridoio naturale formato dagli alberi dove grossi esemplari di castagno si alternano a resti di muretti a secco ricoperti di edera. Lasciata a destra la deviazione segnalata che scende verso il Foran di Landri (vedi variante) si continua in piacevole falsopiano tra macchie boscate e resti di muretti a secco arrivando ben presto in vista delle case di Valle. Si entra in paese passando davanti alla chiesa poi, al successivo incrocio, si imbocca la stradina del Soggiorno Alpino Don Bosco (grande cartello). Sul retro dell'edificio la direzione da prendere non è evidente: ci si tiene a sinistra contornando una recinzione per poi puntare verso una macchia di pini. Seguendo un largo sentiero inerbito si risalgono le praterie a monte dell’abitato compiendo una larga ansa che termina nuovamente sulla strada di servizio alle grandi antenne. La si attraversa per proseguire lungo la traccia che si stacca di fronte. Questa sale costeggiando inizialmente un rimboschimento di abete rosso poi obliqua a destra traversando un pendio ad alte erbe, conosciuto con il toponimo di Prati della Chiesa. Raggiunta l’unica ansa si inverte la direzione e, tenendosi poco sotto il filo di cresta, si risale con facilità la dorsale fino ad arrivare al punto di maggiore elevazione del monte San Lorenzo (m 913). Nonostante la vetta sia ricoperta da una rada boscaglia a carpino nero, è possibile trovare punti sgombri da vegetazione che lasciano intravedere un panorama discretamente esteso.
Per iniziare il lungo rientro si ridiscende alla strada asfaltata continuando poi verso le antenne ed oltre fino ad un crocevia. In alternativa, dall'ansa a gomito presso la vetta, si può scendere direttamente lungo il crinale orientale, cercando i passaggi migliori tra gli arbusti. Giunti comunque al termine dell'asfalto si lascia a sinistra la pista che contorna il monte San Lorenzo per proseguire lungo la strada sterrata che si allontana in direzione est. Assecondando la linea di una dorsale si arriva ad una marcata ansa dove si tralascia la prosecuzione in discesa verso Reant e si imbocca la pista forestale contraddistinta da un cartello che descrive le peculiarità del monte Noas. Il nostro itinerario contorna quindi le pendici occidentali del monte superando una prima costruzione isolata e raggiungendo poi il complesso delle casere Noas (m 678), erette poco sotto la sommità del monte stesso. Lasciato a destra un sentiero che scende direttamente verso il fondovalle, la strada sfiora un altro piccolo impianto per telecomunicazioni. Nel tratto successivo è necessario porre attenzione nel destreggiarsi tra una serie di incroci con recenti piste di esbosco (precari cartelli segnavia T1). La direzione giusta è quella che conduce in moderata discesa verso l'insellatura che separa il monte Noas dal monte Forcjis (m 521). Guadagnata anche la sommità di quest’ultimo (m 559), una ripida discesa ci porta nuovamente sul filo della dorsale tra la valle del Chiarò di Prestento e del Chiarò di Torreano. Ai due successivi bivi lasciare a sinistra dapprima il T3 verso borgo Burelli ed infine il T1 verso Montina e scendere definitivamente sulla destra lungo il sentiero T5. Questo perde quota ripidamente su terreno malagevole raggiungendo una zona disboscata dove mancano segnalazioni. Ma non vi sono problemi in quanto le case di borgo Bassetti sono ormai vicine. Dal piccolo borgo una brevissima camminata sull’asfalto ci riporta esattamente al punto di partenza.

Variante al Foran di Landri

Dal bivio poco prima di Valle è possibile compiere una deviazione di circa un'ora e mezza, tra andata e ritorno, per visitare la grotta del Foran di Landri. Dall'incrocio, un sentiero scende lungamente nel bosco fino ad un ripiano con abitazioni. Seguendo i segnavia si giunge sull'orlo di una scarpata rocciosa molto panoramica lungo la quale si scende per ripide balze. Dopo poco la traccia piega bruscamente a sinistra e raggiunge l'ingresso dell'antro. Qui è possibile giungere anche direttamente da Prestento utilizzando il sentiero che risale la valle oltre le ultime case.

