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    Anello di Festons dalla sella di Rioda
    Alpi Carniche
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    Anello di Festons dalla sella di Rioda
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I percorsi di SentieriNaturaA17

Anello di Festons dalla sella di Rioda

Avvicinamento

Percorrendo da Villa Santina verso nord la statale n.355 che risale il canale di Gorto, nel tratto compreso tra Ovaro e Comeglians si imbocca a sinistra la rotabile della val Pesarina. La si risale lungamente fino al bivio di forcella Lavardet dove ci si tiene a sinistra in direzione di casera Razzo. Poco prima di arrivare alla casera, imboccare la strada sterrata che porta a Sauris raggiungendo in breve la sella di Rioda (m 1800, segnavia CAI, parcheggio ai lati della strada). E' possibile giungere qui anche salendo da Sauris di Sopra, occorre però informarsi sulla percorribilità del tratto che attraversa gli estesi franamenti del monte Pezzocucco.

Descrizione

Imboccato il sentiero CAI n.206 si contornano le pendici occidentali del monte Pezzocucco all'interno di un rado bosco di ontano, larice e abete rosso. Ben presto si perviene al filo di cresta affacciato sugli imponenti dirupi del versante orientale e sulle simili erosioni del Col Cervera che si scorgono sulla sinistra. Ci si alza di poco lungo il crinale superando un tratto malagevole su terreno inclinato poi si segue la cresta erbosa, rimanendo prevalentemente sul suo versante destro. Pur essendo la sede del sentiero comoda e ben tracciata, alcuni traversi sopra ripidi verdi richiedono qualche attenzione. Si raggiunge così una piccola insellatura sulla cresta occidentale del monte Palone. Una brevissima e consigliata deviazione consente di raggiungere agevolmente la piccola vetta tagliando in diagonale il facile pendio erboso sommitale (m 2018). La vetta costituisce il punto privilegiato di osservazione sui dirupi sottostanti ma offre anche un esteso panorama sul gruppo Bivera-Clapsavon e sulle vette che racchiudono la marcata depressione di passo Elbel. Ritornati sui propri passi, si perde ora qualche metro di quota per toccare un'insellatura verde dove si incontra un primo bivio. Proseguire a destra traversando lungamente in leggera discesa i bellissimi pendii erbosi del monte Oberkofel prima e successivamente del monte Festons. La fioritura del tardo agosto comprende qui scorzonera rosea, campanula barbata, eufrasia alpina e genzianella sfrangiata. Alla fine del panoramico tratto ci si immette nella carrareccia che sale da Sauris di Sopra riprendendo a salire verso sinistra. Al successivo tornante lasciare a destra la prosecuzione del sentiero CAI n.206 e continuare ancora qualche metro lungo la carrareccia fino a raggiungere sella Festons affacciata su una splendida conca pascoliva (m 1860, tavolo e panche). Prima di proseguire è consigliabile visitare i laghetti di casera Festons, situati poco sotto la sella ma ormai piuttosto ridotti nelle dimensioni a causa del progressivo interramento. Sui gradoni erbosi circostanti, tra le poche fioriture dell'estate inoltrata si annoverano il millefoglio, la genzianella delle dolomiti ed il brugo. Numerosi esemplari della libellula Aeshna juncea volano ai bordi degli specchi d'acqua ingaggiando lotte territoriali con i consimili. Ripresa la carrareccia scendere nella conca sottostante ma deviare quasi subito a sinistra evitando casera Festons per imboccare una ampia mulattiera priva di segnalazioni che scende tra rade conifere e macchie di ontani. Raggiunto il punto più basso dell'escursione (m 1731) alla testata del vallone del rio Rioda, si risale nuovamente raggiungendo il ripiano erboso di casera Rioda invaso dall'epilobio (m 1784, grande pozza di alpeggio).
Dopo aver attraversato il complesso delle stalle, con l’edificio principale che appare gravemente danneggiato, si prosegue a monte della casera tenendosi prevalentemente sulla destra del vallone. Più in alto il sentiero si fa più evidente e compare anche qualche sbiadito segnavia. Seguendo una buona traccia si risale la conca entrando in una fitta macchia di ontani, che termina in corrispondenza della piccola insellatura di forcella Rioda (m 1946). E' consigliabile qui risalire qualche metro sulla destra seguendo le tracce di passaggio e raggiungendo un bel punto panoramico verso i monti della Val Pesarina. Ci troviamo infatti proprio di fronte alla dorsale montuosa che chiude a nord la valle e che da qui possiamo vedere in tutta la sua estensione: dalla Creta di Mimoias al gruppo dei Clap e, più a destra, dal monte Siera e dalla Creta Forata alle Crete di Chiampizzulon.
Dalla forcella si devia ora a sinistra risalendo per un tratto la cresta erbosa del monte Rioda. Ancora un breve traverso su ripidi pendii quindi, in leggera discesa, ci si ricollega al percorso iniziale in corrispondenza dell'insellatura posta a nord del monte Palone.
Seguire poi a ritroso il sentiero CAI n.206 fino alla rotabile.

