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    Anello della Creta dal Cronz dalla sella di Cereschiatis
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaS31

Anello della Creta dal Cronz dalla sella di Cereschiatis

Avvicinamento

Dalla statale n.13, Pontebbana, deviare verso Moggio proseguendo poi lungo la rotabile della val Aupa che si percorre interamente fino al valico di sella Cereschiatis dove si può parcheggiare (m 1066, piccolo spiazzo sulla sinistra). Chi proviene dalla Valcanale troverà più comodo salire da Pontebba per Studena Alta, Frattis e Aupa.

Descrizione

Dalla sella si imbocca la rotabile, inizialmente asfaltata, che sale verso nord ma la si abbandona quasi subito per seguire il segnavia CAI n.453 che si stacca a sinistra. Si oltrepassa un piccolo bunker cementato innalzandosi poi con pendenza decisa nel bosco di di faggio ed abete rosso. La salita si attenua in corrispondenza di un ripiano per poi riprendere con una larga ansa che ci porta a rasentare la base di una bastionata calcarea. Ben presto si esce dalla vegetazione arborea passando ad una boscaglia rada dalle cui schiarite è possibile vedere l’ampio vallone di Gleris. La mulattiera prosegue, a tratti scavata nella roccia, tagliando il pendio con alcune svolte regolari che ci portano a sfiorare un piccolo impluvio. Su questo versante esposto a meridione crescono la ginestra stellata ed il ginepro mentre numerosi larici dipingono di giallo il paesaggio boschivo autunnale. Si raggiunge così una piccola forcellina situata sulla cresta orientale della Creta dal Cronz ed affacciata sul dirupato vallone del Rio Glazzat (m 1301). Il percorso, perse le tracce della originaria mulattiera, risale ora lungo la cresta per qualche metro quindi piega a destra per imboccare uno stretto sentierino che taglia a mezza costa un versante ripido e friabile ed un successivo ghiaione. Dopo essere rientrati nel bosco si riprende a salire in modo assai deciso lasciando subito a destra una deviazione per casera Glazzat Alta (cartello). Con il progredire della quota la pendenza si attenua con il sentiero che scende per attraversare un rivolo. Ancora un breve tratto in moderata salita su terreno umido e si giunge nei pressi di una ampia insellatura compresa tra la Creta dal Cronz e il Cuel des Jerbis ed immersa nella faggeta (m 1489). Il segnavia CAI n.453 prosegue a sinistra (cartelli) verso la nostra meta, mentre a destra si stacca il n.434 che utilizzeremo per chiudere l’anello. Si sale in diagonale superando l’ultima fascia di bosco oltre la quale ci si affaccia sulle pendici settentrionali della Creta dal Cronz, ricoperte da ghiaie e roccette colonizzate dai mughi. Si sale tra gli arbusti per poi rasentare una bancata rocciosa e portarsi in diagonale alla base di un canalino scavato tra i baranci. Con qualche stretta svolta, su terreno un poco umido e scivoloso, si supera il breve dislivello necessario a portarsi sul crinale della Creta dal Cronz. Qui sono molto evidenti i segni di un incendio che ha completamente incenerito la fascia di mughi che ricopriva la cresta, lasciando allo scoperto la natura rocciosa del terreno. Ancora pochi metri tra le ramaglie sbiancate e si raggiunge la solitaria vetta della Creta dal Cronz (m 1664, ometto e libro di vetta, panorama ampio ed insolito). Una traccia prosegue verso la vicina cima ovest che si può raggiungere dopo qualche diverbio con i mughi. Poco più in basso, sul versante sud, si potranno notare anche i resti di una mulattiera e di alcune fortificazioni ormai quasi cancellate dal tempo.
