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    Anello della Porticina dai Laghi di Fusine
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    Anello della Porticina dai Laghi di Fusine
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I percorsi di SentieriNaturaB36

Anello della Porticina dai Laghi di Fusine

Avvicinamento

Da Tarvisio imboccare la strada che esce in direzione del valico con la Slovenia. Senza raggiungerlo, all’altezza di Fusine, prendere la deviazione a destra risalendo la strada asfaltata che porta verso i laghi (transito a pedaggio nel periodo estivo). Raggiunto il Lago inferiore, situato nella splendida conca di Fusine, si lascia la vettura in corrispondenza del bar Edelweiss (m 926, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

L’escursione ha inizio ritornando sui propri passi per circa trecento metri fino ad individuare sulla destra un cartello CAI che indica il punto di partenza (segnavia n.512). Si prende a salire all’interno di un fitto bosco composto essenzialmente da abete rosso, abete bianco e faggio, ravvivato a luglio dal ciclamino e dalla campanula selvatica. Con alcune serpentine si guadagna una dorsale ancora immersa nella vegetazione lungo la quale si prosegue piacevolmente in costante salita. Con una decisa ansa il sentiero raggiunge il crinale del monte Svabezza sul quale si apre una prima schiarita. Conviene tuttavia percorrere ancora pochi metri e raggiungere il piccolo ripiano che costituisce la cima del monte Svabezza (m 1284). Qui la vegetazione si dirada ed offre già una splendida vista sulla conca di Fusine e sui monti che la racchiudono.
Si prosegue a salire lungo la dorsale con una serie di svolte regolari nuovamente all’interno di un bosco che va arricchendosi sempre più di conifere. A quota 1640 circa il sentiero prende a traversare le pendici occidentali della Ponza piccola tra mughi e radi larici. In questo tratto fioriscono l’eufrasia alpina, il rododendro irsuto e la parnassia mentre numerosi esemplari di euriale volano sulle scabiose. Ben presto si raggiunge il punto più impegnativo: un canale detritico e dirupato nella parte alta del Rio della Forcella. Cavi fissi e rinforzi in legno consentono di superare la rientranza lungo una cengia comoda ma un poco esposta. Oltre questo punto si è ad un panoramico spallone con piccola panchina, punto ideale per una breve sosta ad ammirare la vicina cupola del Mangart. La visuale infatti abbraccia l'arco montuoso che dalla Veunza prosegue verso ovest in una sequenza di severe pareti interrotte solo dal verde pendio inclinato del Traunik. Si cala ora brevemente tra i baranci per riprendere poi a traversare a mezza costa raggiungendo una conca immersa nel bosco di larici. Una piccola deviazione di pochi metri sulla sinistra ci consente di visitare la capanna Ponza (m 1657), situata in posizione fiabesca ma adibita al solo uso forestale. Risulta aperto il piano superiore, raggiungibile dall'esterno mediante una vecchia scala a pioli. Prima di proseguire è assai consigliabile intraprendere la breve deviazione che porta a raggiungere l’intaglio della Porticina lungo la linea di confine con la Slovenia. Quindi, riguadagnato il sentiero, si seguono le indicazioni su un sasso (Porticina) e si imbocca una bella mulattiera che costeggia il greto di un torrente. Poco dopo lo si attraversa su un ponticello in legno poi si prosegue a piccole svolte su tracciato ampio e ben gradinato anche se la pendenza è maggiore di quella incontrata finora. Più in alto la mulattiera esce dal bosco ritrovandosi ai piedi del pendio che scende dalla forcella. E’ questo un ambiente caratterizzato dalla presenza di bassi arbusti e praterie a zolle discontinue dove è possibile osservare il marasso palustre e la boloria, una piccola farfalla che frequenta le paterie alpine ed i pendii erbosi oltre il limite della vegetazione. Con un ampio tornante la mulattiera si porta sotto la linea di cresta dove si perde tra i detriti a pochi metri dalla Porticina (m 1844). Gli