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    Anello del monte Vas da Vinaio
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Vas da Vinaio
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I percorsi di SentieriNaturaU14

Anello del monte Vas da Vinaio

Avvicinamento

Attraversando Villa Santina in direzione di Ovaro, si imbocca a destra la deviazione per Lauco. Dopo una lunga serie di tornanti si oltrepassa il paese seguendo poi le indicazioni per Vinaio e la forra del Vinadia. Dopo la zona sportiva la strada scende leggermente verso Vinaio dove si può parcheggiare comodamente (m 807, largo spiazzo presso il ponte).

Descrizione

Ignorando per il momento la strada asfaltata, si attraversa il ponte in pietra sulla sinistra, imboccando poi la mulattiera che sale verso le case del paese (via Lauco). Seguendo qualche sbiadito bollo circolare, dal centro del paese ci si tiene a sinistra arrivando quasi subito ad un ulteriore bivio. Qui si segue il ramo di destra che in leggera discesa esce dal borgo, supera un piccolo rio e arriva all’edificio della vecchia scuola elementare. La mulattiera, a tratti lastricata, si snoda con alcuni modesti saliscendi tra boschetti di nocciolo e faggio calando poi bruscamente verso il torrente Picchions. Raggiunta la carrareccia che ne costeggia la destra orografica, si prosegue lungo questa in direzione nord oltrepassando un ponticello sospeso chiuso al transito. Il passaggio sull’altro lato avviene comunque poco più avanti quando la strada si allontana dal fondovalle innalzandosi con qualche svolta. Al secondo tornante si incontrano le segnalazioni del sentiero Ivano Cimenti che possiamo seguire per abbreviare il tracciato della pista. Si tratta di una larga mulattiera incassata che passa accanto ad alcune grandi ceppaie di faggio per giungere poi presso le case di Runchia (m 960).
Da qui il sentiero sale costeggiando le case più a destra (qualche bollino rosso) poi prende quota a regolari svolte fino ad immettersi sulla strada sterrata che percorre il fianco occidentale del monte Vas, in corrispondenza di una ampia prateria delimitata da una staccionata. Al bivio prendere a destra risalendo il breve tratto necessario ad aggirare un esteso movimento franoso. Successivamente la pista inizia a scendere moderatamente uscendo dal bosco e raggiungendo un panoramico ripiano erboso poco prima delle case di Pesmulet (m 1072). Guadagnata la strada asfaltata si aggirano le pendici meridionali del monte oltrepassando le case Uerpa e le case Vas, situate in posizione assai aperta e panoramica. Dopo le ultime abitazioni si imbocca nuovamente una pista forestale interdetta ai veicoli, iniziando a risalire piacevolmente in un bel bosco di faggio. In prossimità della forcella di Corce la strada, immersa ora in una pecceta, assume un andamento quasi rettilineo. Ad un bivio abbandonare la strada che inizia a scendere verso la malga Corce e prendere a sinistra risalendo i pochi metri che ancora ci separano dalla boscosa forcella di Corce (m 1310), punto più basso del crinale che unisce il monte Dauda al monte Vas.
Dalla forcella si sale direttamente a sinistra (sud) seguendo il crinale e ritrovando quasi subito una buona traccia con la quale si esce sulla panoramica quota 1374. Da qui appare evidente il percorso da seguire per raggiungere la nostra meta. Si scende ad una insellatura evitando i numerosi schianti poi, con un lungo e suggestivo traverso proprio sulla linea di cresta, si oltrepassano alcune modeste elevazioni secondarie. Ancora una breve salita e si guadagna la vetta del monte Vas (m 1403), sbucando improvvisamente sull'aperto versante meridionale. Anche se il bosco impedisce una visuale completa, il panorama che si apre è inaspettatamente vasto e può essere ulteriormente ampliato scendendo qualche metro lungo le coste erbose che si dipartono dalla cima.
Ritornati alla forcella di Corce, tenersi a sinistra, mantenendo questa direzione anche al successivo bivio, pochi metri più sotto. La pista si trasforma quasi subito in una trattorabile e punta ad alcuni ruderi oltre i quali si intravedono le case isolate di Dolaces, inserite in una bella ed aperta zona prativa. Esauriti i prati si rientra improvvisamente in una fitta abetaia, passando dopo poco in località Nava (grande stavolo ristrutturato). Infine ci si raccorda al bivio sopra Runchia dal quale si segue a ritroso quanto fatto in precedenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
013
Dislivello
900
Lunghezza Km
16,9
Altitudine min
801
Altitudine max
1403
Tempi
Dati aggiornati al
2007
