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Sulla cresta del monte Taieit dai Piani di Gerchia
N. record trovati: 10
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30-05-2019 17:35
luciano.piccin luciano.piccin
Percorso effettuato il 26/05/2019. Sentiero in ottime condizioni e sempre evidente. Ripristinati comunque alcuni ometti nel tratto boschivo dopo l'insellatura di quota 1309 dove, in alcuni punti, si può perdere la traccia. Nella fase di rientro, al tornante della pista dopo i ruderi di malga Rossa, non c'è alcuna indicazione che evidenzi l'inizio del sentiero che riporta a quota 1309 (ripristinato un ometto).
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07-04-2017 21:30
askatasuna askatasuna
Scelta strana per portare dei cuginetti per la prima volta per monti, soprattutto se l’incipit si fa muffin artigianale nelle foreste di Pradis, servito da un vichingo danese. La giornata si presenta subito come un’orgiastica abbuffata di vaporosità. Ma il Tajeit supplisce ai panorami con l’atmosfera. Ci salgo da un lato che mi mancava. Il troi è ben marcato dalle ginepraie, tra le spine spuntano le prime Poligale. Il sentiero è un vello ocra, morbido e trasognante. Una sabbia fluente che si fa quasi dorata quando la si sta per abbandonare, entrando in una faggeta dal fondo oscuro come la giornata. Un contrasto splendido a cui fan eco quelle balconate rocciose che tanto caratterizzano questo monte e che per tutta la giornata si faran largo tra le nebbie. Facendosi scogli o muraglie dalle insondabili basi. Una in particolare assume le fattezze d’un babbuino. Lascio le zampe libere su di una cresta che pretende di liberare la soggettività d’ognuno/a nel scegliere il proprio percorso. Spesso il mio è dettato dal faggio contorto da accarezzare o dall’osservare da vicino quei fusti divenuti a loro malgrado palazzi multipiano per i funghi terrazzati che li han consumati. Una fuga camoscievole una, non testimonia l’infinita quantità di fatte che inondano la boscaglia fino all’orlo. Dalle più minuscole a quelle dei cervi. La casera fuma, un terzetto ha deciso di scaldarsi mentre noi continuiamo in un biancore quasi cinereo. Il silenzio rende lo sguardo vigile e circospetto. Non ce nulla da temere ma i sensi si acuiscono automaticamente. Perlustro i faiârs uno ad uno come m’aspettassi di vederli animarsi in un ritorno che sa di fermo-immagine. Uno in particolare, ha sviluppato un nodo enorme, un ligneo tumore grande come un pallone da calcio, metastasi organica da cui è spuntato un altro ramo, trasformando quel braccio proteso al cielo, in uno strano spiedino. La radura di malga di Rossa lascia trasparire a stento il Brusò, trasformandolo in vascello pirata, o meglio una cocca medievale, con la cima pronunciata a far da castello di poppa. Giornata strana, abbordata e conquistata dal nulla etereo. Mi scalda il cuore come, fin dai primi passi, i cuginetti abbiano saputo apprezzare un’atmosfera che non toglie. Ma dà altro. Basta saperlo prendere, inspirarlo, trasformarlo in culla. Discesa ancora tra i flutti delle erbe rinsecchite, scippando ai bombi quei petali dal sapore della primavera.(19.03.2017)
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12-03-2017 09:02
loredana.bergagna loredana.bergagna