intagli sono in realtà due, entrambi piuttosto stretti, e consentono di affacciarsi sulla sottostante val Planica in territorio sloveno. Osservando con attenzione nelle fessure delle rocce si potrà individuare tra luglio ed agosto qualche esemplare della rara campanula di Zois. Poco prima della forcella una traccia poco evidente consente di salire sulla Ponza Piccola tra mughi e roccette. Ridiscesi nuovamente al segnavia n.512, si cala su comodo sentiero pervenendo ben presto ad un aereo belvedere affacciato sul dirupo che guarda la conca dei laghi. Rientrati nel bosco si prosegue in discesa fino a raggiungere lo spiazzo su cui sorge il nuovo rifugio Zacchi (m 1380) ricostruito e riaperto al pubblico nell'estate del 2008. Da qui, volendo abbreviare l'itinerario, è possibile scendere direttamente al lago superiore lungo lo stesso segnavia CAI n.512 Avendo del tempo a disposizione si consiglia invece di completare l’anello visitando il suggestivo ambiente dell’Alpe Vecchia. Dal ripiano, quindi, si scende lungo la carrareccia di servizio ma la si abbandona quasi subito per deviare a sinistra sul segnavia CAI n.513 che rientra nella faggeta. Al bivio che segue a breve, lasciare a sinistra la traccia per la cima Strugova e proseguire diritti raggiungendo l’ondulato pianoro dell'Alpe Vecchia ai piedi delle maestose pareti della Veunza e del Piccolo Mangart di Coritenza. L'ambiente qui è caratterizzato da distese prative punteggiate da bassi arbusti, mughi e qualche larice. Si lascia a sinistra anche il bivio per la Via della Vita, raggiungendo poi una bella radura tra gli abeti dove si stacca, ancora a sinistra, il segnavia CAI n.517 per il bivacco Nogara. Noi invece proseguiamo in direzione nord concludendo l’ampio arco disegnato alla testata della valle. Il sentiero rientra nuovamente nel bosco e poi prende a calare con maggior decisione lungo un tratto piuttosto malagevole per la presenza di rocce umide e sassi. Raggiunto il pascolo dell'Alpe Tamer ci si immette nella pista che riporta al Lago superiore dal quale sarà necessario percorre ancora circa un chilometro di strada asfaltata per riguadagnare il punto di partenza.

Variante alla Ponza Piccola

Pochi metri sotto la Porticina prima che inizi il tratto disagevole, una freccia a sinistra (per chi sale) segna l'attacco del sentierino, tutto bollato in rosso, che porta alla Ponza Piccola (scritta su roccia). Si taglia in diagonale il versante roccioso (proprio sotto la formazione a uovo) ricoperto da mughi fino ad uno spigolo. Lo si oltrepassa calando poi nel solco di un canale detritico che si inizia a risalire sulla destra sfruttando terreno più stabile. A metà circa del canale lo si attraversa (bolli e ometti) e si riprende a salire sul lato sinistro tra mughi e piccoli fazzoletti erbosi. Si guadagna così una selletta verde da dove si stacca a sinistra il breve tratto sommitale. Su una traccia ben aperta tra i mughi, aiutandosi con le ramaglie, si perviene in breve alla piccolissima vetta della Ponza Piccola, in parte rocciosa e in parte ricoperta dai mughi, la più elevata della cresta baranciosa che si allontana verso ovest. Ottimo panorama sul Mangart e sulle montagne della conca dei laghi di Fusine, oltre che sul valico della Porticina.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
019
Dislivello
900
Lunghezza Km
12,3
Altitudine min
922
Altitudine max
1844
Tempi
Dati aggiornati al
2017
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 19/07/2017 Percorso oggi Anello Porticina. I tratti attrezzati presentano ottime passerelle e cavi. La fontana di capanna Ponza oggi non butta acqua. Giornata splendida offuscata dal temporale delle tre che ci ha solo sfiorato, tornati ai laghi con il sole. Discreto via vai sull'anello.Buone escursioni.
  • 23/01/2017 Percorso ieri 22-01 2017.Malgrada la neve il tratto attrezzato è agevole e abbastanza pulito.Aperto una traccia nella neve fresca per la porticina.Dallo Zacchi puntata all'Alpe Vecchia per gustarmi la vista della Strugova e Veunza innevate.
