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  • Cumuli estivi presso la vetta del Monte Re
    Monte Re da Cave del Predil
    Alpi Giulie
  • La cava del Monte Re
    Monte Re da Cave del Predil
    Alpi Giulie
  • Tronco di pino liungo il sentiero del Monte Re
    Monte Re da Cave del Predil
    Alpi Giulie
  • Il caratteristico crocifisso del Piccolo Monte Re
    Monte Re da Cave del Predil
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  • La tubatura per il trasporto del materiale minerario
    Monte Re da Cave del Predil
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I percorsi di SentieriNaturaU34

Monte Re da Cave del Predil

Avvicinamento

Punto di partenza dell'escursione è il villaggio minerario di Cave del Predil, raggiungibile da Tarvisio o Sella Nevea. Da piazza della Chiesa imboccare via della Chiesa, superando il ponte sul Rio del Lago. Oltrepassate le ultime case si prosegue su una sconnessa pista sterrata fin dove essa termina presso un vecchio edificio minerario (m 1023, parcheggio lungo la pista). Chi fosse interessato a visitare anche gli edifici intermedi può lasciare l'auto in paese e risalire a piedi.

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Escursione
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
019
Dislivello
900
Lunghezza Km
5,4
Altitudine min
1023
Altitudine max
1912
Tempi
Dati aggiornati al
2011
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 07/08/2016 Completely agree with Giuseppe. I assume, we met on the summit today.
  • 07/08/2016 Fatto oggi 07/08/2016 in una bella giornata estiva. I 100 metri supplementari non sono un optional (e neppure un aggravio così importante) in quanto la sterrata che conduce all’edificio di quota m 1023 è interessata da lavori di consolidamento ed è interdetta alla circolazione dopo il primo centinaio di metri (ampia possibilità di parcheggio). Il tratto su sterrata serve da riscaldamento, poiché poi, da dove inizia il sentiero alla cima, non c’è praticamente un attimo di tregua. Il percorso non è difficile, ma alquanto impegnativo, adatto per escursionisti allenati. La vista dalla cima ripaga ampiamente di tutte le fatiche ed invoglia a fermarsi a lungo, ma bisogna mettere in preventivo che anche la discesa richiede il suo tributo di sudore! Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 30/04/2016 We did monte Re today (30/04/16). Nice track, great views from the path and from the top. However, there is still a lot (!!) of snow along the second part of the pass. It is very wet (!) and very slippery (!), hard to go up. But still, we managed to make it to the top and back :)
  • 11/11/2015 Trovata deserta ieri la cima del Re, a parte qualche simpatico gracchio.Siamo partiti dalla chiesa di Cave del Predil, decisione saggia viste le condizioni della sterrata, che consentirebbe di risparmiare solo 100 metri di dislivello. Bel percorso, di quelli in cui si sale diretti e ripidi, ma non così tosto come immaginavo, i tornantini consentono un recupero automatico del fiato, personalmente sono i sentieri che prediligo...., meno in discesa, meno col ghiaccio o la neve. Un tratto eroso del sentiero subito dopo il Piccolo Re salendo alla cima maggiore, in corrispondenza di uno schianto: si transita con la dovuta attenzione su ghiaia già consolidata. Suggestivo il corridoio tra gli alti mughi, per fortuna tagliati di recente, leggo nei commenti precedenti, altrimenti ieri la sauna era assicurata, dato il gran caldo da maniche corte e capelli raccolti (quasi 20°in cima). Panorama strepitoso sui giganti delle Giulie visti da vicino, sul Monte Sciober e la sella Ursic, di cui serbo un vivo ricordo. Visitata anche la cava con breve deviazione, che lascia sbigottiti per la desolazione del posto e un senso di tristezza ti avvolge pensando alle sofferenze patite dai minatori. D'altronde la ferita della montagna è evidente dal paese, non può lasciare indifferenti il colore di sangue rappreso che macchia la roccia scavata.
  • 09/11/2015 Salito ieri in una bella giornata di sole, con temperature al di sopra della norma. La cima era piuttosto frequentata e panoramicissima
  • 05/07/2015 Effetuato oggi la salita al monte re come descritto dal libroIl sentiero e di quelli con pendenze abbastanza serie che lascianopochi tratti per respirare(a me va bene cosi)Da segnalare che la seconda parte della salita e invasa da mughima il sentiero e stato recentemente ben pulito fino alla cimaperciò nessuna difficoltaLa giornata era limpida e la panoramica si apriva su tutte lecime a 360 gradi
  • 07/08/2014 Monte Re,ovvero un terzo della trinità montana raibliana,comprendente anche le Cinque Punte e la Testa del Lago.Le seconde sono il simbolo del paese,presenti anche nello stemma del U.S. Raibl ,fucina di sportivi.Una sequenza di vette che,se fosse posta tra i calcari dolomitici,sarebbe nota in tutto il mondo.La Testa del Lago domina la valle a sud,specchiandosi nell'altro simbolo del villaggio,ora propaggine del divertimentificio balneare tanto caro ai turisti da spiaggia.Il Monte Re è matrigno.Ha offerto pane e chiesto sangue.La cava può essere paragonata al petto del pellicano,che si ferisce per nutrire la prole.Rocce rosse,che scompaiono alla vista durante la salita,ma ben presenti nella fatica richiesta per raggiungere la vetta.Ieri non c'è stato molto caldo e una brezza fresca ha asciugato il sudore al gruppo di cui facevo parte.La sramatura della mugheta ha eliminato il tunnel asfissiante che fino a poco tempo fa caratterizzava l'ultima parte del percorso.Anzi,in quel budello ora può incanalarsi il vento.Grandiosa vista come sempre.Non perfetta,ma quasi.Corona di vetta recentemente restaurata.Pippi,l'ambasciatore raibliano presso il Re,ha marcato il suo 270° sigillo.Berg Heil!