Sono sempre indecisa se arrivare a Clauzetto da Pinzano o da Spilimbergo, per cui andata di qua e ritorno di là, per par condicio. Parcheggio poco oltre la piazzola, nel campo, cielo pulito, giornata che promette bene, trotterello via ma son fermata da un “ciao Loredana”; fatico a riconoscere il Ferdi, grande amante e profondo conoscitore di questi luoghi appartati e un po' selvatici, con la moglie è in partenza per la mappatura di un percorso, un anello allargato del monte Taieit. Il cartello all'inizio della strada è un po' traballante e seminascosto dai rami, ma non a terra (è già passato Bepi a tirarlo su?). Indecisione alla fontana, l'ometto è ambiguo, ma fatti pochi metri si individua un segnavia su di un albero e vai allora. Il caldo inizia subito, e poco dopo non ho più nulla da togliere, la salita mi piace, cinguettii e le voci di Ferdinando e consorte, e poi gli scorci verso il il mare...La fonte del Bec regala la sua acqua fresca, il sentiero sale fra l'erba ingiallita e qualche ometto; alla forcella di quota 1309 qualche sporadica chiazza di neve, Ferdinando mi da qualche informazione sulla cresta, eventuali varianti del giro, loro continuano lungo il sentiero basso, io tengo la destra. Zig zag fra i rami dei faggi contorti, un po' a destra ed un po' a sinistra toccando tutti i cippi che ho visto mentre il panorama si allarga, un ultimo strappo ed ecco la cima, autentico balcone sulla pianura. La valletta che accarezza la pista sottostante è completamente innevata, forse una decina di centimetri, ma è ben compatta e dura, lascio i ramponcini nello zaino, continuo i saliscendi ed alla fine della cavalcata discesa prudente puntando il tacco verso malga Iovet dove trovo, al sole, una coppia in pausa pranzo. La pista si fa percorrere velocemente e senza problemi, gran bella visuale da malga La Rossa, indecisione al bivio dove riprendere a sinistra in segnavia che riporta alla forcelletta, ometto che mi era sfuggito e segnavia sbiaditi in alto si affiancano a quelli azzurri che alle volte divergono. Il bosco imbiancato ed illuminato è una meraviglia, obbligatorio guardarsi intorno, mi perdo volentieri e perdo anche il sentiero, allora risalgo in cresta lungo la via di salita e giù di nuovo ai Piani mentre nel frattempo qualche primula ed erba trinità si mostrano al sole.
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11-03-2017 19:51
giuseppe.venica giuseppe.venica
Effettuato oggi 11/03/2017, rassicurato da Ectorus che non ha incontrato neve. Già arrivare a Clauzetto, per chi non è della zona, è un bell’impegno. Altro problema è trovare il punto di partenza; il paletto con SV CAI N°820, posto all’inizio della sterrata sul lato opposto della cava, è a terra (l’ho rialzato ma non garantisco che tenga a lungo). Dove si esaurisce la carrareccia, arrivati presso la fontana dell’ultima casa, non c’è alcuna indicazione: si deve andare a dx per alcune decine di metri, per poi prendere il sentiero che sale sulla sx. Da qui in avanti è sempre ben segnalato, ed in circa un’ora e mezza si giunge alla sella di quota m 1309. Dalla selletta si risale a dx seguendo il crinale; ometti e segnavia bianco-rosso guidano lungo la debole traccia che, con alcuni saliscendi, permette di raggiungere la vetta sud ovest del M.te Taiet (dal libro di vetta ho visto di essere stato preceduto da Loredana). Nel calare alla successiva insellatura, per portarmi alla quota nord est, ho incontrato uno strato di neve ghiacciata che mi ha fatto desistere dal proseguire. Risalito alla croce, sono ritornato al punto di partenza facendo a ritroso lo stesso percorso della salita. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
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02-03-2017 16:03
ectorus ectorus
Salito il 26 febbraio, come da relazione. Assenza di neve lungo la salita. Il percorso in cresta e verso nord, presenta una decina di cm di neve ma non ci sono problemi e non ha richiesto l'uso di cjaspe o ramponcini. Malga Iovet è aperta ( vedi commento nella sua pagina ).
Buona vita a tutti
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03-06-2016 17:16
massimocadel massimocadel
Percorso adatto a tutti senza particolari strappi o pendenze. La passeggiata in cresta è ben segnalata ed appagante..qualche volpe vi controllerà..
