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I percorsi di SentieriNatura

Traversata del monte Tinisa dal Passo del Pura

Avvicinamento

Dal passo del Pura proseguire brevemente in direzione di Sauris superando i primi due tornanti e raggiungendo l'inizio di una larga pista forestale che si stacca sulla sinistra (m 1386, segnavia CAI n.215). Inoltrarsi lungo la carrareccia che può essere percorsa con autoveicoli ancora per qualche centinaio di metri fino ad un ampio parcheggio (m 1412).

Descrizione

Con una piccola perdita di quota la strada oltrepassa una zona erosa caratterizzata da una alternanza di rocce friabili quali gessi, argille e marne. Prosegue poi nel bosco misto di faggio e abete rosso, uno dei tipi di vegetazione più comuni nell'orizzonte montano della nostra regione, fino ad incontrare sulla sinistra l’inizio del sentiero CAI n.240 in corrispondenza del Rio della Calcina (cartello). Si sale direttamente lungo il greto destreggiandosi tra i massi per individuare i passaggi più comodi. Man mano che ci si innalza il greto si allarga, il terreno si fa più ghiaioso e la pendenza aumenta. Alcuni bolli rossi orientano il passo ma non vi è possibilità di errore in quanto il greto va risalito interamente quasi fino al suo esaurirsi a ridosso delle pareti rocciose.
Salendo si attraversa completamente la fascia vegetazionale che dal bosco sottostante si trasforma in arbusteto a mugo e larice e quindi in prateria discontinua. Approssimandosi alle pareti rocciose il sentiero si porta sulla destra del canale risalendo una ripida costola erbosa. Una evidente freccia su un masso ci porta ad attraversare il canale raggiungendo così l’inizio di una cengia erbosa. Un primo canalino friabile, in corrispondenza di una fascia di rocce rossastre, viene superato con l’ausilio di un cavo (settembre 2003, diversi ancoraggi risultavano divelti). Si procede poi su terreno più semplice seguendo la cengia erbosa, ora più comoda ma in alcuni punti esposta, fino alla base di un piccolo canalino. Lo si risale senza difficoltà su detrito terroso guadagnando uno stretto intaglio affacciato sul versante orientale del monte.
La traccia piega ora a destra su una cengia erbosa che conduce ad un breve saltino roccioso. In costante salita si traversa su ripido pendio erboso fino a raggiungere un costone dove la direzione si inverte. Su terreno sempre più ripido, per zolle erbose, si raggiunge un ulteriore forcellina, ormai in vista della croce sommitale. Il tratto che ancora ci separa dalla vetta è breve ma delicato e privo di attrezzature: seguendo il filo del crinale, ora molto esposto sui dirupi settentrionali, si supera un primo salto che necessita attenzione. In seguito la salita diviene più protetta ed in breve tra roccette e zolle erbose si perviene alla grande croce che contrassegna la cima est del monte Tinisa (m 2080, libro di vetta, panorama assai esteso).
Dalla cima est la traccia segue rigorosamente il filo di cresta che va assecondato in tutte le sue incisioni ad eccezione di qualche breve tratto. Spesso esposto ed affilato su entrambi i versanti, il crinale presenta diversi punti impegnativi che necessitano attenzione. Brevi calate su ripide zolle erbose si alternano ad altrettante salite per roccette e detriti dove la mancanza di attrezzature richiede sempre passo sicuro. Rimontati ad una quota intermedia, si ridiscende con attenzione sulla sinistra lungo un ripido pendio friabile fino a portarsi al profondo e marcato intaglio sottostante. Sempre seguendo il filo di cresta la traccia si sposta sulla destra e risale un pendio erboso ripidissimo ed esposto che termina finalmente su terreno più agevole dal quale con tutta comodità si raggiunge la vetta ovest del monte Tinisa (m 2120).
