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    Anello del Clap Forat da Dogna
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    Anello del Clap Forat da Dogna
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    Anello del Clap Forat da Dogna
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I percorsi di SentieriNaturaB28

Anello del Clap Forat da Dogna

Avvicinamento

Risalendo dalla pianura la strada statale n.13 Pontebbana si oltrepassano in successione Moggio, Resiutta e Chiusaforte. Poco prima del viadotto che la sovrasta si prende a destra la deviazione che entra a Dogna. Seguendo le indicazioni per la val Dogna si attraversa il ponte sul Fella parcheggiando l'auto in corrispondenza del crocevia che si trova al suo termine (m 425).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Novembre
Carta Tabacco
018
Dislivello
1100
Lunghezza Km
9,5
Altitudine min
425
Altitudine max
1562
Tempi
Dati aggiornati al
2011
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 07/09/2015 Percorso il 2/9, anticipando (di poco) la pioggia; confermo che in salita il sentiero è ceduto in qualche punto ma si passa con la dovuta attenzione, stessa cosa per il superamento della frana in discesa subito dopo lo scollinamento del Clap Forat (qui mi sono "aiutato" con i pini mugo); da Mincigos sono sceso a Prerit di Sopra per il sentiero principale, un saluto a tutti
  • 01/06/2015 Andato su ieri, qualche tratto franato superabile con la dovuta cautela (percorso per escursionisti esperti). Per il rientro fatto il traverso da Mincigos: qui il sentiero non segnalato (al momento individuabile senza difficoltà ma che presenta un'inerbimento in "fase media") è in condizioni peggiori con due punti più che difficili pericolosi (di cui uno, dove c'è la corda su fittoni che ora penzola, superabile solo calandosi con una corda stretta attorno a un pino su terreno ripido e inconsistente), assolutamente sconsigliabile per bambini e principianti.Mandi
  • 09/05/2015 Ancora sole, in questa salita lungo la mulattiera di guerra.Scorci continui sul Canal del Ferro e sui colossi delle Giulie distraggono la mia mente.Quando rientro in me,mi rendo conto che, se non ci fosse la vegetazione,l'esposizione sarebbe maggiore.Sentiero che in due punti ha ceduto,ma si passa agevolmente.Anche dopo la cima la traccia è franata,ma anche qui nessun problema.Da Mincigos rientrato a Pupin con l'antico sentiero che attraversa dirupamenti frequentati da camosci.Ci si deve calare con il cavo nel greto del ruscello, dove la passerella ci consegna all'ultimo,facile traverso fino a incontrare il troi di salita.
  • 13/12/2014 Il freddo mi tira per le orecchie, salgo come una fusetta a testa bassa e manco il troi. A Pupin la fontana sprizza allegra, un gattone mi scruta, poi esce Ivo. Il primo regalo. Parliam della mia meta e di lui, poi riparto tra poligale in fiore e mazzi di primule dal sapore allettante. Uno spuntone si fa notare per i pini che crescono obliqui facendo sentire stranamente sbilenco l’osservatore. La neve fa la sua comparsa evidenziando numerose tracce d’ungulati. Un tronco secco pare un’antenna intenta a trasmetter frequenze lignee con le braccia contorte verso il Zuc dal Bor. Un’unica palla di neve è adagiata sulla sommità. Un tratto leggermente franato (e innevato) richiede molta cautela, ma è un metro uno. Poi il bianco s’impossessa di tutto, prepotentemente. Lo Jôf di Dogna s’erge al cielo mentre si svela la dorsale del Montâs. La giornata è talmente splendida da non resistere a puntare verso il Cuel Formian, spelacchiato e panoramico. Nel tratto franato del precedente commento il troi sembra scomparire ma il segnavia, in direzione opposta e in assenza di verdi chiome, è ben visibile. Raggiungerlo tagliando il tornante non crea problemi. La salita costa ulteriori 150 metri di dislivello ma la vista è impagabile. Dallo Scinauz verso oriente è tutto orizzonte. La dorsale della val Alba è uno striarsi di rocce e candore. Le malghe Poccet e Glazzat galleggiano in mezzo a laghetti eburnei e luccicanti. Se non fosse in controluce la muraglia