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    Anello di San Canziano da San Pietro al Natisone
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaS40

Anello di San Canziano da San Pietro al Natisone

Avvicinamento

Da Cividale si esce in direzione di Sanguarzo imboccando poi a sinistra la prosecuzione della statale n.54 lungo la valle del Natisone. Dal centro di San Pietro al Natisone prendere la strada che conduce al campo sportivo imboccando poi via Podrecca dove si incontra il cartello iniziale del sentiero naturalistico del monte Roba (m 174, qualche spiazzo per il parcheggio).

Descrizione

Si inizia lungo una carrareccia che prende a risalire moderatamente le pendici del monte Roba. Al primo tornante, abbandonata la strada, vi è la possibilità di compiere la brevissima deviazione che conduce sulla sommità del monte Barda(m 249), invasa dalla vegetazione ed antica sede di un castelliere (cartello). Ritornati sui propri passi, si continua lungo la dorsale in direzione nord, attraversando un bosco di acero di monte, acero campestre e roverella. Lo scarno sottobosco di dicembre evidenzia qualche pungitopo e l'immancabile presenza dell'edera. Seguendo fedelmente il crinale ed accompagnati da alcuni cartelli, si raggiunge in breve la piccola vetta del monte Roba (m 301, punto di sosta attrezzato). Dalla cima si può scendere scegliendo la variante di sinistra, leggermente più impegnativa (breve spezzone di cavo) oppure optando per il più facile sentiero di destra. Entrambi si ricongiungono dopo pochi minuti. La piacevole discesa prosegue nel bosco raggiungendo la strada asfaltata in corrispondenza di una cappelletta. Da qui ci si innesta sul sentiero CAI n.749 che da San Pietro percorre tutta la dorsale fino a raggiungere la vetta del monte Matajur. Il sentiero coincide in questo primo tratto con la pista forestale che traversa a mezza costa sul versante del torrente Alberone. Ad un primo crocevia con cartelli si seguono le indicazioni per Mezzana pervenendo subito dopo ad un ulteriore bivio in località Makota (m 360). Qui si lascia a sinistra il sentiero CAI n.749 che utilizzeremo al ritorno per tenersi invece a destra lungo la variante 749a. Si prosegue piacevolmente lungo la strada sterrata ai lati della quale si notano diversi cespugli di ginepro e qualche grosso esemplare di castagno. Ormai in vista dell'abitato di Vernassino di Sopra, si abbandona definitivamente la strada per iniziare a risalire su sentiero in direzione del monte San Canziano. Si guadagna quota compiendo una larga ansa su terreno un poco scivoloso dopodiché si traversa il fianco orientale del monte ricongiungendosi con il segnavia CAI n.749 in corrispondenza del passo San Canziano, immerso nel bosco di faggio e betulla (m 658). Tralasciato per il momento il segnavia principale (vedi variante), si risale il crinale lungo il sentiero segnalato che in breve porta sulla boscosa vetta del monte San Canziano (m 723). La cima è interamente occupata dalle rovine della chiesetta di San Canziano, risalente al XV secolo e purtroppo in stato di abbandono dal 1935, anno in cui cessarono le funzioni religiose. Sui muretti della chiesa si osservano diversi cespi di erba rugginina mentre tutt'attorno è comune la felce dolce. Poco sotto la cima è stata posta una cassetta con il libro di vetta la cui lettura ci potrà confermare quanto sia condivisa tra gli escursionisti la suggestione di questo luogo particolare e solitario. Ritornati al passo San Canziano si piega a sinistra iniziando la discesa sul versante rivolto alla valle del Natisone. Un tratto malagevole è stato opportunamente attrezzato con un passamano metallico che si rivela particolarmente utile in caso di neve o terreno gelato. Nell'umido sottobosco tra novembre e dicembre è possibile scorgere qualche esemplare di salamandra pezzata, un piccolo abitante dei boschi di latifoglie caratterizzato dalla inconfondibile livrea nera a macchie gialle. Raggiunta una carrareccia la si segue verso sinistra arrivando dopo un paio di tornanti all'abitato di Mezzana (m 463). Utilizzare ora la strada asfaltata fino al primo tornante dove si riprende il segnavia CAI n.749 lungo una carrareccia. Con questa ci si raccorda all'itinerario fatto in precedenza che va seguito fino all'innesto sulla strada asfaltata che scende verso San Pietro al Natisone. Tramite questa si rientra esattamente al punto di partenza dopo essere passati davanti alla chiesa.

