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    Anello del monte Cavallo di Pontebba
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF34

Anello del monte Cavallo di Pontebba

Avvicinamento

Pontebba è raggiungibile percorrendo verso nord la statale 13 Pontebbana oppure utilizzando l'autostrada A23 fino alla omonima uscita. Raggiunta la via principale si seguono le indicazioni per Passo Pramollo iniziando a risalire il dirupato vallone del rio Bombaso. Circa 1,5 km prima di raggiungere il passo, in corrispondenza di un marcato tornante, si incontra sulla sinistra la vecchia caserma della Guardia di Finanza presso la quale si parcheggia comodamente (m 1463, cartelli CAI).

Descrizione


Dal parcheggio si prosegue lungo la pista sterrata tralasciando quasi subito a destra un sentiero che sale verso Passo Pramollo. Con qualche lieve contropendenza si percorrono le boscose pendici della Cima Madrizze giungendo in prossimità del bellissimo pianoro che ospita la baita Winkel (m 1506), solcato da un torrente. Qui si lascia a sinistra il segnavia CAI n.433 proseguendo invece oltre la casera (indicazioni per la ferrata Contin). Si entra così nella rada boscaglia di conifere e sorbi che si sviluppa alla base delle pareti che scendono dalla Creta di Pricot. Il sentiero si destreggia tra grossi macigni attraversando anche piccole radure punteggiate dalla ricca fioritura di agosto. Dopo poco si lascia a destra una ulteriore deviazione per il monte Madrizze che verrà utilizzata poi in discesa. Con la quota il bosco si dirada sempre più riducendosi al solo lariceto mentre il pascolo discontinuo va ricoprendosi dei bassi arbusti che caratterizzano questo orizzonte come il rododendro irsuto, il mugo ed il ginepro. Dopo una salita un poco più marcata il sentiero raggiunge un gradone solcato da alcuni ghiaioni grossolani. Si percorre una specie di ripiano alluvionale attraversando un rivolo di ghiaia e successivamente una piccola macchia di larici oltre la quale si giunge ai piedi del caotico vallone che discende dalla ben visibile forcella Winkel. Dopo essere passati accanto ad un grande masso il sentiero riprende a salire sfruttando i pochi fazzoletti erbosi che affiorano dalla grande frana. Nella parte superiore si attraversa una zona più articolata e disseminata di grossi sassi tra i quali la traccia tende a sparire. La direzione è comunque sempre ben evidente grazie alla presenza di ometti e bolli rossi che guidano a trovare i passaggi migliori. Una scritta rossa su un masso indica a destra la deviazione per la ferrata che raggiunge la torre Clampil mentre noi proseguiamo ancora in salita approssimandoci alle verticali pareti del monte Cavallo. Qui ricompare un buon sentiero che taglia a destra su terreno più agevole verso l’imbocco di uno stretto canalino. A ridosso delle pareti fioriscono l’aconito giallo e l’adenostile mentre tra i detriti possiamo osservare l’atamanta comune. Tra i grossi blocchi di calcare non sarà difficile riconoscere una pianta che non ci aspetteremmo di vedere in questi ambienti: si tratta della felce di Villars, una specie abbastanza comune che abita i macereti grossolani e consolidati. Imboccato il canalino, si sale con un paio di piccole svolte ma ben presto il solco si restringe ed ha inizio il sentiero attrezzato Contin (targa). Si supera una paretina facile e ben appigliata cui fa seguito un passaggio un poco stretto. Due ulteriori spezzoni di cavo ci aiutano poi a guadagnare la forcelletta compresa tra il monte Cavallo e la torre Clampil (m 2044), al confine di stato con l’Austria. La selletta è un crocevia di sentieri poiché a destra si sale verso la torre mentre nell’altro versante scende un sentiero segnalato ed attrezzato che permette di raggiungere la forcella dal versante austriaco. Noi invece proseguiamo a sinistra iniziando a risalire alcune svolte su terreno inclinato tra erba e roccette, sfiorando di tanto in tanto il ciglio della parete. La via Contin ci propone ancora tre spezzoni di cavo con il secondo che impegna leggermente di più per la presenza di un gradino attrezzato con staffa. Al termine delle difficoltà si ritrova il sentiero che, su zolle erbose e roccette, raggiunge il limitare del grande ripiano sommitale dove ci si innesta sulla via normale che sale da destra. La meta è ormai vicina e possiamo così