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    Creta di Rio Secco da malga Caserute
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaM36

Creta di Rio Secco da malga Caserute

Avvicinamento

Da Pontebba, raggiungibile percorrendo verso nord la statale 13 Pontebbana oppure utilizzando l'autostrada A23 fino all’uscita omonima, si seguono le indicazioni per Studena Bassa. Dalla piccola frazione la strada segue il corso del torrente Pontebbana poi se ne discosta per risalire lungamente la parte alta della valle. Il punto di partenza è situato di fronte alla malga Caserute presso la quale si può parcheggiare (m 1437, cartello).

Descrizione

Il segnavia CAI n.440 risale abbastanza ripidamente in un boschetto di abete rosso poi, incontrata una fascia rocciosa, piega a sinistra e, superati alcuni gradoni più erti, guadagna la conca boscata soprastante. La si attraversa in falsopiano per uscire poi su un pendio che conduce alla base di una ulteriore fascia di rocce che è necessario risalire a mezzo di una cengia erbosa attrezzata con catene. Il tratto è breve ed esposto sul sottostante salto della Busate ma non presenta particolari difficoltà. Dopo le attrezzature il segnavia prosegue risalendo un bosco sempre più rado su terreno reso scomodo da affioramenti rocciosi fino a raggiungere un ripiano con mughi. Da qui, scendendo lungo una specie di corridoio naturale, si perviene al grande pianoro acquitrinoso che si trova all'estremità occidentale della valle di Aip. Guidati da sporadici segnavia lo si attraversa puntando alla casera di Aip, ben visibile più in alto (m 1679, bella visuale sulla valle di Aip e sui monti che la racchiudono). Tralasciata la carrareccia di servizio che prosegue in salita, individuare la traccia segnalata che si allontana in quota nel pascolo in direzione est (è sempre il segnavia CAI n.440). Inizialmente poco marcato, il sentiero traversa lungo la destra orografica su terreno acquitrinoso poi, circa a metà della valle ne raggiunge il lato opposto tra mughi e larici. Dopo aver attraversato una grossolana fascia di sassi alla base dei pendii detritici che scendono dalla Creta di Rio Secco si raggiunge la parte terminale della valle ormai in vista della sella di Aip. Volgendosi indietro a questo punto si può osservare l’evidente contrasto cromatico dato dall’incontro delle rocce scure della destra orografica con il candido calcare che scende dalle pareti della Creta di Rio Secco. Tra cespugli di mugo, ontano verde e qualche rododendro irsuto si risale per tornanti poco marcati in direzione del bivacco Lomasti. Tra le poche specie che a luglio fioriscono su queste pietraie si osserva numerosa la campanula dei ghiaioni. Poco prima del bivacco fare attenzione ad una deviazione segnalata su un sasso e prendere a destra in direzione della soprastante sella. Senza raggiungerla ci si immette piegando ancora a destra sul sentiero CAI n.432 che dalla sella di Aip conduce alla forcje dai Claps (segnalazione su un masso).
Con un traverso su terreno ghiaioso si raggiunge la base delle pareti dove i resti di una mulattiera ci conducono sull’altopiano carsico che caratterizza il versante settentrionale della Creta di Rio Secco, desolato ma abitato da qualche marmotta. La fioritura di luglio comprende qui il raponzolo di Sieber, la sassifraga gialla, il cerastio di Carinzia e sui tappeti erbosi la parnassia. Poco prima della forcje dai Claps si abbandona il sentiero principale per prendere a destra una deviazione sui resti di una vecchia mulattiera in direzione della vetta (qualche bollo rosso). La mulattiera risulta in più punti rovinata ma in ogni caso conduce abbastanza agevolmente a resti di fortificazioni in un ambiente quanto mai tormentato e ricco di manifestazioni di carsismo superficiale che ricorda, per certi versi, l’altopiano del Canin. Da qui in poi occorre proseguire facendo affidamento su qualche ometto di pietra e sugli sbiaditi segni rossi. Se la visibilità è buona non vi sono particolari problemi e ci si destreggia con percorso divertente tra grossi massi e roccette punteggiate dalla potentilla rosea e dalle sassifraghe. Solo in prossimità dell’arrivo la pietra lascia il posto ad un dolce quanto inaspettato pendio erboso che si conclude sulla vetta della Creta di Rio Secco (m 2203, panorama d'eccezione sulle montagne del Pontebbano).