  • 07/07/2014 Percorso il 05 luglio, giornata calda ma non afosa che non ha fatto patire particolarmente la “salitella” fra i mughi, in un corridoio spesso dalla volta chiusa che costringe a camminar curvi mentre i rami cercano un abbraccio. Sentiero perfetto, senza danni, e cima come sempre appagante, panorama garantito e lontano lontano...
  • 06/09/2013 Rifatto a distanza di tre anni, questa volta parcheggiato lunga la pista presso un edificio minerario, ampio spiazzo, vasca con cespugli verdi e cestino per i rifiuti, sentiero con qualche bollo o segnavia, ben conservato, erba alta solamente presso il Piccolo Re, grosso ragno al sole e perfettamente mimetizzato con la grigia corteccia di tronco bruciato. Sentiero ripido ma per la verità me lo ricordavo più faticoso, forse che la fatica che sia inversamente proporzionale all’età che avanza? Qualche tronco sradicato, corteccia del colore delle stecche di cannella, fitti intrecci di mughi, qualche genziana Asclepiade nel bosco e sulla cima genzianelle delle Dolomiti, la corona è sempre lì, in compagnia della cassettina blu, cielo limpido e panorama superbo. Discesa prudente, al rientro nel bosco quello che non poterono i sassi e la ripidezza, lo potè un legnetto e ops….pattinata con planata. Nessun umano lungo il cammino, a volontà animaletti saltellanti
  • 19/06/2013 Si parcheggia di fronte alla chiesa. La carrareccia non sarà poi così male, ma per cento metri di dislivello… Il monte (d)RE(t) dopo una nottata pressochè insonne non è proprio l’ideale, la sua ripidità mal si adatta a delle condizioni fisiche precarie. Così tardo a lasciarmi andare a quell’intenso “sdrondenamento” emotivo che ogni immersione nella natura mi provoca. Il coraggio me lo danno i segnavia ufficiosi: coraggiosi raponzoli che riflettono l’azzurro del cielo e si danno il cambio ogni quattro metri fino alla piccola cava. Di colpo sembra il far west, una baracca di legno, l’arsura dell’aria, il termometro che segna 32°.. Mi riporta alla realtà un camoscio smunto e spaventato, che taglia la parte superiore, ripida e ghiaiosa, con balzi agili e arditi per poi infilarsi nel bosco. La risalita continua, sputando pallini, giungendo alla via crucis tra i mughi: un lungo e bollente corridoio senza un filo d’aria, con centurioni mugheschi a fustigar le spalle stanche.. I brevi scorci scippati a quel labirinto dan forza e finalmente appare la cima. Verde d’erba, gialla di cinquefoglie e biscutelle, bianca di rocce e camedri.. Il paesaggio è da mozzare un fiato già colpito a morte, il cielo è terso. Cerco di dar un nome ad ogni punta, ad ogni curva, mi infilo con gli occhi in ogni valle, respirando il passato nei ricordi e sospirando il futuro nei sogni di nuove salite (ginocchia permettendo). Dopo una lunga sosta, una camminata a piedi nudi tra un tappeto di camedri ridona forze e sorrisi per un ritorno altrettanto cocente..
  • 10/03/2012 Fatto oggi in solitaria, nel senso più letterale del termine, non c'era anima viva che salisse o scendesse il monte a parte il sottoscritto. Meglio così, ho avuto tutta la montagna per me. Dopo la parentesi dei mesi invernali volevo qualcosa di impegnativo, anche per testare i miei nuovi scarponi (avevo con me anche i nuovi ramponi, ma non mi sono serviti) e ho avuto pane per i mei denti ... il tratto che va dal Piccolo Monte Re all'antecima del Monte Re è stato una vera penitenza, non solo per il sentiero molto ripido ma anche per la neve residua che, sebbene non troppo dura, rallentava il passo e in qualche punto arrivava a trenta-quaranta cm. Devo ringraziare qualcuno che mi ha preceduto nella salita perché in vari tratti in cui il sentiero non era affatto evidente mi sono arrangiato a seguire le orme lasciate nella neve. Alla fine tutte le fatiche sono state ricompensate dal panorama superlativo offerto dalla cima. Mangart, Jalovec, Jof Fuart, Montasio, per citare solo i più blasonati, tutti di fronte a me e mettiamoci anche il lago di Predil ancora mezzo ghiacciato sullo sfondo. La vista che si gode dalla cima del Monte Re regge sicuramente il confronto con quelle più celebrate del Lussari o della Cima del Cacciatore. In definitiva, un'escursione memorabile. Mauro.
  • 21/09/2010 Escursione odierna, bella giornata, panorama splendido, scorci sul gado di Predil fantastici con il riverbero del sole; ancora fioriture di genziane in particolare del tipo sfrangiato nel tratto oltre il Piccolo Re e fino alla cima. Il punto di partenza descritto e che io ho fatto, mi sembra non più utilizzato a causa del pessimo stato della mulattiera e del pericolo di caduta sassi dal muro di contenimento, il sentiero è peraltro ben visibile ma come descritto, poco segnalato e i radi bolli rossi sono sbiaditi. Ho visto invece che c'è un altro punto di partenza uscendo dall'abitato (poco prima del cimitero) c'è a dx un segnavia numerato 656, inoltrandosi per pochi metri nella stradina di incontra anche a dx l'indicazione Monte Re h2.30. (infatti mentre scendevo ho incrociato alcuni escursionisti austriaci ma non le loro auto accanto alla mia o nei paraggi)Il resto tutto ok.Loredana
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