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Matajur (Monte)
N. record trovati: 5
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22-03-2018 15:59
ectorus ectorus
Salito oggi, partendo da Montemaggiore ( oltre non si sale con automezzi) seguendo il sent.751 fino a malga Gosgnach, poi sent.749 fino alla casera Mersino,da li a vista al rif.Sloveno e quindi in cima.Molteplici tracce, aiutano a tenere la direzione giusta. 40 cm. circa di neve, in parte dura e in parte soffice. Le cjaspe le ho messe dalla casera Mersino in poi. Forte vento freddo in cima, mi ha impedito una sosta lunga, quindi sono sceso al rif.Pelizzo e poi per strada e scorciatoie son tornato all'auto. Giornata bellissima. Foschia in pianura. Sempre un bel monte da salire in qualsiasi periodo dell'anno.
Buona vita a tutti
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10-01-2018 21:28
loredana.bergagna loredana.bergagna
Prima escursione “seria” dell'anno, il “mercoledì degli scoiattoli”, meta monte Matajur partenza da Jerep, segnavia 725 fino alla cima; il tempo incerto lascia ben presto spazio ad un sole certo, temperatura mite, quota neve da circa m.1300, abbondante e dura, ciaspole a godersi il sole appese allo zaino, il tratto ripido e l'ultima parte di sentiero che aggira la cima del monte vanno affrontate con attenzione. Il tempo di una foto ed improvvisa scende una fittissima nebbia gelida, discesa a naso verso la Dom na Matajure dove ricompare il sole, seguito il sentiero 749, scivoloso e fangoso ove assente la neve, fino all'abitato di Mezzana passando per il passo Glevizza da dove alcuni sono rientrati per recuperare le auto;gli altri continuata la discesa passando dal passo S. Giorgio e S. Canziano; lì, a Mezzana, provvidenziale la fontana per una sommaria ripulita e ritrovate le auto.
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20-01-2015 01:51
marco.raibl marco.raibl
Masseris è la mia scelta per una nuova salita al monte.Dalla chiesa raggiungo le prime case del paese e salgo a destra,lungo quella che sembra una scalinata,ma che si rivela,invece,una sequenza di placche rocciose totalmente frutto della fantasia della natura.Circa duecento metri,che paiono lastricati da legionari romani.Una Appia Antica riproposta in versione valnatisoniana.Proseguo lungo il CAI 736a che non conosco,godendomi il bosco,che,dopo un primo tratto alquanto disordinato,si dimostra bello e quieto.Sbuco sulla pista alla radura Tamorsca,proseguendo,poi,lungo la stessa.Coincide con il CAI 736,che proviene da Cepletischis.In pochi minuti arrivo al punto in cui il 736 lascia la pista e prosegue a sinistra,nella faggeta,destinazione vetta.Da qui rientrerò,qualche ora più tardi.Continuo,invece,dirigendomi alla radura della Val Polaga.Il luogo è veramente affascinante.Il piccolo stagno,oggi,è completamente ghiacciato.La brina ricopre una buona porzione del prato,circondato,anzi,abbracciato da dolci elevazioni boscate.Un'oasi di pace.Al limitare della valletta,un tavolo con panche invita a una sosta.Da qui si vede una traccia che si allontana verso est e porta in Slovenia.Subito la abbandono e piego a sinistra,iniziando a salire sulla prima di quelle colline che circondano lo stagno.Il percorso coincide con la linea di frontiera.I cippi confinari mi guidano nel mio peregrinare,aiutato anche da un muro a secco che segue fedelmente il confine di stato.Più avanti le condizioni del muro peggiorano,ma,per chi è abituato a questo genere di ambienti,non sarà difficile trovare la via.A un certo punto,l'ennesimo cippo,numerato 30/28 e abbinato a un paletto arancione,segnala che è ora di piegare decisamente a destra,in un rado bosco.Passo un vecchio recinto di pascolo e proseguo in salita,puntando,poi,a una ampia sella,da cui si vede la prosecuzione dell'itinerario.A destra appare la dorsale che termina al Kolovrat,mentre davanti si nota lo Srednji Vrh(1323m).Lo raggiungo facilmente,e mi offre una superba vista sul Monte Nero,la valle dell'Isonzo e la lunga schiena del Gran Monte.Punto al Mrzli Vrh(1358m),che offre,più o meno,le stesse emozioni,e ne scendo per continuare con il sentiero che corre in territorio sloveno,per poi rientrare in Italia poco sotto la cima del Matajur.Lunghi tratti sono ghiacciati,ma non calzo i ramponi.Dal Pelizzo,rientro,poi,con un bel sentiero che parte da una curva a circa cinque minuti dal rifugio,sulla strada che scende a Montemaggiore.Sulla Tabacco è tratteggiata in nero.Dalla quota di circa 1200m,scende al rio Skrila,per risalire e traversare la costa denominata Kaluz.La traccia è netta e ci sono anche i classici segnavia bianco-rossi del CAI.Poco dopo un rudere,una bella radura è delimitata da un muro a secco.Su una pietra,un segnavia,con una sbiadita freccia nera,ci manda a destra.I segnavia accompagnano fino alla pista forestale.In breve sono di nuovo a Tamorsca e,dopo mezz'ora,all'auto.E' un giro abbastanza lungo,che richiede circa 6 ore e mezza,con le soste.Ho rilevato un dislivello di 1100 metri,ma le salite non sono mai impegnative.Un itinerario molto appagante,buono per tutte le stagioni.
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05-05-2014 07:51
MauroGo MauroGo
Dopo esser salito tante volte sul Matajur dal versante italiano, ieri sono salito per la prima volta dal versante sloveno. Dalla strada che collega Caporetto con Tolmino ho preso la deviazione per Livek e raggiunta la frazione di Avsa ho lasciato l'auto nel piccolo parcheggio proprio all'inizio del sentiero segnalato come "Stara Pot - Matajur" (900m circa). Il percorso, sempre ben segnalato, attraverso boschi, prati e anche tratti di carrabile porta dopo circa 6 km, in direzione ovest, alla cima del Matajur. Ho incontrato solo qualche piccolo nevaio, con neve bagnata, sopra i 1500m. Al ritorno, per fare un mini-anello, ho preso il sentiero che scende verso nord e poi devia verso est, passando sotto il versante settentrionale del Matajur, cosa che permette di ammirare il monte da una prospettiva insolita per noi italiani. Anche qui ho incontrato solo qualche piccolo nevaio residuo, che si attraversa senza nessuna difficoltà. Considerati i piccoli saliscendi, il dislivello complessivo da Avsa al Matajur è di circa 800m e in circa 2h30' si arriva tranquillamente in cima. Mauro.
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16-02-2014 14:33
loredana.bergagna loredana.bergagna
Matajur da Montemaggiore ciaspolando con altri 30 e più lungo il sv 751 reso scivoloso dal fango, una lieve pioggerellina ci da lo start e ci accompagnerà a tratti per poi lasciare il posto a qualche zaffata di neve, la serata dovrebbe essere illuminata dalla luna piena ma le uniche luci sono le nostre tremolanti frontali e quelle numerose e variopinte della pianura friulana, nitidamente ai nostri piedi. Alla chiesetta ci accoglie l’immancabile gelido vento, brevissima sosta, discesa veloce sotto la pioggia verso il rifugio Pelizzo mentre due scialpinisti ci passano accanto in salita senza vederci, da lì rientro a Montemaggiore per strada.
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