Variante per la cresta del monte Rioda (E)

Raggiunto il bivio principale dell’escursione, presso la sella tra il monte Palone e il monte Rioda, si apre una interessante alternativa lungo la cresta erbosa che unisce il monte Rioda al monte Festons. E’ un percorso facile ma privo di segnalazioni, a parte una piccola traccia che corre sul crinale. Volendo intraprendere questa variante, al bivio si lascia a destra il sentiero principale e si prende il sentiero che sale verso il monte Rioda. Quando questo piega a sinistra puntando verso la forcella Rioda, lo si abbandona per seguire il pendio erboso soprastante che in pochi minuti porta in vetta al monte Rioda (m 2046). Da qui parte verso est il crinale erboso che seguiremo quasi fedelmente fino alla sella Festons. Nel dettaglio si scende lungo la cresta fino all’insellatura successiva e poi da qui si rimonta verso la vetta dell’Oberkofel (m 2034) sfiorando diverse piccole insellature affacciate sulla conca di casera Rioda. Segue un tratto più articolato dove si assecondano alcuni cimotti erbosi secondari. Giunti alla sella che precede il monte Festons, siamo molto vicini al sentiero principale che può essere raggiunto calando brevemente sulla destra. Anche a sinistra una ampia mulattiera porta direttamente al pascolo di casera Festons. Si consiglia tuttavia di ultimare la traversata tenendosi sulla traccia che taglia le pendici erbose del monte Festons (m 1934). Riguadagnato il crinale, ora largo e comodo, si asseconda l'ultimo facile tratto di cresta calando facilmente alla sella Festons dove ritroveremo anche l’itinerario principale.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Acqua
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
02
Dislivello
600
Lunghezza Km
10,8
Altitudine min
1729
Altitudine max
2018
Tempi
Dati aggiornati al
2018
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  • 02/06/2018 Oggi, 2 giugno, percorso l’anello di Festons dalla sella di Rioda. Incontriamo alcuni escursionisti lungo il percorso, alcuni seguono la cresta. Il tempo discreto della mattina cambia alla sella Festons dove il cielo diventa grigio. Osservo la conca verdissima e silenziosa, dalle pozze acquitrinose (tritoni) col cielo scuro sullo sfondo: un paesaggio che mi ricorda uno spicchio dei più ampi paesaggi scozzesi. Ma ciò che sta sbucando dal versante della Pesarina non è un highlander-ne-resterà-uno solo ma una comitiva di otto moto tedesche che si fermano coi motori accesi a sella Festons. Fine del flash. Pioggia ci accompagna durante il ritorno e temporali rumoreggiano sui monti vicini. Tante genziane, pulsatille e soldanelle; i larici mostrano le loro gemme viola.
  • 12/04/2017 In compagnia di Lorenzo e Alberto, provato l’anello ma con partenza da Sauris di Sopra. La strada forestale che sale dal paese verso Sella Festons ha una buona pendenza che permette di salire con rapidità a quest’ultima benché vi siamo 460m di dislivello da affrontare lasciando l’auto nel parcheggio presso le piste. Puntata veloce sulla vetta del M.Mörgenlait, dove purtroppo non è più presente il libro di vetta. Visita alla struttura di C.ra Festons e all’adiacente piccola sella che permette di dirigersi verso C.ra Malìns; proprio a bordo strada sulla sella abbiamo potuto riscontrare la presenza di residui di due fuochi, i cui fruitori hanno ben pensato di non far sparire neppure minimamente le tracce… Ritornati sui nostri passi abbiamo quindi imboccato il sent. CAI 205 verso C.ra Rioda, giungendovi speditamente. La casera, non più utilizzata e con la struttura principale ridotta a rudere (frutto di un incendio a quanto pare, viste le condizioni del legname usato per la costruzione). Da questo punto ci si stacca dal sent. CAI 205 e le indicazioni per la prosecuzione dell’anello si fanno incerte, anche se comunque la visione di Forc. Rioda risulta palese verso ovest nella parte alta della conca ove sorge la casera. Si risale il vallone posando i piedi sulle tracce del sentiero, in passato probabilmente più evidente; si può incontrare un po’ di difficoltà a riconoscerne la posizione soprattutto nella parte finale del sentiero, cioè ormai a poche decine di metri da Forc. Rioda in quanto la zona sta iniziando a ricoprirsi in modo prepotente di una macchia uniforme di ontani verdi. Giunti alla forcella si continua a seguire il non evidente tracciato del sentiero, che si inerpica per qualche decina di metri di dislivello per poi costeggiare la pendice ovest del M.Rioda; va prestata attenzione in alcuni punti leggermente esposti (vedi foto). Arrivati all’incrocio con il sent. 206 abbiamo proseguito lungo la dorsale dei monti Oberkofel e Festons per ricongiungerci alla strada forestale che ridiscende verso Sauris; quest’ultimo tratto lungo i pendii erbosi dei due monti scende piacevolmente e le condizioni del sentiero sono ottime. Michele
