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Anello del Monte Gosadon da Plan dei Spadovai
N. record trovati: 5
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20-08-2020 20:45
cjargnel cjargnel
Nel recente ripasso integrale della dorsale della Val Dogna mi mancava la salita da sud al Gosadon. Oggi ho colmato la lacuna. La descrizione di SN è perfetta come sempre. Sul percorso non ho nulla da eccepire se non confermare che in nessun punto la percorrenza del sentiero lascia dubbi sul da farsi. La cengetta a cui si fa cenno è tuttora meritevole di quel po' di attenzione che definirei buon senso. Non presenta, a mio avviso, difficoltà particolari di percorrenza. Concordo con chi evidenzia nel breve traverso sopra la casermetta il punto più "delicato" della salita. In effetti il seppur breve passaggio su un paio di piccole placche pendenti verso valle inducono a utilizzare il paio di funi di diverso diametro poste lì in aiuto e pertanto le reputo utili. Null'altro da aggiungere. Una salita molto interessante che, seppur in prevalenza fra mughi, non mi ha fatto soffrire la calura complice una perenne fresca brezzolina che mi ha accompagnato. Resti di manufatti bellici in più punti vetta compresa. Per il rientro, vista la bella giornata e buona temperatura, nonchè le tante ore ancora a disposizione, ho preferito completare l'anello salendo ancora una volta alla cima alta dei due Pizzi seguita dalla Vildiver. Come sempre perfetta e divertente la cengia che si lascia percorrere, a mio parere, in scioltezza con o senza imbrago (parere del tutto personale!). L'uscita dalla galleria mi premia con una buona botta in testa meritata. Nel complesso un ottimo anello con molti spunti di interesse: storico, botanico, geologico. Diversi gli escursionisti incontrati, nostrani ed esteri, nel tratto di chiusura dell'anello ed in primis una brava e simpatica coppia di Tricesimo con cui mi intrattengo piacevolmente. Mandi e buine mont a duç.(20/08/20)
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21-10-2019 08:02
michele michele
Percorso ieri, tutto come da relazione e da ultimo commento. Parecchio ventoso e causa nuvole totale assenza di panorama in cima.
Il libro di vetta (dentro una confezione vhs, non molto evidente) presentava una sola firma per il 2019.
Molto interessante il sentiero di discesa che seppur talvolta labile è facile da seguire con un occhio allenato, e comunque presenta nei punti incerti dei nastri bianco -rossi da cantiere.
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03-10-2018 17:17
laura.molinari laura.molinari
Percorso l’anello domenica 30 settembre in una limpida giornata di inizio autunno, esattamente come indicato nel sito. Il bivio di quota 1600 è ora ottimamente segnalato da un cartello-freccia, tuttavia nel tratto successivo, arrivati alla base del ghiaione, non lasciarsi sviare da una traccia che sale e si ricongiunge al CAI 605, ma proseguire la traversata in orizzontale verso sinistra sino a rientrare nel percorso intagliato tra i mughi. Sin dal bivio, la traccia per il Gosadon è stata segnalata con segnavia biancorossi e i mughi sono stati tagliati in tempi recenti, il percorso è sempre sgombro, evidente e ben percorribile. Dopo il secondo bivio, si perviene alla cengetta friabile, che si supera con attenzione ma senza difficoltà, il sottile spezzone di fune metallica è ancora lì, a dare un aiuto più che altro psicologico. Ripida e faticosa, ma anche abbastanza breve, la salita successiva, che conduce ai ruderi della casermetta, con segnavia ora costituiti da qualche bollo rosso. Anche in questo tratto i mughi sono stati recentemente sramati e non costituiscono un ostacolo, anzi attenuano il senso di esposizione sul ripido pendio e offrono eventualmente qualche precario appiglio (più utile in discesa). Il passaggio sopra la casermetta è, a mio parere, il punto più delicato dell’escursione, l’esposizione non è vertiginosa ma comunque c’è e il cavo passamano – pur molto utile - è vecchio, lasco e con lo spezzone iniziale spenzolante a causa del primo ancoraggio divelto (allego foto). Oltrepassato questo breve