Variante verso il Passo di Glevizza

Disponendo di un secondo automezzo o volendo semplicemente ampliare l'escursione, dal passo San Canziano è possibile continuare ancora per un buon tratto lungo la dorsale sud del Matajur fino al passo di Glevizza e oltre. Dal crocevia sopra Mezzana (raggiungibile anche da Savogna attraverso il recente segnavia CAI n.755) si prosegue in direzione nord spostandosi sul versante rivolto al Natisone. Rimanendo su questo lato o seguendo il filo della dorsale si attraversano le pendici del monte San Giorgio arrivando in breve all'omonimo passo a quota 861. Da qui in poi il terreno si fa pianeggiante ed aperto con il segnavia che ci porta ad attraversare radure punteggiate dai ginepri fino al solitario passo di Glevizza a quota 997. Durante il rientro che avviene lungo il medesimo percorso, non dimenticate di fare una visita alla chiesa di Sant'Ulderico, discosta dal sentiero ma raggiungibile con una breve deviazione (cartello).

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
041
Dislivello
700
Lunghezza Km
14,1
Altitudine min
174
Altitudine max
723
Tempi
Dati aggiornati al
2011
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 07/04/2013 Il ritorno del sole meritava una camminata di quelle lunghe, da perdersi nell'osservare, dal sorridere alla vita... l'itinerario è ben segnalato e senza difficoltà. Il vento oggi soffiava da alleato, il bosco lo attenuava come il suo colloquiare con gli alberi ha attenuato l'incomprensibile frastuono gokartesco...Fioriture matte come il tempo: tratti con solo foglie, altri colorati. Mi è piaciuto il tratto finale del 749a verso il passo, un tripudio di hepatica e al ritorno il troi gemello scintillava di farferuggini. La voglia di andare mi ha portato fino al passo di Glevizza... Avvistamenti a quattro zampe: due cagnetti vicino la baita dei cacciatori nella radura verso Glevizza... Soli.. li ho lasciati col magone, domani, col numero della medaglietta del più amichevole, tenterò di fare qualche telefonata..
  • 10/12/2012 Insieme all'Alta squadriglia del Riparto Regjine des Stelis (Udine 2° F.S.E.) abbiamo percorso questo bell'itinerario in questa stupenda giornata di sole!Partiti alle 10 da S.Pietro,dopo pernotto alla canonica e S.Messa alla casa di riposo alle 8.30, ci siamo incamminati lungo la strada che risale all'abitato di Klancic; qui abbiamo imboccato il sentiero cai 749 (attacco sulla sinistra risalendo la strada principale-ben visibile e indicato,seuguire indicazione Vernassino). Il tratto di strada forestale tra l'imbocco e località Makota è costituito da piccoli sali-scendi ma senza grosse difficoltà di percorrenza; con passo svelto e un leggero mando nevoso sotto gli scarponi abbiamo presto raggiunto i vari bivi posti in località Makota e anche qui abbiamo seguito le indicazioni per Vernassino. P.S.: la sorgente Uodica è a lato strada e ben visibile,aprendo la portella si può riempire le proprie borracce e dissetardi con la buona acqua dei ruscelli della valleAl bivio successivo abbiamo seguito il sentiero 749a (con le solite tabelle 'Vernassino'; pure questo tratto di strada forestale è ben tenuto ed è agevolmente percorribile anche con dei bambini per esempio senza particolari difficoltàAlle 11, carichi di zaini con viveri e alcuni legni per accendere il fuoco per il pranzo, avevamo già raggiunto l'imbocco del sentiero vero e proprio posto a quota 450m s.l.m. Da qui il sentiero risale il monte S. Canziano fino all'omonima chiesetta (segnaletica presente e ben visibile); in alcuni tratti è presente una corda d'acciaio per agevolare il cammino scivoloso (molto utile oggi vista la neve in scioglimento).Raggiunta la chiesetta (rudere) di San Canziano,abbiamo potuto ammirare la vista stupenda che si può godere da questo punto strategico: Matajur innevato,vallata del natisone illuminata dal sole e in cielo neanche una nuvola a macchiare l'azzurro tetto del mondo. Pranzo su fuoco con abbondanti cibarie e ripartenza per quel di S.Pietro (abbiamo lasciato qualche legno coperto da un paio di tegole all'interno della chiesetta).Ridiscesi per lo stesso percorso dell'andata,lasciandoci alle spalle un luogo stupendo e una vista invidiabile, abbiamo raggiunto S.Pietro in un ora e mezza.Una uscita da incorniciare e un itinerario sicuramente da ripetereP.S.: attenzione al ghiaccio che facilmente si forma al suolo anche lungo la strada forestaleIl capo Riparto
