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    Anello di Pani da Fresis
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaB10

Anello di Pani da Fresis

Avvicinamento

Da Tolmezzo si imbocca la statale n.52 in direzione di Villa Santina dove la strada principale si biforca. Seguendo le indicazioni per Ampezzo e Forni di Sopra, al bivio ci si tiene a sinistra oltrepassando in breve il ponte sul torrente Degano. Dopo poco, presso le ultime case di Enemonzo, si lascia la statale per deviare a destra verso Colza e quindi a sinistra verso Fresis. Qui la strada termina e possiamo parcheggiare comodamente (m 564, ampio spiazzo).

Descrizione

Lasciata l’auto, dal piazzale di Fresis si imbocca dapprima Via Principale poi Via Beorchia alla fine della quale ha inizio la carrareccia che dà avvio all’escursione. Si tralascia una prima biforcazione che scende verso sinistra e si prosegue lungo il ramo principale passando a fianco di un’ultima abitazione. Dopo un breve tratto in lieve salita, all’interno di un bosco misto di abete rosso, pino silvestre e larice, la mulattiera prende a scendere, oltrepassa una piccola forra molto profonda e scavata e guadagna il fondo del vallone. Ad una ulteriore biforcazione ci si tiene ancora a destra poi due deteriorate passerelle in legno, a breve distanza l’una dall’altra, consentono di attraversare il piccolo greto del rio Filuvigna. Oltre il guado occorre fare attenzione ad una biforcazione sulla destra. Qualche segnalazione bianca e blu sugli alberi guida a risalire a ripide svolte il pendio boscoso che racchiude il vallone fino a raggiungere un traliccio su terreno un poco più aperto. Qui il sentiero confluisce in una pista forestale dissestata che si segue in rettilineo verso sinistra (qualche bollo rosso). Ben presto ci si imbatte in un esteso franamento che ha completamente rovinato un buon tratto di strada. Destreggiandosi tra la boscaglia si aggira in alto l’ostacolo e si riguadagna il piano stradale in prossimità di un piccolo rio. Da qui in poi la pista non presenta ulteriori sorprese e dopo qualche ansa sfocia sulla strada asfaltata che si imbocca a destra risalendo in direzione ovest. Una scorciatoia, segnalata ancora da bolli bianchi e blu, permette di evitare qualche tornante ma in ogni caso si confluisce sull’asfalto e tramite questo si raggiungono le prime case di Feltrone. Alla prima ansa, senza proseguire lungo la strada, si costeggia una abitazione raggiungendo in breve le case più a monte dove un cartello CAI segnala l' inizio del sentiero n.235.
Imboccata sulla destra la deviazione, questa si presenta inizialmente come una piccola stradicciola asfaltata ma ben presto si trasforma in mulattiera e prende a risalire decisamente lungo le pendici orientali del monte Nolia. Successivamente il sentiero alterna brevi tratti pianeggianti ad altrettante salite all’interno di una bella faggeta. Si assecondano alcune rientranze della montagna in corrispondenza di due impluvi caratterizzati dalla presenza di enormi macigni. Ancora una ampia ansa ed il sentiero si affaccia su una bella insellatura ai piedi del Col Marsul dove improvvisamente il panorama si apre sulle dirupate pendici del Col Gentile. Ad un crocevia fare riferimento alle segnalazioni CAI e proseguire diritti passando accanto ad alcune abitazioni. Con un paio di tornanti si raggiunge infine la forca di Pani (m 1139), avara di visuale in quanto piuttosto stretta ed immersa nel bosco.
Pochi metri prima del punto più alto imboccare sulla destra il sentiero CAI n.221 (segnalazioni sul muretto) che attraversa inizialmente un tratto di prato all’interno della ampia conca di Pani punteggiata da numerosi stavoli. Si passa sopra alcune costruzioni poi, facendo attenzione a ritrovare i segnavia, si rientra nel fitto bosco interessato da evidenti schianti. Seguendo i segnavia ci si destreggia in mezzo ai tronchi tagliati oltrepassando poco dopo un impluvio rovinato dal ruscellamento. Si prosegue traversando in leggera discesa fino a pervenire su terreno più comodo ed aperto in corrispondenza dei ristrutturati stavoli Grant (m 1036, splendida visuale sulla conca di Pani). Da qui una pista cementata assai ripida cala a strette svolte fino a ad immettersi sulla rotabile sottostante che si segue in discesa verso destra fino a raggiungere il greto di un affluente del Chiarzò. Superatolo, si comincia la risalita su strada con una serie di svolte passando accanto ad un grande stavolo diroccato dal quale si presenta già una magnifica visuale sul tratto appena percorso. Poco prima del punto di maggiore elevazione, in prossimità di un vecchio faggio con panchina, si può apprezzare ancora meglio il grande panorama, inaspettatamente esteso, che si apre sulla valle del Tagliamento e sul gruppo del Col Gentile. Lasciata a destra la strada che risale alla forca di Pani si inizia la discesa con una fitta serie di svolte all’interno di una bella faggeta. Usciti più in basso su un versante prativo si passa accanto ad una azienda agricola quindi si inizia il lungo traverso in leggera discesa sulle pendici meridionali del monte Colza. Onde evitare un buon tratto di asfalto, circa un centinaio di metri prima della grande curva a gomito, si può imboccare una larga mulattiera che scende in direzione sud est. Inizialmente molto incassata, la mulattiera perde quota e, senza possibilità di errore, porta alle case di Fresis chiudendo così l’anello.