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 24/01/2016 Si parte da Vinaio con una strana luce e la strada imbiancata, sul rio Picchions si può pattinare, ogni pozza, ogni cascatella son di ghiaccio ghiacciato, la pista è ricoperta di bronzee foglie. A Runchia il solito cane abbaia furioso, a Pesmolet il solito cane invece abbaia contento, distante un micio osserva impassibile ed imbronciato, la solita signora oggi non lavora nell'orto e a Vas le mucche come sempre riposano al caldo della stalla. Quanto mai piacevole la pista e poi su lungo il sentiero che porta alla cima. Ma...già arrivati??? E così scopro che la quota 1374 non è la cima come altre volte mi ha fatto comodo credere, è solamente una quota e c'è ancora da scarpinare prima di poter dire buona cima!
  • 17/01/2016 Percorso l'anello del Monte Vas in versione ridotta partendo dalle Case di Vas. Oggi a Vas si purcite, aria di festa ...... La pista per forcella Corce è rilassante, ideale per mettersi in movimento in questa giornata fredda ma baciata dal sole e dal cielo azzurro. Tra i rami si intravede la dorsale Cuar/Duron con il Sernio che ogni tanto spunta fuori. Da forcella Corce alla cima impossibile sbagliare, i bollini blu sono bolloni. Panorama molto esteso dalla cima. Discesa per Dolacis con l'Arvenis imbiancato in bella vista. A Pesmulet qualcuno che lavora, mentre a Vas si purcita ancora......
  • 06/12/2015 We did this hike today, 06/12/15, counterclockwise. Very nice, technically easy path through the forest, meadows and hills. Unfortunately, the visibility was very poor because of the clouds and fog. There is still almost no snow on the path, just some traces that do not cause any problems.
  • 17/12/2014 Rifatto oggi dopo qualche tempo, la giornata, da bigia che era in pianura è diventata soleggiata a Vinaio, soleggiata e fresca. Vinaio è un cantiere in grande fermento, motoseghe, betoniere, camion, tutto questo in un paese con poche case e parecchi gatti, un grande presepe su un ballatoio…Il rio Pichions rumoreggia, a Runchia una vecchia casa, semidiroccata, ha un materasso all’aria su un balcone, finestre senza vetri e a un cane alla catena da molto fastidio il nostro passaggio e a nulla valgono le nostre parole per rabbonirlo. In cammino verso Pesmulet l’aria si riempie di odori contadini, una decine di capre con qualche piccolo scappa veloce mentre un cagnetto color panna mi guarda e forse si ricorda delle mie coccole; a Vas una stalla con la porta accostata fa intravedere una mucca indifferente; la via verso forcella Corce è lunga ma non mancano occasioni di guardarsi attorno, annusare, rigenerarsi di tutta quella tranquillità. La salita verso la cima del monte Vas è adesso evidentissima: una fila di grandi bolli/quadri azzurro si susseguono fino alla cima, il circo di cime innevate meriterebbe una sosta più lunga ma il venticello pungente ci convince a scendere velocemente verso Dolacis, i ruderi di Dolacis di Sora sono sempre più ruderi ma il tricolore sventola ancora, da lì si gode una bella vista verso il Dauda, cima innevata e croce svettante, discesa a Runchia per pista, assenza totale di veicoli.
  • 25/02/2012 Fatto oggi. La giornata era cominciata male in quanto sono arrivato a Vinaio con 3 quarti d'ora di ritardo rispetto al tempo previsto, a causa dell'interruzione della strada fra Villa Santina e Lauco. La giornata è continuata anche peggio ... quando ho sbagliato sentiero e mi sono intestardito a proseguire nonostante fosse evidente che la direzione era sbagliata. Alla fine, dopo più di due ore, sono tornato indietro e con l'auto mi sono spostato direttamente alle case Vas e da lì, a piedi, sono salito sulla cima del monte Vas, seguendo parte del percorso dell'anello. Alla fine ho camminato per 5 ore e sono arrivato in cima, in fin dei conti non mi è andata troppo male. Mauro.
  • 07/01/2012 fatto ieri tutto il percorso era innevato. Bell'anello che attraversa ambienti diversi. Senza indicazioni importante avere la carta. Secondo me è ideale da fare con la neve.