soffermarci ad osservare alcuni preziosi esempi di flora alpina quali le sassifraghe, il raponzolo di Sieber e la genziana a foglie acute. In pochi minuti il sentiero raggiunge la spaziosa vetta dove ritroviamo anche una campana, un cippo trigonometrico ed un grande ometto di sassi (m 2239). Il panorama è estesissimo in tutte le direzioni e comprende gran parte delle Alpi carniche Orientali e delle Giulie italiane spingendosi nelle giornate serene fino al Pelmo e all’Antelao. Dalla vetta si ridiscende sui propri passi, lasciando a destra la direzione da cui siamo saliti. Si prosegue così su terreno articolato andando ad infilarsi in una specie di corridoio ai lati del quale il terreno si fa più roccioso. E’ questo l’habitat prediletto da alcune specie legate ai macereti calcarei quali la sassifraga setolosa , il doronico dei macereti, il papavero retico e il millefoglio di Clavena. Il sentiero successivamente si affaccia su un circo ghiaioso scendendo in diagonale a ridosso di una parete aggettante. In breve si perviene ad un bivio segnalato da cartelli, dove si abbandona il sentiero che prosegue verso la sella di Aip per imboccare a destra la traccia segnalata che perde quota tra le ghiaie. Si scende a fianco di un grande campo solcato raggiungendo il punto dove la valletta inizia a scendere bruscamente. Tenendosi sulla destra e sfruttando una rampa inclinata si cala su terreno malagevole verso una conca inferiore. Il sentiero si perde un poco nell’ammasso di pietre ma i segnavia sono evidenti e ben collocati. Dopo avere traversato anche il ghiaione grossolano che ricopre la base della torre Clampil si giunge a sfiorare un invaso artificiale e poi con breve salita ci si porta alla sella Madrizze (m 1833). Si percorre la linea del crinale fino ad incontrare sulla destra il sentiero che inizia a traversare tra i mughi. Ad un ultimo bivio, presso un grande larice, ci si tiene ancora a destra attraversando con percorso un poco tortuoso le praterie umide che caratterizzano questo versante. Facendo attenzione ai segnavia si rientra nuovamente nel bosco di conifere iniziando a scendere con maggiore decisione. Giunti sul fondo del vallone se ne attraversa il greto asciutto, innestandosi dopo poco sul sentiero percorso all’andata, tramite il quale si ritorna al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
AA - Percorso attrezzato
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
018
Dislivello
900
Lunghezza Km
9,9
Altitudine min
1456
Altitudine max
2239
Tempi
Dati aggiornati al
2017
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  • 14/07/2018 Saliti oggi come da relazione SN, partiti con un cielo grigio che ci ha accompagnato quasi fino in cima, un branco numeroso di camosci si è lasciata ammirare sui ghiaioni alla base della creta di Pricot.Percorso ben segnalato, comunque più faticosa la discesa rispetto alla facile ferrata Contin. Bel panorama anche se in parte nascosto dietro le nubi. Buine mont
  • 19/06/2018 17/06/2018. Ferrata Clampil e Torre Winkel verticale senza esposizione e senza grossi problemi, affrontata da sud est, un pò titubante per l'indicazione di divieto che non comprendo la motivazione. Appagante lo spettacolo dalla sella verso il Pramollo. Da ripetere in senso contrario per la meraviglia del panorama, e per portare un libro di vetta assente. . Un bell'incontro con un arrampicatore sulla parete da tre ore., una vera forza della natura. Giornata senza troppo sole adatta per questo tipo di percorso. Mandi e buone cime.
  • 29/10/2017 29-10-2017. Torri Winkel e Clampil. Salita alla Torre Winkel per la cresta Sud- Est utilizzando l’ omonima ferrata. Dalla cima discesa per una breve paretina attrezzata con risalita alla Torre Clampil. Per il ritorno si scende per alcune decine di metri fino a raggiungere un dirupo attrezzato abbastanza verticale da fare con prudenza calandosi poi su una selletta che porta alla ferrata Contin discendendo la quale si raggiunge un sentiero che, districandosi per una lunga pietraia, si ricongiunge con la via di andata arrivando alla baita Winkel e da qui al parcheggio.Magnifico panorama sulle vicine Creta di Aip,Creta di Pricot e Madrizze ma ,data la giornata tersa e ventosa, ben visibili le principali vette delle Alpi Carniche e Giulie fino al Montasio, Mangart e Jalovec.Buone montagne a tutti.
