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I percorsi di SentieriNaturaB29

Anello delle Slenze da Plans

Avvicinamento

L'escursione ha inizio nei pressi di Pontebba a cui si può giungere risalendo la statale n.13 oppure l'autostrada A23 fino all'altezza dell'omonimo casello. Dalla strada che collega l'ingresso sud alla Pontebbana con il centro abitato si seguono le indicazioni per Plans passando sotto il viadotto della vecchia ferrovia. Con breve risalita la stretta rotabile ci conduce alla piccola frazione dove si parcheggia al termine della strada (m 618).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
018
Dislivello
1000
Lunghezza Km
12
Altitudine min
609
Altitudine max
1589
Tempi
Dati aggiornati al
2002
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  • 10/12/2015 Lunedi 07/12/2015 Salita effettuata dalla carrareccia di Pietratagliata che comodamente conduce alla Casera Slenza Bassa continua per un ulteriore tratto, quando poi si trasforma in mulattiera in una decina di minuti si sbuca fuori nel vallone tra le due Slenze dove sorge la Casera Slenza Alta. Da qui per arrivare in vetta si passano tutti gli edifici per poi salire per verdi/prati tenendo sulla destra l'impluvio e andando sempre dritti sotto il bosco con tracce di passaggio e segni scoloriti rossi su pietre seminascoste dell'erba fino su alla forcelletta (nasce qui l'impluvio) da qui (ometto) salire per roccette e arbusti fino alla nuova croce di vetta con straordinario panorama sulla valle e su parecchie cime.
  • 01/08/2015 August 1, 2015. We went the trail without difficulties. However, on the way up to Slenza there are some trees on the path. At the upper hut in the saddle we didn't fint the path to the summit. The way down to Slenza alta ist quite overgrown and the forest road at Slenza alta is nearly not visible due to grass. On half way down to Malga Slenza bassa you will find a completely oversized forest road which ends in the nowhere. Obviously it has been finished this year, however, rain begins to distroy it (and one leg is already given up).We did find the beginning of the path to Plans, which endet after about 20 m in the woods in a torrent. On the other side we codln't identify the path. So we followed the forest road. 4 turns later there a several red bullets and arrows toe the left into the wood with an ascending path. This might be a new version of the old one, but we didn't find any description. Thus we went down and followed the bicycle route back to Pontebba. Where the cylce route ends and turns right to the cemetary of pontebba, it is possible to turn left upwards to Plans. Follow the left leg of the road and get back to Plans. 16,3 km
  • 16/05/2014 Uscendo da Pontebba m’aspetto di trovare indicazioni per Plans, potevo tornare fino a Muec! La toponomastica pontebbana ne ha decretato la definitiva “talianizzazione” in “Casali Piani”. La carrareccia non entusiasma ma i colori che la circondano sì, delle petasiti svettano orgogliose nell'apice della loro peluchosità, pronte lasciar volare i semi con i capricci del vento. Poco dopo i 700mt una traccia si stacca sulla sinistra, bollata di rosso, la seguo senza indugio. Mi ritrovo in un bosco tagliagambe con l'erba altissima che sbuca nel corridoio della linea dell'alta tensione che scende a Plans. Mi chiedo se sia stata una buona scelta, quando affioro improvvisamente tra caleidoscopici prati. Poco dopo quota 800, uno stavolo mi invita a curiosare al suo interno. Il sole si trova al suo opposto e la luce filtra tra le assi di legno disegnando un scintillante negativo di luce ed ombra sul pavimento composto da assi precarie. Al centro del gioco luminoso una rudimentale slitta, manufatta con dei rami giovani e flessibili, probabilmente atta a trasportare il fieno a valle. Sulla scala è appoggiata una falce. Potrebbe esser stata lasciata da una stagione, da pochi giorni o da qualche anno. Ma è lì. A emozionarmi. Immagino di vedere le mani callose che l'han adagiata da poco. Non mi stupirei di sentire dei passi tra le erbe. Eppure è senza tempo. Potrebbe essere solo un ricordo lontano, un’eco della memoria. Ma pare accomodata solo da qualche istante contenendo in sè l’azione stessa del falciare un mare all’apice della vivacità. La sua statica dinamicità mi scuote. Bugole e Tarassachi compongono un prato dominato dea perlosi Latte di gallina. Più in alto ritrovo la strada e giungo presso le casere Pramuline, stavolesco eden che incatena l’anima. Poi l’abetaia. Tenebrosa. Ove tutto muta. Il troi è flagellato dagli schianti e la sensibilità vira di 360°. La fatica del salire diventa doppia. Fisica ed emotiva. Prima dei 1110 un sorriso inaspettato. Tra due abeti s’insinua la dolcezza betullesca. Inframezzata incestuosamente, incastrata all’impossibile, svetta mescolando, alte come mai, le sue fronde, gareggiando con conifere verticali alla ricerca della luce. Il sottobosco è regno assolutamente veratresco, stemperato dalle acetoselle. Dai 