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    Creta di Collinetta dal passo di Monte Croce Carnico
    Alpi Carniche
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    Creta di Collinetta dal passo di Monte Croce Carnico
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I percorsi di SentieriNaturaM12

Creta di Collinetta dal passo di Monte Croce Carnico

Avvicinamento

Da Tolmezzo si risale completamente la valle del But lungo la strada statale 52b fin oltre l'ultima frazione di Timau. Continuando quindi verso il passo di Monte Croce Carnico, si percorre il tratto conclusivo della statale con i tornanti in galleria e si arriva all’importante e trafficato valico confinario dove si può comodamente parcheggiare (m 1360).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
AA - Percorso attrezzato
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
09
Dislivello
1000
Lunghezza Km
8,3
Altitudine min
1360
Altitudine max
2238
Tempi
Dati aggiornati al
2008
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  • 09/08/2017 Lunedì 07-08-17 io e il mio amico Claudio, siamo saliti alla Creta di Collinetta per un percorso insolito. Partenza dal Passo di M. Croce Carnico seguendo la segnaletica normale per le ferrate Cellon Stollen Weg e la Senza Confini, al primo bivio però giriamo a sinistra per la ferrata Oberst Gressel che raggiungiamo in quindici minuti dal passo. La ferrata descritta come tecnicamente molto difficile, all’attacco si presenta subito molto liscia e verticale ma con una roccia molto compatta. Il primo tratto piuttosto umido e scivoloso, ci mette subito alla prova, superati i primi metri dal punto di partenza, avanziamo ora su roccia più asciutta mentre si alternano grandi placche lisce e una facile cengia tra gli alberi. Per risparmiare le braccia, mettiamo in opera tutta la nostra capacità tecnica ma nonostante ciò, in alcuni passaggi ci tiriamo su di forza per il cavo. L’esposizione molto forte non ci intimorisce, anzi, ci divertiamo come bambini e tra commenti e foto arriviamo al punto chiave del percorso. Si tratta di una placca verticale liscia che con diverse staffe aiuta a superare alcuni passaggi non proprio facili. Siamo oltre la metà del percorso ferrato, ancora alcune placche e un traverso facile ma in massima esposizione poi le difficoltà calano e in breve arriviamo alla fine del percorso attrezzato. Mi sono un po’ dilungato nella descrizione di questa ferrata perché a mio parere merita davvero di farla, sconsigliata in caso di pioggia o forte umidità, ai deboli di braccia e a chi ha problemi con l’esposizione. Dopo questa magnifica ferrata, ci portiamo all’attacco della Ferrata Senza Confini, dove troviamo tre persone austriache pronte a partire. Come tutti sanno anche la senza Confini, è definita “molto difficile” infatti, una componente del gruppo austriaco piuttosto in difficoltà, ci fa passare avanti pochi metri dopo la partenza. Procediamo senza problemi per la splendida ferrata, che io definisco una tra le migliori perché rappresenta un mix perfetto, con passaggi facili, tecnici, esposti, lunga quanto basta per essere un percorso impegnativo ma non estremo, e per finire il panorama costantemente superlativo. Tutto il percorso è in perfette condizioni, segnalo solo la mancanza del libro di percorso nella bellissima ma vuota cassetta a metà percorso. Giunti in cima incrociamo solo due giovani che scendono, ci fermiamo per uno spuntino e poi riprendiamo il percorso di rientro. Decidiamo di scendere per la ferrata Steinberger Weg completamente rimessa a nuovo. Un grosso cavo ben teso (non come il vecchio cordino come un freno di bici) ci accompagna per tutta la discesa tranne un punto a metà percorso in una strettoia sul torrente, dove anche nel passato era rotto. Si passa comunque senza problemi, sicuramente completeranno anche questo breve tratto anche perché ho visto tra le pietre la fune d’acciaio nuova, ma non ho visto piantato alcun fittone né nuovo né vecchio. Giunti alla fine anche di questa ferrata, ci riportiamo tramite facile sentiero, alla pietraia sotto la Creta di Collinetta, dove prendiamo la facile e bella mulattiera delle gallerie, al primo bivio m1680, scendiamo a sinistra fino a incrociare il SV 146 della Traversata Carnica, giriamo ancora a sinistra e in breve giungiamo al passo di M. Croce Carnico dove abbiamo lasciato la macchina.
