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    Monte Mia e Gola di Pradolino da Stupizza
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaF38

Monte Mia e Gola di Pradolino da Stupizza

Avvicinamento

Da Cividale si esce in direzione di Sanguarzo e Ponte San Quirino da dove si inizia a risalire la valle del Natisone. Si oltrepassano San Pietro e Pulfero raggiungendo anche l'abitato di Stupizza dove si imbocca, subito sulla sinistra, la stradicciola sterrata che scende sul greto del fiume Natisone (m 198, piccolo spazio per il parcheggio).

Descrizione

Attraversato il ponte, recentemente ristrutturato, alla biforcazione prendere a destra seguendo le indicazioni per il sentiero naturalistico Pradolino Monte Mia. Lungo il primo tratto, il percorso corre a ridosso del fiume poi si addentra in una boscaglia che a primavera si presenta letteralmente cosparsa di fioriture di primule, colombine, erba trinità, bucaneve, anemone giallo e scilla a due foglie. Finito il tratto pianeggiante, in corrispondenza dello sbocco della gola di Pradolino, il sentiero inizia a risalire lungo una mulattiera lastricata. Diversi cartelli, purtroppo deteriorati, accompagnano ed illustrano in dettaglio le peculiarità naturalistiche ed ambientali dell'intero percorso. Lungo l'antico greto grossi massi ricoperti da muschio e lingua cervina conferiscono all'ambiente un aspetto caratteristico. Dopo avere oltrepassato un piccolo ghiaione che scende dalle pendici di destra, si risale una lunga gradinata che conduce ad un tratto successivo più pianeggiante.
La risalita prosegue ora comodamente nel bosco lungo la sinistra orografica del vallone fino a raggiungere i resti dell'antico villaggio di Pradolino di cui si parla nel cartello qui ubicato (m 433). In corrispondenza dei ruderi fare attenzione ad imboccare il bivio sulla destra iniziando a risalire lungo le pendici occidentali del monte Mia. Con pendenza ora più decisa si guadagna quota e dopo un paio di svolte ci si ritrova già alti sul fondovalle. Si interseca un ghiaione colonizzato da una boscaglia termofila a carpino nero, ginepro e corniolo, assai diversa da quella che abbiamo incontrato in prossimità del greto. Si risale ancora a raggiungere uno spallone sul versante meridionale del monte in corrispondenza del quale il sentiero compie una brusca svolta ed inizia a risalire nella direzione opposta.
Dopo pochi metri un cartello invita alla osservazione diretta dei fossili di Megalodon sulle rocce calcaree circostanti. Qui nel sottobosco è possibile osservare la dentaria a nove foglie e la laureola, un arbusto dalle foglie lucide e coriacee e dalla delicata fioritura verdognola. Nei pressi di un piccolo tornante il sentiero sfiora un alto dirupo e quindi traversa piacevolmente ancora per un tratto guadagnando infine il ripiano su cui sorge la casera Monte Mia (m 970), circondata da un fitto rimboschimento ad abete rosso. Il recente e discusso prolungamento della pista forestale che saliva dal versante sloveno ha reso possibile la completa ristrutturazione dell'edificio che però durante la nostra ultima visita è risultato chiuso. Sui muri della casera, con un po' di fortuna, si può osservare un gioiello naturalistico delle Alpi Orientali: la lucertola di Horvath.
Se la visibilità è buona, da qui è consigliabile proseguire l'escursione fino sulla vetta del monte Mia. In questo caso si imbocca il sentiero che ha inizio sulla destra della casera, entrando subito nella fitta abetaia. Si sfiora dopo poco la pista forestale per poi proseguire a destra nel bosco originario: una faggeta montana punteggiata da anemoni, dentarie e crochi. Il sentiero sale in diagonale passando accanto ad un cippo del 1841 e successivamente ad una torretta per l'osservazione della fauna. Su terreno via via più roccioso ci si dirige verso il crinale settentrionale del monte a poca distanza dal confine di stato. Il segnavia si destreggia in un labirinto di affioramenti calcarei segnati dal carsismo ma non vi sono punti difficili ed è sufficiente seguire con attenzione il segnavia fino a sbucare sulla vetta del monte Mia, in corrispondenza di una panoramica schiarita con ottima visuale sulla valle del Natisone e sul monte Matajur (m 1237, cippo con indicazione delle vette contermini).