  • 30/08/2017 Salita oggi 30/08/17 dalla Baita Winkel seguendo il sentieri 433 giornata tersa e calda bellissimo il giro dopo 16 anni. Come descritto da Sandra la tromba d'aria ha lasciato i suoi segni. Le fioriture ormai sono assenti ma lasciano spazio a qualche rapace e a un bell' esemplare di pernice. Il panorama stupendo sul versante del Pramollo e la bellissima Creta Di Aip. La ferrata Contin fatta in discesa e molto ben attrezzata. Purtroppo non ho visto nessun segno della ferrata Schiavi, fatta anni fa, probabilmente le frane hanno distrutto tutto. Un'altra cima che da belle soddisfazioni. Mandi a tutti.
  • 14/08/2017 Saliti il 13 agosto al Cavallo di Pontebba (via come da relazione). Un abete è schiantato di traverso sulla pista per baita Winkel. La ferrata Contin ha cavi e staffa in ottimo stato. In cima c'è un via vai continuo delle tre nazionalità, tanto che viene sostituito il libro di vetta (ormai completo) praticamente sotto i nostri occhi, senza che ne accorgiamo. Raggiunta la vicina Creta di Pricot con trincee e resti di mura. La via di discesa dal Cavallo è articolata, si cammina galleggiando tra roccioni fino a che, tutto d'un tratto, si perviene al magico e idillico mondo del laghetto col campanile di San Marco, giochi d'acqua, panchine e vecchie vespe Piaggio colorate. Nel bosco del Madrizze presente qualche schianto (risalente senzaltro a giovedì) che non ha interessato la sentieristica. Rispetto alla relazione presente nel sito, percorsa in un agosto, risalta senz'altro, quest'anno, la situazione floristica. Poche le fioriture e ormai "passate". Giornata molto tersa e fresca.
  • 29/06/2016 28/06/2016 Ci ritorniamo dopo diversi anni, con la variante della partenza da Cas. Caserute, ai percorsi di S/N,preferendo una via "normale"in alternativa all'anello fatto quella volta,compresa la salita con l'emozionante ferrata Contin. Un facile percorso il sent.440, solo la dovuta attenzione nel tratto sopra la Busate reso sicuro da recenti spezzoni di catene...più sù nell'ovattato pianoro di Cas. Aip dove diverse marmotte scorazzavano nei verdi prati punteggiati dal giallo di infiniti botton d'oro. Dalla sella incontrati sul sent. 414 ancora residui nevosi,ma la via è sempre segnata e sicura fino alla "pratosa" cima che con la splendida giornata ci ha regalato panorami stupendi. Doverosa poi la risalita alla Creta di Pricot, cima non molto distante, con vista su Baita Winkel...il rientro per lo stesso non disdegnando la visita al Bivacco Lomasti. Bellissimo.....Mandi
  • 28/10/2015 We have done this on the 24th of October. Great hike, amazing views, panorama 360 from the top. Snow along the route and on the top. Via ferrata is fine and not long, but requires equipment, especially at this time of the year (snow and ice). Crampons helped us a lot.
  • 13/10/2015 12/10/2015-Nubi basse avvolgono la pianura, ma nel primo mattino la Valcanale è ancora libera. Saliamo in vetta al Cavallo di Pontebba la cui poderosa mole tenta di arginare le nebbie fluttuanti e instabili che risalgono da sud. In cima, coperta da un sottile strato di neve, c'è tiepido, assenza di vento e grande panorama sul mare latteo sotto di noi che lascia fuori le cime più alte del Friuli. Poi nel primo pomeriggio le nubi hanno la meglio sul sole e il ritorno, per noi, è nella nebbia. Escursione dai mille ambienti: bosco, ghiaione grossolano, praterie di quota, torbiere. Sulle rive del laghetto artificiale presso la cima Madrizze, tra le panche per la sosta e le sculture in legno, si erge un colorato Campanile di Venezia (!) con scivolo per bambini.
  • 10/08/2015 Ripercorso ieri partendo dal versante austriaco sv 03 fino a sella Madrizze. Risalita lungo il canalone e poi per sentiero 414 fino alla cima. Caldo ma foschia fastidiosa, in vetta eravamo in cinque ed altri in arrivo. Discesa fino alla sella di Aip, destinazione sella Madrizze affollata grazie al “percorso dell'acqua”, rigagnoli fra i sassi, fontanelle zampillanti, zone giochi dislocate lungo la pista.
