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    Anello del monte Floriz dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Floriz dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Floriz dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
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    Anello del monte Floriz dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
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    Anello del monte Floriz dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaV22

Anello del monte Floriz dalla strada del passo di Monte Croce Carnico

Avvicinamento

Da Tolmezzo si risale completamente la Valle del But lungo la strada statale 52b fin oltre l'ultima frazione di Timau. Oltrepassato l'abitato proseguire verso il confine italo austriaco lungo la statale che conduce al passo di Monte Croce Carnico fino al terzo tornante (m 1083, piccolo spiazzo per il parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
09
Dislivello
1200
Lunghezza Km
18
Altitudine min
1083
Altitudine max
2184
Tempi
Dati aggiornati al
2011
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  • 17/10/2016 16/10/2016 Ripercorso dopo un anno il panoramico anello,con la variante da Collina... per Cas.e forc. Plumbs,ma stavolta con una ottima giornata,potendo così gustare al meglio le meraviglie del luogo. Saliti con la carrareccia fino a Cas.Plumbs, evitando il bosco visibilmente "inzuppato",poi sent. fino al Rif. Marinelli,dove diversi escursionisti delusi della prematura chiusura si ristoravano al tiepido sole. Una densa nuvolaia persistente privava la vista delle cime del gruppo Coglians, Chianevate,Creta di Collina rendendo però sempre suggestivo il paesaggio. La discesa utilizzando il sent.fino alla Malga Moraretto...poi con la carrareccia al Rif. Tolazzi (aperto), e il rientro all'auto .Mandi
  • 04/08/2016 Percorso il 3 agosto l'anello del monte Floriz nella versione che parte e arriva a casera Val di Collina.Dala strada di passo Monte Croce, si risale in auto la pista carrareccia che, a tratti un po' sconnessa, porta alla casera (divieto di transito ulteriore). Da qui risaliti a casera Plotta. Il sentiero che taglia le pendici del Floriz e porta a ruderi di casera Floriz alta è ben visibile, probabilmente calpestato dal gregge di pecore che anche oggi pascola nei pressi. Sempre di godibile percorrenza il bel traversone alla forcella Plumbs con le fioriture estive; poi vetta del Floriz con i resti delle trincee; il Marinelli con il suo andirivieni di escursionisti e bikers; il laghetto di Plotta molto inerbito. Il colore dell'escursione è il Verde. Buone escursioni.
  • 22/12/2015 anna.marchenkovaanna...maybe we meet on the top of Mt. Floriz last saturday? I was there with my girlfriend...i told with som people and a group of 5 persons....ascensione pulitissima dal Tolazzi, dal Collina qualche traccia di neve si vedeva. Sfruttate la stagione...non ve ne pentirete! Ricovero invernale al Marinelli CHIUSO.
  • 20/12/2015 We have done this hike yesterday (19/12/15). Very nice, technically easy, great views along the path and on the top. If the weather is nice the panorama is amazing! The path is sometimes poorly visible, but mostly it's a broad dirt road. There is some snow along the path, but not much, and no snow at all on the top.
  • 13/12/2015 Saliti ieri al monte Floriz. La salita è stata fatta dal Tolazzi passando per il Marinelli, utilizzando in parte il sentiero e in parte la pista. Qualche breve tratto ghiacciatino sotto, in alto non problemi di neve; calma di vento, sole e clima più che piacevole in cima. Ci raggiunge un escursionista, mentre il binocolo ci consente di avvistarne un altro in cima al Coglians, e alcuni sul Crostis.
  • 07/12/2015 05/12/2015-Saliti a Forcella Plumbs dal passo di Monte Carnico. Il segnavia 148 conduce, con una perdita di quota nel bosco di faggio, all'innesto con la pista per Casera Val di Collina. Avvistato un branco di cervi nel vallone del rio Chiaula. Abbiamo superato le nebbie a circa 1800 per trovare una limpida giornata di sole.