Dalla vetta la cresta precipita bruscamente verso il Malpasso di Tinisa ma in realtà le difficoltà sono ormai terminate in quanto dopo pochi metri di discesa si incontra un canale detritico recentemente attrezzato con cavo metallico. Tramite questo si perde agevolmente quota portandosi su un ripiano ghiaioso pensile. Si cala ora a piccoli tornantini piegando poi sulla sinistra fino ad incontrare un’ultima paretina rocciosa attrezzata con cavo e staffe. Da qui in breve si raggiunge il Malpasso di Tinisa (m 1960) dove si presentano due possibilità: continuare sulla sinistra per il sentiero naturalistico Tiziana Weiss oppure scendere più direttamente sulla destra verso casera Tintina. Nel secondo caso, superata la breve ed esposta cengia attrezzata a ridosso del Malpasso, con una lunghissima serie di serpentine su terreno sassoso si cala ad un ripiano con mughi. La pendenza si attenua ed il sentiero, attraversato un rio, raggiunge il pascolo di casera Tintina dalla quale tramite la carrareccia di servizio, con lievi saliscendi ci si riporta al parcheggio.

Avvertenze

La salita alla cima est del monte Tinisa presenta passaggi di primo grado ed un passaggio finale intorno al secondo piuttosto esposto. La traversata verso la cima ovest si svolge su un crinale affilato, infido e privo di attrezzature che richiede notevole attenzione e dimestichezza con il terreno friabile ed esposto.
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
AA - Percorso attrezzato
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
02
Dislivello
800
Lunghezza Km
6,2
Altitudine min
1412
Altitudine max
2120
Tempi
Dati aggiornati al
2003
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  • 08/06/2017 Escursione fatta domenica 04 Giugno. Arrivato sul P.sso Pura da Ampezzo con i miei “Amici di cordata”, mi sono subito reso conto che la giornata purtroppo non ci avrebbe regalato i magnifici panorami che il M.te Tinisa sa regalare. Una fitta nebbia e nuvoloni minacciosi hanno fatto da padroni di casa.Dopo breve pausa al Rif.Tita Piaz , dove finnalmente abbiamo trovato un gestore simpatico e cortese , ci siamo incamminati verso il bivio poco distante , ove inizia la pista Forestale e al tempo stesso il Sent. Naturalistico T. Weiss .Tutto è immerso tra abeti e faggi di un “verde giovane”e profumato. I prati limitrofi sono un’ esplosione di Botton d’oro . Fate attenzione nel passaggio di un canale detritico in continuo smottamento . Superato questo tratto, il sentiero è sempre immerso nel bosco fino a sbucare sulla radura che ospita la Malga Tintina mt.1495 . Panorama su tutto il M.te Tinisa , sulla Sella Malpasso e sulla sua dorsale dove il Sent. T. Weiss lo percorre in tutta la sua lunghezza .Poco lontano dalla Malga ,si prende il sent.233 che tra nebbie , pini mughi e svariate specie floreali inizia a salire . Il sent. ben segnalato è sempre costantemente in salita e non mancano i passaggi ostici ma non insuperabili. I panorami sarebbero favolosi, ma la nebbia ci impedisce di ammirare il tutto . Dopo circa un’ora di buona salita, si arriva ad un’attacco di un piccolo tratto attrezzato ( USATELO !!! ) agevola il passaggio di una cengia stretta e scivolosa, ma ti mette sicurezza . A questo punto siamo arrivati su Sella Malpasso mt.1960. La nebbia non ci permette di ammirare i panorami e ci fa desistere per l’ascesa alla Vetta del Tinisa e optiamo per la continuazione del sent. T.Weiss . Il sentiero attraversa in un sali_scendi continuo tutta la dorsale in Cresta con numerose tabelle informative / interessanti ed è un tripudio di bellezze floreali , di passaggi caratteristici come La Punta dell’Uccel , Il Torrione di Montòf e di tutti i punti panoramici a 360 °che noi purtroppo non abbiamo potuto ammirare . Una volta scesi a forca Montòf si riprende il sent. che riporta dapprima nel bosco , poi nuovamente sulla radura di Malga Tintina e infine al Rifugio .Escursione da prendere in seria considerazione e se il tempo è bello, ,avrete che divertirvi .
