il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 86 ospiti - 0 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • IMG_9245
    Anello del monte Jouf da Maniago
    Prealpi Carniche
  • IMG_0111
    Anello del monte Jouf da Maniago
    Prealpi Carniche
  • IMG_0073
    Anello del monte Jouf da Maniago
    Prealpi Carniche
  • IMG_9320
    Anello del monte Jouf da Maniago
    Prealpi Carniche
  • IMG_9319
    Anello del monte Jouf da Maniago
    Prealpi Carniche
SentieriNaturaAggiungi ai preferiti - Richiede LogIN
I percorsi di SentieriNaturaB01

Anello del monte Jouf da Maniago

Avvicinamento

Da Maniago ci si dirige verso Montereale lungo la strada che conduce anche al ponte di Ravedis dove le acque del Cellina sono state sbarrate dalla recente diga. Un chilometro circa dopo le ultime case si vede a destra l'inizio del sentiero CAI n.967 mentre per il parcheggio possiamo fare affidamento su un comodo spiazzo posto dall'altro lato della strada (m 314, evidenti segnalazioni).

Descrizione

Imboccato il sentiero lo si segue per un tratto, quasi in falsopiano, alzandosi gradatamente proprio sopra la diga di Ravedis. Il fondo della mulattiera si mostra ampio e lastricato e prosegue comodamente a mezza costa mentre sulla sinistra il pendio è, in alcuni punti, abbastanza ripido ed esposto. La percorrenza invernale evidenzia in questa prima parte le poche piante sempreverdi quali l'edera, il ginepro ed il pungitopo. Due ampie svolte portano ad addentrarsi maggiormente nella silenziosa Val di Sant'Antonio, allontanandosi finalmente dai rumori stradali del fondovalle. Con pendenza costante e sempre per comoda mulattiera si giunge così alla piccola schiarita su cui sorge la chiesetta di S. Antonio (m 580). Un vecchio cartello in loco ci informa con dovizia di particolari su tempi, materiali e persone che il piccolo edificio è stato completamente restaurato nel 1989 a cura del gruppo ANA di Maniago.
Il tratto successivo, pressoché rettilineo, attraversa una vera e propria galleria naturale di arbusti. Qui, negli inverni non troppo rigidi, è possibile osservare già i primi bucaneve ed alcune precoci primule mentre sui grossi massi ricoperti di muschio vegetano la felce dolce, l'erba rugginina e la lingua cervina. La maggiore presenza del faggio ci annuncia la ormai imminente forcella La Croce (m 756) a cui si perviene con un ultimo tratto in falsopiano percorrendo la Val di Crous. Era questo l'antico valico che metteva in comunicazione i paesi della Val Cellina con la pianura prima della costruzione della strada tra Montereale e Barcis. L'importanza del passaggio è sottolineata anche dalla presenza di una targa che ricorda le fatiche delle genti locali.
Lasciata a sinistra la deviazione per il monte Fara si seguono le indicazioni di destra (sentiero CAI n.983) e si inizia a salire, con pendenza ora più decisa, il lungo crinale occidentale del monte Jouf. Seguire in questo tratto con attenzione le segnalazioni CAI tralasciando alcune tracce più evidenti che portano verso la forcella di Pala Barzana. Il sentiero si mantiene inizialmente sul versante nord il cui sottobosco umido offre ospitalità alla salamandra pezzata. Raggiunto poi il crinale, si passa definitivamente sul più assolato versante sud guadagnando un panoramico spallone erboso affacciato sulla pianura. Si prosegue ora con un lungo traverso in un bosco misto che oltre al faggio comprende anche abete rosso, acero di monte, pino nero e sorbo montano passando a ridosso delle pareti rocciose della quota 1224. Con un ultimo tornante si raggiunge l'insellatura erbosa posta tra la quota citata e la vetta tradizionale del monte Jouf (m 1212) a cui si perviene con una ultima risalita passando presso le numerose installazioni di tralicci e ripetitori . Alla croce (m 1203) ci attende un panorama estesissimo verso la pianura. L'importanza che il monte aveva un tempo per gli abitanti di Maniago è testimoniata dalla cava, che ancora si scorge sul suo versante orientale, e dalla malga Jouf che oggi è invece meta di piacevoli escursioni. Oltre al percorso descritto, la salita al monte può avvenire più direttamente salendo dalla forcella di Pala Barzana attraverso la pista di servizio a malga Jouf.