Dopo essere ridiscesi al bivio incontrato in precedenza, si seguono le indicazioni per malga Glazzat perdendo qualche metro di quota. Oltrepassata una radura invasa dagli arbusti, si riprende a salire uscendo in breve su una ulteriore schiarita dove ci si innesta a destra sul segnavia CAI 434 che arriva da casera Laduset. Il sentiero, inizialmente poco marcato, si trasforma ben presto nella ampia mulattiera che traversa le pendici del Cuel des Jerbis. Aggirato anche il costone orientale del monte, la mulattiera perde quota con un paio di tornanti, fino ad innestarsi sulla pista di servizio alla malga Glazzat. Tenendosi a sinistra si seguono le indicazioni per la casera attraversando in falsopiano la macchia di conifere che precede l’ampio dosso prativo di Glazzat. Prima di proseguire verso la casera è consigliabile portarsi sulla sommità del pascolo dove è stato predisposto un punto di sosta con panchina e ancona e dove si può ammirare un panorama inaspettatamente esteso . Raggiunta la malga (m 1384, servizio di agriturismo nei mesi estivi) se ne attraversa il cortile per seguire le segnalazioni che portano a perdere quota lungo il pendio erboso sottostante. Più in basso si interseca nuovamente la strada proseguendo ancora per sentiero fino a riguadagnare definitivamente la rotabile nei pressi del bivio per la vicina casera Glazzat Bassa. Si segue ora il tracciato della strada che scende sulla destra per oltrepassare il greto del rio Glazzat a cui fa seguito un versante particolarmente ripido e friabile. Ancora qualche modesto saliscendi lungo pendici boscate, interrotte da qualche radura con stavoli, e ci si ricongiunge esattamente al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Novembre
Carta Tabacco
018
Dislivello
600
Lunghezza Km
7,5
Altitudine min
1057
Altitudine max
1664
Tempi
Dati aggiornati al
2017
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  • 24/10/2018 Anche questa volta ho scelto di fare l'anello in senso antiorario perchè, secondo me, è più appagante. Tutto il percorso fino alla cresta, è sufficentemente ben segnalato, evidente e non presenta particolari difficoltà. Dalla cima si gode un immenso panorama a 360'. Discorso diverso invece per il tratto del sent. 453 che scende direttamente a sella cereschiattis. Questo tratto del sentiero avrebbe bisogno di manutenzione varia, sia di pulizia e sia di rifacimento segnali ormai assai sbiaditi. Comunque , con la dovuta attenzione, lo si segue senza esporsi a pericoli.Buona vita a tutti
  • 19/05/2018 A ridosso della bastionata calcarea - citata nella relazione di sentieri natura proprio all'inizio - il sentiero è ora (19/05/18) ostruito da schianti di dimensioni ragguardevoli. Per proseguire bisogna aggirarli sulla sinistra, puntando in alto all'evidente segnavia cai bianco e rosso posto proprio all'inizio della bastionata. Per arrivarci bisogna poi risalire in libera e con molta attenzione un breve pendio di terra e ghiaia.
  • 08/05/2018 Salito oggi su questa bella cima seguendo il percorso di S.N, bella escursione con camoscio che mi osservava dalla vetta. Sentiero non propriamente pulito e ben segnalato, alcuni schianti e bolli scoloriti hanno reso l’orientamento incerto ma arrivato a malga Glazzat alta sono rimasto incantato dai prati di genziane e altri bellissimi fiori!
  • 30/07/2017 Ripercorso il 29 luglio l'anello della Creta dai Cronz. L'idea era di salire il Cavallo, ma al mattino presto da Pontebba nubi già avvolgevano la sua cima e la cresta di confine, viene fatto un rapido ricalcolo per: a) una cima più bassa; b) senza ulteriore eccessiva movimentazione di auto; c) non sul confine; d) ...e che inizi per "C"! :). Scherzi a parte, per la Creta dai Cronz buona parte della salita è all'ombra del bosco. Nel primo tratto si sfiorano alcune Opere militari. La erta salitina finale è su ripidi gradini di radici e ghiaia, in un paesaggio ancora spettrale sebbene qualcosa stia crescendo. Chissà quanti anni ci vorranno perchè i mughi si riprendano il suolo... La scelta della vetta si rivela corretta, abbiamo bel tempo. Alcuni camosci si aggirano sulle pendici, si firma sull'ottimo libro di Loredana. L'agriturismo risulta chiuso.