Per il ritorno, dopo essere ridiscesi alla sella di Aip, è possibile calare al sottostante bivacco e da qui seguire a ritroso lo stesso percorso dell'andata. Volendo invece ampliare l’escursione si può continuare lungo il segnavia CAI n.403 che sale di poco lungo la linea di confine con l’Austria e da qui percorrere il panoramico crinale in direzione della Creta di Aip. Raggiunto un bivio ci si tiene a sinistra proseguendo lungo il sentiero che traversa tutto il versante meridionale della montagna Dopo avere oltrepassato l’attacco della via ferrata delle Crete Rosse, fare attenzione ad un’indicazione sbiadita su un masso (Caserute). Qui calare sulla sinistra lungo la poco marcata traccia che scende ripidamente per ghiaie e sfasciumi. Si segue esattamente la direzione del canale detritico guidati anche da qualche sbiadito segnavia. Più in basso, dove il canale si allarga, si piega decisamente a destra, sulla direttiva indicata da alcuni ometti, traversando un ghiaione grossolano e mirando ad una traccia ben visibile tra i baranci. Questa conduce su terreno via via più comodo ad un ripiano erboso dal quale per prati e mughi si divalla sulla carrareccia di servizio della casera di Aip. Da qui seguire l'itinerario percorso in precedenza.

Variante di discesa lungo il vallone Pricotic

Avendo l'opportunità di predisporre un secondo automezzo presso Studena Bassa, si apre l'interessante possibilità di visitare il versante sud della Creta di Rio Secco, scendendo a Studena Bassa lungo il vallone del Rio Pricotic (CAI n.432). In questo modo, tuttavia, il dislivello in discesa si fa decisamente impegnativo. Punti difficili non ve ne sono ma è bene essere preparati ad affrontare circa 1500 m di discesa.
Dopo essere discesi dalla cima della Creta di Rio Secco, prendere a destra la continuazione del segnavia 432 e percorrere in falsopiano il valloncello che porta alla Forcje dai Claps (m 1944), insellatura carsica ricca di fenomeni erosivi e resti di fortificazioni. Il sentiero si porta sul fianco sinistro del vallone e comincia a scendere rasentando la parete rocciosa. Più in basso ci si accosta ad alcuni muretti a secco, testimonianze della Grande Guerra, oltre i quali si prosegue ancora su ghiaie, intersecando alcune linee di filo spinato, poste a difesa al vallone. Si continua a scendere in modo deciso, ma ben presto le ghiaie lasciano il posto al pendio erboso che caratterizza l'alto vallone di Pricotic. La discesa avviene quindi su terreno più comodo dove, non essendoci un vero e proprio sentiero, ci lasciamo guidare dai bolli rossi. Ci si innesta così nel solco di una valletta disseminata da grossi blocchi che emergono dalla coltre erbosa. Si oltrepassano alcuni salti del vallone, comunque non difficili, aggirandoli da una parte o dall'altra, poi i mughi cominciano a prendere il sopravvento. Il sentiero si sposta ancora sulla sinistra e scende ad un ripiano (cartello CAI con indicazioni per la Forcje dai Claps). Su mulattiera inerbita si entra ben presto nell'orizzonte dei mughi, scendendo a larghe svolte in un vero e proprio corridoio. Più in basso il sentiero traversa verso sinistra, incontra alcuni impluvi ed una macchia di faggio e si affaccia sulle ripide pareti sud della Creta di Pricot. Usciti dal bosco, un paio di stretti tornantini ci portano ad imboccare una aerea cengia (attenzione ai primi metri dove il sentiero è un po' franato). Si tratta di una cornice erbosa abbastanza comoda che, quasi in quota, ci deposita ben presto sulle ghiaie sottostanti. Destreggiandosi sul terreno pietroso, si scende ancora mirando ad un grande larice. Dopo un breve tratto nel bosco ci si ritrova alla base di uno sperone che costringe il sentiero ad una piccola contropendenza per riguadagnare la quota persa. Ripreso il traverso si rientra in un rado bosco a cui si alternano lingue di ghiaia di varie dimensioni. Il sentiero prosegue a mezza costa su terreno malagevole fino a calare definitivamente sulla recente pista forestale (m 1400 circa) che arriva dalla conca di Pricot. Tramite questa si scende fino alla zona degli stavoli proseguendo poi a calare lungamente con la ripida sterrata fino nei pressi di Studena Bassa, in località Sant'Antonio o poco più a monte se deciderete di seguire fedelmente il tracciato del CAI 432.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria

Vi proponiamo qui di seguito il video in cui, nel corso della trasmissione SentieriNatura 2013 su Telefriuli dedicata all'ASCA, Bruno Contin ci racconta dell'escursione.