Per la discesa abbassarsi nell'opposto versante per mulattiera tenendo poi la destra una volta che ci si immette nella mulattiera che scende a malga Jouf. La costruzione, sempre aperta, è in grado di offrire un discreto punto di appoggio e viene spesso utilizzata grazie anche alla presenza della pista sterrata che sale dalla forcella di Pala Barzana. Anche da qui la visuale è assai interessante tanto che nel piccolo stagno accanto alla casera si specchia la cresta del monte Raut. Oltrepassata la casera e costeggiato il piccolo laghetto si attraversa una prateria secca punteggiata da cespugli di ginepro, pino nero, pino silvestre e qualche piccolo abete rosso. Sempre seguendo le segnalazioni CAI si abbandonano i prati sommitali per piegare a destra iniziando la discesa che non si presenta affatto monotona. Una quantità di ambienti, infatti, si susseguono lungo il sentiero: boschetti di nocciolo, una piccola lingua di ghiaia, la fitta ed alta abetaia e, da ultimo, il bosco di faggio e pino nero. Dopo una marcata svolta a sinistra il sentiero si trasforma in una sorta di trattorabile sassosa che poi, per un tratto, coincide con un solco torrentizio. Dove questo diventa impraticabile il sentiero lo abbandona tagliando a destra ed immettendosi dopo poco nella carrareccia principale in corrispondenza di un tornante.
Seguire la strada in discesa fino a raggiungere un punto di sosta attrezzato. Qui è possibile abbandonare la strada proseguendo in rapida discesa verso Maniago lungo la continuazione del sentiero CAI n.983. Per avvicinarsi maggiormente al punto di partenza si consiglia tuttavia di proseguire ancora lungo la strada fino al tornante successivo. Pochi metri dopo questo imboccare una traccia, inizialmente poco marcata, che scende sulla destra. Tenendo la medesima direzione si scende ancora lungo una ampia mulattiera che costeggia la sinistra orografica di un rio. In ogni caso si raggiunge la stradina asfaltata che porta verso le case più ad ovest di Maniago Libero. In corrispondenza dell'ultimo marcato tornante, subito prima delle abitazioni, imboccare la pista che si stacca sulla destra. Ad alcune biforcazioni successive mantenere sempre questa direzione ritrovandosi infine su un sentiero parallelo alla strada asfaltata che si ricongiunge esattamente al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
028
Dislivello
900
Lunghezza Km
13,8
Altitudine min
314
Altitudine max
1212
Tempi
Dati aggiornati al
2016
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 30/04/2016 Salita effettuata oggi da Maniago. Sentieristica a posto, segnaletica Cai rinnovata di recente. Il tratto un po' ruscellato che percorre la vallecola poco oltre il tornante della strada bianca, si presenta, a mio avviso, molto migliorato rispetto ad un paio di anni fa quando i numerosi schianti infastidivano un po'. Ora intoppi non ve ne sono, salvo un po' di fanghiglia dovuta ai mezzi meccanici impiegati. La neve è un ricordo. Numerosi muscari prevalgono su altre specie nella zona alta. C'è un quadernetto nel contenitore arancio inserito nella cassetta della croce. In cresta un po' di brezza fresca. Incontrati diversi escursionisti e qualche biker. In conclusione, un gradito ritorno in una giornata ideale e con una vista privilegiata sul Raut, come dimostrato anche dal calendario di SN. Buone montagne a tutti.
