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Anello della Creta Forata da Cima Sappada

04-08-2013 19:14
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
L'itinerario parte dal parcheggio davanti agli impianti di risalita della funivia .Un grande cartello con tutti i sentieri segnati ci introduce alla via di risalita con le indicazioni per il rifugio Monte Siera ( sentiero 321 ore 07:30 ) seguo le tracce e poi decido di prendere la via di risalita anche se erta che mi porta sotto il rifugio , quota 1610 metri( chiuso durante la stagione estiva ) un bel pò di foto e poi seguendo le indicazioni della mappa mi avvio verso le terrazze del Pra sartor percorrendo il 321 .Nel superare un impluvio in secca noto che il sentiero è franato e seguendo delle tracce recente lo supero a monte ( in seguito scoprirò che il tratto è franato da anni ). Il sentiero che percorre le pendici della Cima Dieci sale con leggera e costante pendenza fino alla base di una placca molto esposta , qui iniziano delle attrezzatura che ci aiutano nell’attraversare il sentiero scavato nella parete ( cavi in ottimo stato ) finta la parte attrezzata il sentiero aggirando il costone Cresta del Pettine verso destra comincia a salire in modo ripido verso un boschetto di larici per poi affluire in leggera pendenza nel vallone della creta forata (affascinate visione ) nel frattempo vengo raggiunto da un escursionista solitario ( Martino )e qui termina la mia solitaria e comincia la bisolitaria . Avendo l’obbiettivo in comune si comincia a salire per i sfasciumi e ghiaie del lato nord della Creata Forata fino ad imboccare la cengia dove superando qualche tratto esposto e un paio di piccoli salti di 1° grado basso ci porterà fino alla forcelletta che separa la cima dall’antecima. Dalla forcelletta splendida visione sulla Val Pesarina, da qui un esile sentiero percorrendo per cento metri il verde lato sud ci porterà in cresta , percorsi 50 metri si è in vetta con croce e libro di vetta . Splendida visione su tutte le cime del Friuli e del Veneto , una mezzoretta con il mio neo compagno di viaggio a rimanere in estasi e consumare qualche frutto secco, banane e acqua .Dopo le foto di rito e non, si scende con la dovuta attenzione , seguendo gli ometti e divertendoci ad innazzarli con i sassi e sassolini , ne abbiamo creato uno su un punto critico da attraversare, arrivati alla base della cima mi lascio convincere dal mio compagno di avventura a scegliere una variante per il rientro passando per Casera Geu Alta. L’escursione fino ad ora era stata solare e meravigliosa, ma ora diventava avventurosa e selvaggia, anche perché guardando sulla mappa e leggendo dal libro di MARTINO sui sentieri di Sappada era classificato difficile , bene ci siamo detti nel peggior caso si torna indietro . Il sentiero si stacca da quello preso in andata dal vallone della Creta forata, all’inizio percorre un impluvio quasi secco con delle pozze d’acqua stagne e piene di zanzare , scendendo arriviamo nel meraviglioso catino della Casera Geu Alta ( ruderi ) dove 4 mucche pascolavano in santa pace ,da qui si snodano due sentieri , quello hard sopracitato e uno facile che porta a casera di Tuglia , noi naturalmente scegliamo la versione hard seguendo l’impluvio Geu. Imbocchiamo l’impluvio che si incanala segnato da ometti e segni ossi e bianchi verso la stretta gola che divide Monte Geu dalle pendici terre del Pra SARTOR .l’emozione è adrenalinica, si ritorna ragazzi, scendendo tra massi più o meno grandi del torrente ( fortunatamente in secca ) fino ad aggirare il costone dove omino di pietra e delle frecce ci invitano a salire un sentiero tra un boschetto selvaggio, la salita è ripida e maledetta da noi ma si esaurisce in breve, dove comincia una lunghissima discesa infida tra erbetta e rocce umide intervallate da salti su placche solcate e umide con passaggi anche di primo grado basso . Si arriva all’ultima fatica della giornata un sentiero attrezzato che aggira uno strapiombo esposto ( qui il mio compagno era timoroso e ho usato la mia autoassicurazione di emergenza )fino ad innestarsi sulla parete rocciosa con leggera risalita (sempre attrezzato ) e poi in discesa su un canalino (passaggi di primo grado ) fino ad termine delle attrezzature( cavi in ottimo stato anche se uno è divelto . Qui terminano la nostre fatiche , si rientra ma non prima di aver riempito le nostre borracce sul torrente Geu. Infine sentiero che sfocia in una carreggiata che ci porta sul piazzale degli impianti di risalita della funivia .
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04-08-2013 19:27
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Monte Siera dalla pista di sci .
Allegato: CRETA FORATA 012.JPG
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04-08-2013 19:29
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Rifugio Monte Siera
Allegato: CRETA FORATA 028.JPG
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