Ritornati alla casera si seguono ora le indicazioni CAI sulla sinistra (paletto) iniziando dapprima a traversare pochi metri sotto la pista, poi a ridiscendere ritornando su terreno roccioso simile a quello della cima. Nel sottobosco si fanno ammirare distese di campanellini, e di nuovo crochi, ellebori, anemoni e qualche cipollaccio giallo. Il sentiero raggiunge una specie di vallecola che viene discesa abbastanza velocemente a svolte regolari fino a trovarsi a ridosso di una parete rocciosa verticale che il percorso aggira calando infine a ripidi tornantini sulla bocchetta di Pradolino (m 491, confine di stato).
Dopo aver girato a sinistra il sentiero prosegue, ora molto incassato, tra le due pareti verticali del monte Vogu e del monte Mia. Poco più avanti, sul versante opposto si osserva una spettacolare rientranza scavata dall'ansa di un antico fiume. Le pareti che prima incombevano vanno via via allargandosi a formare nuovamente l'ampio vallone sulla cui sinistra la mulattiera cala dolcemente raccordandosi con il bivio preso in precedenza. Da qui si ritorna al punto di partenza tramite il medesimo itinerario.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Marzo
Carta Tabacco
041
Dislivello
1000
Lunghezza Km
13,8
Altitudine min
198
Altitudine max
1237
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 26/03/2017 Le difficoltà nella parte iniziale della discesa alla Gola del Pradolino, a cui facevano cenno L&L, si dovrebbero ora aggirare attaccando il sentiero, lungo la pista forestale, molto più a monte della Casera. In pratica, diversamente dall'ormai datata descrizione su questo sito, si dovrebbe percorrere più a lungo la pista forestale a fianco della Casera e, dopo aver superato qualche paletto con segnavia cai, ci dovrebbe essere la deviazione sulla sinistra per l'attacco ufficiale del sentiero. Uso il condizionale poichè questa è una mia deduzione dopo aver percorso ieri il sentiero così come aveva fatto Laura. Sarebbe utile in questo senso una conferma da chi ha curato la manutenzione del sentiero. A questi, tra l'altro, va il mio ringraziamento per il grandioso lavoro di ripristino dopo il gelicidio.
  • 25/03/2017 Ripercorso oggi in una bella giornata primaverile, niente di nuovo se non che sul muro della casera, accanto alla piccola nicchia con crocefisso, vista una lucertola di Horvath, un po' intorpidita e poco paurosa. Le solite incertezze nella caccia alla traccia che scende alla Bocca del Pradolino, poi è tutto in camminare cercando di non calpestare i fiori.
  • 16/03/2017 Escursione effettuata il 12 marzo 2017, esattamente come suggerito da SN. Bel percorso naturalistico con tabelle didattiche per la maggior parte ancora fruibili, piuttosto avaro di panorami (si svolge praticamente tutto nel bosco, anche la visuale dal belvedere della cima è piuttosto limitata), ma comunque interessante sia dal punto di vista paesaggistico (molto particolare il “canyon” del Pradolino) che botanico, con numerosissime varietà di fiori primaverili che variano a seconda della quota. In particolare, nel tratto in discesa dalla Casera, il bosco è letteralmente foderato di campanellini! Il percorso è sempre evidente e/o adeguatamente segnalato, tranne il primo pezzo che da Casera Monte Mia scende verso la Bocca del Pradolino: partendo dal paletto sulla pista, inizialmente non abbiamo trovato una traccia, ma ci siamo dovuti affidare solamente ai segnavia bianco-rossi e rosso-gialli sugli alberi, che portano ad attraversare il bosco senza percorso obbligato. Più giù la traccia ridiventa evidente ed attraversa una spettrale faggeta interessata da grossi schianti (probabilmente il gelicidio dell’inverno 2014), ma il sentiero è sempre sgombro. Giro da quasi 6 ore, comprese però numerosissime soste per le foto “botaniche”. Abbiamo trovato la stanza principale della casera aperta, con tavoli, sedie, cucina economica e cisterna dell’acqua interna. Il tutto un po’ in disordine. Mandi mandi!
  • 01/04/2015 Ho fatto il percorso a metà marzo, la gola di Pradolino è spettacolare, il tratto verso la Slovenia è pittosto difficile da seguire così come l'ultimo tratto dal Ricovero alla vetta del monte Mia (anche a causa della neve). Credo sia preferibile attendere lo scioglimento delle nevi prima di intraprendere questo bellissimo anello.
  • 25/04/2014 Ho fatto ieri tutto l'anello del sentiero 754 . Al ritorno partendo dalla casera c'è un tratto ben segnalato, anche troppo, e ben tenuto; poi il nulla bisogna scendere intuitivamente tra un ammasso enorme di alberi caduti penso a causa il gelicidio di febbraio sul sentiero 754 che visivamente è scomparso, devo dire che grazie alla mia cagnolina e seguendo lei pian pianino, lentamente e cautamente sono arrivato sul tratto 754 che costeggia la Gola di Pradolino, sgombra alquanto di alberi caduti.Giro fantastico per chi ama passegiare immerso nei boschi.