  • 15/04/2016 Come nel 2014, sono oggi salito partendo sempre da Maniago paese via Castello. Sentieri ottimamente segnalati. Percorso molto vario. Bella la zona di malga jouf e della cima.Dislivello di salita mt.910Buona vita a tutti
  • 04/04/2016 Percorso domenica 3 aprile 2016 così come proposto da SN, con qualche piccola variante fortuita. Le previsioni indicavano sereno o quasi per tutto il weekend, invece tempo grigio, spesso strato di nuvole alte e foschia sulla pianura. Il tratto di percorso che risale la vallata di Sant’Antonio, su mulattiera lastricata, è veramente piacevole, ricco di fioriture di ogni genere (in particolare scilla a due foglie dalla chiesetta in su) e presenta una pendenza molto blanda: quasi non ci si accorge, pian pianino, di guadagnare i 300 metri di dislivello che ci portano verso Forcella La Croce. Dopo il bivio che precede la forcella, però, la musica cambia rapidamente e la risalita del versante nord del Jouf si rivela decisamente più impegnativa, anche perché fanno la loro comparsa le prime chiazze di neve marcia, che rendono il sentiero umido e scivoloso. Arrivati – poco sopra quota mille – sul crinale del Jouf, manchiamo clamorosamente il passaggio che ci avrebbe portati sull’altro versante e seguiamo invece una traccia – inizialmente ben marcata, poi a tratti coperta dalla neve - che risale il crinale dal lato nord appena sotto il filo di cresta. Constatata dopo un po’ l’assenza dei segnavia, decidiamo comunque di proseguire di lì ed arriviamo senza nessun problema alla cima alta del Jouf (quota 1224). Da lì, con una breve discesa dei prati sommitali, sempre su traccia, riguadagniamo il sentiero CAI in corrispondenza della sella tra le due cime. Oggi il belvedere della grande croce purtroppo non offre un gran panorama, una cappa grava sulla pianura, le lontane cime delle Giulie si intuiscono appena. La cassettina è ancora orfana del libro di vetta, dentro solo un tubo di plastica vuoto. Veniamo raggiunti da Roberto, un escursionista che ci ha dato qualche utile indicazione in fase di salita (grazie!) e che si avvia a concludere il suo giro. I prati di Malga Jouf sono chiazzati dalla neve, il laghetto è ancora bianco di ghiaccio, il Raut sorveglia il tutto da molto vicino. Il sentiero di discesa si infila ben presto in un alto bosco di abeti con numerosi schianti, sia antichi che più recenti. In alto il percorso è stato quasi completamente sgomberato, più giù si fa esercizio scavalcando ed aggirando. Raggiungiamo la strada, passiamo la panchina e proseguiamo dritti. Dopo il tornante troviamo senza problemi l’evidente traccia che ci deve riportare verso Maniago Libera, ma subito sotto i sentierini si moltiplicano; nell’intento di “mantenere la direzione” ci spingiamo troppo verso ovest finendo ad un bello stavolo pieno di fiori, poi comunque in qualche modo riusciamo a ritrovare la strada asfaltata ed il successivo sentiero che ci riporta all’auto, verso il ponte di Ravedis. Proprio un bel giro, da rifare con tempo più limpido. Tempo di percorrenza: 2.40 sulla cima alta del Jouf, 5 ore e 20 per completare l’anello. Mandi a tutti!
  • 21/03/2016 20/03/2016 - Saliti al monte Jouf da Maniago. Si sale per l'antico Castello deturpato da una gigantesca sagoma rosa di bicicletta posta davanti.Il sentiero 983 sale diretto, senza sconti, incrociando numerose tracce che seguiremo al ritorno per smorzare la pendenza. La valletta silenziosa presenta schianti di cui parla il commento precedente ma molto già si è fatto per segarli via. Si incontra la neve, poca e battuta, solo in alto, nel plateau sommitale poco sotto la malga Jouf (circa sui 1000 m) e poi ovviamente fino alla cimetta; non ancora riposizionato il libro firme. Molti escursionisti, con e senza cani, chi si allena di corsa, chi scende con la bicicletta. Nella foschia che ci nega il panorama volteggia un parapendio.
  • 18/02/2015 Percorso effettuato oggi con partenza/arrivo dove il sentiero Frassati incrocia la Strada Valpiccola sopra l'abitato di Maniago Libero.Nulla di particolare da segnalare se non la presenza di pochi centimetri di neve da poco sotto Forcella della Croce e fino alla Malga Jouf. A quote più basse, invece, primule e bucaneve sono in fiore, così come eriche ed ellebori.Un saluto.
  • 06/04/2014 Ripercorso oggi, avvio in abbondante compagnia, sole e promesse di fantastiche visioni di campanili lontani (mai promessa fu più disattesa).. Passo ora lesto ora lento per dare un’occhiata all’invaso proprio lì sotto, alle scarse fioriture della val di S.Antonio e alla sua chiesetta, poco oltre si incontra il cartello con l’ormai vecchio sentiero 962, qualche perplessità dissipata dall’arrivo a La Croce fra massi “muschiati” e qualche vecchio camminamento. E poi inizia il bel tratto in salita, hepatica e scilla a due foglie,muscari azzurro, mercorella canina e poi il traverso, dapprima in discesa e poi risalita, pallidi crocus sull’erba gialla, freccia rossa su un sasso a terra per la cima tradizionale, comitiva che si sbriciola fra le due quote, merenda solitaria, foschia all’orizzonte, negato il grande panorama promesso. Si scende alla spicciolata passando accanto alla malga, il sole fra i corridoi di noccioli e le ghiaie, poi improvvisamente gli abeti, bosco buio e umido, schianti, punto della situazione alla panca lungo la carrareccia, si continua a scendere lungo questa fra macchie di vedovella e qualche esile precoce biscutella, si continua lungo una delle numerose piste passando per Gravedai e arrivando al serbatoio, è fatta, e giusto in tempo mentre sopra noi il temporale incombe.