  • 10/04/2017 Itinerario percorso ieri 9 aprile 2017, come da Sentieri Natura. Ben segnalato, abbastanza vario e privo di difficolt� se non per la salita del canale che conduce alla vetta, dove abbiamo trovato parecchia neve residua lungo tutto il canale. Consiglio di ritagliarsi una bella sosta al Glazzat Alto, splendida ed ampia radura molto panoramica.
  • 05/09/2016 Fatta ieri 4 sett. Da sella Cereschiatis verso creta dal Cronz. Evitato di salire in cima perché il sentiero nel canalino finale è molto rovinato e scivoloso probabilmente per l'erosione causata dai passati incendi. Si poteva passare ma con molta attenzione soprattutto in discesa.Mi dispiace di non aver lasciato la firma sul nuovo libro di vetta messo da Loredana. Il resto della gita dall'inizio a malga Giazzat alta è bellissimo, boschi meravigliosi e ricchi di odori e silenzi.....fatta scorpacciata di more e lamponi...il tratto finale è un po noioso lungo la pista forestale. Gita da fare sicuramente. Buone gite. A&A
  • 25/07/2016 Salito ieri 24.07 da sella Cereschiattis per malga Glazzat alto e rientrato, senza fare l'anello, per la stessa strada. In vetta ho trovato il nuovo libro di vetta portato da Loredana ottimamente sigillato. Ottimo panorama dalla cima, veramente una posizione strategica. Ridisceso al cuel des Jerbis, complice il bel tempo e la voglia di gironzolare, mi sono fatto incuriosire dalle indicazioni sent. 434 per casera Laduset; ho proseguito per un buon 20-30 minuti ma ho trovato solo dei vecchi ruderi (è quella la casera in questione?), nessun problema comunque, attenzione solo che il sentiero è interrotto in alcuni punti per taglio alberi e ramaglie sparse e si rischia di perdere la traccia che non dev'essere eccessivamente frequentata.
  • 13/06/2016 Una cima panoramica (se pur di quota modesta) non può restar senza libro di vetta, si va a portare su un libricino, modesto anche lui, ma avvolto in tanto nylon anti umidità. Partenza mattiniera per gabbare il maltempo, passi veloci (con Nadia si cammina veloci) senza però rinunciare a guardarci intorno, a meravigliarci del verde vivissimo delle foglie, sembrano finte, e il naso all'insù per inseguire i giochi che il vento fa con le bianche nuvole. Niente di nuovo lungo il sentiero, qualche impronta di zoccoletti, qualche brevissimo tratto rovinato e il caldo degli avvolgenti mughi...ed è subito cima....Manca all'appello la piccola croce accanto al cippo, infiliamo nel tubo anche il nuovo libro delle firme e poi una sosta, ne vale la pena oggi, il panorama è pulito, chiaro, in cielo è tutto un rincorrersi di grandi ciuffi bianchi, innocui, sole caldo; malga Glazzat Alta chiusa, le mucche son tutte a pascolare a Glazzat Bassa.
