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    Anello del monte Dimon da Castel Valdaier
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Dimon da Castel Valdaier
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Dimon da Castel Valdaier
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Dimon da Castel Valdaier
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    Anello del monte Dimon da Castel Valdaier
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF26

Anello del monte Dimon da Castel Valdaier

Avvicinamento

Percorrendo la strada statale che da Tolmezzo sale al passo di Monte Croce Carnico, giunti all’altezza del ponte sul Chiarsò presso Cedarchis, si gira a destra in direzione di Paularo. Giunti al centro abitato lo si percorre fino al bivio presso il ponte dove si prende a sinistra attraversando di nuovo il Chiarsò. Seguendo le indicazioni per Ligosullo ci si alza a larghi tornanti verso la forca Lius. 800 m circa dopo il passo attenzione ad imboccare sulla destra la strada che sale a Castel Valdaier dove si può parcheggiare comodamente (m 1340). A Ligosullo si può arrivare anche da Paluzza dopo avere risalito la valle del But.

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
09
Dislivello
800
Lunghezza Km
14,8
Altitudine min
1348
Altitudine max
2043
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 18/04/2016 Percorso il 10 aprile 2016 assieme ad Alberto e Alessandro, partendo dal Castel Valdajer lungo il sent. CAI 404 fino ai pressi del lago Dimon; presenza di neve a chiazze,ma non ghiacciata (vedi foto). Il tratto di sentiero che va da 'Cima Val di Legnan' ai pressi del M. Neddis si snoda su una dorsale prativa che non ha traccia ben visibile con la neve presente; forse ci vorrebbero dei paletti segnaletici anche se comunque è sufficientemente intuitivo il percorso da seguire perchè si risale lungo la dorsale del monte. Purtroppo il tempo non ci ha assistito particolarmente una volta giunti alla nostra meta, ma abbiamo potuto apprezzare il lago ancora ricoperto da un abbondante strato di neve. Con le ciaspe ai piedi siamo quindi discesi lungo la strada forestale che parte dalle pendici del M.Paularo e giunge nuovamente al Castel Valdajer. Degradando dolcemente tra i prati delle pendici delle cime soprastanti, la strada risulta ancora ricoperta da un abbondante strato di neve scivolata dai prati e depositatasi su di essa formando uno spessore di oltre 150cm; fino a quota 1592m, dove sono presenti un tabernacolo mariano e un abbeveratoio dove potersi dissetare, non era presente alcuna traccia umana sulla neve perciò deduco che nessuno abbia percorso quel tratto dall'ultima nevicata. A quota 1500m circa la neve torna nuovamente ad essere presente a tratti quindi, tolte le ciaspe dai piedi, abbiamo proseguito spediti fino a giungere nuovamente al Castel Valdajer, passando accanto alla bella struttura del rifugio Valdajer di proprietà della parrocchia di Cassacco.Contiamo di tornare a posare i nostri piedi durante la bella stagione per percorrere l'anello quivi considerato!Michele
  • 20/06/2015 Saliti al Monte Dimon da Castel Valdaier il 18 giugno scorso. Seguito in parte il sentiero 404, segnalato anche con paletti, in parte la cresta erbosa, toccando la Cima Val di Legnan e il Monte Neddis. Dal Dimon scesi alla Casera Montelago con il sentiero 456, che risulta un po' franato in prossimità del tornante (si passa comunque facendo attenzione). Fatto anche Il Monte Paularo. Per il rientro abbiamo preferito raggiungere la Casera Montute di Mezzo con il 456, sentiero un po' inerbito ma fattibile con cautela, ben segnalato, che attraversa a mezza costa il verdeggiante e selvaggio vallone sotto la Costa Cravostes. Dalla casera rientrati a Valdaier con la carrareccia, recentemente ribattuta e allargata (già rischio frane). Tempo incerto al mattino, sole nel pomeriggio. Nota negativa: diversi motociclisti giunti fino a quota mt 1949 hanno disturbato la quiete che ci siamo illusi di trovare in un giorno feriale.
  • 17/09/2014 Salito oggi seguendo il sent.404 (ottimamente segnalato anche grazie alle tabelle che tracciano la gara dell'internat.skyrace-carnia )-Raggiunta la cima del monte neddis, ho seguito tutta la dorsale che per traccie di trincee, mi ha portato sul dimon. Sceso alla forcelletta che arriva da pramosio, sono salito anche sul monte paularo. Il tutto avvolto da persistenti nubi di umidità (fredda) che mi hanno impedito ogni panoramica possibile. Pazienza......!Per il ritorno, visto il tempo minaccioso, sono rientrato lungo la strada carrareccia che sale da Valdaier. Ci ho messo 2 ore e mezza.La casera montelago è agibile in parte e offre solo un tavolo con panca e una stufa a legna che non so se funziona. Giusto un riparo di fortuna.Buona vita a tutti
  • 14/07/2014 Percorso effettuato, con variazione, il 12 luglio. Per la salita scegliamo il n. 456 in toto, cioè anche dopo la casera Montute di Mezzo. Sino a quest'ultima tutto bene, poi il sentiero scompare dapprima sotto le larghe foglie del rabarbaro alpino (che nascondeva anche varie piante di ortica....) e più in alto sotto i ruvidi rami dell'ontano. Ci facciamo strada (aiutati dal naso del nostro quattrozampe) scivolando ogni tanto ma con il preciso obiettivo offertoci dalla gola dove scende il Rio Maior che raggiungiamo intorno ai 1700 metri. Da questo momento risulta tutto più semplice.Scendiamo poi al laghetto Dimon e per il ritorno scegliamo la larga rotabile che, seppur molto noiosa, ci consentirà un più agevole cammino verso Valdaier in caso di maltempo (infatti la minaccia è proprio questa, e anche le previsioni).P.S. A Valdaier tutto chiuso, anzi il presunto rifugio non è più rifugio, ma casa vacanze parrocchiale.
  • 03/07/2014 Fatta oggi la gita rimandata qualche giorno fa, lunga e piacevole camminata per smaltire il Cimon dei Furlani. Acqua a volontà, ogni rivolo approfitta di qualsiasi pendenza per diventare cascatella e guado, un camminare fra rabarbaro alpino e miriadi di fiori sui pascoli ora deserti, le casere, le fontane asciutte mute testimonianze di vita passata. Nessun incontro, salvo un ansimante runner in arrivo alle mie spalle, che ha dato un notevole input alla mia frequenza cardiaca, un rospo sul sentiero oltre casera Dimon si è tuffato nel verde, una fischiante sentinella in basso, al lago Dimon e qualche farfalla. Attraversati tre residui nevai che non preoccupano, solo per uno attenzione ad individuare la prosecuzione del sentiero. Per salire al monte Dimon si può imboccare il sentiero 456 che si stacca a sx della mulattiera oppure poco oltre seguire una traccia che sale a zig zag, bella la camminata sulla cresta erbosa/sassosa fino a traversare tutto il Neddis.
  • 29/06/2014 Ieri,sabato,ho percorso l'anello completo,come da relazione.E' stata la mia terza visita.L'avevo già percorso nel senso inverso e,con la neve,riducendo la lunghezza.A casera Culet le marmotte fischiano appena riesco a inquadrare il cocuzzolo fortificato.Centinaia di metri in anticipo sul mio arrivo.Da qui il sentiero 406 mostra segni di scivolamento a valle.Numerose fessurazioni si presentano lungo il percorso e ci accompagnano fino a quando sbuchiamo sul catino del lago Dimon.Prima di raggiungere la omonima casera,il meraviglioso grande larice,che era la sentinella del luogo,è spezzato circa a metà,e ci obbliga ad aggirarlo per proseguire.Per fortuna,pochi minuti dopo,inizia lo spettacolare giardino roccioso,dove il rododendro si esprime al meglio.La fioritura è al suo massimo,accompagnata da quella,altrettanto evidente,del geranio.Felci a perdita d'occhio e la promessa di imponenti raccolti di mirtilli completano il rapimento che questa valletta impone ai nostri sensi.Fiori ovunque,di ogni genere.Il cielo,nel frattempo,è diventato scuro e la cresta Dimon-Cuetalta promette diluvio.Dopo brevi nevai residui,assai compatti,ma sui quali qualcuno,da poco,era passato con le ciaspe(chili di zavorra per venti metri di neve!),il catino del lago si presentava inondato di luce.Una volta raggiunta la vetta,scendevo quasi senza seguire il sentiero,liberamente.Attraversato il monte Neddis fino alla croce,continuavo a vista fino al CAI sottostante,fino all'auto.Le trincee accompagnano dalla vetta per un lungo tratto,in perfetto controllo della prima linea austriaca che si dilungava a nord.Negli ultimi dieci minuti una fina,delicata pioggia,ha lavato via il non molto sudore dal mio viso.Ciao