  • 07/12/2016 percorso domenica 4 dicembre; segnalo una piccola frana sull'ultimo tratto del pezzo attrezzato, con la roccia caduta che ha invaso un ponticello e una parte di sentiero; si passa, ma con cautela
  • 24/10/2016 Percorso oggi abbreviato senza salita alla Porticina, impegni mangerecci ci attendono a casera Alpe del Lago; calpestata la prima neve, asciutta ed in breve diventa dispessore consisteste ma non intralcia l'avanzare. Siamo un folto e variegato gruppetto e si procede un po' alla spicciolata, chi parla e chi si ferma a cogliere immagini, sole, cielo pulito, neve e i colori dell'autunno, il giallo sfacciato dei larici, il tratto attrezzato in perfetto stato, la Madonnina che emerge dalla neve, uno scenario unico. Discesa veloce, al rifugio Zacchi, chiuso, voci allegre e giochi di bimbi. Scendiamo lungo il sentiero fino ad imboccare la deviazione per l'Alpe del Lago e la sua casera dove l'acqua bolle, la polenta è quasi pronta e profuma l'aria, le caldarroste girano nel cestello (23.10.2016)
  • 24/07/2016 Anello percorso in senso contrario rispetto alla descrizione. Sentiero agevole fino alla cengia attrezzata dove, con un po' di attenzione, si passa abbastanza agevolmente aiutandosi col corrimano. Da segnalare, comunque, che in un brevissimo tratto manca qualche tavola di legno.In generale, sentiero molto ben segnato. Forse solo nella parte finale (iniziale nella descrizione), andrebbe migliorato qualche segnavia.Segnalo che, rispetto a quanto indicato, non vi è più alcun pedaggio da pagare.
  • 04/10/2015 Percorso lunedì 28 settembre 2015. Al parcheggio, al lago superiore di Fusine, siamo accolte da folate di un ventaccio piuttosto freddo che ci costringono subito ad indossare la giacca e ad incamminarci senza por tempo in mezzo. Il primo pezzo dopo l’inizio della salita è stato recentemente risistemato, la pendenza è stata “ammorbidita” con alcuni tornanti, i tratti del vecchio sentiero in disuso sono stati sbarrati da ramaglie. In un’oretta di piacevole cammino tra il bosco di abeti e più in alto di faggi, su un sentiero gradinato e molto curato, arriviamo allo Zacchi, rifugio accogliente e molto frequentato. Ma noi ci fermiamo solo un attimo alla fontana e proseguiamo subito verso Capanna Ponza, dove arriviamo dopo una sosta d’obbligo al Belvedere sulla vallata e sui laghi di Fusine. Un panino veloce e via, oggi fa troppo freddo per fermarsi a lungo. Si prosegue sul sentiero 512, i due punti franati sono stati recentemente risistemati e messi in sicurezza con ponticelli e cavi corrimano (allego un paio di foto), si passa senza patemi. I lavori devono essere stati recenti, nei pressi si vedono ancora alcuni attrezzi e del materiale. Speriamo che i manufatti durino a lungo, qui il terreno è veramente molto friabile. Mentre iniziamo a scendere di quota, la vegetazione cambia rapidamente, ai mughi si sostituiscono presto i larici, poi il bosco si infittisce con abeti e faggi. Scendendo sul crinale dello Svabezza, in un paio di punti la vegetazione si apre e lascia intravedere degli splendidi scorci sui laghi. Ancora un tratto nel bosco ed in breve si arriva sulla strada, proprio in corrispondenza della chiusa del lago inferiore di Fusine. Ci attende solo un altro quarto d’ora di asfalto in leggera salita per raggiungere l’auto. Passeggiata tranquilla, che si svolge in ambiente stupendo e su sentiero non faticoso (beninteso, poi dipende dalle situazioni soggettive!). Consigliabile anche per famiglie e comitive fino a Capanna Ponza, oltre è richiesto un minimo di attenzione per superare i due tratti attrezzati, a qualcuno potrebbero dare un po’ di fastidio. A metà ottobre, con i faggi e i larici nella loro veste autunnale, deve proprio essere uno spettacolo!
  • 03/08/2015 Salito oggi. In sent.512 è stato ripristinato. Tutto il percorso risulta ottimamente segnato. Anche il canale detritico del rio forcella è stato completamente rifatto e messo in massima sicurezza.Buona vita a tutti
  • 13/07/2014 Sabato 12 luglio 2014 volevamo fare l'anello della porticina dai laghi di Fusine.Raggiunto il Lago inferiore, situato nella splendida conca di Fusine, abbiamo lasciato la vettura in corrispondenza del bar Edelweiss (m 926, parcheggio lungo la strada).Ritornati sui propri passi per circa trecento metri abbiamo individuato sulla destra il cartello CAI che indica il punto di partenza (segnavia n.512).Peccato che affiancato al cartello CAI c'era un altro cartello con su scritto :sentiero n.512 inagibile,completato da un nastro biancorosso che sbarrava l'ingresso per fortuna avevamo predisposto un giro in alternativa il M.RE da Cave del Predil che abbiamo percorso senza problemi.