  • 06/06/2016 05/06/2016 Con un meteo incerto e capriccioso il breve anello della Creta del Cronz, ci pare ideale per l'esc odierna,un buon percorso ben segnalato, solo qualche breve tratto franato...(ma senza problemi) che desta attenzione solo se bagnato,già fatto anni orsono ma ci mancava la panoramica cimetta. Un pò desolante l'ambiente in prossimità della vetta, ma ricompensato da una ottima visuale, al tepore di preziosi intervalli soleggiati, impossibile porre le firme sull'inzuppato libricino di vetta,(servirebbe contenitore e agenda nuova) il contenitore di plastica non lo "ripara" dagli eventi. Dal cuel des Jerbis verso Malga Glazzat alta (aperta) per una sosta ristoratrice, la discesa poi per la Malga bassa con "obbligata"visita causa pioggia, alla breve schiarita il rientro a Sella Cereschiatis....Bello !!!!! Mandi
  • 08/05/2016 07-05-16 Tanto per cambiare oggi abbiamo scelto di partire da Frattis per salire alla Crete di Cronz. Tra Frattis e Aupa parte il sentiero 434 che alternando tratti con pendenza decisa e traversi panoramici sale rapidamente in un rigoglioso bosco di faggi. Il sentiero perfettamente segnalato, presenta solo un brevissimo tratto di due metri in cui una piccola frana di terra ricopre parzialmente il sentiero che in questo tratto è abbastanza esposto. A quota m1130 ci si raccorda con la strada che porta alle malghe Glazzat Bassa e Alta, seguendo sempre il 434 si raggiunge il bivio con il 453 che sale alla Crete di Cronz. Appena iniziata la salita per la Crete di Cronz, abbiamo trovato la neve che non crea particolari problemi, ma naturalmente bisogna prestare molta attenzione nei tratti più esposti specialmente poco sotto la cima. La cima è completamente senza neve, è come sempre spoglia ma, nonostante il suo aspetto scheletrito ha il suo fascino. Per la discesa abbiamo calzato i ramponcini.
  • 24/10/2015 Saliti da sella Cereschiatis per strada verso casera glazzat alta si prosegue poi per sentiero 434 fino al bivio con sentiero 453 a cuel de li jerbis che si segue fino alla vetta. Da notare che stanno costruendo una strada forestale che parte dal bivio stradasentiero 434 verso cuel de li jerbis. Dalla cima si gode di un panorama a 360 gradi, in particolare si ammira tutto il gruppo del monte cavallo. Lungo tutto il tracciato ci si imbatte tranquillamente con numerosi caprioli. Buona escursione e occhi aperti.
  • 27/07/2015 Il 26 luglio in uscita nel tardo pomeriggio raggiunta la Creta dai Cronz. Le piogge recenti e il cielo coperto rendono l'aria più fresca, il bosco è silenzioso. Nitido panorama dalla cima. I mughi si stanno impadronendo sempre più della cresta.
  • 30/01/2015 Che gola di neve! Non sono proprio pronto per la primavera! L’aria profumata che mi ha inondato nelle ultime scorribande mi ha trovato bell’e disarmato. Penso ad un giro sprofondante in quel di Glazzat salendo però da Frattis per l’ignoto 434. All’arrivo l’immaginazione si scontra con la penuria di bianco. Ferraglia e plasticume restano in auto. Il breve tratto di troi è diverso dal suo vicino. I claps s’alternano agli alberi e le emozioni che suscita son differenti. Mi garba proprio anche lui! La vista sulle sette picche poi! Alla prima radura lo sguardo verso la creta dal Cronz infrange i propositi di una giornata lieve e rilassante. Seguendo la traccia la punto, prendendo la carrareccia senza uscita che porta verso di lei. Aguzzo la vista e noto due escursionisti sulla vetta che aumentano la mia bramosia d’ascesa. Supero l’impluvio e, salendo, mi ricollego al troi che giunge da sella Cereschiatis. Il bosco è candido, ma ride alla Muttley. Sotto una spolverata soffice il manto è gelato e si pattina. Tracce di scarponi ma non di punte. Dai che a si cumbine! Al bivio prendo per la creta ma non dura molto. Si scivola che è un piacere e i ramponi lontani intonano il classico coro “T’avevi dite jo!”