  • 02/08/2015 Percorsa ieri la ferrata Contin in compagnia sia in salita che in discesa, raggiunti Monte Cavallo, Crete di Pricot e Pricotic. La via attrezzata è in ottimo stato, mi è parsa relativamente facile in salita, perché ci sono tutti gli appigli per arrampicare, eccetto per il tratto con staffa su placca liscia in cui mi sono dovuta aggrappare al cavo. Discesa più impegnativa ed esposizione accettabile. Ovviamente sono pareri del tutto soggettivi. Dopo anni ho voluto provare a cimentarmi nuovamente nelle ferrate per esercitarmi un po' nell'arrampicata col fine di avvantaggiarmi anche nei percorsi su roccia senza attrezzatura. La ferrata Contin si è rivelata la via giusta per riprendere.
  • 18/07/2015 Con la luce mattutina la baita riverniciata trafora le retine. Probabilmente è visibile anche dalla Soyuz. Una volta ripresosi, l'occhio punta alle torri, scelte per un giro veloce giacché stasera s'ha da cibarsi e coccolarsi con la multivisione di Sandra e Ivo. Salendo, il gioco d'ombre cinesi dietro il Malvuerich assume finezze scenografiche. Ogni catena riflette una tonalità diversa di nero, riflettendo una bidimensionalità totale. Il panorama è incredibilmente terso. Non me l'aspettavo. La torre Winkel è un possente gendarme striato La salita è di difficoltà inversamente proporzionale all'immagine che essa da di sé: s'aggira usufruendo del punto debole. Il cavo è continuo e quasi sempre d'intralcio o superfluo. Almeno oggi ed in salita. Con pioggia o terreno umido risulterebbe indispensabile per non scivolare sull'infido terreno d'erba, roccette e di quella terra che s'impasta come argilla. Al laghetto manca la sua gondola ma accanto è presente uno scivolo con le fattezze del campanile di San Marco. Tre vespe: una bianca, l'altra verde e la terza rossa son parcheggiate sull'insellatura. Mah! Giornata strana... Decido di proseguire per fermarmi sulla torre successiva. Cercavo tranquillità per respirare ogni profilo ma ci trovo un'osteria. Due austriaci bevono la birrozza e fumano una sigaretta dopo l'altra, una compagine slovena chiacchiera ad alta voce per supplire alla caciara degli altri due. Meglio proseguire per il Cavallo da dove continuo a sentire i rintocchi. Uno dopo l'altro. Ma quanti sono in cima? La Contin la evito divertendomi a salire per le rocce, sbucando su di una pietraia incastonata tra le erbe e resa smeraldina dai licheni. La scena è surreale: un giovane muscoloso e tatuato fuori misura s'è arrampicato sopra le fascine di inox della campana di vetta, strattonandola. Un signore di mezz'età sforza gli anelli con un piede di porco. Altri tirano la struttura, altri ancora dibattono in germanico. Din! Dan! Ora capisco i rintocchi! Le comiche vanno avanti per venti minuti. Poi se ne vanno alla spicciolata. Restano il signore di mezz'età con altri due. Sconsolato. Cul leverin tas mans. Ci prova ancora una volta. Poi se ne vanno borbottando. Ignoro quale sia stata la mission impossible ma l'insuccesso profuma di silenzio. Più del paesaggio rimango folgorato da due ammassi di nuvole. Le prime, sopra il Gartnerkofel, sono sottili e perfettamente longitudinali. Un pennello intinto di cielo pare averle tracciate in un'unica e delicata passata. Poco più lontano altre striature flebili di nuvolaglia. Queste sembrano aver corso entusiaste per gli azzurri, per poi frenare di colpo, scontrandosi contro il nulla. La coda di fumi paralleli prima è ordinata, poi prosegue curvandosi all'unisono, terminando in un polveroso nugolo candido. Luogo dell'impatto. Immobili, danno un senso di movimento al cielo tutto. Prima di scendere sento gridare il mio nome. Toh! Un'amica di monti coi suoi colleghi! In basso una marmotta mette a dura prova il mio muscolo cardiaco e un camoscio mi fischia dalla base della Winkel. A Pontebba, in un'officina, son parcheggiate le tre vespe tricolori viste poco prima dall'alto. Mah! Giornata strana...(11.07.2015)