Avvertenze

L'escursione riunisce in una proposta circolare strade, piste e sentieri privi di qualunque difficoltà ma collegati fra loro da un buon numero di deviazioni. E' cosigliabile pertanto seguire con attenzione la descrizione e munirsi possibilmente della relativa cartina Tabacco (013).

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
013
Dislivello
800
Lunghezza Km
14,7
Altitudine min
534
Altitudine max
1139
Tempi
Dati aggiornati al
2011
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  • 14/02/2016 Sabato 13 febbraio, da Raveo saliamo alla conca di Pani in un ambiente sbiancato dalla nevicata notturna. Ogni tanto appare il sole e gli alberi si liberano dai fiocchi bianchi. Sempre suggestiva la sosta all'antico santuario della Madonna di monte Castellano. Più sopra, alla chiesetta presso Valdie mi viene chiesta da due ragazze una serie ripetuta di scatti con il loro smartphone. Nella conca di Pani, suggestiva nella cornice bianca, alcuni camini fumano mentre un gatto rossiccio si riposa in alto al mucchio di foraggio sul fienile. Al commento precedente aggiungo che il dipinto murale all'interno della chiesetta raffigurante la ritirata di Russia ben si inserisce nel sofferto contesto delle immagini della Via Crucis appese intorno.Non è una giornata fredda e al rientro, la neve si è in gran parte sciolta.
  • 07/01/2015 Assecondando l’ingordigia dal Sorantri punto più in alto, raggiungendo gli stavoli di Pani. La chiesetta degli alpini ritrae la natività sulla parete di sinistra e l’inutile martirio russo degli alpini su quella di destra in uno scontro immaginifico di gran forza che fa sprofondar nell’umano sconforto anche il cristo scolpito nel legno. Adiacente s’erge ancora la dimora d’una leggenda che ha popolato questi luoghi: l’Ors di Pani. Innovatore per la perizia e le nuove tecniche applicate alla gestione delle sue terre, consacrò la sua figura nella coraggiosa scelta di campo aiutando i partigiani della zona con generosità e coraggio, trattandoli come figli “con rustico e commovente affetto” come testimoniano le parole di chi lo conobbe. Oggi il suo stali ospita Beppo, mastro caseario che, come me, non si spiega l’uso dell’enorme macina trovata sepolta all’ingresso della chiesetta ed ora adagiata sull’angolo di casa. Visto l’orario mi indica una scorciatoia nel bosco che prendo di volata. Nella risalita rallento solo per ammirare quel solitario faggio in controluce che pare di carbone. La discesa si fa corsa, i serpentevoli tornanti son tutti trampolini per tagliar lesti nel bosco e tentar d’arrivar prima del buio. Superata l’azienda agricola del casolare Astona consiglio d’infilarsi sulla carrareccia di sinistra che porta verso il monte Colza, da qui una traccia netta accompagna a Tartinis attraverso un bel bosco che, oltre a sostituir l’asfalto, regala una bella veduta sul Sorantri e sui massicci