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Lo Svinjak, il "Cervino" di Bovec

17-04-2014 18:15
MauroGo MauroGo
Venendo da Caporetto e arrivando a Bovec è impossibile non notarlo, il suo profilo piramidale attira subito l'attenzione. Anche se ha un'elevazione tutto sommato modesta (1653 m), esso sovrasta la conca di Plezzo e per questo ha meritato il nome informale di "Cervino" di Bovec. Era da tempo sulla mia lista dei monti da salire e oggi, approfittando di un giorno di vacanza e della bella giornata, finalmente l'ho salito.
Il sentiero comincia dietro le case di Kal Koritnica, il primo paese che s'incontra prendendo la deviazione per la Val Trenta dopo Bovec. La salita può essere divisa in due parti. Fino a circa 1450 m il sentiero, ben segnalato, si sviluppa prevalentemente in un bosco di faggi e non presenta difficoltà tecniche particolari, a parte il dislivello non irrilevante di circa 1000 m. Volendo, uno potrebbe già accontentarsi, il belvedere prima dell'attacco finale alla cima è già un premio sufficiente.
Per i più avventurosi restano ancora circa 200 m di dislivello, veramente ripidi, in qualche punto anche un po' esposti e con vari saltini di primo grado da superare aiutandosi con le mani. Proprio sotto l'antecima ho trovato ancora un piccolo nevaio di qualche decina di metri, di neve molto dura e, per non correre rischi ho usato i ramponi (in discesa sono riuscito a evitare il nevaio in maniera un po' spericolata).
Sulla cima, come spesso in Slovenia, si trova una miniatura dell'Aljažev stolp, il bivacco di fortuna che si trova sulla cima del Tricorno. Il panorama dalla cima era oggi straordinario, con un cielo limpido a 360° e il vento solo a tratti era fastidioso.
Riassumendo: il dislivello è di circa 1200 m, i tempi sono di 3 ore per la salita e di 2 ore e mezza per la discesa. Nessuna possibilità di fare rifornimento d'acqua.
Un'escursione di grande soddisfazione, che consiglio in particolare in questo periodo dell'anno, prima del grande caldo. Mauro.
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17-04-2014 18:24
MauroGo MauroGo
Al centro della foto lo Svinjak, visto dal rettilineo che da Bovec porta verso la Val Trenta.
Allegato: IMG_1752.JPG
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17-04-2014 18:26
MauroGo MauroGo
La cima con la miniatura dell'Aljažev stolp e il timbro di vetta.
Allegato: IMG_1801.JPG
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17-04-2014 18:29
MauroGo MauroGo
Il Rombon (leggermente zoomato) visto dalla cima dello Svinjak.
Allegato: IMG_1796.JPG
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17-04-2014 18:33
MauroGo MauroGo
L'attacco finale alla cima.
Allegato: IMG_1773.JPG
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17-04-2014 18:39
marco.raibl marco.raibl
Consiglio di rientrare proseguendo,nell'ultimo tratto,lungo la dorsale affacciata sulla val Koritnica.Si possono visitare numerose postazioni austriache della Grande Guerra.Un percorso turistico,con cartelli esplicativi.Le postazioni sono note come 'gli occhi di Plezzo'.Da qui si rientra facilmente a Kal.Bellissima e non banale escursione.Ciao
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17-04-2014 22:25
brunomik brunomik
D'accordo con Marco, il complesso fortificato noto come "Celo" merita senz'altro una visita soprattutto perchè poco distante dal sentiero per lo Svinjak. Comunque complimenti per la bella escursione che anche io ricordo con molto piacere. Molto meno perchè guardando le mie foto scopro che sono passati già nove anni. Allego una foto delle fortificazioni austroungariche.
Allegato: 27-Il fortilizio austroungarico di Celo.jpg
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18-04-2014 08:27
MauroGo MauroGo
Grazie per i commenti e per le segnalazioni a Marco e a Bruno. Sicuramente visiterò i resti delle fortificazioni austriache in un futuro giro in zona. Aggiungo che dallo Svinjak si vedono molto bene i ruderi del forte Hermann e la fortezza della Chiusa di Plezzo, situata poco più in basso, e ci si fa una chiara idea del lunghissimo percorso necessario per salire fino alla cima del Rombon (che ho fatto l'anno scorso). Mauro.