  • 12/03/2014 Questa volta ho voluto variare il percorso. Da Maniago paese, via castello,parcheggio davanti la cappella del castello (quota 293)Dopo il castello, preso il sent.983,molto ben segnalato, in costante salita medio-alta,dislivello allo jouf di mt.910, tempo h.2,40 per un totale di km.7,500-molto bella la zona di malga Jouf come pure il tratto di salita allo Jouf- Per il rientro, nell'intento di camminare il più possibile, ho percorso la strada sterrata di servizio che riporta ovviamente al punto di partenza e che si sviluppa un Km. 11,500 ( ho evitato "tagli" perchè non conosco la zona )e ho impiegato poco meno di 3 ore. Con una bellissima giornata e con il clima ideale, sono stato contento di aver fatto questa scelta.Buona vita a tutti
  • 17/11/2013 Mai camminato tanto in vita mia. Distrutto, nel buio pesto ho raggiunto l'auto via asfalto, saltando al di là del gard-rail a ogni passaggio di fari. Il mio gps registra quasi 23 chilometri, di cui quindi quasi dieci d'involontarie divagazioni, le ultime in discesa dallo Jouf in stradine nella tenebra, ove guidato da due viandanti con lanterna ho potuto ritrovare la giusta via. Bellissima luna piena. Giro indimenticabile, suggerisco di perdersi tra le stradine in discesa dal crepuscolo in poi, per giungere a Maniago Libero a godersi la meritata birra.
  • 16/11/2013 16/11/2013-Ripercorso l'anello in una bella giornata di sole. All'insellatura che precede la cima dello Jouf, con breve deviazione a sinistra si raggiunge anche la cima ovest che offre un panorama sul lago di Barcis, (proprio nel momento in cui le nebbie che lo avvolgevano si stavano dissolvendo). Lungo il sentiero di discesa dopo la malga, notato numerosi recenti schianti probabilmente dovuti al vento di pochi giorni fa. Buone passeggiate
  • 29/04/2012 L'unica parte rognosa è l'ultima....difficile capire l'itinerario spiegato su SN.comunque Niente di preoccupante,con un pò di orientamento si riesce ugualmente a sbucare vicino al punto di partenza..bellissima camminata,specialmente nella prima parte fino alla croce...Alessandro
  • 29/01/2012 Refuso tipografico.Ovviamente il sentiero segnalato bianco/azzurro si ricongiunge a sinistra con il sv 983 e non 843.Loredana
  • 29/01/2012 Ripercorso oggi ma con partenza dal centro di Maniago, p.zza Italia, via del Castello e lì ci sono due nuovi comodi parcheggi. In breve arrivo ai ruderi del castello, peccato che sia abbandonato così. Qualche decina di metri dopo i ruderi, presso una curva, a destra si stacca una traccia non segnalata che sale; poco dopo un segnavia su un grosso albero mi rincuora, il sentiero è ben battuto, è il vecchio tracciato Cai che sale, interseca due volte una carrareccia e poi si congiunge con il sentiero 983 (piccola tabella a terra). Silenzio assoluto, solo un paio di picchi al lavoro, il tracciato sale ripidamente nel bosco, in alcuni tratti è eroso e franato, in paticolare in prossimità del capitello del Clap di Paternostro da cui si gode un ottimo panorama (oggi sole ma pianura velata). Oltre il capitelli il sentiero è ghiaioso, rientra nel bosco per poi sbucare sulla pista che sale a mslgs Jouf. Proseguo per circa un centinaio di metri ed al tornante (lapide) imbocco nuovamente a destra il sentiero che entra in una fitta abetaia; i segnavia seguono quello che sembra essere il greto asciutto di un rio; mi destreggio fra sassi e qualche schianto vecchio e recente prestando attenzione anche alle numerose deviazioni e vecchi scoloriti segnavia. L'abetaia è fitta, fredda e buia, poi finalmente un po' di luce, supero alla mia destra un osservatorio per la selvaggina, lentamente la pendenza si appiana, esco dal bosco ed ecco il vento freddo e il Raut, neve solo sulla cima. Da qui il sentiero è a tratti ricoperto da neve e ghiaccio, serve