La parte interna su carrareccia un pochino noiosa e priva di panorama.Niente da segnalare
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02-08-2015 00:00
matteo.pauletto matteo.pauletto
Percorso il 01-08-15. Fino alla forcella a quota 1309 il sentiero è ben identificato, poi si va un poco a interpretazione personale tra cresta e bosco a nord (qualche bollo e sentieri più o meno marcati). Bel panorama dalle 2 cime. Noi abbiamo proseguito in direzione Palcoda passando per cima Lareseit. Mandi!
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19-06-2015 09:58
ectorus ectorus
Salito ieri, dopo la prima salita fatta nel dicembre scorso. Devo dire che il periodo migliore resta tardo autunno o invernale in assenza di neve. Dico ciò perchè,essendo un monte poco frequentato ( si pensi che il quaderno di vetta , iniziato nel giugno 2009 , ad oggi, quindi dopo 6 anni, trova scritte solo 19 pagine) ,con il sentiero privo di manutenzione,sfalci e con segnaletica posta a terra, il percorso non sempre è facilmente individuabile. Io, nella parte iniziale ,subito dopo la fontana, ho dovuto usare i bastoncini a mo di macete per aprirmi un varco tra ortiche e erbe varie, alte, che coprivano completamente la traccia. In alcuni punti , lungo la cresta, ho posizionato dei nastri " ti vedo " con la speranza che possano aiutare l'identificazione di alcuni punti.
Il percorso, nella sua totalità, è molto bello e appagante. Con giornate limpide offrono grandi panoramiche. Non è stato il mio caso, perchè subito dopo la 2^ cima, ha cominciato a piovere e quindi sono frettolosamente ridisceso verso malga Lovet seguendo quel muretto a secco che si legge in relazione.
Buona vita a tutti
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29-03-2015 22:19
daniele.g daniele.g
Percorso oggi 29-03 partendo dai Piani di Gerchia. Buona e quasi continua pendenza in salita fino alla selletta, con qua e là sbuffi di primule ed epatiche. Gran bel camminare, invece, sulla cresta fino a raggiungere il Taieit. Panorama rovinato un po' dalla foschia verso la pianura. Dalla cima siamo ritornati indietro sempre via cresta visto che il versante a nord era coperto di neve e scivoloso.
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13-12-2014 00:01
marco.raibl marco.raibl
Arrivare ai Piani di Gerchia ci mette di fronte a ricordi scolastici.Vito d'Asio è il paese dove nacque Jacopo Ortis.Clauzetto,il balcone del Friuli,ci ricorda che quello è il territorio dove il conte Ceconi è vissuto e dove ha operato,costruendo il castello di Pielungo.Un inizio a cinque stelle.Arrivare ai Piani conferma le premesse.La strada attraversa minuscoli borghi con bellissimi nomi.E' scavata nella roccia carsica,e pare snodarsi tra rovine di antiche città.Una volta partiti,la salita è facile e comoda.Quasi non mi sono accorto della fatica.Dopo due settimane di inerzia,ero talmente distratto da quanto vedevo,che le gambe spingevano ignare.La giornata luminosa e il cielo terso hanno subito regalato meraviglie.Il mare, perfettamente visilbile.sembrava una pozza di mercurio liquido.Arrivato in cresta,il vento mi ha costretto a indossare giacca antivento e k-way,oltre al berretto.La faggeta era percorsa da folate quasi continue,ma,stando al limite del bosco,le raffiche erano meno intense.La traversata è davvero bella.Abbastanza lunga,ma mai monotona,anche per i saliscendi che,però,non stancano troppo.Ci si sente sospesi sull'orlo di un abisso.La valle è sotto di noi e ci mostra tutte le sue pieghe e i suoi rilievi.Da Pielungo sale ai cimiteri della Grande Guerra,tra boschi umidi e corsi d'acqua,per arrivare a Pradis con le sue grotte.Rientrare alla sella di quota 1309,dal limite estremo della cresta,passando per malga Iovet,sembra un lampo.Una agevole camminata lungo la pista forestale.Un bel giro,in una zona appartata,praticamente sconosciuta ai più.
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