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Monte Cregnedul dai Piani del Montasio
N. record trovati: 7
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05-09-2018 19:20
cjargnel cjargnel
La consueta mia visita annuale al Cregnedul doveva arrivare ed è arrivata oggi 05/09/18. A differenza della proposta di SN sono partito da Sella Nevea e ritornato per la cresta ricca di trincee, caverne e opere militari che solo in parte avevo visitato in precedenza. Il sentiero non presenta apprezzabili degradi rispetto alle volte precedenti e si percorre bene. Anche il breve canalino che dalla forcella porta in cima, richiede solo un po' più di attenzione. Gran numero di stambecchi nella zona alta. Buona visibilità salvo qualche addensamento passeggero. Uscita sempre molto gratificante per il suo valore sia storico che naturalistico. Un grazie di cuore ai ns. Sandra&Ivo che hanno dedicato una proposta specifica di escursione verso questa mèta che, fino all'anno scorso, era comunemente intesa come scorciatoia per o dal Ceria-Merlone. Non può vantare un numero Cai ma almeno ci guadagna in visibilità e, spero quindi, frequentazione. Tra l'altro la proposta di SN limita il dislivello complessivo rendendola fruibile ai più. Mandi e buine mont a duç.
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13-06-2018 16:48
laura.molinari laura.molinari
Escursione del 10 giugno 2018, con partenza da Sella Nevea attraverso il sentiero CAI 625 e poi per la vecchia ma ancora efficiente mulattiera di guerra che - con una lunga serie di tornanti - porta gradualmente ad affrontare il dosso della Plagnota senza richiedere troppa fatica. Il sentiero è in ordine, trovata un’unica lingua di neve in corrispondenza di un traverso su pendio ripido proprio sotto i ruderi di Cregnedul, per fortuna aggirabile abbastanza facilmente. Il tempo si è guastato prima del previsto, abbiamo raggiunto simbolicamente sotto la pioggia il solo cimotto sud del Cregnedul, poi abbiamo trovato un buon riparo sotto alcune rocce strapiombanti, tra quel che resta dei baraccamenti di guerra. Il percorso oggi era ben frequentato, abbiamo avuto il piacere di condividere qualche tratto di strada con diversi altri escursionisti, tutti entusiasti in particolare della ricchezza e delle preziosità botaniche trovate lungo la via. Qualche scambio di informazioni, qualche considerazione sulla comune passione per la montagna e sulla vita rendono lieve la discesa … poi ad un bivio le strade si dividono, un saluto e un arrivederci, chissà che non capiti di nuovo di pestare gli stessi sentieri … Mandi a tutti!
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27-07-2017 20:21
cjargnel cjargnel
Ogni volta che torno su questa forcella è appagamento garantito ed oggi ne è stata la conferma. Pur in presenza di costante velatura ed anche di più, lo sguardo poteva bearsi delle cime vicine come spaziare sia in direzione del Cadore che delle Giulie slovene senza il minimo disturbo. Sul Mangart ho notato la maggiore presenza di escursionisti. Mi sono sbizzarrito a gironzolare nei dintorni: da un modesto tratto del Ceria-Merlone alla cima, antecime e crinale del Cregnedul. Sentiero ok con solo quel noto breve tratto di sfasciume appena un po'più faticoso. Fioriture varie e abbondanti. Diversi gli stambecchi. Un solo gradito incrocio con una giovane escursionista in uscita solitaria quanto me. Buine mont e mandi.
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03-07-2017 15:44
francesca francesca
Salite le cime del Monte Cregnedul: 2357 mt (cima nord), 2343 mt (cima di mezzo) e 2335 mt (cima sud o Monte Grugnedul), le cui quote sono rilevabili dalla carta regionale al 5.000. Così personalmente classificherei il Cregnedul.
Partiti da Sella Nevea utilizzando il 625 e l'ex mulattiera di guerra imboccata al bivio mt 1625, deviando a sx. Percorso scelto appositamente per il mio ginocchio che non è in grado di affrontare tratti troppo ripidi. La mulattiera infatti sale sempre blandamente, solo gli ultimi metri alla cima nord del Cregnedul sono ripidi: un canalino roccioso con presenza di ghiaino da impegnare con la dovuta attenzione soprattutto in discesa. Sicuramente un pò problematico per me, che devo studiare i movimenti giusti per non danneggiare ulteriormente l'articolazione e soprattutto per non scivolare. Sta volta l'ho spuntata e ho portato a casa una bella soddisfazione, finalmente una bella cima con percorso dai grandi panorami tra vette maestose in un ambiente selvaggio e incontaminato!
L'evidente sentiero per il Cregnedul (2357) si stacca a dx prima di raggiungere l'omonima forcella, mentre per salire su quella di mezzo (2343) bisogna tornare sulla mulattiera, scendere di qualche metro per salirci. Dalla mediana si raggiunge la cima sud o Grugnedul, scendendo brevemente ad una selletta e risalendo con percorso facile e logico. Quest'ultima cima mi risulta quindi essere quella più meridionale delle tre, prima della lunga dorsale erbosa de La Plagnotta, che abbiamo utilizzato in parte in discesa per visitare le postazioni militari e i trinceroni ancora ben conservati con iscrizioni dei soldati.