. Nuje ce fa, ritorno ai buoni propositi e punto al Cuel des Jerbis. Al bivio per malga Glazzat basta continuar a salir in diagonale. In cima una provvidenziale apertura regala una bella visuale sul vicino gruppo del Cavallo fino al Cullar, i cui fianchi scoscesi han linee e colore del legno appena tagliato. Dietro casera Pradulina, Dimon e Paularo son interamente ricoperti dal bianco, ancora al di là spunta il Coglians. Proseguo puntando verso Laduset. Questo tratto del 434 denota la sua scarsa percorrenza. Sottile e divertente, spesso vede il suo declivio ingombrato da qualche schianto. Solo uno zampettar allegro mi precede. Le bandierine però son puntuali. Due funghi sono cresciuti nel bel mezzo di due alberi, sfruttando la loro unione e confidando nella sua durata. Ritorno verso la malga per la carrareccia imbiancata e croccante. Mi cade l’occhio sull’ocra della conca di Pricot. Atri che cjaspolis! Il Glazzat mi offre la sua generosa e panoramica visuale. Il Montâs è il Montâs ma gli aguzzi profili che cingon la Val Alba d’inverno acquistano severità ed eleganza. Il Cavallo è inondato di luce. Lo Zuc della Guardia invece mi fa sorridere, tutto lì, sulle punte dei piedi, a sbirciare dietro lo Zermula pare possa tornare a nascondersi dietro lo Zuc di Malaseit al minimo sentore d’esser osservato. La Creta dal Cronz mi osserva col mento alto, pazienza, sarà per il prossimo inverno… lo stesso anello però attende impaziente ciaspolatori vogliosi di grandi panorami, sempre che i fiocchi decidino di danzar vivaci. (25.01.2015)
  • 25/11/2014 Percorso in data 23-11-2014l'andamento dell'ascesa è modestamente impegnativa fino alla giunzione con il sentiero per Glazzat Alta. La salita in cresta è stata meno agevole a causa del manto nevoso, per nulla compatto, che si mescolava al fango (si consigliano dei ramponi). La visione della vetta, però, è davvero stupenda, tra le migliori di cui possa avere ricordo. Discesi dalla vetta occorre prestare attenzione per individuare la segnaletica per il s. 434 disperso tra gli alberi innevati. Si sconsiglia la discesa per il sentiero della salita, in quanto disagevole e sdrucciolevole. Ultimo suggerimento: nella discesa verso valle affidatevi alla mappa tabacco se intendete servirvi della scorciatoia che si dirama sulla desrtra in corrispndenza di vasche di abbeveramento.
  • 15/07/2014 Ripercorso oggi e a distanza di qualche anno non ho trovato diversità, il sentiero è sempre ben percorribile, a tratti un po’ scivoloso quando deve farsi largo fra i mughi. Un po’ inquietante la cima (come l’ha definita la mia compagna di scarponi), devastata da un non lontano incendio, i monconi dei mughi son lì, al vento….Tanti colori sul sentiero, la clematide si avvinghia alla sottile aquilegia, l’achillea del Clavena svetta birichina, riverberi di arnica montana e doronico maggiore, qualche giglio rosso, piccole rose canine si insinuano fra i rododendri (irsuti? ferruginei?), profumo di origano selvatico che forma ampi cuscinetti colorati.A malga Glazzat Alta le mucche pascolano padrone assolute del ripiano sopra e sottostante, fino a Glazzat Bassa; il noioso rientro per pista è confortato dall’abbondanza di succose fragoline
  • 26/05/2014 percorso oggi con giornata non favorevole sotto l'aspetto meteo. Arrivato in cima , avvolto da una nube grigia che ben presto ha aperto i suoi rubinetti. Chiazze di neve dopo casera glazzat alta, unitamente a schianti di alberi, hanno reso un pò difficoltosa lasalita e l'individuazione dei segnali, specie in prossimità del bivio a cuel des jerbis. L'ultima parte, che arrampica tra i mughi, è malagevole per fango e attraversamenti di nevai. Il rientro dal sent.453, con pioggia e fango, richiede particolare attenzione.Buona vita a tutti