tratto, le difficoltà sono terminate e la cima del Gosadon è in breve raggiunta. La splendida giornata e la totale assenza di nuvole oggi ci regalano un panorama grandioso, ci godiamo a lungo la vetta. Qualcuno sale e scende sulla vicina cima alta dei Due Pizzi, seguiamo i movimenti delle figurine colorate tra i mughi del pendio sommitale. Per la discesa, oltrepassato sempre con molta cautela il tratto attrezzato, ritorniamo al bivio e seguiamo la traccia (bel cartello recente, allego foto) che scende verso la Tane da l’Ors e coincide esattamente con il tratteggio nero sulla Tabacco. Qui nessuno è passato a far pulizia ed i mughi si stanno riprendendo i loro spazi; fino alla caverna si arriva abbastanza agevolmente, più sotto la vegetazione si fa più invadente, ogni tanto c’è qualche incertezza nella strada da prendere, ma si va avanti. Sia in questo tratto che più in basso, nel bosco, non ci sono segnalazioni di alcun tipo, ma ci si deve affidare unicamente alla traccia, che spesso tende a perdersi. Appena entrati nel bosco, non scendere dritti ma traversare verso destra, dove il sentiero riappare. Man mano che si procede verso il basso, la pendenza si attenua ed il terreno si fa più comodo, l’ultimo pezzo prima di sboccare sulla rotabile della Val Dogna è veramente piacevole. Per tagliare i quattro tornanti di asfalto sotto Plan dei Spadovai utilizziamo le due buone scorciatoie sulla destra. L’escursione non risulta particolarmente lunga, ne’ faticosa, tuttavia richiede una certa esperienza per il superamento dei due tratti erosi attrezzati e per affrontare il percorso di discesa, ripido e malagevole nella parte alta e con tratti incerti anche in basso. Chi non si sente particolarmente portato all’avventura, per il ritorno può valutare di ripercorrere la più tranquilla via di salita. Un saluto a tutti!
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11-12-2016 21:08
sandra.sentierinatura sandra.sentierinatura
11/12/2016: Sulle orme di Loredana. Saliti al Gosadon da Plan dei Spadovai. Dopo l'aggiramento del costone (bivio per una diversa discesa a Plan dei Spadovai) , il tratto esposto in cengia è stato attrezzato. Sopra i resti dell'edificio militare pochi metri sotto la cima il vecchio cavo arrugginito c'è ancora, ma lasco. Per il resto, dopo lasciato il CAI 605 i mughi sono cresciuti e ingombrano il passaggio in alcuni punti. Caldo insolito per il periodo, assenza di vento e ottima visibilità. Davvero strano in dicembre raggiungere il Gosadon con questo clima! Gente in cima al Cuel dai Pez, Due Pizzi e Piper.

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08-12-2016 22:24
loredana.bergagna loredana.bergagna
L'idea iniziale era di fare un'abbuffata di cime: Gosadon, Pizzo Alto e Vildiver, escludendo il Piper salito un paio di mesi fa da Sella Sompdogna; tranquilla salita con foto, tante foto alle cime che si illuminavano al sorgere del sole, poi nel mare di mughi sotto la cima ravanato più volte cercando possibili varchi, perso un po' di tempo, confabulato poi se salire alla cima o proseguire direttamente verso il Pizzo Alto e i suoi vicini, deciso di salire alla cima e godersi il sole. Il tempo di un boccone e la vicina quota 1937 si popola, richiesta di informazioni per arrivare fin qui...ma quella...non è la Lucia? Mondo piccolo, piccolo davvero, noi si torna sui nostri passi incrociando il gruppetto, baci e abbracci, anche loro qualche difficoltà e ravanamento, dai, su, cosa fate, ci sentiamo per domenica..e dopo qualche consultazione decidono di proseguire nonostante l'ora, noi si scende per la stessa via di salita, con calma, riuscendo anche a tirar dritti, scendendo parecchio oltre la piccola indicazione di legno, ma la traccia era così bella..peccato che finisse a quota 1005, parecchio lontana dall'auto; preferito risalire con qualche fatica e mugugno fino al punto esatto in cui si deve proseguire a sinistra. Al confluire con il sentiero 605 Lucia ed il suo gruppo sono in arrivo, si scende assieme finendo la giornata a crostata alla ricotta e vino rosso...una bomba!
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