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
018
Dislivello
900
Lunghezza Km
11,6
Altitudine min
1437
Altitudine max
2203
Tempi
Dati aggiornati al
2010
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  • 18/08/2017 Segnalo che, avendo intrapreso oggi questo itinerario, giunto alla "conca boscata" di cui ad inizio descrizione in M36 di SN, lo spettacolo è stato avvilente: non si contano gli abeti caduti sul sentiero, anche di grossa taglia. Un intrico assoluto di tronchi e ramaglie che, dopo una inutile personale lotta di una mezz'oretta nel tentativo di passare in qualche modo, mi ha costretto a desistere. Ho ritenuto a tal punto preferibile rinunciare e salvare la giornata in favore di una ennesima piacevole puntata alla Creta di Aip dal Cason di Lanza. Non so se chi ho incrociato mentre ridiscendevo, una volta informato dell'inghippo, abbia insistito o meno e con quale risultato. Buine mont.
  • 19/06/2017 fatto ieri. segnaletica rifatta recentemente e ben visibile. giro stupendo per panorami e varietà di terreni
  • 16/08/2016 Fatto domenica 14-08-16. La traccia in alcuni punti della salita verso il bivacco può risultare debole ma la direzione è evidente. La salita verso la cima della Creta di Rio Secco è stupenda, rocciosa quasi del tutto..andando un po' fuori traccia durante l'ultimo tratto si incontrano vari resti della guerra. In questa escursione il gps non è stato utilizzabile per "problemi tecnici", e tra questa mancanza e la bellezza del sentiero che stavamo percorrendo, abbiamo perso l'uscita dal 403 lungo il fianco della Creta di Aip che ci avrebbe dovuto portare a Casera Aip, dunque abbiamo optato per continuare a scendere il 403 fino alla pista forestale per poi seguirla fino alla casera. Un'allungo non da poco, soprattutto per le codnizioni dell'ultima parte della discesa fino alla pista, sentiero misto ruscello ripido e scivoloso. Escursione davvero molto varia, boschi, pratoni, tanta roccia in salita alla Creta di Rio Secco,si trova tutto ciò che si può cercare in una camminata sui monti.. Gianluca
  • 15/08/2016 Partenza da cason di lanza si comincia per strada forestale per poi prendere sulla destra il sentiero che prima scende al torrente per poi risalire attraversando prati ricoperti di acqua in quanto il terreno è molto impermeabile (mettere in conto di infangarsi piu o meno a seconda dell' abilità di passo) si esce in prossimità della casera di val dolce si prosegue per la strada forestale in piano poi una piccola discesa per poi risalire al passo di monte val dolce e ridiscendere a casera aip. Quindi si segue tutto il vallone di aip anche qui è da mettere in conto di infangarsi nei numerosi acquitrini che si devono attraversare , poco prima di uscire a sella aip si devia sulla destra seguendo il sentiero 432 che porta a forcja dai claps qui si abbandona il 432 e si seguono i numerosi bolli rossi che senza difficoltà portano sulla Creta di rio secco (il panorama è immenso e stupendo chiaramente con cielo sereno). La discesa a ritroso fino a sella aip poi si segue il sentiero 403 passando con vari sali scendi sotto le pareti della creta di aip fino a prendere il sentiero 439 che scende nuovamente sulla strada forestale (gli ultimi 100 metri in linea sono completamente rovinati dalle acque!!! attenzione quindi). Per tornare alla macchina e non infangarsi si può seguire totalmente la strada.
