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I percorsi di SentieriNaturaB38

Anello di Torreano

Avvicinamento

Dalla strada statale che collega Faedis a Cividale, circa 500 m dopo il ponte sul Chiarò si devia a sinistra in direzione di Torreano. Si risale il corso del Chiarò di Torreano attraversando tutto l'abitato di Torreano in direzione di Masarolis fino all'incrocio in prossimità delle ultime case del paese dove si può parcheggiare (m 190).

Descrizione

Giunti a Torreano di Cividale, attraversare tutto il paese in direzione di Masarolis fino all'incrocio in prossimità delle ultime case del paese (m 190). L'escursione proposta compie un lungo anello sulla dorsale che racchiude l'alto corso del Chiarò di Torreano utilizzando diversi tipi di terreno, dalla traccia alla strada asfaltata, ed incontrando numerose deviazioni. Si raccomanda pertanto di avere a disposizione la carta Tabacco della zona (041) in modo da seguire con precisione l'itinerario suggerito. Parcheggiata l'auto, imboccare a sinistra via Castello raggiungendo le pendici della montagna. Abbandonare la strada principale per piegare a destra iniziando a risalire lungo una carrareccia. Circa 200 metri dopo il tornante, un piccolo cartello segnala l'inizio del sentiero T2. La mulattiera confluisce quasi subito in una trattorabile poco più ampia immersa in un boschetto di querce con ginepro e pungitopo. Guidati dalle frequenti indicazioni, dopo un paio di tornanti si raggiunge la vecchia Cava del Castello oltre la quale la traccia si riduce a sentiero. Attraverso un boschetto di castagni si punta verso il crinale con pendenza ora più decisa. Oltrepassata una carrareccia, si prosegue costeggiando il rio Picolis superato il quale si arriva ad un punto di sosta attrezzato in corrispondenza della fonte Meria (m 535).
A pochi metri dalla sorgente si incrocia il sentiero T1 che sale da Montina e lo si segue verso destra assecondando alcune rientranze. Il sentiero procede prevalentemente in quota attraversando alcuni tratti invasi da rovi dove è opportuno seguire con attenzione i segnavia CAI in quanto ci sono numerose tracce che possono fuorviare. Si guadagna così un'insellatura più aperta dove il segnavia, momentaneamente perduto, viene ritrovato sulla destra. Il sentiero, per un breve tratto, si impenna per scavalcare una parete rocciosa calando poi sul versante opposto coperto da faggeta lungo una traccia un poco malagevole che richiede qualche attenzione in caso di terreno gelato. Proseguire in falsopiano seguendo alcuni bolli rossi e compiendo una lunga mezza costa in direzione del ben visibile abitato di Reant (m 659). Si esce così su una carrareccia in corrispondenza di un crocevia ma la si abbandona quasi subito per deviare verso sinistra ancora su sentiero (segnavia CAI). Risalito un solco torrentizio si raggiunge una carrareccia più alta che va seguita verso destra fin dove essa si esaurisce in corrispondenza di un piazzale.
Un recente disboscamento rende un poco più problematica l'individuazione della prosecuzione. Tenersi sulla destra e cominciare a salire, ritrovando ben presto l'ottimo sentiero che costeggia il versante settentrionale del monte Kaludranca, all'interno di un boschetto di pino silvestre ed abete rosso con bella visuale sul vicino monte Joanaz. All'uscita di questo tratto ci ritroviamo sulla strada asfaltata che congiunge Canebola a Masarolis. Tramite questa si inizia a scendere passando quasi subito davanti al rifugio Monte Joanaz. Proseguire in comoda pendenza lungo la strada, poco frequentata nel periodo invernale, fino a sfiorare l'abitato di Tamoris. Lasciata a destra la discesa in paese, si risale dalla parte opposta completando così l'attraversamento alla testata del vallone del Chiarò di Torreano. Raggiunto il primo tornante si abbandona la strada per imboccare una buona traccia che va verso destra e che conduce in breve alla Bocchetta di Calla (m 866). Dalla ampia insellatura erbosa si apre un vasto panorama sulle valli circostanti e sul monte Matajur. Già dai primi giorni di febbraio fioriscono qui la farferugine, la primula comune ed il croco. Sempre seguendo il ben visibile sentiero che percorre il crinale si prosegue verso sud raggiungendo in breve la cima del monte Craguenza (m 948), sgombra da vegetazione arborea ed assai panoramica.
Seguendo i ricomparsi segnavia CAI, dalla cima si scende sulla dorsale meridionale lungo una mulattiera molto panoramica che attraversa i prati sommitali, punteggiati da betulle isolate e cespugli di ginepro (tratto in comune con il sentiero naturalistico Antro-Spignon-Pegliano). Arrivati sulla carrareccia si prosegue in direzione sud est tralasciando in sequenza due deviazioni a sinistra che scendono verso Cedarmas ed una strada asfaltata a destra che porta a Masarolis. La rotabile, mantenendosi sul versante di Torreano, raggiunge un ulteriore crocevia nei pressi della chiesetta di Santo Spirito. Prendere ora la carrareccia sulla destra (la più bassa) iniziando la lunga discesa verso valle.
Lasciare a destra una prima deviazione che scende verso Costa ed imboccare la successiva sempre sulla destra. Ad un ulteriore bivio non proseguire diritti in quanto la carrareccia più in basso attraversa una cava ed è interdetta anche al transito pedonale. Imboccare invece la pista che scende sulla sinistra. Questa asseconda ancora lungamente alcune rientranze e cala infine con un paio di tornanti verso l'abitato di Torreano esaurendosi, dopo aver attraversato il Chiarò, sulla strada principale a pochissima distanza dal punto di partenza.