che inizia dal Plauris accecherebbe per la bellezza. Fatico a staccarmi da tutto ciò. Scendo di corsa per la faggeta tagliando il troi. Al riparo dalla luce il manto si rivela perfetto con la giusta profondità e duro quanto basta per ammortizzare i passi evitando lo sprofondio. Sorrido mentre tutto scricchiola. Sui 1100 ricompaiono le foglie e diversi ellebori fioriti. Come? M’ero appena abituato alla fretta delle primule e adesso loro? A Mincingos opto per il vecchio troi. Evidente, si percorre con piacere in una gran varietà d’ambienti. Alternativa aperta a tutti se non fosse per la franosa discesa verso la passerella. L’erosione rende necessario calarsi qualche metro utilizzando una corda o gli stessi cavi e paletti ormai divelti. A Pupin la fontana s’è intristita. Ivo è sceso a Dogna. I gattoni no. Due, fuggono dietro la casa. Li seguo e scopro il covo delle belve. Sono almeno dieci, di tutti i colori, uno più bello dell’altro. Qualcuno prova ad elemosinare del cibo che, visti i diametri pelosi, non deve mancargli. L’immagine è da poster. Davanti ad una porta si dividono lo spazio. Ogni gradino un felino, due sull’uscio e poi, alzando lo sguardo, altri tre su tavolati che sbucano dalla costruzione a diverse altezze. Me li godo senza fretta, ci si miagola un po’, poi scendo per il troi cementato che nonostante sia coperto di foglie si rivela più scomodo della strada stessa. Ancora ellebori e tante Euforbie delle faggete con le foglie penzolanti e carnose come ogni febbraio che si rispetti.(11.11.2014)
  • 12/07/2014 Visto che non si può andare veramente in alto (c’è ancora troppa neve) ed i previsti temporali del primo pomeriggio, questo anello mi pareva una buona idea. E’ un sentiero per EE in quanto a tratti ripido ed esposto, con alcuni passaggi non del tutto sicuri. Non esiste alcuna traccia che porti in cima al Clap Forat (perché si chiama così?) e non sono neppure sicuro di averla raggiunta in quanto non c’è nulla che la identifichi (forse il faggio contorto?). I veri problemi sorgono appena s’inizia a scendere sul versante opposto, dopo poche decine di metri il sentiero è completamente franato, anche aiutandosi (con molti rischi) a superare il tratto franato passando sopra dei mughi non s’intravvede il proseguo del sentiero, quindi sono ritornato per lo stesso percorso della salita. Il S.V. CAI N° 602 dovrebbe essere dichiarato inagibile (almeno nel tratto dopo il Clap Forat). Se qualcuno ne sa qualcosa di più ben volentieri riceverei delle e-mail. P.S. Questo lo inserirei in una nuova categoria “I Sentieri del Rumore” in quanto si sentono i rumori delle auto sui giunti dell’autostrada per tutta l’escursione fino al Clap Forat! Mandi, Bepi da Cividale
  • 08/12/2011 Visto che ancora non c'è alcun messaggio per questo percorso, lo inauguro io. Fatto oggi il 602 da Dogna. Vista la cima modestissima del Clap Forat, ho provato ad arrivare sul Jof di Dogna, ma, per timore di dover scendere con il buio, mi sono fermato sulla cima del Cuel Formian, da cui si gode comunque di un ottimo panorama. La visita al Jof di Dogna è rinviata ad altra occasione. Mauro.
  • 12/08/2006 Sentiero CAI: 602a. dal Clap Forat a Mincigos. perdita traccia. In prossimità di ruderi e di una fontana che riporta le insegne del 223 battaglione, il sentiero muore. Bisogna proseguire in discesa per un ripido canalone di un ruscello un bel po, poi si ritrova la traccia. andrea_seghedoni@yahoo.it
  • 12/08/2006 Sentiero CAI: 602. da Predil (Dogna) a cima del Clap Forat. abbandono, crescita alberi e sottobosco sul sentiero.. Il sentiero, man mano che si avvicina alla cima, diventa sempre meno agibile per il grave abbandono a cui questa antica mulattiera di guerra è stata lasciata: alberi che crescono sul sentiero ed attraverso le fronde dei quali bisogna farsi strada. Il sentiero è meraviglioso, soprattutto verso la cima. Sarebbe bellissimo se chi lo volesse percorrere prendesse anche l'occasione, con un falcetto, di aprire un pò di strada. Io ho fatto quello che potevo a mano.. andrea_seghedoni@yahoo.it
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