del Crostis e del Coglians. Se si dovesse perderla infilandosi nel canale che la costeggia non s’abbia timore, esso rimanda alla traccia stessa che sbuca davanti a un pilone dell’alta tensione sovrastante i prati di Ravéis. Utile riferimento anche se si volesse seguire la traccia in salita. Tartinis m’accoglie con tre giovenche di colori diversi. Tutte lì a guardarmi con sospetto. Poco più avanti, nei prati, tra le case, riposano altre mucche rossicce che paion dividere i giardini degli umani come fossero gattoni stesi al sole. Partito da Esemon, a Maiaso taglio per i prati del cimitero, completamente bianchi. La traccia che cercavo s’è trasformata in rotabile asfaltata, oggi pista da bob. Una ragazza m’incrocia sorridente facendomi gli auguri di buon anno. Un cartello che segnala il metanodotto è l’utile indicazione che mi guida sul sentierino di sinistra che accompagnandomi al ponte.(03.01.2015)
  • 30/01/2014 Fatto interamente ieri.Neve dall'inizio,ma mai oltre le caviglie.Ciaspe rimaste in auto e mai calzati ramponi.Le passerelle sono ancora distrutte,ma,a meno che non ci sia una portata d'acqua esagerata,si passa tranquillamente.Primo inconveniente nella faggeta dopo Feltrone.Il sentiero è franato per una decina di metri.Poco prima uno sbarramento ci devia su una traccia più bassa che aggira la frana.Secondo imprevisto nel bosco interessato da schianti sul 221 dopo la Forca di Pani.Un grosso crollo di più alberi obbliga anche qui all'aggiramento dal basso,più complicato,però.Poi tutto liscio.Purtroppo le nubi basse hanno ridotto il panorama,ma la gita è stata notevole.Nevicata sempre incombente,ma sono stato risparmiato.Da ripetere.Ciao
  • 28/02/2012 i due ponticelli sono crollati del tutto ma sono aggirabili prendendo a sx al bivio che li precede (si scende 2-300m si passa la Filuvigna e si imbocca direttamente il sentiero per feltrone).per evitare un po' di asfalto, al traliccio enel si può girare a dx e poi subito a sx scorciatoia direttissima e ripida (lungo l'acquedotto) fino all'uscita dal bosco, quindi costeggiare il prato sulla sx fino ad una mulattiera che conduce direttamente a Feltrone.La foto con didascalia Monte Veltri raffigura in verità il Cret di Pil (il Veltri è il piccolo spuntone sulla dx)mandi
  • 24/03/2009 Attenzione!!! I primi due ponti sul rio Filuvigna sono completamente crollati in seguito alle abbondanti nevicate di fine anno!! Il passaggio è arduo, giacchè per attraversare il secondo ponte bisogna poi risalire la sponda del rio facendosi strada fra i rovi. Altresì il successivo tratto di sentiero, appena lasciatosi alle spalle il rio, è completamente franato ed ostruito da pini caduti!! Prestare motla attenzione!!
  • 27/07/2005 Il ponte dell' allegato n° 02 è stato costruito da Zanier Ivan & company... gratuitamente per voi escursionisti!
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