  • 11/11/2015 Floriz, ma a modo mio. Sul rio di Collina stan ricostruendo il ponticello e per ora è necessario guadare più a monte. Dalla casera l'intenzione è seguir la traccia che diparte alzandosi in diagonale verso sud, raggiungendo il crinale orientale del Floriz. Pare marcata ma poco dopo adotta la tecnica della moltiplicazione ninja. Ne appaiono una manciata. Tutte evidenti. Non v'è dubbio che un folto plotone ovinico sia il responsabile. La montagna sta sprofondando o nell'abbandono o nel votarsi a parco giochi temporaneo, ogni casera che riprende vita è una conquista. Ma in questo caso il prezzo c'è: quasi tutte le tracce che permettevano di raggiungere le varie zone di monticazione (bovina), sono ormai irriconoscibili. Un gregge di pecore così enorme come quello che notai a suo tempo in zona, ben diverso da un bovino incedere, spesso solitario e quasi mai abitudinario, lascia segni indelebili sul territorio. Seguir quella giusta equivarrebbe a vincere al lotto per ogni ruota, quindi è facile trovarsi su di un crinale dirupato e malagevole. Alla fine raggiungo la facile dorsale erbosa. Cammino nel bel mezzo della fumate, in un'atmosfera ovattata. L'erba è spettinata e china a terra, lunga. Pare quasi di calpestar una criniera. Sulla destra passo piccole pozze a forma di lacrima, ammantato dai vapori mentre la visuale continua ad esser invisa ai lati. Poi, poco sopra i ruderi della casera Floriz alta, il crinale s'allarga. Lascio sulla sinistra la traccia che prosegue verso forcella Plumbs, tagliando l'ultimo cocuzzolo dal versante nord. In pochi passi sono emerso. Quasi violentemente vengo catapultato in un altro stato emozionale. L'altitudine si fa parto. Dietro di me abbandono un manto che fungeva da placenta. Ora sono poco al di sopra di quel mare di nubi. In un istante irrompono colori, picche ed orizzonti. Un contraccolpo difficile da sostenere. Decido di proseguire alla cimotta successiva. Nella discesa mi blocco. La luce è viva e si prende gioco di me. Decine di metri più in basso scorgo la mia ombra, contornata da un minuscolo arcobaleno circolare. Ho forse perso la ragione? Faccio una foto. Riproduce esattamente ciò che vedo. Sulla cima mi distendo, lasciandomi scaldare da un sole prepotente. Al ritorno raggiungo forcella Plumbs e scendo per l'isolata val di Chiaula. Anche qui la traccia è stata masticata da una miriade di zoccoli. Ma basta l'udito, lo sguardo non serve. E' necessario tenersi a destra dei due rii. Sprofondo nuovamente nel bianco. Più in alto m'accompagna il richiamo d'un cervo. Non mi sono mai recato nelle Highlands ma non ho dubbi sullo trovarmici ora. Ho ancora dentro quelle vaporosità che trasforman ogni rumore in sussurrio, che ingentiliscono i passi, che fan trapassare la realtà nel fantastico. Il dolce sapore dell'ignoto, del vagare per errare senza meta alcuna anche se sai perfettamente dove sei e ove giungerai. Solo più in basso scelgo di seguire il vociar dell'acqua. Cambiandone spesso sponda. Finche le parole finiscono sotto terra. Allora entro nel suo letto. I massi, resi madidi da piogge e fumate, palesano i propri cromatismi. All'eccesso. Viola e verdi marini, meteoriti arancioni, sassi d'un rosso carnoso che impressiona. La luce riappare sullo sfondo, in strane tonalità pastello. E' pomeriggio inoltrato quando riprendo il troi 175 per la casera. Un traverso splendido che permette di ammirare i fianchi del Crasulina. Punteggiati da qualche conifera scura e da sparuti larici che paion fiammelle. La luce continua a giocare ed i prati assumono strane tonalità di verde. Differenziandosi ad ogni cambio di prospettiva. A pochi metri dall'auto tutto si fa notte.(30.10.2015)
  • 10/10/2015 Percorso fatto oggi, con la variante da Collina, con partenza dal loc. Edelweiss seguendo la rotabile per la Casera Plumbs, poi alla omonima forcella, dalla quale il Mt. Crostis era una meta "fatibile", ma le nubi basse e un vento fastidioso non invogliavano la salita.Dalla forc. Plumbs in salita e nel traverso del Mt.Floriz un susseguirsi di grigie aperture....poi la vista annebbiata del Rif. Marinelli in veste invernale (chiuso)da dove un esc.infreddolito si riparava dalle fresche sfrezate di bora. a brevi intervalli, la nebbia ci concede pure meritate viste a valle e parzialente al Mt.Coglians, con il sent. 143 la discesa verso la Casera Morareet (pure chiusa)poi al Rif Tolazzi, per un caldo caffè,infine al punto di partenza (Edelweiss).Pure in veste autunnale e con pò di disagio la vallata è meravigliosa......Mandi