Variante diretta

La parte sinistra dell'itinerario principale può essere abbreviata salendo direttamente a Valle lungo il corso del Chiarò di Prestento. In tal caso dalle ultime case del paese si prosegue sul fondovalle fin dove la strada diviene sterrata. Qui è possibile parcheggiare e proseguire a piedi lungo la pista tenendosi a poca distanza dal greto principale. Intorno a quota 270, si lascia la strada per piegare a sinistra, su sentiero, in direzione del Foran di Landri. Poco dopo l'inizio c'è anche la possibilità di andare a visitare il Foran des Aganis. Un sentierino taglia in quota verso il solco del rio Ravedosa sul cui fianco di destra orografica si apre l'ingresso della grotta. Ritornati sui propri passi si rimonta nella boscaglia fino a raggiungere una fascia rocciosa che si segue a destra raggiungendo anche l'ingresso del Foran di Landri. Da qui si può salire a Valle come descritto nell'itinerario principale e quindi chiudere l'anello utilizzando uno dei due rami.

Avvertenze

Questa lunga passeggiata che consente di contornare tutta la dorsale del Chiarò di Prestento si svolge nella prima parte su piste e mulattiere non sempre segnalate. Porre attenzione alle numerose deviazioni che si presentano durante il percorso per le quali risulta utile se non indispensabile la relativa cartina Tabacco (041).