  • 28/05/2017 La cresta nel cielo, la voglia di percorrerla è così tanta che “l'articolo il” (di cui io sono la i) indossa gli scarponi al rifugio Tita Piaz...., ma perchè? Mancano un bel po' di metri per giungere al parcheggio, quello vero e si risale in macchina; la c'è uno che parte ed un altro che si barda con calma, al rio della Calcina un ometto ed un antico segno indicano la vecchia via che sale, casera Tintina chiusa, il prato riverbera di botton d'oro. Ci incamminiamo con un occhio a terra ed uno in alto, a cercare quello che la alta foschia nasconde, un paio di metri di un residuo nevaio e una bella scarica di sassi, aspettiamo....aspettiamo che l'autore aggiri il canalino ed esca allo scoperto..fatto! Con qualche breve tratto attrezzato si è in cima, grande croce, panchina, libro, fioriture, grande panorama (solo un po' di foschia) che volere di più? La sosta è breve, cosa ci riserverà il lungo tratto di cresta? Eh, scendi e risali, e scendi scendi scendi, cavi, rocce, roccette e verdi ancora giallognoli, un'infinità di orecchie d'orso e camedri, primule di Haller, una coppia che fa il giro in senso antiorario e si intravede un omettone, cima ovest! Discesa verticale e breve ed alla fine il ghiaino del Malpasso ed il vento della forcella. Continuando lungo il sentiero ci rigiriamo spesso ad accarezzar con lo sguardo la lunga cresta, qualche sali scendi ancora ed un ultimo cavo, un po' di ghiaietta e anche la forca Montof è raggiunta; poi segnavia 215, nell'aria profumo di bosco estivo, quel buon odore di legno che sta cedendo tutti i suoi profumi....continui scorci sulla lunga cresta percorsa fino a casera Tintina dove c'è chi raccoglie erbe; la freschissima fonte è una goduria, ultimo tratto veloce, si parla di caffè e della crostata che attende in auto
  • 11/07/2016 Percorso il 9 luglio 2016 in senso orario. Come ben descritto nella precedente relazione di Diego Spagnolli, il sentiero parte ora da Casera Tintina, le attrezzature sono state rinnovate in tempi recenti e sono perfettamente in ordine ed i punti più delicati sono stati quasi tutti attrezzati. Sulla cima est fa bella mostra di sé la nuova croce (inaugurata nel 2015) con funzionale cassettina a chiusura ermetica per il libro di vetta. Sotto, panchina con splendida visione panoramica verso la vallata del Tagliamento. La cima ovest, la più alta, è invece segnalata solo da un semplice ometto di pietre. La salita alla cima est e la rapida calata dalla cima ovest al Malpasso, anche se con brevi tratti quasi verticali, non presentano difficoltà eccessive, sono molto ben attrezzati ed i punti esposti stati tutti messi in sicurezza. A mio parere il tratto più delicato ed esposto del percorso è invece la traversata tra le due cime, che avviene proprio sul filo di una cresta molto affilata, tenendosi preferibilmente a sud, ma con qualche passaggio anche a nord. Giro splendido e molto remunerativo, relativamente breve e non particolarmente faticoso, ma che necessita di una certa esperienza, piede sicuro ed assenza di vertigini. Da non dimenticare i guantini da ferrata, consigliabile anche, per prudenza, il caschetto. Nostri tempi di percorrenza: 2 ore alla Cima Est, 2.50 alla Cima Ovest, 4.30 totale.