Avvertenze

Come spesso accade per le escursioni nel Cividalese questa lunghissima passeggiata utilizza strade, piste, sentieri segnalati e non. Porre pertanto attenzione alle frequenti deviazioni che si presentano durante il percorso e munirsi della relativa cartina Tabacco (041).

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
041
Dislivello
1000
Lunghezza Km
21
Altitudine min
190
Altitudine max
948
Tempi
Dati aggiornati al
2003
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 01/04/2016 Fatto il 28/03/2016. Per l’inizio dell’escursione proseguire lungo Via del Castello fino ad incontrare l’indicazione T2 su un palo della luce. Il sentiero passa dietro una casa e subito si fa interessante iniziando a risalire tra rocce calcaree. Dopo pochi minuti si sbuca su una carrareccia: fare pochi metri a sx e subito a dx riprendere il sentiero (segnalato però come T1). Superata l’empasse dell’avvio, tutto il resto della salita è tranquilla. Anche dopo la Fonte Merie la traccia è sempre evidente, il sentiero è ripulito dai rovi e vi sono abbondanti SV bianco-rosso. Lasciato sulla dx l’abitato di Reant, dopo un breve tratto su asfalto, si sale a sx seguendo i SV CAI. Risaliti lungo un’amena valletta tutta verde, improvvisamente il sentiero s’impenna; il segnavia su un vecchio e maestoso faggio ci fa deviare a sx, prima di sbucare su una carrareccia che si attraversa, riprendendo i SV CAI sul lato opposto. Un breve tratto che taglia un tornante della carrareccia prima di riprenderla in corrispondenza di un piazzale. Recenti lavori di esbosco hanno pesantemente compromesso la mulattiera che prosegue sulla dx (segnavia CAI). Usciti sulla rotabile asfaltata si scende a dx verso Tamoris. Lasciato il paese sulla dx si prosegue dritti, risalendo fino ad un tornante dove si stacca sulla dx una carrareccia che conduce alla Bocchetta di Calla, qui ritroviamo i SV CAI N° 752. Risaliti ai prati sommitali del M. Craguenza, merita una breve deviazione a sx fino al punto panoramico, dove la Sottosezione CAI Valnatisone ha posto una panca ed il Libro di Vetta. Discesi lungamente la carrareccia che disegna la dorsale, si raggiunge il crocevia nei pressi della chiesetta di Santo Spirito (che rimane celata in alto sulla sx). Imboccata la carrareccia più bassa sulla dx, si tralascia una prima traccia che scende a dx verso Costa (piccolo cartello); proseguire lungamente in discesa fino ad incontrare un nuovo SV CAI che scende sulla dx e taglia più volte la strada bianca. Quando incontriamo il cartello “Rock Garden” ci troviamo a scendere un suggestivo tracciato tra massi, pietre e formazioni calcaree. Il sentiero incontra la carrareccia in prossimità della briglia sul T. Chiarò. Non resta che attraversarla e portarsi a riprendere l’auto. Percorso lungo, ma mai banale, adatto per questa stagione. Pur abitando così vicino non l’avevo mai preso in considerazione. Merita fatto. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 14/02/2014 Ripercorso ieri, in un giovedì dal meteo vario, cielo con sfumature dal bigio all’azzurro con lunghi intervalli di sole tiepidoso; elemento dominante il fango, abbondante e scivoloso che mette a prova la nostra capacità di rimanere in piedi. Attraversiamo la faggeta alle pendici del monte Noas fra innumerevoli schianti, tracce di cinghiali, primule, bucaneve, crocus e qualche timida polmonaria, un crocus è persino cresciuto sotto un guscio di chiocciola e adesso pare uno strano fungo.. all’uscita presso il rifugio Joanaz qualche farferugine dà un tocco colorato al terreno pressoché monocolore, lo sguardo spazia lontano, breve sosta ché il cammino è ancora lungo. La dorata dorsale del Craguenza ci invoglia alla breve deviazione fino al punto trigonometrico, e poi discesa accanto alle eleganti betulle e al nero solco che percorrono anche le moto (incrociate due); ci concediamo anche una breve visita alla chiesetta di S.Spirito e non ci pare vero di allungare fino a Puller…incontro con un meticcio bianco e grigio e si prende finalmente la giusta via. Discesa un po’ monotona sotto un cielo che inizia ad ingrigire, qualche dubbio presso un recente trivio, consultazione dei quattro saggi e si imbocca la giusta via sotto qualche goccia di pioggia. Questa lunga camminata si conclude presso il guado impraticabile, via alternativa attraversando un campo fino al ponte.
  • 20/02/2011 Un bel giretto da farsi però con terreno asciutto perchè in alcuni tratti ripidi (vedi la risalita del solco torrentizio sent. T1) è facile scivolare. Fare attenzione alle numerose tracce lungo la carrareccia dopo il bivio della chiesetta di S.Spirito, comunque non ci si perde, al massimo si allunga fino a Costa.Loredana
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