1300mt gli schianti si mischiano alla neve. A volte il troi è una caccia al tesoro, diverse lavine irrompono e alcune sembrano di panna, guarnita con sacapoche giganti, caramellate con gli aghi caduti e rimasti agli apici delle minuscole crete nevose. Fino alla sella è da mateare e rincorrere le bandierine. Poi si sale a piacere in un mondo bidimensionale. In un paio di centimetri si passa da un manto nevoso a una candida distesa di crochi. La cima è asciutta. Mi distendo scalzo, con i muscoli indolenziti dal Gran Monte, a osservare un panorama stupendo. Ma la vita risorge e con essa, esseri alati, per nulla timidi. Mi copro come Lawrence d’Arabia (al contrario) sentendo miriadi di ronzamenti e spinte sulla maglia che mi ripara. Poi l’urlo. “Crustadis” di quelle hardcore! Smaglietizzato ricerco la causa, migliaia di formiche impazzite (piccole e rosse o enormi e nere) rincorrono la cima, neanche foss’essa un formicaio gigante, attaccando l’escursionista minaccioso (mica sanno che son animalista all’ennesima potenza!). La vista insolita riempie i sospiri, la sorella ovest è improponibile per la neve, ma da qui è una meraviglia! Spettacolare lo sguardo sulla nascente della val Dogna e sul Montâs, sul muraglione che protegge la val Alba, sul gruppo Pricot- Cavallo e lo Scinauz, minaccioso gigante dietro la delicata coppia Bruca-Brizzia! Scendo dopo molto, curiosando tra le malghe, in un troi tormentato ancora per un po’ dagli schianti. Oltrepasso la paradisiaca Slenza Bassa ove le fioriture regrediscon di stagione (polmonarie, primule..). Il bollo rosso a quota 850 è sbiadito. Il troi di più. Difficile il mio omettoso desiderio per futuri escursionisti. Sotto ogni pietra.. Furmies.. (torne a meti iju il clap…) Il rientro è un’alternativa really salvadia, angusta e incerta ma che sa d’altri tempi. Altro che Cai, una traccia popolare, contadina, ormai dimenticata e scomoda. Ma emozionante per chi ne colga il calpestìo remoto. Prima di Plans una prateria diventa tavolozza e in mezzo, oasi d’orti recintati. Una gioia degli occhi. La mont a vîf! Scarto il regalo alla prima stalla di Plans. Zuan a si clame. L’artista degli orti. 17 anni fa, una volta in pensione, ha regalato la sua auto. Cantoniere, mi racconta, di quando il suo lavoro era ben più pericoloso in una strada ove i camion segavano gambe. Ora vive nel suo tutto, con due mucche e tre vitelli. Si confida su come le malghe siano in abbandono perché i recenti lavori abbian danneggiato le sorgenti ove prima pascolavano 50 giovenche. Scavo nella sua memoria, ricambiandolo con sorrisi estatici e rispettosi. Cogliendo il suo nirvana fatto d’essenziale, di odori, di fatica e semplicità. Scende a Pontebba ogni due mesi. Perché dovrebbe? Mi riprometto di tornare con una butilie di neri..no bêf, no gi covente… alore a sarà une butilie di sirop di Sâut. Da basse. Giornata intensa. Difficile da ridurre in poche righe (scusait). Zuan l’ha riempita, sorridente, oltre lis sos mostacjes, un stec, cui volis di cui ca sa dulà ca si plate il segret da vite… (10.05.2014)
  • 13/10/2010 sono salito da Studena alta, per congiungermi all'itinerario a case Pradulina. Itinerario non molto remunerativo. Complesso e difficoltoso trovare le tracce per salire alla vetta della Slenza Est. Se si arriva e se è una bella giornata, il panorama è buono.Buona vita a tutti
  • 01/05/2010 Percorso oggi con deviazione anche alla cima Ovest. Il sentiero 429 è un po'rovinato nella zona alta e i numerosi schianti possono talvolta confondere la traccia. La salita alla cima Ovest è impegnativa. Innanzitutto il proseguio del 429 verso i Falcon è assai rovinato e poi, una volta raggiunta la cresta sud, essa è per un buon tratto infestata da mughi, tanto che talvolta bisogna arrampicarvisi sopra. Consigliabile pertanto (come ho fastto io) la discesa per tracce sino alla forcella partendo dal canalone vicino alla cima. Ma attenzione non è per nulla banale e bisogna ravanare parecchio. Anche la salita alla cima est non è cosa da poco seppur breve in quanto manca completamente la traccia. La scorciatoia finale è come da relazione anche se il mio GPS segnava quota 890 e non 850
  • 14/06/2009 Fatto il 13/06/09: sentiero CAI n.429 in parte rovinato dai numerosissimi alberi sradicati e spezzati dalla neve invernale. Presenti ancora alcuni cumuli di neve ghiacciata. Improbabile trovare una via per raggiungere la cima dalla casera. Un po' difficoltoso trovare le tracce della scorciatoia per Plans ma dopo molto ben segnata.
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  • Casera Slenza Bassa. . . mauri_maf@yahoo.it
    24/12/2010 Casera Slenza Bassa. . . mauri_maf@yahoo.it
  • Casera Slenza Bassa. . . igornot@alice.it
    05/06/2006 Casera Slenza Bassa. . . igornot@alice.it
  • Località Costa e Studena Alta. Meraviglioso paesaggio quasi  ...
    16/02/2006 Località Costa e Studena Alta. Meraviglioso paesaggio quasi ...
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