  • 08/08/2014 Sono salito sul cavallo lungo l'alta via CAI pontebba, via sella della pridola- Creta di pricot, scendendo lungo la ferrata. L'alta via presenta qualche tratto di significativa esposizione e pendenza (necessario aiutarsi con le mani) dopo il punto in cui si trova la cassetta col libro di via (1925 m). Prima solo ripidezza, di impegno divertente.Bella anche la cresta che conduce alla creta di Pricot (con un po' di concentrazione, però!).L'ambiente sommitale ripaga della fatica: piacevole e rilassante.Ferrata abbastanza facile, autoassicurazione non certo indispensabile, ma comunque male non farebbe.Mi sento invece di sconsigliare di fare l'alta via nel senso inverso, in discesa: il grado di rischio, secondo me, sarebbe un po' troppo elevato, spesso incompatibile col divertimento
  • 05/08/2014 S’inizia insieme a camminare, mentre il sole ci fa compagnia, il vallone Winkel è silenzioso, qualche sasso smosso più in alto ci avverte della presenza di camosci e, infatti, ne vediamo alcuni, uno zompetta su un nevaio, un altro è comodamente seduto su una lingua di neve che scende da un canalone e ci osserva, un paio ancora fuggono fra le rocce. Al masso con le indicazioni l’amico Andrea prende a sinistra e punta all’attacco della via Schiavi mentre Graziano offre la propria assistenza alle donne e così si arriva alla forcella per salire la via Contin. Si va via lisci, le chiacchiere non mancano , si arriva in cima al Cavallo mentre il sole fa i capricci e litiga con il vento; zaini a terra andiamo incontro all’amico verso la Creta di Pricot, Sali scendi su buon sentiero, erba che pare seminata, soldanelle con la corolla al vento, qualche astro alpino e resti di postazioni militari, questo incontriamo fino all’ometto. Tornati indietro decidiamo di visitare anche la vicina Creta di Pricotic risalendone i fianchi fra pietraie e zolle verdi, un vecchio bollo rosso, qualche vecchio e consunto paletto in legno (di confine?), filo arrugginito che sbuca dal terreno, qualche pezzo di ferro quasi marcio e facilmente raggiungiamo anche questa cima mentre sul pianoro del Cavallo si vede qualche figurina in movimento. La discesa è semplice e libera, puntiamo al visibile sentiero sottostante, il 414, fino ad incrociarlo. Qualche nevaio da attraversare lungo lo scomodo sentiero che arriva al laghetto con l’orrida gondola (gondoliere assorto nella lettura); una sosta sulle comode panche a binocolare la via ferrata che da lì inizia; anziché incamminarci a sinistra lungo la pista saliamo lungo un sentierino un po’ scomodo ma ben bollinato, mughi avvolgenti fino ad aggirare la Torre Clampil, sotto a noi il vallone Winkel e un lungo cavo d’acciaio per superare il salto. Inizia a piovere, terreno scomodo, rocce bagnate e poi finalmente si cammina “a terra”, si scende ancora in un lariceto disordinato su percorso quasi parallelo a quello dell’inizio fino a ritrovare il bivio dell’andata presso la baita Winkel mentre riappare il sole.
  • 05/07/2014 Fatto oggi, seguendo esattamente le indicazioni di SN. La salita sulla Contin, mai troppo esposta e ben appigliata, è divertente e non ho avuto bisogno di usare il set da ferrata, che avevo comunque con me. La discesa è stata di gran lunga più faticosa e avventurosa, dato che sia il tratto subito sopra la rampa inclinata, la rampa stessa e la conca sottostante, a nord della Torre Clampil sono ancora abbondantemente innevate e per non correre il rischio di scivolate rovinose ho usato i ramponi. Due escursioniste austriache (le sole che ho incontrato in tutta la giornata) hanno saggiamente rinunciato a salire in cima da quella parte. Probabilmente, allo stato attuale, è più conveniente anche la discesa lungo la Contin. Mauro.