  • 04/09/2013 Ripercorso ieri, bellissimo martedì dal cielo limpido, tanto limpido che mancava poco a leggere il modello degli aerei che si levavano in volo. Prima di arrivare agli spazi di parcheggio (alle 7 liberissimi) dobbiamo lasciar passare una nutrita mandria di mucche, qualche cavallo e numerosi mandriani al seguito. La mia compagna di merende è incantata dal frastuono del Rio del Lago, piccolo ma rumoroso…e poi si incanta nel bosco, quel bellissimo silenzioso bosco che sale e sale lentamente ma tenacemente, poi il tratto attrezzato…la Madonnina oltre la curva, la piccola stella alpina al suo lato…capanna Ponza..un paio di targhe commemorative.. tutto è una meraviglia quando si vedono e si apprezzano queste piccole cose..La porticina oggi ci regala un’ottima vista sulla valle sottostante e non c’è nemmeno il tipico vento delle forcelle, purtroppo io ho il tempo limitato per cui rientro coatto senza la vista alla soprastante Ponza piccola, peccato ma ci proponiamo di salirci in un’altra occasione.Discesa veloce, incontro di legnoso folletto, un altrettanto legnoso gufo protegge il rifugio Zacchi affollato di frugoli scalmanati, rientro attraverso il sentiero dell’Alpe Vecchia, bello, probabilmente poco frequentato, scivoloso l’ultimo ripido tratto nel bosco, poi mucche al pascolo..I laghi si sono animati, al lago Inferiore qualche anatroccolo nuota, si tuffa e si pulisce le penne
  • 25/07/2013 Bel giro, dal lago inferiore una bella salita costante, il tratto attrezzato andrebbe un po' curato meglio, è breve ma non proprio sicuro, dalla porticina in poi inizia il via vai di gente che arriva per via diretta dal Zacchi. Partiti alle 08.00 con i laghi quasi deserti, rientrati nel pomeriggio che sembrava di esser a Lignano.
  • 21/07/2013 I laghi, al mattino presto, sono quieti, sembran dormire. Il loro lento respiro si fa lieve coltre bianca e nasconde ogni orizzonte. Il fresco, oggi nulla può contro un’umidità che fa sudare più del sole. Il sentiero trasmette comunque serenità con il suo verde intenso e il suo vociar di foglie. Poi il breve tratto “attrezzato” che non è da sottovalutare se si possiede poca esperienza montana. Il traverso, con fioriture discrete come la silene quadridentata, tenta di donare quei colori coperti dal bosco. L’arrivo al cospetto delle Ponze circondate dal bianco è particolare. Lascio la porticina per dopo. La breve deviazione verso la Ponza piccola è d’obbligo ma consigliabile solo con un minimo d’esperienza. Nulla di che, ma ci vuol passo sicuro per qualche roccia o per il tratto eroso. Arrivo e scatto una panoramica tutta bianca. Bellissima. Poi aspetto. Pian piano il respiro dei laghi sale e appare il gruppo del Mangart in tutto il suo splendore. La ponzesca vetta si rivela accogliente e dolce nella sua dimensione ma quando arrivano un padre con la figlia si sta gia stretti.. Facciamo un pezzo del ritorno insieme, sorrido e penso alla fortuna di quella ragazzina, alle cime in cui accompagnerà il padre, a quanto la montagna possa render un rapporto ancor più profondo... Poi chiudo la porticina del cuore e apro quella sulla val Planica. Interdetto, la richiudo e scendo. Il sentiero da solitario diventa affollato e la quantità di persone allo Zacchi mi stordisce. La deviazione verso l’Alpe Vecchia è un salvagente insperato, un tuffo in un’altra dimensione. Silente e colorata verso il basso, colossale versol’alto. Degna conclusione di una “semplice” passeggiata. L’ultimo pezzo è uno slalom tra vestiti da sera, camper, scarici, urla… La mia prima domenica a Fusine mi ha preso in contropiede. Curiosità: tra le cartacce/rifiuti raccolti come di consueto, spicca uno scontrino finlandese…mah!. (21.07.2013)
  • 25/06/2013 Fatto oggi, sfidando le previsioni del tempo non molto favorevoli. Sono salito alla Porticina e da lì alla cima della Ponza Piccola. Ho trovato l'ultimo tratto che porta alla cima della Ponza Piccola in vari tratti franato ed eroso, in alcuni punti è anche scomparso, ma si riesce, con un po' di fatica, comunque a salire. La cima è davvero piccola, ma per fortuna ero solo e non ho avuto problemi di spazio. Proprio quando sono arrivato al rifugio Zacchi, verso le 14.00, ha cominciato a piovere, per cui ho dovuto chiudere l'anello rientrando velocemente al lago inferiore. Nonostante la giornata nuvolosa, la vista sulle Ponze, sul Mangart e sul Picco di Mezzodì dal rifugio Zacchi è stata emozionante come le altre volte. Mauro.