  • 13/07/2017 Escursione effettuata domenica 9 luglio come da relazione SN; attrezzature della galleria Cellon-Shulter in ottime condizioni, anche se la galleria era molto bagnata (quindi meglio usare il set di auto-assicurazione come descritto in precedenti relazioni); nulla di anomalo da segnalare sul resto del percorso; bellissima vista dalla cima! mandi mandi
  • 28/05/2017 28-05-2017 Salito alla Creta di Colinetta con il percorso ben descritto da S.N.La galleria del Cellon Shulter si presentava molto bagnata e con roccia viscida e scivolosa per cui ho preferito utilizzare il set di autoassicurazione oltre alla indispensabile pila frontale.Molto bella e panoramica la mulattiera delle gallerie.Magnifico il panorama dalla cima.Giornata con temperatura estiva.Buona montagna a tutti.
  • 26/12/2015 Siamo saliti ieri sulla Creta di Collinetta dal P.so di Monte Croce Carnico, utilizzando i sentieri Cai 146 e 147, non abbiamo quindi fatto la parte attrezzata della galleria Schulter. Un Natale finalmente diverso, non la solita rimpatriata familiare con la consueta abbuffata natalizia. La montagna pareva diversa, quasi deserta, più silenziosa del solito, incrociato due escursionisti che scendevano e due in cima oltre a noi. Il percorso non presenta difficoltà di sorta, un po' di neve dura nei tratti in ombra che non crea problemi, fin troppo caldo in salita in pieno sole e 8° in cima. Salita facilmente anche la più alta cima ovest mt. 2238, dalla quale ieri il panorama era davvero notevole, dato il cielo sereno e l'ottima visibilità anche in lontananza, mare di nube solo sulla pianura. Fatta anche la Cresta Verde fino all'attacco del sentiero per la Creta di Collina dal versante est e raggiunto l'imbocco delle due ferrate, giusto per dare un'occhiata.
  • 06/10/2014 Escursione di ieri dalla via normale, percorrendo una splendida mulattiera di guerra. A parte uno sprazzo di cielo sereno che ci ha permesso di ammirare l'imponenza della Creta di Collina, la nebbia ci ha accompagnati dal Passo di Monte Croce fino alla vetta; un vero peccato, un sentiero così bello meritava ben altro panorama.
  • 17/08/2014 Passo di Monte Croce Carnico umido e freddino stamattina, la pressione sale subito dando una veloce occhiata al primo cavo che sale e tale si mantiene poi indossando casco & C. Vietato lamentarsi del terreno scivoloso e di certe staffe distanti per la mie leve, dietro ci sono un paio di bambinetti che salgono divertendosi pure…Sentieri affollati, pochi pochi italiani, sole ma vento freddo sulla Cresta Verde e sulla cima troppo rumorosa per i miei gusti. Breve sosta e veloce discesa fra fischi di marmotte e campanacci di placide italiche mucche
  • 09/08/2014 Effettuata in data odierna scursione dentro la galleria del Cellon, Creta di collinetta e tutto il massiccio del Coglians avvolti dalle nuvole da quota 17OO mt in sù.