  • 18/10/2011 Mi dicono che mi piacciano troppo gli anelli, c'è anche chi mi definisce la signora degli anelli, per cui nien te di più ovvio che optare per un percorso ad anello, questo, fatto ieri 17 ottobre.Lungo i tornanti che da Lauco conducono a Vinaio una volpe attraversa veloce la strada, è fulva e la parte terminale della coda è bianca; parcheggio presso il ponte, il termometro indica -3°, cielo terso da inverno. Salgo verso il paese, lo attraverso e a sinistra, in na nicchia dove c'è l'attacco dell'acqua per gli idranti, trovo l'indicazione in giallo del sentiero Ivano Cimenti. I bolli gialli mi conducono al bel sentiero, largo, le foglie secche scricchiolano sotto gli scarponi; giro lo sguardo e ovunque dominano i colori dell'autunno. Il sentiero si abbassa velocemente e arriva alla carrareccia che risalgo per poco, il suono del torrente Pichions riempe l'aria, il ponticello sospeso è inagibile, chiuso, per cui mi si prospetta la possibilità di salire a Runchia per strada o guadare il torrente e ritrovare il sentiero dalla parte opposta. Non mi sorride l'idea di un bagno mattutuino, eventualmente meglio farlo a fine corsa, per cui opto per la carrareccia che si snoda nel bosco. A Runchia lavori di ristrutturazione, due uomini mi guardano che fossi un marziano, saluto, nessuna risposta; dietro l'ultima casa trovo un segnavia, riprendo il sentiero, è bianco di brina croccante, è un bel corridoio, attenzione a terra ai cavi di una teleferica, qualche orticello (cavoli e radicchio ormai congelato) protetto da cartelli "proprietà privata". Risalgo fino ad incrociare la pista che porta a Pesmulet, bel ripiano erboso, soleggiato, qualche casa in ristrutturazione, trattori in movimento, cani scatenati e qualche sonoro mandi. Ecco Vas, donne che lavorano gli orti, scambio di sorrisi e saluti, penso che queste persone siano serene, belle persone; attenzione a non seguire la freccia gialla che indica di scendere a destra, continuio dritta ed imbocco la mulattiera lastricata, i segnavia qui diventano azzurri e compaiono anche i bolli rossi. La mulattiera si fa ampia, è ricoperta da un letto di foglie, sale lungamente fino ad incontrare un vetusto paletto di legno con bollo azzurro che indica di svoltare a sinistra, risalgo per un centinaio di metri fino ad arrivare a Corce e da lì parte a sinistra l'evidente traccia che porta alla cima. I segnavia azzurri e bianco rossi sono sempre ben visibili e posti in alto sugli alberi, nel bel bosco parecchi cartelli gialli mi ricordano che sto attraversando una proprietà regionale. La foresta di Corce è fitta e buia, ma dopo poco ecco lassù un foro di luce, il sole, e sbuco improvvisamente sulla cima del Monte Vas; il panorama se pur limitato dalla vegetazione è bello, belli i cromatismi autunnali, l'assoluto silenzio rende piacevole la sosta al sole. Ridiscendo a forcella Corce e seguendo i bolli gialli giungo ai ruderi di Dolecis di Sopra (bandiera italiana sventolante), passo accanto ad un vecchio osservatorio per la selvaggina, il sentiero si snoda piacevolmente per prati verdissimi fino ad arrivare ad una pista che seguo a sinistra. Dopo lo stavolo di Nava inaspettatamente una macchia di asclepiadi, unica nota di colore vivace, a destra mi infilo lungo il sentiero Cimenti all'inizio ripido ed invaso da ortiche ed erbe alte, poi si slarga, davanti a me 4 alberi sradicati, li scavalco senza difficoltà e in brevissimo arrivo a Runchia. Prima di riprendere il sentiero do un'occhiata a due vecchie abitazioni più sotto, c'è una bella fontana in pietra raffigurante una testa di bue. Il sentiero Cimenti in questo tratto mi pare poco frequentato perchè la traccia è poco visibile ed invasa dai rovi; scendo ripidamente e rapidamente verso il torrente Pichions, arrivo agli argini, il ponticello è inagibile come stamattina per cui è arrivato il momento di guadare. L'acqua è abbondante e scorre veloce, mi creo dei punti di passaggio, me la cavo senza scivolare in acqua, risalgo sulla carrareccia e da lì riprendo nuovamente il sentiero Cimenti fino a Vinaio; è rilassante questo tratto, spendidi scorci sui prati circostanti, colori caldi. Ripercorro a ritroso via Lauco, saluto una signora che coccola due gatti multicolor, mi chiede: bella la passeggiata? Dice di avermi vista la mattina in partenza, ha voglia di parlare, mi racconta di avere 73 anni, di vivere sola, mi siedo a terra accanto a lei, si sta bene alsole, i gatti fanno le fusa, mi indica una stranezza della natura: nel bosco lì davanti a noi si staglia un grande pino con la punta che pare una croce, è effettivamente una croce. Ancora qualche parola, ci salutiamo con un mandi e una carezza ai mici. Che bella persona!Loredana
  • 15/01/2007 Sentiero di altro tipo: Anello del monte Vas da Vinaio. Nella descrizione dell'anello del "monte di Vas da Vinaio" scrivete :"Dopo poco si incontra un ponticello sospeso ancora in ottime condizioni." Cio' era valido a suo tempo. Oggi 14-01-2007 e' sbarrato e si deve guadare il torrente Picchions. Probabile vetusta' della costruzione con assenza di manutenzione. elmasncm@alice.it
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