  • 11/06/2012 Al fine di evitare il previsto diluvio scelgo questo percorso che si sviluppa nel bosco. Ore 7 a S.Pietro campane elettriche e poca pioggia, il tempo di tirar fuori la mantella per capire che è ora di rimetterla via, via la pioggia e una pallida luce. Mi incammino, primo bivio, amnesia, eppure l'ho percorso più volte questo sentiero...rinuncio al monte Barba a cauda dell'erba alta e bagnatissima, attacco il sentiero più avanti, nei pressi della presa dell'acquedotto. Cammino su terreno bagnato e scivoloso fra cinguettii vari che non distinguo, latrati di cani. ai lati abbondanti ortiche, erba cimicina e pungitopo; ove la vegetazione lo consente sono visibili i paesini della valle l'Alberone, un esemplare di corniolo sfoggia la sua bella etichetta: Cornus Mas. Monte Roba, punto di sosta (punto di sosta????)Del tavolo non restano che tre piedi putrefatti e le assi a terra, sulle due panche è meglio non appoggiare nemmeno la zaino, il tutto è ricoperto da muschio ecologicamente ben stagionato. Scendo da sx, piacevolmente, un'occhiata ai resti della cava, poi uno spiazzo aperto e il sentiero naturalistico mi deposita sulla strada asfaltata di fronte alla cappelletta. Il sent. 749 è una comoda pista, a tratti cementata, umida, fa sudare il sudabile, intanto in cielo un pallido sole sgomita fra le nuvole e con il sole anche gli augellini fan festa, la gallina no, quella no, si sentono solo un paio di galli che ripetono il loro verso. Ecco un bivio, Makota, ancora un tratto su pista e il sv svolta a sx entrando nel bosco dapprima in salita, poi in falsopiano e con qualche sali scendi aggiro il monte S.Canziano fino ad arrivare al passo. Lungo il sentiero opere di pulizia, qualche candida betulla a terra e ramaglie; mi sembra che lo spiazzo della chiesetta sia stato un po' liberato, sulle rocce accanto il libro di vetta e su un tronco un cartello che invita alla riflessione. Cielo di nuovo imbronciato, Matajur incupito, si riparte. Il sentiero sbuca sulla strada asfaltata, ai lati qualche fioritura di bianca rosa canina; lemme lemme sbuco a Mezzana, vocio, in piazza (piazza????) un tavolo imbandito con qualche bibita e tramezzini, festa dell'ANPI. Tiro dritto lungo l'asfalto e mi infilo preesto a sx, di nuovo su sentiero, incrocio una solitaria escursionista, dagli slarghi fanno cucu i numerosi paesini della valle del Natisonr, riconosco Tarcetta e poco più su Antro, vicino spicca il bianco della chiesetta incastonata nella roccia. Sono le 11.30 e improvvisamente i karts della pista dell'Alberone si mettono in moto, un insulto alla quiete di questi luoghi. In breve sono a S.Pietro, mi ricongiungo al punto di partenza passando dietro alla casa di riposo e sbucando su via Monte Barda. Camminata per tutte le stagioni.Loredana
  • 01/05/2011 Percorso questo pomeriggio. Il sentiero è ben segnalato e ben curato (un ringraziamento agli studenti che lo mantengono in ordine) e rispecchia esattamente la descrizione riportata in questo sito. Lo consiglio vivamente a coloro che desiderano trasmettere la passione della montagna ai propri figli. Concordo con la Signora Loredana per quanto riguarda il rumore di sottofondo dei karts .... INSOPPORTABILE. Graziano
  • 25/06/2010 Itinerario percorso oggi, bello il sent.naturalistico e complimenti agli studenti che l'hanno creato e lo curano. Fa parte dei sentieri del silenzio ed è vero, non si incontra nessuno! Stona il sottofondo dei karts della pista dell'Alberone. Per completezza segnalo che il tratto che sale alla chiesa di S.Canziano è segnalato (cartello CAI 755). Loredana
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