  • 08/08/2014 Segnalo che la via ferrata Steinberger è chiusa per manutenzione (cartello apposto al P.sso Monte Croce Carnico, inizio pista)
  • 30/07/2013 Creta di collinetta da P.so di M.Croce Carnico: Salita in solitaria per la Ferrata " Senza Confini " Discesa dalla via normale sentiero 147 e 146 ;Salito di buon ora al Passo di Monte Croce Carnico da Spilimbergo , ho trovato una temperatura freddina, ma il cielo era limpido, azzurro e quindi ho valutato sul momento se fare le due ferratine di seguito fino in vetta alla Creta di Collina ( Steinbergerweg e Senza confini ). Da buon spirito di contradizione che sono ho optato per quella che non avevo organizzato, ovvero quella consigliata da Roberto Mazzilis . Quindi partenza da parcheggio sentiero 146 poi bivio per lo Schulter ,passaggio tramite mulattiera sotto gallerie scavate nella roccia (affascinanti ) arrivo allo Schulter con 400 metri di dislivello , un oretta scarsa . Arrivato sotto l’attacco della ferrata " Senza Confini " ho incontrato una coppia di escursionisti che si apprestavano a scalare , lei mia coetanea, affascinante e forte come un amazzone e lui un signore anziano alla sua prima volta su questa ferrata, dopo aver chiesto se era più difficile dello Zermula ( molto più difficile  ) mi sono lasciato superare per seguirne i movimenti. BEH, la parte attrezzata subito per un primo grado e poi cento metri di liscia parete di destra del dietro con staffe adatte a ciclopi per la distanza, subito a lavora di braccia e di punta dei scarponi cercando ove ve ne fossero degli appoggi ( ho rivissuto il corso di roccia ), finiti i primi cento metri di placca , si passa a sinistra su un strapiombo (bello aver il vuoto intorno ) e quindi un'altra parete inclinata( uso esclusivo delle braccia ) fino a raggiungere una cresta con lastre inclinate ,la presenza del cavo è costante. Si supera un altro salto esposto con staffe e cavi e uso costante della forza delle braccia ,lastra inclinata da superare in cresta (divertente ) fino ad incontrare altri salti,libro di via , poi ultimo salto impegnativo e finalmente il sentiero che si collega al 147 , da una parte si va in cima dall’altra scende a collegarsi con il 146 iniziale ( qui rincontro la coppia di prima che mi aspettava per salutarmi, scambio di Mail per le foto che ci siamo fatti a vicenda .La mulattiera che porta alla vetta( un quarto d’ora ) attraversa vecchie manufatti della grande Guerra. In vetta che sembra affollata come una spiaggia di Lignano, trovo di tutto, bambini , famiglie, escursionisti che hanno fatto la ferrata dopo di me , di solitario solo io , faccio amicizia con tre simpatici italiani alle loro prime ferrate, ( per uno di loro era la prima volta ) e intraprendo con loro il ritorno al posto auto ( ritorno in compagnia ) e allegramente dopo aver percorso un po’ delle cresta verde abbiamo imboccato il sentiero 147 e da buoni italiani parlato dei soliti argomenti (lo spread che sale e scende, l’industrializzazione dell’Inghilterra durante il periodo vittoriano, ecc ecc ).Note ; la ferrata richiede Kit da ferrata completo , nonché capacità arrampicatorie in considerazione della verticalità , escursione faticosa dal punto di vista pscofisica.Dedico questa escursione al Maestro Roberto Mazzilis (ideatore originario della via ) , a Davide Cattellan ( amico immaginario ) per lo spirito in comune che sentivo con lui , oggi dalla Cresta spesso guardavo il Timau e lo Gamspitz (dove il 4 luglio dello scorso anno perse la vita ) , e infine a me stesso ( all’immigrato, nomade, forestiero dei monti Friulani )Buone escursioni.