  • 07/08/2012 Il giorno 5 agosto 2012 il mio compagno ed io abbiamo deciso di salire verso il rifugio Marinelli trovando sul vostro sito questo bellissimo percorso.Per arrivarci si sale oltre Paluzza,superando una serie di tornanti fino ad arrivare quasi al confine con l'Austria.Sulla sinistra vi e' un ampio parcheggio dove si lascia la macchina ,quindi si prosegue a piedi verso il bosco.Ci sono 2 percorsi uno e' il CAI 148 e l'altro il CAI 146.Abbiamo preso il secondo,a mio avviso meraviglioso.Per me che non andavo a camminare da 3 anni e' stato faticoso,ma nonostante tutto posso dire che lo rifarei altre volte.Comunque si procede su un sentiero di ghiaione e sassi di varie misure,salendo sulla sinistra si puo' vedere lo spiazzo del sentiero 148 quello che poi noi faremo al ritorno per la discesa.Si odono i campanacci delle capre che risalgono il fianco della mantagna a lato.Noi proseguiamo la nostra salita,ci sono molte persone ,famiglie intere anche con bambini.Arriviamo in uno spiazzo sempre in salita verdeggiante con le cime delle montagne ben visibili,rondini e altri uccelli ci volano vicino,si sentono fischiare le marmotte e infatti ne avvistiamo alcune che stanno prendendo il sole sdraiate su una collinetta di terra e un'altra che fa da vedetta per prevenire eventuali pericoli.Fatte le mie foto si prosegue verso il Marinelli,le ore segnate sul cartello arrivati al parco del monte Coglians sono ancora 2 da fare.Ci sono fiori e farfalle,respirare l'aria e' un toccasana,si sente anche lo scorrere dell'acqua che affiora dalle roccie.In alto verso le cime del Coglians si vede anche un rapace che vola lasciandosi cullare dalle correnti di quota.Ci sono tratti di salita abbastanza impegnativi,ma non impossibili.Salendo sulla destra si puo' notare quella che era una casera o uno stavolo,da quella parte si prende per la Casera Verde CAI 147 .Noi invece andiamo avanti per il CAI 146 .Arriviamo in cima alla salita,paesaggio mozzafiato facciamo una breve sosta per bere un po' d'acqua,e per ammirare madre natura.Poi ripartiamo,altra salita con roccie sul sentiero che affaticano la camminata,dopo 5-10 minuti si arriva ad una discesa con sulla sinistra uno strapiombo,corde di ferro e una scaletta nella roccia ,nulla di spaventoso,ma da percorrere con attenzione.Scesa la scaletta e tenedosi sulla destra si prosegue in mezzo a fitte ortiche ai lati ,per poi arrivare in uno spiazzo aperto dove altre marmotte la fanno da padrona.Ne fotografo una a nemmeno un metro da me,mentre stava uscendo dalla sua tana ignara della mia presenza.Da qui un'altro cartello ci avvisa che manca un'ora al rifugio.Arriviamo in una vallata completamente verde,con un piccolo stagno e alcune mucche in relax,qualche tavolo in legno e panchine per fare una sosta e poi davanti a noi l'ultima salita fatta a tornante per arrivare al Marinelli a quota 2120 mt.Dal Marinelli la vista e' bellissima,salendo sulla sinistra abbiamo la discesa che porta al rifugio Tolazzi e a Collina,a destra invece un paesaggio idilliaco.Noi abbiamo mangiato al rifugio,non e' molto economico,ma si mangia bene.Almeno una volta e' da provare.Dopo un ora e mezza ripartiamo per il sentiero CAI 148,la discesa e' di ghiaia normale,il paesaggio bello,ma il meglio era quello dell'andata.Comunque le sorprese non sono terminate,scendendo sento uno squittio,vedo un povero topolino ruzzolare dalla collinetta a lato spinto da un suo simile dopo un contrasto almeno così credevo,mi avvicino sperando che non si sia fatto troppo male,lo prendo tra le mani e haime' perdeva dalla vena della zampa tanto sangue,stava morendo dissanguato.Io amo gli animali da morire,ma purtroppo non potevo fare nulla per lui,lo adagio sul terreno dove dopo un po' muore.Ma la natura e' questa,il debole purtroppo soccombe,quello che avevo visto prima non era un suo simile,ma bensì un predatore che ambiva alla sua cena,una bellissima Donnola esce incurante di me per venire a prendere il suo pasto,non potevo non farle una foto .La natura e' bella anche per questo,ha le sue leggi e vanno rispettate,quello che molti di noi non fanno.Comunque scendendo si potranno vedere ancora mucche,malghe,sentire le marmotte che fischiano,caprette che mangiano,vedere funghi , piante nel sottobosco e ammirare l'altro lato della montagna.L'ultimo tratto di 20 minuti ci ha fatti entrare nel bosco di abeti ,erano le 19 di sera,eravamo gli ultimi a rientrare,siamo sbucati nello spiazzo che si vedeva all'inizio mentre salivamo.Qui si vedevano 2 stagni,le caprette ,mucche che pascolavano e a destra verso il parcheggio ,degli scout con le loro tende pronti per passare la nottata.Consiglio a tutti questo magnifico percorso immerso nella natura,almeno una volta e' da fare.
  • 04/07/2010 a distanza di 3 anni, ho ripercorso questo itinerario , trovandolo fedele nella sua descrizione e addirittura migliorato dalla mia precedente salita, essendo tutti i sentieri ben segnalati, anche quelli che sulla carta Tabacco risultano essere solo delle tracce di sentiero. Itinerario lungo se vogliamo, ma altamente remunerativo.Farlo in una bella giornata di sole, diventa oltremodo emozionante.Buona vita a tutti.
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