  • 02/08/2015 Fatto ieri. Consiglierei di non fare la deviazione sul Monte Palone che offre poco a livello paesaggistico e ci si deve inoltrare in erbe alte quasi due metri, ma consiglierei una volta arrivati a sella Festons di salire sul Morgenlait.Da lì il panorama è a dir poco unico per un monte così "basso".Vado ad elencarvi cosa si vede (in una bella giornata) da sud a nord: lago di Sauris, Monte biviera e Clapsavon, rifugio Giaf, tre cime di Lavaredo, rifugio de Gasperi, monti Pieltinis Torondon e Novarza ..... scusate se è poco. Da casera Rioda in poi ...... FORESTA DEL BORNEO traccia inesistente ed erbe altissime (attenzione a macchine fotografiche e obbiettivi in questo periodo l'erba è piena di pollini ... ahhrg che disastro).Morale: percorso in generale 6-- deviazione sul Morgenlait 10 ++.
  • 19/09/2014 A sella Rioda gli alberi sembran spettri. Immobili, paiono fluttuare come spiriti in una mattina ove i vapori ingoiano la luce. Parto con la certezza di scaldarmi presto col sole. I passi lenti, lentissimi, s’adeguano ad un’atmosfera sospesa, distaccata dal tempo. Subito mi conquistano i rami dei larici, cadenti, stringon cristalli tra gli aghi, come fossero delle gemme. Delle Cariofillate paiono invece i portaspilli delle vecchie sarte che sostituiscono le capocchie colorate con sfere di ghiaccio. I lunghi steli d’erba diventano collane di perle, piegandosi al nuovo fardello. I fiori ormai secchi, quelli più pelosi, sono addobbati da una tale quantità di goccioline da sembrar gelati. Cammino lieve tra preziosi scintillii, immerso in un silenzio ovattato. Il troi è scivoloso e con alte erbe. Le ghette diventano obbligatorie. I segnali son fantasmi timidi. Latitanti per non dire ormai svaniti. Quando la traccia è univoca ciò non impensierisce, ma ove s’interseca con quelle d’ungulati e quadrupedi monticanti, serve attenzione, oggi. Sui prati della casera infatti, si va a stima. La visibilità non supera i venti metri, quel che basta per veder saettare all’unisono quattro giovani forcelli. Involontariamente, oggi ne spaventerò una decina! Scelgo di percorrere l’itinerario al contrario per dar tempo al sole di far svanire la bruma delle Highlands. La carrareccia è un mare di fango in cui gli scarponi sprofondano senza pietà. Nel mentre, i suoni dei campanacci si materializzano ed enormi manze mi squadrano sospette. I vitelli son cresciuti ma l’istinto materno no. Con sorpresa una di esse parte verso di me, tutt’altro che benevola e per nulla intimidita, con gli occhi pervasi da scintille di libertà. I laghi di Festons son l’unico accenno di colore: strisce che van dall’ocra a qualsiasi sfumatura di verde, sfondano il grigio, mentre palmipedi non identificati taglian l’aere in diagonale indispettiti dalla mia presenza. Proseguo per la cresta senza alcun riferimento, rimanendo basito davanti a tre Pulsatille ancora fiorite! Mi tengo sul limitar meridionale. Dall’altro lato infatti il cammino tracima in splendide balconate rocciose. Per una volta ci si muove non sotto né sopra le nubi, ma al loro interno, in un loop mantrico senz’alcuna direzionalità. Il limitar della vista acuisce altro sentire. Un’occasione per interiorizzare come l’importane sia andare, respirare, abbracciare quel ignoto che ci trapassa in ogni sua forma e che, in ogni condizione meteo, è capace di travolgerci sfiorando ogni sfaccettatura dell’emotività. Si tratta d’un itinerario sicuramente consigliato ma in periodi secchi o innevati. Le strade per raggiungere sella Rioda risultano in ottime condizioni e percorribili su entrambi i versanti.(18.09.2014)
  • 26/04/2013 Conosco discretamente la zona, consiglio vivamente di proseguire, passando sotto il morgenlaite, fino alla vetta del monte Pieltinis. C'è un panorama splendido.
  • 06/10/2012 itinerario percorso oggi, ma con la variante che sono salito in cima al monte rioda e poi ho percorso tutte le creste, attraversando l'oberkofel, arrivando poi alla sella. L'ho trovata molto remunerativa perchè si resta sempre con il panorama rivolto sia a nord che a sud. Certo è da fare nel periodo che l'erba è bassa. Buona vita a tutti
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