  • 29/06/2016 Salito oggi. Nulla da segnalare di diverso da quanto già scritto nell'agosto 2015. Unico cosa, che questa volta ho trovato la traccia che scende a cas.di Aip. La volta scorsa non l'ho trovata semplicemente perchè la scritta sul masso è posta sul lato opposto al percorso, per cui venendo da sella Aip non la si vede. In ogni caso è una traccia raramente visibile, non segnata, anche di omini ce ne sono pochi e nella parte bassa. La traccia tra i baranci non è visibile causa l'alta vegetazione. Ho posto un nastro " ti vedo " per aiutare chi volesse percorrere questo itinerario che secondo me non vale la pena.Buona vita a tutti
  • 08/08/2015 salito ieri.Come detto da commento precedente, il sent.440 , sin da casera caserute, è ora perfettamente segnalato e messo in sicurezza.Ogni deviazione è segnalata in modo evidente. Anche l'ultimo tratto che si stacca in prossimità della forcje dai claps,riporta evidenti e continui bolli rossi che accompagnano fino alla cima. Insomma, impossibile sbagliare. Per il ritorno volevo seguire quanto indicato nella relazione, ma il masso con l'indicazione per caserute non l'ho visto (forse ero troppo preso a godere dei panorami ) e ho seguito quindi il sent. 439. Rispetto aqualche anno fa, l'ho trovato molto eroso dalle acque e quindi malagevole sopratutto la parte finale prima di sbucare sulla carrareccia di casera aip. Per il resto, una bellissima escursione da consigliare.Buona vita a tutti
  • 01/08/2015 Dopo un paio di anni dalla salita alla Creta di Aip,ritorniamo in questa meravigliosa valle,per salire alla Creta di Rio Secco,citata da S/N.Ventilata e freddinala mattinata a Malga Caserute da dove salendo notiamo, con piacere che i segnavia del sent.sono vistosi e puntuali, così pure il tratto con la catena,è sicuro e senza problemi.Nel tratto finale bei bolli rossi,(verniciati da poco)indicano con precisione,tra i grandi massi, lavia da intraprendere,la verde cima offre una visuale stupenda sul mt. Cavallo e vette vicine...alla base del desolante ometto sommitale, troviamo il contenitore di vetro...impossibile ,metterci le firme,(tutto a mollo)pazienza le facciamo al Biv. Lomasti,tappa d'obbligo per una sosta. Poi sù per la crestina(sent.403)alla Forc. Aip e nel panoramico traverso"notiamo" il masso con la scritta Caserute,per l'eventuale discesa ma per comodità e sicurezza allunghiamo per il sent.439 per poi seguire la carrareccia che porta a Cas. Aip,...e a valle per lo stesso percorso iniziale. Mandi
  • 16/08/2014 Rifatto oggi ma con partenza dal Cason di Lanza per allungare un po'. Aria frizzante: 3,5°, trotterello veloce per scaldarmi e per evitare la prevista pioggia pomeridiana. Con le piogge dei giorno scorsi il terreno si è ulteriormente arricchito di acqua, il solito piccolo guado sul torrente Pontebbana lungo il sv 439 oggi è più abbondante e fango, e fango....Nella valle di Aip famigiole di marmotte curiose e placide mucche, il vento della Sella mi fa allungare il passo verso la Forcje dai Claps. Oggi avevo fretta di arrivare per poter tornare velocemente indietro, il cielo cupo e la pietraia senza incontrare nessuno (a parte 4 o 5 stambecchi) mi facevano sentire inquieta. Barattolino di vetro, fogli per le firme, ultima firma data 6 agosto, meta a torto lasciata in disparte, panoramica e adesso traccia ben bollinata. Per il rientro dalla sella di Aip seguo il sentiero 403, l'ho percorso non più di 10 gg fa per salire la Creta di Aip e oggi l'ho trovato ancora più rovinato. Incrociate non più di 6 persone in questo sabato post ferragostano.
  • 07/08/2014 Ieri, 06/08/2014, ho fatto l’intero anello come proposto da S.N. Nel rientro lungo il 403 ho preso la scorciatoia verso Casera d’Aip. Questa parte 15 minuti circa dopo l’attacco della ferrata Crete Rosse e l’indicazione CASERUTE è difficilmente individuabile poiché scritta su un masso dal lato opposto rispetto il senso di marcia. La traccia è poco evidente e scende molto ripidamente per ghiaie e sfasciumi. I segnavia, radi e sbiaditi, nel primo tratto sono visibili solo in salita (quindi sul lato opposto al senso di marcia).Più in basso qualche ometto aiuta nel traversare il ghiaione verso destra, poi, trovata la traccia che si fa largo tra i mughi, tutto diventa più semplice. Confermo che in cima, sotto l’ometto (portate su un sasso per farlo crescere), c’è un vaso di vetro con fogli per le firme (veramente poche). Più che la risalita della parte finale tra le roccette, è più da EE il traverso su terreno ghiaioso tra la Sella di Aip e la forcje dai Claps. La scorciatoia solo per gli amanti di avventure. Da non fare se le condizioni metereologiche non sono ottimali. Camminata lunga (per l’intero anello mettere in preventivo almeno 7 ore) e faticosa, ma ne vale la pena per la varietà dei paesaggi.Buone camminate. Bepi (Cividale).
  • 23/07/2014 Oggi ho fatto un anello un po' diverso, partendo dal passo del cason di Lanza (via casera di val dolce e poi casera di aip, rientrando sì dal sent 403, ma percorrendolo fino alla sella di val dolce per poter rientrare al passo del cason di Lanza). Per la parte coincidente con la relazione di sentieri natura, posso dire che come al solito la descrizione è accurata. Aggiungo solo che il sentiero per la creta di rio secco che si stacca dal CAI 432 è molto ben segnalato con bolli rossi recenti. Forse la parte alta è più da EE che da E. Nonostante l'abbia cercata, non sono neanche io riuscito a individuare la segnalazione per "caserute" dalla quale dovrebbe cominciare il sentiero non segnalato che dovrebbe portare al sent 440 e poi alla casera caserute. Soprattutto nella seconda parte, escursione solitaria, in ambiente desolato, ma piacevolmente.