attenzione, continuo lungo la pista fino ad arrivare alla croce di metallo, da qui il panorama sarebbe esteso se non ci fosse la velatura, bel colpo d'occhio su Maniago racchuisa fra i nastri argentei del Meduna e del Cellina, più a est scorre il Tagliamento. Per la discesa utilizzo il medesimo percorso fino a quota ca. 840 dove il sv 983 gira a destra a lambire un piccolo ghiaione, io proseguo dritta seguendo il sentiero segnalato raramente di azzurro e bianco e che scende ripidamente fino a ricongiungersi a sinistra con il sv 843 poco prima del tornante della pista forestale. Da lì e fino al parcheggio utilizzo la stessa via dell'andata. Percorso semplice ma non banale in un ambiente selvatico.Loredana
  • 27/12/2011 Fatto tutto l'anello oggi, seguendo scrupolosamente le indicazioni di SN. La giornata è stata molto bella, non faceva freddo e verso mezzogiorno la cima era in piena battuta di sole. Durante la discesa mi sono perso un po', non ho trovato il famigerato rio la cui sinistra orografica avrei dovuto costeggiare ... alla fine mi sono rassegnato a scendere lungo la strada asfaltata che sbocca nella periferia occidentale del paese. Nel complesso è stata una bella scarpinata di 5 ore, quello che ci voleva per smaltire l'orgia alimentare degli ultimi giorni. Mauro.
  • 10/04/2011 Percorso odierno, bello. Segnao che a forc.La Croce la targa è sparita, da lì fino alla cima caccia al segnavia. Ho visto che la traccia a dx dopo il secondo tornante ha ogni tanto dei bolli gialli, li ho seguiti e mi sono ritrovata a Gravedai e da lì la mulattiera. In ogni modo ci si orienta con la sottostante SR 251.Loredana
  • 06/03/2011 Anello percorso ieri; molto appagante, un pò faticoso il traverso del bosco ai 1000 metri per presenza di abeti caduti sul percorso e la neve fresca. Attenzione all'ultima parte della discesa, tanti sentierini creati dal passaggio di mountain bike, ci si perde.
  • 05/02/2011 Io sono salito partendo da Bosplans ( 4° tornante dopo il paese, stradina sulla dx ) per abbreviare il percorso visto le giornate non ancora lunghe.Per il resto,dalla forc. LA CROCE ho seguito l'itinerario qui descritto. Confermo di porre molta attenzione subito dopo aver preso il sent.983, perchè i segnavia sugli alberi sono molto sbiaditi ed è facile proseguire per una evidente traccia che porta invece sulla strada per la forc. di Pala Barzana. Da quota 1212 in poi, si gode un eccellente panorama su tutti i versanti. Bella è anche la discesa verso la malga. In 3 ore e mazza (escuse le soste) si compie l'anello.Buona vita a tutti
  • 03/12/2010 una montagna per tutte le stagioni e per tutti i gusti noi ci andiamo spesso .Sandra
  • 21/12/2007 veramente posto splendido...sentieri segnati un po' con allegria...ma splendido!
  • Invia un commento
Le vostre fotoVisualizza tutte le fotoi
  • Stavolo Gravedai, toccato al rientro temendo di essere fuori ...
    04/04/2016 Stavolo Gravedai, toccato al rientro temendo di essere fuori ...
  • Il pascolo ed i due edifici del complesso di Malga Jouf
    04/04/2016 Il pascolo ed i due edifici del complesso di Malga Jouf
  • Il Raut
    04/04/2016 Il Raut
  • I prati sommitali della cima di quota 1224 e la cima della c ...
    04/04/2016 I prati sommitali della cima di quota 1224 e la cima della c ...
  • Dal crinale dello Jouf verso Montereale
    04/04/2016 Dal crinale dello Jouf verso Montereale
  • Invia una foto
I vostri tracciatiVai al forum GPS
Le vostre escursioniVai alla mappa localizzazioni
Mappa Scarica il tracciato kml Scarica il tracciato gpx Visualizza mappa dettagliata - Apertura su nuova finestra
Profilo altimetrico
Altre escursioni in zona
Webcam più vicine
  • Webcam Poffabro monte Raut
  • Webcam Barcis
  • Webcam Claut
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva