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    Anello di Fielis dalle Terme di Arta
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaB23

Anello di Fielis dalle Terme di Arta

Avvicinamento

Percorrendo la strada statale che da Tolmezzo sale al passo di Monte Croce Carnico si giunge al centro termale di Arta Terme. Dalla strada principale si scende verso il torrente But seguendo le indicazioni per gli stabilimenti termali. Superato il ponte, si lascia l'auto in corrispondenza dell'inizio di una stradina asfaltata che sale verso il campo di calcio (m 440, ampio parcheggio).

Descrizione

Imboccare il sentiero CAI n.157 (segnalazioni) che si inoltra subito tra gli alberi mediante una piccola gradinata in legno. Il percorso risale all'interno di un fitto bosco misto in cui riconosciamo abete rosso, sorbo degli uccellatori, frassino maggiore, orniello e nocciolo. Il ricco sottobosco di maggio comprende invece anemone, latiro invernale, latiro giallo e lamio bianco a cui si aggiungono nelle radure il mughetto e qualche botton d'oro. Ben presto si perviene ad un traliccio dove il bosco si dirada lasciando intravedere le case di Arta Terme. Il sentiero prosegue con qualche tornante mantenendo una discreta pendenza fino a raggiungere un ripiano boscato affacciato senza alcuna protezione sull'orlo di una estesa frana. Si tratta del vallone del rio Squasce, profondamente scavato e dai fianchi quasi verticali (avvicinarsi con prudenza). Qui alle specie arboree già citate si aggiungono l'acero campestre, il tiglio nostrano ed il noce mentre a primavera fra le erbe fa capolino qualche orchidea maschio. Il sentiero attraversa poi alcuni terrazzamenti erbosi frequentati da diverse specie di farfalle, quali la mnemosine e l' aurore che aprono finalmente il panorama sui monti circostanti ed in particolare sui vistosi fenomeni di erosione del monte Cucco che aprono finalmente il panorama sui monti circostanti ed in particolare sui vistosi fenomeni di erosione del monte Cucco. Raggiunto borgo Vit ed oltrepassate le prime case, si seguono le indicazioni per il Troi di Fielis attraversando lungo la strada principale tutta la piccola frazione (m 820, cartello con informazioni sui tre borghi).
Da piazza 1 marzo 1945, dove sono situati una fontana ed un monumento ai caduti, imboccare la stradicciola lungo il muretto di protezione incontrando quasi subito le indicazioni per il Troi di San Pieri. Dopo avere oltrepassato un'ancona votiva si percorre un piacevole tratto in discesa immersi nella fitta boscaglia. Questa gradevole nicchia verde si esaurisce in corrispondenza di un tornante della strada asfaltata che sale da Zuglio, a ridosso della quale fioriscono vistosi cuscinetti di saponaria di roccia. Assecondare per un brevissimo tratto la strada come da indicazioni quindi imboccare la carrareccia che conduce alla pieve di San Pietro scendendo al cosiddetto Plan da Vincule (m 720). Da qui una ampia scalinata conduce alla più importante chiesa della Carnia ed all'annesso cimitero (m 749, splendido panorama sulla valle del But sulla valle del But).
Ritornati al plan da Vincule imboccare il segnavia CAI n.162 che riporta il percorso in direzione di Arta. Il sentiero, dopo un breve traverso, perde quota rapidamente su terreno talora ripido e scivoloso ma ottimamente consolidato da rinforzi in legno. Faggio ed abete rosso danno vita ora ad una formazione piuttosto fitta il cui sottobosco si riduce a poche specie tra le quali la falsa ortica. Dopo essere scesi ad attraversare un piccolo rio si raggiunge in breve il campo di calcio. Proseguendo infine lungo la traccia che ne costeggia all'esterno la recinzione ci si immette nella strada asfaltata che riporta al parcheggio.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
09
Dislivello
400
Lunghezza Km
4
Altitudine min
440
Altitudine max
829
Tempi
Dati aggiornati al
2014
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 09/03/2015 O soi adore. Il cîl al’è una poce di aghe di mont. Migo tornarai a cjase mò? Allora approfitto di un mini-anello che mai avrei pensato di percorrere e che, per giunta, porta alla pieve di San Pieri che manco mai pensavo di raggiunger così presto di nuovo. Passato sul versante opposto l’aiarat a sdrondene i claps! Tira come il troi. Incolore. Insapore. A differenza dell’acqua termale che reffola da sotto. Saluto le Mercorelle presenti, poi la pieve che appare oltre le fronde. Basterebbe un salto con rincorsa. Ma passo per una Fielis desolante e desolata. Dai cartelli pare in vendita pure l’aria. Le prime Colombine mutano l’umore di trecentosessanta gradi. Prima di raggiunger la pieve curioso con stupore sul gran complesso de la Polse. Platât. Cidin. Mi faccio mille domande e riparto con il sacchetto delle risposte bucato e ben vuoto. Da San Pieri il panorama oggi è incredibile. Ringrazio il vento che lima le colonne e pialla le lapidi che ritorno a curiosar con pazienza. Poi via, si scende a balzi da una tirata complementare per chi si trova in zona e ha spicchi di tempo. (05.03.2015)
  • 23/05/2014 21/05/2014-Ripercorsa questa breve ma interessante escursione. La pieve di San Pietro era occasionalmente aperta e ho potuto visitarla prima dell'arrivo di una scolaresca. Merita sicuramente una visita il vecchio cimitero annesso, toccanti gli epitaffi della seconda metà dell'800 e dei caduti sul Pal Piccolo. Panorama super sulla valle del But. Sul sentiero del rientro è possibile visitare l'Orto dei Semplici, il giardino botanico poco sotto la chiesa.Abbiamo anche avuto un incontro ravvicinato con un esemplare di tasso, purtroppo morto da poco.
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  • San Pietro in Carnia e monte Dauda. . . louis.leschiutta@wan ...
    05/11/2006 San Pietro in Carnia e monte Dauda. . . louis.leschiutta@wan ...
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