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
041
Dislivello
800
Lunghezza Km
13,1
Altitudine min
168
Altitudine max
913
Tempi
Dati aggiornati al
2008
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 21/03/2016 Escursione non molto remunerativa, confermo in gran parte i commenti precedenti. La discesa sul versante orientale del San Lorenzo neanche presa in considerazione dato lo stato dei rovi che la fanno da padrone. Per quanto riguarda il tratto in discesa dal Noas al Monte Forcjs : Alle Casere Noas grandi lavori di esbosco che nascondo il proseguimento del sentiero, bisogna seguire la grande stalla sulla sua parte sinistra per ritrovare la pista. Dopo l'ultima antenna c'è un bivio TI-T5 non indicato in relazione , tramite il sentiero T5 si scende direttamente a Prestento ma quello da seguire è il T1 che porta alla sella sotto il Forcis. Il T1 va seguito sempre fino all'ultimo bivio per poi prendere una traccia a destra attualmente senza numero ma con segnavia rosso/bianco, piuttosto inerbita e scivolosa. Note positive: splendide fioriture un pò ovunque di crochi, dente di cane, viole e scilla. Interessante nel tratto che precede Valle di Soffumbergo una rete restaurata di sentieri denominata "Nel Ban" che si sviluppa tra Colleredo e Valle che attraversa una parte molto interessante di bosco fino al sentiero che scende al Foran del Landri
  • 21/06/2015 Gita pessima, sentieri abbandonati, cani inferociti, è tutto andato storto: la traccia sotto al monte PICCAT non sono riuscito a trovarla. Dopo aver perso più di 15 minuti sono finito in un sentierino che dopo poco finiva in un roveto. Per arrivare alla chiesetta dove inizia l'Anello Nel Ben mi sono rovinato gambe e braccia. Un disastro. Per fortuna poco dopo ho incontrato un drago alato (capirete) che mi ha risollevato il morale. Il sentiero poco prima dell'abitato di Valle scompare e tocca camminare 10 minuti in mezzo all'erba alta un metro. La salita al San Lorenzo è al limite della percorribilità, il sentiero quasi scompare. Arrivato in cima trovo 3 zecche sui pantaloni e 4 che già iniziavano la risalita sulle gambe. La discesa del monte San Lorenzo sul versante EST è impraticabile. Rovi e vari schianti rendono quasi impossibile il percorso. Prendetevi 20 - 30 minuti con tutta calma e preparatevi ad imprecare più e più volte. Alla fine arriverete su un antenna televisiva e per continuare il percorso dovrete scavalcare un cancello con spuntoni di ferro alto 2 metri. Da qui in poi il percorso si sviluppa su un lungo sterrato e non avrete problemi. Arrivato sotto il Monte Noas sono stato letteralmente aggredito da un cane pastore inferocito, con gli occhi iniettati di sangue e i denti belli in vista. Io non ho mai abbandonato di un solo passo lo sterrato ma si vede che stavo invadendo il suo territorio. Del padrone nemmeno l'ombra. Per proseguire ho dovuto armarmi di bastone e fargli capire che non doveva avvicinarsi. Esperienza terribile. Arrivato sotto il monte Forcjis il sentiero è sparito. Inghiottito dalla giungla. Questa volta non c'è stato niente da fare. Ho dovuto abbandonare. Ho trovato uno sterrato sulla sinistra (non subito segnalato nella Tabacco) che mi ha portato giù a Montina quindi tornato all'auto per asfalto. PRESTENTO A MAI PIU' !!!
  • 31/10/2014 Ieri ho compiuto il giro, e confermo che la cresta che scende dal S. Lorenzo in direzione est è completamente invasa da boscaglia, rovi e liane.Non è lunga, ma da affrontare preparati psicologicamente! Se partite con il giusto spirito, saranno 20 minuti di divertimento; se la fate come me, quasi al buio e di fretta, non vi lascerà un buon ricordo.Al confronto i rovi che troverete scendendo verso Prestento vi sembreranno le carezze di una bella donna...
  • 16/02/2014 Ieri,sabato,evitando la deviazione verso Colloredo,ho preso la carrareccia che conduce ai due Foran (des Aganis e di Landri).L'avvicinamento è piacevole.Giunti al ponte sul Chiarò,in breve ci si imbatte,sulla sinistra,nel sentiero che ci porta alle due grotte.La prima,quella delle Aganis,è più difficile da raggiungere,in quanto la traccia,nel tratto finale,è esile.Per poter raggiungere l'ingresso bisogna calarsi nella forra lungo uno stretto sentiero scivoloso (vecchio fil di ferro come aiuto per la progressione) e ingombro di massi di medie dimensioni.Il pungitopo contribuisce ad aumentare il disagio.Bisogna poi risalire,guadando il torrente proprio sopra uno scivolo e sotto una parete rocciosa verticale incisa dallo scorrere dell'acqua.Un luogo impervio e singolare.Da qui il tragitto verso il Foran di Landri è semplice,come il resto del percorso.Non posso dare informazioni sulla salita al Monte S.Lorenzo,in quanto l'ho evitata,proseguendo in direzione di Casere Noas e del M.Forcjis.Molto appagante,in quanto permette di camminare in tranquillità.Da qui in poi ho pensato di essere stato catapultato in un altro continente.La giungla tropicale mi ha accompagnato fino alla fine.Il terreno zuppo d'acqua,quello che nutre i castagni,per capirci,sembrava burro d'arachidi.Una discesa ripida,con massi a creare dei salti insidiosissimi.Lettiera a nascondere le minacce.Rovi ovunque,affamati come piranha,a rodermi le membra.Liane pendenti.Continuo vociare di uccelli.La sensazione che da un momento all'altro avrei sentito le grida delle scimmie urlatrici.Un'ora di grande concentrazione,per evitare la culata fatale e per godermi il Borneo a venti minuti da casa.Un'altra grande giornata.A presto
  • 24/03/2013 Giornata grigia (dentro e fuori), da colorare necessariamente.. Parto alla ricerca della primavera. Il cuore si scalda subito con una miriade di fiori , ne ho contati una quindicina diversi (dalla farferuggine alla scilla). Meravigliosa l’esplosione di colori del sentiero verso Valle con una fioritura di dente di cane da togliere il fiato. Stordito perdo l’attacamento della variante al Foran di Landri ma scendo e risalgo da Valle (il percorso è intuitivo). Dietro il Don Bosco il sentiero è ora evidente salendo accanto al muretto a secco sulla destra. Sul S. Lorenzo tutto diventa uggioso, la discesa sul crinale è una battaglia con gli arbusti che escono quasi sempre vincitori, senza traccia evidente, raggiungo le antenne e il cammino si fa chiaro. Oltre le casere Noas il tutto si complica per bivi e indicazioni (puntuali ma confuse) che stonano con la descrizione dell’itinerario. Si segua sempre il T1 verso Montina o Ronchis fino all’ultimo bivio per Prestento/Borgo Bassetti. Il tratto finale sembra lo scivoloso letto di un rivolo, ritorno bagnato… ma con il sole dentro accarezzo con lo sguardo le ultime polmonarie …Itinerario dolcemente terapeutico e consigliatissimo da fare in queste giornate, anche fosse solo fino a Valle… (23.03.2013)
  • 23/01/2011 Escursione odierna, bello il panorama; la discesa sul versante orientale però è pressocchè impossibile, si intravede la traccia ma la dorsale è invasa da rovi intricati, inoltre sono state installate 3 antenne di cui una proprio sul trivio. Non ho trovato segnalato il sent.T5 in discesa ma cmnq si passa accanto al piccolo impianto di telecomunicazioni, alla biforcazione non ho visto cartello, per il resto tutto ok. Mi sembra (dallo stato dei sentieri) un percorso poco praticato, peccato perchè ci sono possibilità di allungare l'escursione.Loredana
  • 18/02/2007 Bel giro, interessante il panorama dal S.Lorenzo. Sulla carta Tabacco (o almeno l'edizione che go io ) l'attacco del sentiero T5 mi pare errato e questo può ingenerare confusione. Inoltre il T4 in discesa io non l'ho trovato e sono andato un po' alla cieca per il bosco. comunque seguendo le indicazioni del sito è impossibile perdersi.
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