  • 23/08/2013 Percorso mercoledi 21 agosto. Dopo il tratto delle Busate con catene che sembrano nuove e comunque in ottimo stato, il sentiero si presenta con erba alta segno che non è molto frequentato. Il tratto dalla Forca dei Claps alla cima presenta dei bolli rossi rifatti penso di recente, in certi punti non coincidono con quelli vecchi ma comunque è tutto abbastanza evidente. Percorso molto piacevole per la varietà del paesaggio, per il tratto carsico prima della cima e per il panorama che non ha nulla da invidiare al Cavallo. Resti di guerra interessanti. Secondo me una bella croce e un libro di vetta se li merita.
  • 06/10/2012 Fatta oggi, sfidando la nebbia. A un certo punto mi ero anche illuso di aver lasciato la nebbia dietro di me, mentre attraversavo la valle di Aip, in direzione del bivacco Lomasti, e ammiravo la spettacolare Creta di Aip contro lo sfondo del cielo terso, ma la nebbia stava salendo e lentamente ma inesorabilmente ha riempito tutta la valle prima ancora che potessi raggiungere il bivio col sentiero 432. Arrivato sull'altipiano carsico che conduce alla forcje dai Claps, un improvviso e breve squarcio nella nebbia mi ha fatto intravvedere una cima erbosa che ho identificato con la Creta di Rio Secco. Mi sono diretto in quella direzione risalendo un pendio erboso e poi proseguendo lungo la cresta fino ad arrivare a una specie di cima priva però sia di ometto che di barattolo. Vista la scarsa visibilità ho rinunciato a ogni ulteriore esplorazione e sono ridisceso più o meno per lo stesso percorso. Per il ritorno ho scelto di fare l'anello che dalla sella di Aip percorre le pendici meridionali della Creta di Aip. Qui finalmente ho potuto ammirare un po' di panorama in direzione dell'Austria ma presto sono stato riavvolto nella nebbia. Ho mancato la deviazione a sinistra dopo l'attacco della ferrata delle Crete Rosse e ho proseguito sul sentiero 403 fino alla deviazione col sentiero 439, che permette di scendere alla casera di Val Dolce, e da lì, proseguendo lungo la carrareccia, sono tornato alla casera di Aip e infine, lungo il percorso dell'andata, sono tornato a malga Caserute. Mauro.
  • 10/09/2012 Differenze? Forse si, qualche difficoltà a seguire la via migliore, ma in realtà poi è sufficiente salire per zolle; poi incontrato nessuno ma proprio nessuno, e in cima ho trovato un ometto senza barattolo di vetro e fogli per le firme (oppure ho mancato la cima?). Analogie? Sicuramente l'assembramento sul Cavallo
  • 10/09/2012 Salita il 9 settembre 2012 da sud, dalla conca di Pricot. Lungo la salita diversi fasci di filo spinato d'epoca intersecano trasversalmente il vallone di Pricotic, si osservano muretti a secco, forse postazioni...Dalla Forcje dai Claps (non poteva avere altro nome che questo) il sentiero è come descritto nella relazione, si cammina sulla stradina militare lastricata e a tratti gradinata, segue un tratto che si destreggia in mezzo alle pietraie, poi, inaspettato, il prato verde della cima, barattolo di vetro con fogli firma.Ora a fine estate regna il silenzio ovunque, non c'è più il brusio degli insetti nonostante la bella giornata di sole. Si sentono le voci dei numerosi in cima al Cavallo. Sulla cima, straordinariamente, incontriamo tre coppie più un singolo escursionista. Qualcosa è cambiato rispetto al commento di un anno fa?
  • 16/08/2011 Percorso odierno come quasi sempre in solitaria, solitaria anche la meta, sicuramente poco frequentata, bella giornata anche se non perfettamente limpida. La risalita lungo il sent.432 colpisce per il candore del calcare. Questa meta di grande interesse storico meriterebbe essere conosciuta e meriterebbe almeno una piccola croce. Ridiscesa al biv.Lomasti (pochi metri sul retro viste 2 piccole primule di Wulfen) ho seguito il sent.403 fino all'attacco del 416 e scesa per 439 fino alla casera di Aip e poi di nuovo 440 come consigliato dal sito. Marmotte fischianti a volontà.Loredana
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