  • 01/08/2012 Tempo soleggiato e tremendamente afoso (28/07/2012).Piacevole compagnia. Sulla "porticina" un vento che alzava anche il vetrato. Giro iniziato dal lago inferiore di Fusine che ci ha permesso di godere della maestosità dei monti di fronte al rifugio durante tutto il rientro. Percorso ottimamente segnalato.
  • 24/06/2012 Percorso ieri con ascensione alla porticina e alla Ponza Piccola; le nuvole hanno impedito la visibilità che deve essere stata magistrale; ascesa in 2 ore e 50 con passo molto molto tranquillo.Ritorno per il Zacchi con buona birra offerta da signore molto affabili e gentili
  • 14/12/2011 Ho fatto questa escursione il 10 dicembre. L'inverno accentua ancor di più la sensazione di isolamento e solitudine che a tratti offre il sentiero (in particolare nella zona Alpe Vecchia-alpe Tamer), condensando in poco più di un'ora di cammino quello che in tanti cerchiamo nell'escursionismo: consiglio perciò caldamente di evitare la scorciatoia CAI 512 subito dopo il rifugio e di continuare per un tratto lungo la strada, fino a trovare, sulla sinistra, il segnavia CAI 513.Concludo con una piccola avvertenza: alla mattina, la prima ora di sentiero potrà sembrare un po' monotona, ma poi si avrà modo di fare una di quelle escursioni che restano nel cuore.
  • 03/10/2010 Percorso odierno, bello anche in questa stagione per i colori dell'autunno, i laghi poi riflettevano i boschi come uno specchio! Personalmente non l'ho trovato stancante (in 6 ore si completa l'anello lungo agevolmente), certamente non è una passeggiata da portarsi bambini in particolar modo se non adeguatamente preparati e attrezzati: in montagna niente deve essere sottovalutato! Loredana
  • 20/07/2009 Percorso il 19/07/09, strada non a pagamento, dalla capanna Ponza alla Porticina il tratto è davvero ripido e stancante. Se avete bambini o persone che soffrono di vertigini il tratto attrezzato nel canale del Rio della Forcella è impegnativo, vedi foto. Consiglio personale: portare felpa/maglione, l'aria che sale dai laghi è freddissima, ancora peggio se ci sono nubi, ci si ghiaccia.
  • 28/09/2008 Sentiero CAI: 512. Dal Lago inferiore di Fusine alla capanna Ponza. Nel primo tratto interessato dai lavori di disboscamento fino al monte Svabezza,il sentiero è stato ripristinato,ora è ben visibile e le bandierine sono state ridipinte da poco e anche il resto del sentiero è ben segnato e percorribile senza problemi,compresa la parte alta del rio della Forcella(dove ci sono i cavi e le passerelle di legno),è a posto anche la salita alla porticina. Spero di essere di aiuto anche se non è una segnalazione di inagibilità.Vi faccio i complimenti per il vostro sito,punto di riferimento per gli amanti della montagna.Distinti saluti. silvanobertolini@gmail.com
  • 25/08/2008 Lo abbiamo percorso in Agosto e non abbiamo trovato traccia di richieste di pedaggio per la strada per i laghi.
  • 08/07/2008 Sentiero CAI: 512. Anello del rifugio Zacchi dai laghi di Fusine. Alcune opere di disboscamento rendono inagibile il sentiero, per un breve tratto, nella sua prima parte (da Fusine alla cima del monte Svabezza. Fare attenzione ai segnavia a monte che consentono di riprendere il sentirero con facilirà.. edi.copetti1@tin.it
  • 01/10/2003 Sentiero CAI: 512. da Laghi di Fusine a Rif. Zacchi e proseguimento verso monte Svabezza con discesa al lago inferiore di Fusine. Prima parte: salita al Rif. Zacchi (effettuata il 12 settembre) disagevole nella parte centrale causa danni alluvione inizio settembre ; consigliabile salire a piedi lungo la jeepabile.Seconda parte: un cartello al Rif. Zacchi informa che il tratto attrezzato nei pressi del monte Svabezza non e' utilizzabile. Il sentiero e' comunque transitabile ma con maggior prudenza . 75824753@it.ibm.com
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