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18-04-2014 12:24
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Suggerirei in futuro di inserire brevi relazioni come questa nel forum Le vostre relazioni, forse più pertinente. Grazie in ogni caso per l'invio.
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12-04-2015 13:33
krampus krampus
La miniatura dell'Aljazev Stolp contiene anche il timbro di vetta dello Slovenski Gorniski Klub o bisogna accontentarsi dell'orrendo timbro ferreo visibile in foto che non si riesce mai a fare?
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12-04-2015 18:49
MauroGo MauroGo
Sinceramente non so risponderti perché non uso mai i timbri di vetta e raramente firmo il libro. Saluti. Mauro.
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19-05-2015 22:21
francesca francesca
Grazie alle precise relazioni di maurogo e askatasuna, abbiamo salito lo Svinjak il 18 maggio scorso. L'assalto finale alla vetta è ripido ed impegnativo, tuttavia fattibile ed entusiasmante, per chi voglia provare l'ebbrezza della scalata, a patto conosca i rudimenti dell'arrampicata e regga l'esposizione. Questa è comunque contenuta, secondo me, poiché il percorso si sviluppa su rampe rocciose e il troi, una comoda cengia, è sempre ben marcato. Ricordo tre rampette rocciose con gli appigli al posto giusto, per cui è necessario l'uso di entrambi le mani, meglio scendere comunque di schiena. Raggiunti i mughi ci si può rilassare per assaporare la gioia visto che ormai è fatta. Appagamento totale e autostima all'apice! In discesa visitato anche l'imperdibile museo all'aperto Celo. Ps Krampus: se ci vai ora non rimarrai deluso.
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29-10-2018 13:21
alessio2061 alessio2061
fatto questo "matterhorn"a metà ottobre , guardandolo da sotto non si direbbe che un buon sentiero porti in cima, le vostre relazioni precedenti sono precisisssime, al ritorno ho allargato x il "celo" e poi ....mi sono allargato/ meritato una Laško x occhio all'osteria in paese ; in salita ho incrociato-mi ha superato a razzo- un locale che si allena spesso x gare tipo "vertical km" , è arrivato in cima in 55 minuti ( io 1 ora dopo), beata gioventù con le ginocchia al top ( ne riparliamo fra 20 vent'anni o.k.? )
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19-11-2018 17:40
loredana.bergagna loredana.bergagna
Indecisa e timorosa, tranquillizzata poi dai commenti precedenti ed infine convinta dalle buone condizioni meteo di ieri, domenica 18 e questo “Matterhorn” è stato fatto. Certo che guardandolo da sotto mi son chiesta.: e lì come ci salgo? Il sentiero si dipana poi senza patemi, basta aprire due cancelli (di cui uno dotato di una robusta molla che se non stai attento ti torna sui denti), nel bel bosco oramai quasi spoglio sopravvivono un paio di ciclamini scaldati da un tiepido sole che si insinua frai rami, alle forcelle folate di vento freddo che durano solo pochi secondi e così, senza troppa fatica arriviamo al belvedere, e già lì è un gran bel vedere. L'ultimo tratto, per chi come me non è una liebre escaladora, va gustato con calma ed alla fine ti ritrovi davanti ad un ometto mentre il cippo occhieggia più in là, un centinaio di metri ancora ed è fatta. Cima che regala un bel panorama, ieri il tiepido sole ed in quota l'assenza di vento alle ore 12 invitava alla sosta. La discesa fino alla quota del belvedere ha richiesto la normale attenzione e prudenza, per contro ho trovato stressante la discesa nel bosco con il fogliame il cui spessore spesso arrivava a superare le caviglie nascondendo radici e rami. Solo un paio di alberi caduti ma aggirabili senza difficoltà, incrociate tre coppie di escursionisti italiani in salita nei pressi della cima, non abbiamo aperto il mini Aljazev Stolp; credo sia una salita meritevole con il bosco di faggi colorato d'autunno...e le foglie al loro posto su rami.
Allegato: P1100869.JPG
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