Svariati stambecchi spelacchiati, padroni incontestati, ci hanno concesso nel loro mondo, quasi a farne parte rendendo l'esperienza irripetibile. 2/7/2017
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01-01-2017 11:23
laura.molinari laura.molinari
Santo Stefano 2016. Approfittiamo ancora una volta dell’assenza di neve, se non ad alta quota, e dell’eccezionale inversione termica, per raggiungere una cima che avevamo più volte sfiorato concludendo il Ceria Merlone ma sulla quale, appagati (e stanchi!) da quel percorso, non eravamo mai sino ad ora saliti. Partenza da Sella Nevea, seguiamo il segnavia CAI 625 prima per la pista forestale e poi per il sentiero sino a quota 1600 circa, dove una freccia rossa sulla sinistra ci guida sulla vecchia mulattiera di guerra, abbastanza ben conservata e sufficientemente segnalata da qualche bollo e freccia rossa, che risale con numerosissime svolte e tornanti il Vallone del Cregnedul fino a portarsi sulla dorsale de La Plagnota, sulla quale si trovano numerosi resti di trincee, gallerie e ruderi di guerra. Un centinaio di metri prima di Forcella Cregnedul, inizia a fare la sua comparsa sul sentiero neve piuttosto dura, che ci costringe ad indossare i ramponcini. Raggiungiamo con un po’ di fatica e molta prudenza la forcelletta tra le due anticime del Cregnedul, da qui bastano due passi per guadagnare l’anticima sud, quella di qualche metro più bassa, ma forse anche più panoramica (ometto di vetta). Ridiscesi alla forcelletta, scavalchiamo anche l’altra anticima poi, ancora con molta prudenza a causa della neve, raggiungiamo Forcella Cregnedul e da qui saliamo finalmente (roccette con necessità di aiutarsi anche con le mani) alla cima più alta, segnalata da un altro ometto. Per il panino e la sosta torniamo sulla cima sud, che offre veramente un gran bel panorama verso il gruppo dello Jof Fuart, Giulie Orientali con Mangart, Jalovec e Tricorno in prima linea, Monte Nero, Catena del Canin, qualche scorcio sulle lontane vette del Pordenonese. Il termometro segna +7 gradi all’ombra, quasi niente vento, ci tratteniamo a lungo e volentieri. Durante la discesa, ci concediamo una variante scendendo liberamente sul crestone erboso tra Cregnedul e Plagnota per visitare qualche costruzione del ‘15/18, poi ci ricongiungiamo alla mulattiera usata per la salita. C’è ancora tempo per una breve deviazione a Malga Cregnedul di Sopra e poi giù nel bosco fino a Sella Nevea. Bella escursione, non breve (1.200 metri di dislivello, 12 km di sviluppo) ma che non risulta faticosa in quanto avviene per la maggior parte su mulattiera, mai troppo ripida. Fattibile normalmente dalla tarda primavera all’autunno, prima delle nevicate; in estate, preferibilmente partendo prestino (tutta a sud e senza vegetazione a far ombra dai 1700 m in sù!). Tempi impiegati (perso un po’ di tempo a causa della neve): 3 ore per la salita, 2.30 per la discesa. Mandi mandi!
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29-07-2016 22:10
cjargnel cjargnel
Avevo voglia di tornare su questa forcella che non visitavo da 3 anni passandovi durante una delle ripetizioni del Ceria-Merlone. Nonostante le mie numerose visite, le sensazioni sono state quelle della primissima volta, con questo balcone che, salendo da Sella Nevea, si apre meravigliosamente nel giro di un paio di mt. svelando la magnificenza di tutta quella serie di cime delle Giulie che gli stanno ad Est, sovrapponendosi le une alle altre (tra queste, la mia piccola, slanciata, amatissima, Innominata). Lo scorrere dello sguardo è lo scorrere dei ricordi e il sentirsi ancora su ognuna di esse. Chiuso lì l'"Amarcord", devo però dire che, a mio parere, la panoramica più completa la si ha dalla antecima Sud che si raggiunge facilmente al prezzo di pochi mt. di dislivello e amplia la vista fino a scorgere anche uno spicchio del lago del Predil. E da quel cimotto uno non vorrebbe schiodarsi. Il sentiero non numerato che si stacca dal 625 e sale in una sequela di tornanti, non presenta degrado particolare salvo un po' nella zona finale ove si snoda su fondo a sfasciume franoso, ma non crea problemi particolari tranne esigere la solita giusta attenzione. Ho visto un unico stambecco. Buone e varie le fioriture. Un doveroso pensiero per chi a inizio secolo scorso si è ben poco divertito da 'ste parti. Peccato che questo sentiero, fatte salve le situazioni di necessità, sia in prevalenza considerato una scorciatoia di rientro per smozzicare il Ceria-Merlone. Buone montagne.
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20-09-2015 22:52
roberto.fabbro roberto.fabbro
Saliti oggi da S.Nevea,passando dalla omonima casera poi con l'efficente mulattiera alla forcella bellissimo balcone su superbe cime.Sferzati da un venticello fastidioso,che non ci impedisce la salita di 11 mt. per la cima, emozionante la vista delle cenge....del sent.Ceria Merlone che transita per la forcella, posti meravigliosi ma poco frequentati, che meriterebbero più attenzione. Mandi
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