  • 09/03/2014 Saliti ieri, 8 marzo 2014, alla Casera Monte Mia. Segnalo che la bellissima faggeta lungo la discesa alla Bocca di Pradolino è stata devastata dal gelo; gli alberi sono esplosi creando un ambiente tristemente desolato. Fino a quota 800mt scendendo dalla Casera il sentiero è sin troppo ben marcato e non lascia presagire ciò che si incontrerà più in basso. Gli alberi schiantati rendendo molto impegnativa l'individuazione del sentiero fino alla Bocca di Pradolino, obbligando a continue deviazioni per cercare i passaggi meno difficoltosi tra la vegetazione abbattuta. A rendere il tutto ancora più impegnativo, è il fatto che i segnavia si fanno più radi e molto sbiaditi e per noi che effettuavamo il percorso per la prima volta non è stato semplice orientarci. Prudenza!
  • 15/04/2013 Monte Mia - Alla data odierna, il primo tratto (100 mt.circa) subito dopo il ponte, è tecnicamente chiuso per un'ordinanza del Comune a seguito di una frana con rischio caduta massi. Volendo, a proprio rischio, si passa ugualmente. Difficoltà dalla casera monte mia verso bocchetta pradolino, causa segnaletica scarsa e sbiadita.Porre molta attenzione nell'individuazione dei segni CAI, da non conforderli con altra segnaletica giallo-rossa che si incontra lungo il percorso e che apparentemente porta da altre parti. La cima del monte è priva di panoramica causa alta vegetazione. Buona vita a tutti
  • 15/03/2012 15.03.12 percorso ieri. tragitto ben segnalato.Noto solamente che la casera è chiusa ermeticamente. In caso di temporali bisogna solo sperare in un fulmine.....risolutore.
  • 25/03/2011 Percorso oggi, selvaggio, bello, ricchissime fioriture di colombine e primula odorosa, ho visto qualche fior di stecco e rosa di natale. Non ho trovato difficoltà nell'orientamento in discesa dopo la casera, c'è un paletto con segnavia all'inizio dell'evidente sentiero a sx dietro la casera, i segnavia sono effettivamente scarsi e sbiaditi ma sempre presenti nei punti essenziali. Un gran bel giro.Loredana
  • 29/12/2010 percorso ieri; confermo l'ottima segnalazione in salita e la scarsa in discesa verso la bocchetta; dopo la casera neve compatta fino alla cima ma percorribile,
  • 27/02/2010 percorso oggi. Ben segnalato e battuto tranne il tratto dalla casera alla bocca di Pradolino dove occorre fare un po' di attenzione ai segnavia in quanto il sentiero è poco evidente
  • 30/04/2005 Sentiero CAI: 754. Dal Ricovero casera Monte Mia alla Bocca di Pradolino.. Il sentiero che dal Ric.ro Casera M.te Mia scende alla Bocca di Pradolino per quanto mi riguarda è introvabile causa apertura di una nuova strada forestale eseguita sulla vecchia sede del sentiero. Se qualcuno è in grado di indicare dove si trova il sentiero è pregato di farne immediata rettifica. Grazie. La pista si allaccia presumibilmente ad un' altra che sale dal versante Sloveno.. giorgiobraidotti@tin.it
  • 05/04/2005 QUESTA LUNGA PASSEGGIATA NEI BOSCHI DI STUPIZZA E' STATA MOLTO SUGGESTIVA, LA CONSIGLIO A TUTTI QUELLI CHE SONO ALLA RICERCA DI LUOGHI POCO FREQUENTATI E DI PROFONDI SILENZI.UNICO NEO CHE VOGLIO SEGNALARE E CHE CI HA LASCIATI COSTERNATI, LA QUANTITA' ENORME (NON ESAGERO) DI IMMONDIZIA TROVATA NEI PRESSI E ALL'INTERNO DELLA CASERA 'MIA'..., BOTTIGLIE, LATTINE DI TUTTO UN PO'! A CHE GENERE UMANO E' DA IMPUTARE TALI NEFANDEZZE?UN ALTRO APPUNTO LO VORREI FARE IN MERITO AI LAVORI IN ATTO, PURTROPPO NEL DISBOSCAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI UNA CARREGGIATA, NON RISPETTANO LA SEGNALAZIONE DEI SENTIERI, DISTRUGGENDOLI, NASCONDENDOLI, CREANDO BARRIERE, LO VOGLIO SEGNALARE PERCHE' NON SI TRATTA DI UN EPISODIO SPORADICO, IN QUANTO QUESTA SITUAZIONE SI E' RIPETUTA PIU' VOLTE NEL CORSO DEGLI ULTIMI ANNI. CIAO A TUTTI STEFANIA
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  • Penso sia la lucertola di Horvath ..Fotografata ieri sul mur ...
    26/03/2017 Penso sia la lucertola di Horvath ..Fotografata ieri sul mur ...
  • Affioramento di calcari davanti alla casera
    25/03/2017 Affioramento di calcari davanti alla casera
  • la faggeta esplosa lungo la discesa alla Bocca di Pradolino
    09/03/2014 la faggeta esplosa lungo la discesa alla Bocca di Pradolino
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    10/05/2013 la cima
  • il salita verso la cima
    10/05/2013 il salita verso la cima
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