  • 13/06/2014 Percorso oggi, salendo i monti neddis, dimon e paularo. Tracciati liberi da neve e ben segnalati. Scendendo seguendo la strada per valdaier, sono 9 km circa.Buona vita a tutti
  • 16/06/2013 Tregua ginocchiale… si va sul Dimon. Questi luoghi sollecitano i miei ricordi, alcuni molto forti, e decido di affrontarli.. ma le rimembranze han la meglio e senza accorgermene prendo il 404. Bastian contrario come sempre. Salgo con una foschia avida che si nutre di ogni cosa, nonostante la buon’ora… Ammiro le praterie e mi innamoro di una costa che scende più a est dalla cima. Intanto incontro la primula di Haller, mi mancava, talmente bella da sembrare un miraggio cocente.. Qualche croco segnala i nevai più ostinati ma tutto è bianco, gli anemoni sono più belli che mai e sprigionano tenerezza alternandosi con qualche chiazza di primula minima. L’arrivo alla cima è solitario. Qualche nevaio blocca gli automuniti prima del lago… Il mio sguardo ritorna sul costone che scende a Cravostes poi a casera Culet e che mi richiama come dolce canto di sirena. La traccia, parte direttamente dalla cima, inizialmente è netta, percorre la cresta e profuma di leggerezza. Un’oceano di rododendri si sta preparando a uno spettacolo indimenticabile. Diverse fioriture di omogine tentano di affiorar in questo mare.. Il dolce saliscendi mi regala ancora una splendente genziana punteggiata prima di inerbire la traccia. Da qui è tutto a piacere.. seguendo sempre la cresta è impossibile perdersi ma bisogna inventarsi un percorso fra erbe , arbusti e rododendri. Senza fretta né patemi. Prima dell’ultima discesa noto resti di trincee. La visuale sullo Zermula, come fantasma nella foschia è imponente.. Da casera Culet il percorso è da copione. Un ritorno alternativo altamente consigliato a patto di accettarne la precarietà finale, perdendo, immaginando o ritrovando le tracce. (16.06.2013)
  • 09/06/2013 09/06/2013-Escursione al monte Dimon con l'ottima compagnia degli amici del CAI di Codroipo. Salita effettuata da Castel Valdajer lungo il percorso segnato nella presente relazione come discesa, accompagnati dalle descrizioni di flora e geologia del luogo e storia del Castello; visita al laghetto glaciale e ritorno sulla pista. Non sole pieno ma neanche una goccia della pioggia prevista. Meglio di così!
  • 15/05/2013 La Sezione CAI di Codroipo propone per domenica 9 giugno questo itinerario come omaggio all'opera di divulgazione scientifica e naturalistica di SentieriNatura. Gli ideatori di questa formidabile collana saranno nostri ospiti in escursione assieme a quanti vorranno partecipare. Info@tecnicagiardino.it o al 3394815149
  • 23/06/2010 percorso oggi come da descrizione. Lungo, ma bello. Unico neo, dopo casera Dimon (1612) i segnavia diventano pochi,sbiaditi e mal posizionati.Tutti segnati su roccie a terra e quindi poco visibili anche a causa della vegetazione alta.Pensierino: Esistono anche i paletti di legno su cui dipingere i segnali....!!Buona vita a tutti ettore
  • 22/05/2010 percorso oggi in senso inverso. Il sentiero CAI 404 che porta in cima è parco di segnalazioni nei punti dubbi ma dal momento che è tutto su prati aperti la direzione è sempre abbastanza ovvia.
  • 20/09/2009 Percorso fatto 20/09/09, agevole. Attenzione che se si arriva da Paularo la rotabile verso Valdaier è a dx prima di arrivare a Ligosullo.Loredana
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