  • 22/06/2014 Fatto oggi però salito per le due torri Winkel e Clampil(itinerario di Mazzillis) poi perseguendo su fino al M. Cavallo e riscendendo alla baita Winkel sempre per la Contin. Da segnalare un pezzetto di cavo rotto nel primo tratto attrezzato verso sella Madrizze sotto la torre Winkel e ancora una piccola lingua di neve sulla ferrata verso il M.Cavallo aggirabile a destra con lieve difficoltà.Sul piano sommitale ancora neve che non crea disagi, altra polvere bianca su tutta la valle sottostante(Winkel), ma se in salita comporta qualche attenzione, in discesa risulta piacevole poiché si riesce a sciare con gli scarponi andando giù veloci e senza pericoli. Gran bella escursione, pure col finale divertente:)
  • 24/06/2013 Affrontato ieri 23 giugno l'anello del monte Cavallo così come descritto sul volume "I sentieri dei fiori", percorso n.34. I 900 mt di dislivello, fino alla vetta, sono impegnativi in caso di scarso allenamento, ma comunque affrontabili. La ferrata è fattibile ma richiede comunque attenzione in alcuni punti. La salita è molto interessante e la vetta offre un bel panorama a 360° (ieri non nitido a causa di nebbia e nuvoloni). Non altrettanto interessante la discesa lungo il sentiero 403 a causa del terreno coperto da sassi aguzzi e pietroni, che rendono il cammino poco agevole. Inoltre le nevi non sono completamente sciolte e spesso il sentiero risulta ancora coperto in numerosi tratti, fino a sella Madrizze. Segnalo la mancanza di segnavia nella salita che precede l'arrivo alla sella (forse nascosti dalla neve?). Il successivo sentiero sul crinale erboso e la discesa a valle sono poi proseguiti tranquillamente, nonostante le gambe affaticate dal tratto pietroso. Buone escursioni a tutti!
  • 11/09/2011 uesta è stata la mia escursione odierna, non gravosa dal punta di vista dell'impegno fisico, podo le energie profuse ieri nella salita al monte Canin tramite A.V. GIulie (funivia chiusa!!!!) Ho attinto dalla proposta del sito e da quello della guida n.2.Partita da Pramollo sono salita a Madrizze tramite il sent.403 mentre il sole diradava la nebbia mattutina. Da Sella Madrizze il sent.403 mi porta alla sella di Aip (e lì ad ammirare dal versante austriaco la maestosa Creta. Da lì, dapprima su massi, rocce e poi su ghiaione e di nuovo rocce ed infine verdi, arrivo con il sent.414 alla sommità del monte Cavallo di Pontebba, oggi sovrafollata. La cima sarebbe stata sicuramente panoramica se una fitta nebbia trasportata da un forte vento, non avesse impedito di godere dello spettacolo.Per la discesa ho utilizzato il sent.414 fino al bivio sul ghiaione che a destra arriva a Pramollo attraversando una conca ricoperta di grossi massi, da lì mi sono raccordata alla pista che sale a Madrizze, bellisimi scorci sui laghetti, e poi per sentiero di nuovo a Pramollo.Un bell'ambiente, oramai fiori quadi inesistenti ma bovini a volontà. Loredana
  • 15/08/2011 Per guattonet@libero.it: io ho percorso l'anello descritto nella guida di S&N n.2, itin. 34, il 2 agosto scorso e sinceramente le difficoltà si esauriscono proprio al pendio sommitale... Forse sei salita da Winkel lungo il sent. 433 e allora sì che potresti aver incontrato dei tratti difficili. Comunque ci si può arrivare anche dal Passo Pramollo anche se l'avvicinamento è piuttosto lungo. Ciao!
  • 12/08/2011 Oggi 11/08/2011 volevamo raggiungere la meta del Monte Cavallo...premetto che non sono un'esperta..ma mi sto cimentando....ma ritengo che l'ultimo tratto per raggiungere la cima erbosa...è molto pericoloso...non so se proprio si può dare un giudizio così basso ...io alla fine ci ho rinunciato ..perchè un vero alpinista deve saper riconoscere i suoi limiti ...mandi mandi
  • 20/10/2008 il giorno 19/10/08 abbiamo fatto il giro del monte cavallo suggerito dalla guida del "Mazzillis". Bello, e sopratutto è la prima volta che vedevo tanti camosci in branco. Veramente belli vedere l'agilità col quale si muovevano nelle pareti. Altro che noi. Solo speriamo che non si imbattano in qualche cacciatore!!! Più pericoloso il sentiero alpinistico di salita che la discesa per la ferrata "Contin", veramente semplice. Unica nota stonata la macchina lasciata per lavori in corso sulla strada per il Pramollo, a 3,6 km. dall'imbocco sentiero della ex caserma G. di F. (45 minuti x 2 oltre al tempo per percorere l'anello). Ciao a tutti, Pieri
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