  • 06/07/2016 05/07/2016 Al rientro dal sent.Tiziana Weiss, l'esc. al Mt. Tinisa messo subito in agenda,troppo intrigante per non provarci. Con la giornata ideale e il "set"ferrata da collaudare la saggia decisione di salirci,sebbene con un pò di apprensione,percorso già ampiamente descritto nei precedenti commenti,ben segnalato e con le attrezzature sicure ed efficenti,penalizzato solo con perdita di quota e sent. sdrucciolevole nella variante per baipassare l'ultima cresta,ritenuta troppo esposta, per il resto....una meraviglia di colori e panorami.Una bella traversata, su una cresta affilata e fiorita da affrontare con dovuta attenzione,ma mai "pericolosa",con indescrivibile visuale dalle due cime con il lago di Sauris in sempre in primo piano.L'emozionante discesa poi verso il Malpasso e il rientro per il percorso più breve....l'anello del Tiziana Weiss, fatto a giugno.....Bellissimo..da rifare..Mandi
  • 07/08/2015 Escursione effettuata in senso orario il 6 agosto; dalle tabelle incontrate ho scoperto che la traversata ha preso ora il nome di "Sentiero attrezzato De Monte Pascul - La cresta nel cielo"; il bivio dalla sterrata 215 non è più in corrispondenza del rio della Calcina ma più avanti, all'altezza di casera Tintina (un po' prima del 233 per il Malpasso) e il sentiero traversa in diagonale verso sinistra prima di puntare verso le rocce del Tinisa; le attrezzature trovate lungo tutto il percorso sono in buone condizioni e permettono a mio parere una traversata sempre sicura (con la dovuta attenzione richiesta in montagna); rispetto alla relazione, ci deve essere stata una rilevante modifica del percorso, per renderlo più sicuro, poco prima della cima ovest: dopo essere scesi verso sinistra lungo il ripido pendio friabile (aiutati da un cavo metallico) fino al marcato intaglio sottostante, non si segue più il filo di cresta, risalendo il pendio erboso ripidissimo ed esposto (passaggio che doveva essere delicato ed evidenziato anche dal precedente commento) bensì, seguendo i segni e più avanti alcune frecce rosse su paletto, si perde un po' di quota lungo un canalino un po' scivoloso, si traversa verso destra e si ritorna sulla cresta risalendo un pendio erboso abbastanza ripido ma non esposto; sceso al Malpasso ho continuato lungo il sentiero naturalistico Tiziana Weiss, molto bello anche se in diversi tratti l'erba è molto alta. Nel complesso itinerario molto appagante che mi sento di consigliare, ciao a tutti!
  • 19/10/2014 Fatto oggi. Mi associo a coloro che hanno consigliato di fare l'anello in seno orario, in modo da poter fare in salita il crinale erboso molto esposto, prima della cima ovest. La giornata è stata bellissima, calda, e il panorama dalle due cime semplicemente grandioso. Non ho incontrato nessuna traccia di neve. Mauro.
  • 27/07/2014 26-07-2014 All'inizio delle attrezzature, salendo in senso orario, dove il sentiero attraversa un canalone che scende fino alla strada della casera Tintina, il canalone stesso è ancora pieno di neve, attenzione nell'attraversarlo visto che è abbastanza ripido. A circa metà strada, tra le due cime, in uno dei vari passaggi in cresta con attrezzature, vi è un cavo con un supporto divelto, fare attenzione perché vi può sbilanciare, per il resto tutto OK
  • 04/10/2013 Percorso fatto il 1 ottobre. Più che una via ferrata lo definirei in generale un sentiero attrezzato, tant'è che il tratto più delicato è sprotetto; mi riferisco a quel salto su erba e roccette tra le due cime, non difficile ma espostissimo (I+). Raccomando la percorrenza dell'anello in senso orario, così le difficoltà maggiori sono in salita. In ogni caso bellissimo itinerario.
  • 30/09/2012 Percorso il 22 settembre 2012, giorno dell'inaugurazione del nuovo sentiero attrezzato "De Monte Pascul" che sosituisce l'ascesa del sentiero 240 per la cima est del Tinisia; il percorso è esageratamente segnalato fino ad incontrare il 240, poi, sinceramente la segnaletica lascia a desiderare. L'ascesa e la traversata in cresta sono ben attrezzate con passaggi abbastanza impegnativi. Abbiamo fatto la traversata completa fino a Forca Montof e ridiscesi per il sentiero Tiziana Weiss. Appagante
  • 21/08/2012 Alla Casera Tintina appare un nuovo cartello in legno (non CAI) che indica per un sentiero attrezzato che sembra dirigersi verso la Cima Est della Tinisa, dove cioè arrivava il vecchio sentiero 240 (ora dismesso) che iniziava prima della Casera, precisamente presso il Rio della Calcina. Quasi certamente il percorso poi percorre l'intera cresta della Tinisa, arrivando alla Cima Ovest e quindi alla Forcella del Malpasso, dove infatti è posto un analogo cartello che indica per la cima. Per quanto riguarda il tratto, percorso oggi, tra la forcella e la Cima Ovest (la più alta), confermo quanto riportato nell'ultimo commento: qualche chiodo è divelto ed un tratto di corda (in un punto delicato) è quasi completamente tranciato; inoltre presso la vetta (in un punto facile, però) 3 chiodi nuovi non hanno alcuna corda che li attraversa.