  • 19/07/2013 L’imbocco del cammino è timido, sembra quasi nascondersi, complice l’assenza di segnali. Si arriva comunque al sentiero bollato da austriaca mano che però porta senza apparente via d’uscita, al nuovo attacco della Senza Confini. Una coppia sta scendendo terrorizzata, abbandonando ferrati propositi. Ci si cerca qua e là, filosofeggiando su alcune tracce per poi capire che la via da seguire è lo stesso sentiero.. ma in leggera discesa. Poco dopo ci si immette sul percorso delle gallerie, ora sì ben segnato con frecce e indicazioni varie. La lunga galleria è impressionante. Trovato il giusto (e indispensabile) compromesso tra cavo, pavimentazione scivolosa e forza di gravità, la risalita si trasforma in un’esperienza divertente ma intervallata anche da momenti di riflessione che rimandano ai suoi costruttori e a chi popolò queste cime obbligato da bellica follia. L’uscita da quel serpeggiante monumento alla memoria confonde i sensi. Un vento suadente accompagna le numerose svolte di un sentiero immerso nei colori. Le pendici della creta di Collinetta, ancor prima di rapire lo sguardo, stordiscono olfattivamente l’animo con una marea profumi che lascia senza fiato.. L’aggiramento della creta è suggestivo e fa dimenticare alle gambe la stanchezza accumulata il giorno prima. In vetta la vista è bellissima. Lo sguardo rincorre ogni linea di cresta, ogni cima è un sospiro.. Il rifocillamento avviene tra gradita e gracchievole compagnia. Poi, il ritorno che lascia anche il tempo per farmi innamorare di una Cresta Verde ben pattugliata da marmottoso plotone e da una sparuta compagine ovina. Netto il contrasto emotivo tra i due versanti. Bellissimo il colpo d’occhio sulla vallata Valentin. La discesa propizia ancora sorrisi colorati che accompagnano lentamente al passo. (18.07.2013)
  • 23/07/2012 Sono salito oggi sulla Creta di Collinetta, seguendo esattamente le indicazioni di SN. Per uno come me che non fa mai ferrate la "ferratina" in galleria è stata notevolmente impegnativa (ero senza set di autoassicurazione, solo casco e torcia frontale). Segnalo a questo proposito che nella parte alta della galleria un chiodo è fuoriuscito e una staffa comincia a "ballare" un po'. Uscito all'aperto sono arrivato in cima senza problemi. Avendo avuto la malaugurata idea di visitare anche la cima occidentale ho dovuto destreggiarmi fra le cacche di pecora che concimano in abbondanza questa piccola ma suggestiva vetta. Durante la discesa volevo visitare anche la Cresta Verde ma il vento impetuoso che spirava sulla stessa mi ha convinto a desistere a metà crinale e a tornare indietro. Un po' più in basso, lungo il sentiero, ho incrociato un marasso, che è subito sparito nell'erba. Notevoli anche gli stormi di gracchi che volano lì intorno, mai visti così numerosi. Nonostante fosse lunedì, parecchia gente saliva lungo la via normale, soprattutto austriaci. Evidentemente è un percorso molto frequentato e ne vale la pena. Mauro.
  • 22/08/2011 21/08/2011 fatto la Creta di Collinetta, ma la “traccia che sale a sinistra poco prima della galleria stradale” mi ha portato all’attacco di una feratina che richiedeva l’adeguata attrezzatura, e non è quindi l’inizio dell’escursione descritta da Ivo. Ho quindi optato per la salita lungo il segnavia CAI 146 fino al pianoro della malga Collinetta di Sopra dove ho preso il 147 (facendo anche la deviazione alla Cresta Verde). Nella discesa a metà del pendio erboso che scende dalla Cresta Verde ho preso a sinistra il traverso 147a che porta all’attacco della mulattiera delle gallerie. Questo itinerario può essere affrontato da tutti gli escursionisti (allenati!).
  • 10/06/2010 nell'itinerario non hanno fatto la ferrata, ma dopo lo schulter hanno preso la via normale italiana... per chi fosse spaventato dai tratti attrezzati segnalo che naturalmente si può fare l'itinerario utilizzato per la discesa anche in salita. Escursione che a parer mio merita per il panorama a 300 gradi (si è coperti parzialmente verso ovest) e per alcuni bei tratti della via normale. Naturalmente degno di nota è il pezzo attrezzato, unico nel suo genere, almeno in Friuli!
  • 25/08/2008 10 agosto 2008la ferrata nelle gallerie è in ottimo stato
  • 03/07/2008 Bella la ferrata... ma non c'è neppure una foto che la mostri?! Sentiero molto bello poichè coniuga camminata con ferrata.
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