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Salinchiet (monte, cima orientale)
N. record trovati: 2
Messaggio
30-08-2014 16:33
giuseppe.venica giuseppe.venica
Ieri 29/08/2014 ho raggiunto la cima orientale del Salinchiet (l’altra che sta a cento metri di distanza in linea d’aria sembra irraggiungibile, anche se qualcuno vi ha posto una croce) utilizzando il sentiero CAI 438 come suggerito dal precedente commento. Il sentiero ha inizio dove si trova il cartello "Loc. Carbonaris" (quota m 930 circa; piccolo parcheggio). Si scende lungo una strada forestale fino al torrente Pontebbana. Per guadarlo, in caso di grossa portata, conviene togliere gli scarponi e bagnarsi i piedi. Seguire sulla riva opposta la traccia nell'erba traversando a sx fin dove il sentiero diventa finalmente evidente e sale deciso nel bosco. I segnavia sono piuttosto radi e molto sbiaditi. Arrivati ad un piccolo crocifisso, il sentiero continua meno ripido, fino ad interrompersi in prossimità di un piccolo rio che si supera con un po’ di perizia. Si prosegue nel bosco fino al rio Pradulina. Anche qui l’attraversamento non è molto agevole e si deve risalire un po’ tra massi e ghiaioni fino ad intravvedere sulla riva opposto il proseguo del sentiero (qualche ometto). C’è ancora qualche tratto malevole da superare, ma ben presto la traccia si fa comoda fino a sfociare nella parte bassa dei prati di Malga Pradulina (alcune mucche al pascolo). Da qui per risalire alla forcella del Cuel Mat (sentiero CAI 435) non c'è inizialmente né segnavia né traccia evidente. Dalla stalla superiore guardare in direzione del Cuel Mat e andare via in leggera diagonale su una flebile traccia di calpestio. Arrivati ai margini dell'abetaia si trova un sentiero ben marcato (bisogna superare alcuni schianti), che conduce alla selletta del Cuel Mat. Da qui, lungo l’Alta Via Val d’Incarojo, il tracciato passa in mezzo ai pini mughi. In prossimità di una breve galleria seguire a dx i segnavia gialli. Solo l’ultimo tratto prima della cima è parzialmente dirupato e franato. Per il rientro non ho trovato la traccia che doveva chiudere l’anello e portare a Forca Pradulina, sono quindi ridisceso a Casera Pradulina per lo stesso itinerario della salita. E da qui alla Loc Carbonaris rifacendo i due guadi sul Rio Pradulina e sul T. Pontebbana. Buone camminate a tutti. Bepi, Cividale.
Messaggio
12-09-2011 00:00
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
Ieri, 11 settembre 2011, sono salito a questa solitaria cima partendo però dalla località Carbonarie in Val Pontebbana. Il sentiero è il CAI 438 che però non è facilmente individuabile. Proprio dove si trova lungo la strada il cartello "Loc. Carbonarie" c'è una stradina forestale che scende al torrente Pontebbana. Seguirla finchè si esaurisce per poi guadare il torrente stesso. Ci sono degli ometti sui massi del corso d'acqua che aiutano a individuare il punto migliore dove attraversare. Seguire sullla riva opposta la traccia nell'erba e superare un punto franato dove il sentiero diventa finalmente evidente e sale deciso nel bosco. I segnavia ci sono ma sono molto sbiaditi e piuttosto radi. Arrivati ad un piccolo crocifisso (segnato anche nella carta Tabacco) il sentiero, sempre abbastanza evidente, continua meno ripido e supera un rio (anche qui qualche ometto aiuta a trovare la via giusta di attraversamento). Si prosegue nel bosco fino all'attraversamento del rio Pradulina. Qui il greto del corso d'acqua ha cancellato un po' la traccia ma il proseguimento è proprio sulla riva opposta. Ci si immerge di nuovo nel bosco fitto, tra piccole risorgive in ambiente solitario. Qui un canale ricoperto da sassi e foglie va risalito in parte e forse è la parte meno semplice del tragitto perchè gli ometti ci sono ma vanno seguiti con attenzione. Infine si risale il bosco lungamente ma adesso su traccia sicura ed evidente (e pure i segnavia sono più evidenti e frequenti, alcuni rosso-gialli) fino a sbucare nella parte bassa della bella conca pascoliva di Pradulina. Per il resto, come descritto qui nel sito e nella Guida n.4 S&N. C'è da segnalare che comunque in cima sud al Salinchiet non c'è più il libro vetta e, anche se campeggia la croce, non mi avventurerei per nessun motivo sulla dirupata cima nord invasa da sfaciumi e roccia friabile davvero troppo infida.
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