  • 09/07/2012 Percorso il 7 luglio 2012 il tratto tra il Malpasso e la cima Ovest (la più alta). Il secondo tratto attrezzato presenta un ancoraggio uscito dalla sede e il cavo è tranciato quasi completamente (facendo attenzione e usando il cavo solo per l'equilibrio comunque si passa). Alla fine del passaggio in cresta dopo questo tratto si presentano due alternative (entrambe segnalate): o proseguire dritti su roccia buona (II grado non attrezzato ma poco esposto) o fare un traversino a destra su terreno sdrucciolevole per poi proseguire su un tratto marcio e argilloso dotato di cavo (anche questo non in ottime condizioni). Correttamente (a mio parere) al Malpasso è stata tolta l'indicazione sentiero chiuso e la cima viene indicata come ex sentiero 240.Solo per esperti.
  • 12/07/2011 Percorso il giorno 12 luglio 2011, dalla antecima est, alla cima principale. Il sentiero CAI 240 è dismesso per ovvi motivi, e la via è per SOLI ALPINISTI (Ripeto: NO ESCURSIONISTI). Ci sono dei passaggi delicati di 2° grado delicati non tanto tecnicamente, ma quanto per la presenza di roccia tutt'altro che buona e presenza di detriti, tra l'altro anche esposti. Già il primo tratto, quello a sinistra dopo aver percorso tutto il "riu dalla Cjalcina" presentava forti insidie, quali presenza di fondo con detriti, roccia marcia e terreno argilloso e per giunta bagnato. Un bel procedere come sul ghiaccio !!!! Questo per me è stato il tratto più insidioso, oltre alla trentina di metri per arrivare dall'intaglio tra la "cima di mezzo" e la cima principale, con tratto espostissimo.Non servono i segnali sbiaditi che troverete lungo la via per procedere, tanto quando dovrete deviare a sx, la cosa sarà istintiva, a meno che vi caliate su pareti marcescenti e con detrito "pesante" che la corda vi tirerà addosso. Bel giro ma lo consiglio con l'uso della corda e per chi la sa usare, che di vite ne avete solo una. Un livello tecnico di arrampicata su gradi più elevati, può dare secondo me meno preoccupazione del "frait" del percorrere la cresta del Tinisa.Mandi. Pietro
  • 18/06/2008 Sentiero CAI: monte tinisa. salita alla cima ovest dal malpasso. il tratto attrezzato poco prima della vetta presenta due fittoni divelti. Presente comunque in loco una segnalazione di "sentiero inagibile". ziacris@yahoo.it
  • 07/07/2007 Errata corrige: calare a sx per arrivare all'intaglio
  • 07/07/2007 Percorso il 7 luglio 2007. Anche se segnalato inagibile (stranamento solo da un lato) il sentiero è percorribile, solo alcuni ancoraggi divelti in un punto non pericoloso. La parte più impegnativa è la traversata tra le due cime, in più punti assolutamente non banale e riservata a chi ha un minimo di esperienza arrampicatoria. Segni in questo tratto molto sbiaditi (ma di fatto non servono tranne che nell'ultimo grosso intaglio prima della cima principale: lasciare con un poco di anticipo il filo di cresta e calare a dx per arrivare all'intaglio e da questo non deviare a sinistra ma salire in arrampicata mirando al segno che si vede qualche metro sopra.
  • 19/07/2005 Sentiero CAI: 240. Da Casera Tintina a vetta monte Tinisa. Percorso inagibile (cartello) verosimilmente causa tracciato in più punti particolarmente dissestato/franato/rovinato.. g.verbi@aliceposta.it
  • 19/07/2005 Sentiero CAI: 240. In corrispondenza del Rio della Calcina (cartello), inizia il sentiero 240 fino al mal Passo del Tinisa. Il sentiero suppongo sia inagibile per il rifacimento del sentiero attrezzato. Ho provato a proseguire dopo il mal passo del Tinisa percorrendo per un tratto il sentiero 240 e ho notato che le corde d'acciaio erano nuove, quindi suppongo stiano rifacendo il percorso. tribaldri@hotmail.com
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