  • 14/10/2013 Ci si ritrova a far colazione autoprodotta a Dordolla ove la fermata dei bus diventa un’accogliente casetta di legno mentre già si intuisce il regalo meteorologico. Alla sella troviamo qualche auto. Il bosco mi stranisce subito. Nonostante le nuvole lascino passare pochi raggi, la stentata luce che arriva è caleidoscopicamente riflessa dalle foglie bagnate. I colori del manto su cui camminiamo vanno dal verde vivo a colori accesi più gialli o rossicci fino al marrone scuro, mischiandosi tutti. Dopo aver parlato col vento, regalato ombra ristoratrice e dipinto il cielo, queste foglie se ne vanno cangianti in un ultimo inno di coloratissima gioia ritornando parte del tutto. Un capriolo si fa notare per i suoi salti, l’abetoso sottobosco invece, per l'incredibile subbuglio micologico. Di botto i miei amici di monte si disperdono come dei ninja scandagliando (invano) ogni metro. Colori e varietà dei funghi fanno a gara con le foglie per arricchire la tavolozza, poi il tratto friabile regala sgargianti visioni sui boschi vicini. Il sentiero, umido per le piogge, non crea problemi. L'ultimo tratto è inatteso, il paesaggio che s'allarga a dismisura e la cresta con quei mughi immobili, pietrificati nel loro ultimo grido. Nonostante le nuvole basse il paesaggio è abbastanza nitido, Lanza è già bianca, come quasi tutte le cime spolverate di fresco. La discesa inizia con cautela, ma in un punto ripido mi incespico, scivolo e volo. Pochi lunghissimi secondi. Sento una risata che si trasforma in un grido. Impotente, in quel tuffo cado ad occhi chiusi senza reazione, senza motivo. Li riapro inondato da un senso di dolcezza e tranquillità surreale. Sto dondolando, un grande ramo di mugo ha fermato il mio volo di un paio di metri senza farmi toccar terra e mi coccola. Ancora oggi sento quella sensazione così forte, irresponsabilmente positiva, priva di timore. La faccia degli amici di monte mi fa intuire quanto sia andata bene. Riparto irrazionalmente sereno e rilassato. L'infinita carezza mughesca continua nello splendido bosco popolato da muscarie e prati di funghi viola. L'ultimo capriolo scende veloce dalla cupola erbosa del Glazzat. La malga è chiusa ma c’è chi lavora e chi usufruisce dei tavoli. Io scendo dondolando, innamorato di ogni colore e del mio mugo custode. (13.10.2013)
  • 01/04/2012 Percorso oggi. La salita finale alla cima era ancora con molta neve dura e ghiaccio, non banale. Panorama dalla cima stupendo soprattutto verso il Tarvisioano. La casera alta ha una posizione magnifica e d'estate può essere una bella meta per un pranzo.
  • 01/06/2011 Ripercorso in data odierna a distanza di un anno e notato che sono in atto lavori di rinforzo lungo la strada che scende a sella Cereschiatis da c.sa Glazzat Bassa, belle fioriture di maggiociondolo. Come sempre i sentieri del silenzio sono avvincenti.Loredana
  • 06/05/2011 Le informazioni oggi avute,dicono che la malga Glazzat alto, è aperta da aprile a metà novembre, il sabato e domenica. Da metà giugno a metà settembre è aperta tutti i giorni.Per tutto il periodo di apertura è possibile raggiungerla in auto tramite una comoda strada bianca. Per informazioni telef. 393-5315902 -366-2559816 - 393-5216639.Anche oggi è stata un'escursione bella che consiglio a tutti.
  • 01/07/2010 Vorrei far presente che, volendo,da sella cereschiatis si puo salire in auto fino alla casera glazzat alta ( oggi era completamente chiusa, non so se definitivamente,ma vista la data odierna....dovrebbe essere ormai già aperta.....)dal bivio poco prima la casera,parte a sx il sent.434 che si collega poi con il 453 che sale il monte .La cima del monte, invasa da un vasto incendio, è altamente panoramica a 360 gradi. Buona vita a tutti
  • 07/07/2007 percorso molto bello e vario, non troppo battuto ma ben segnalato. Come si forse si intuisce dalla descrizione, la salita alla Creta dal Cronz è molto umida: il percorso diventa fangoso e sdrucciolevole per diversi giorni dopo le piogge.
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