il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 62 ospiti - 3 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
CommunitySentieriNatura
Commenti  ->  Visualizza tutti i commenti

Elenco commenti

Jof di Chiusaforte da Chiusaforte
N. record trovati: 7
Messaggio
22-04-2019 19:01
giuseppe.venica giuseppe.venica
Escursione effettuata il 22/04/2019. Fino alla forcella Patok coincide con l’Anello del monte Plananizza da Chiusaforte. Proseguendo, il percorso è meno evidente, ma ci sono abbondanti SV che guidano verso la cima e non c’è pericolo di perdersi. L’ultimo tratto tra l’erba secca non è proprio il massimo (zona ad alta densità di zecche). Dalla cima, per il rientro a Chiusaforte, ho utilizzato lo stesso itinerario della salita. Zona risparmiata dalle intemperie di fine ottobre (nessuno schianto lungo tutto il percorso); fino alla forcella Patok si percorrono vecchie mulattiere in buono stato di conservazione. Lo stavolo dopo forcella Patok non ha più nulla di azzurro, ma in compenso permane la robusta grata davanti la porta. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
Messaggio
31-03-2019 00:00
Simone.sgualdini Simone.sgualdini
Percorso ieri con piccola variante al ritorno (sentiero Paternostri). Tutto ok, vistose righe bianche sono state di recente aggiunte ai bollini rossi. La ricerca del sentiero non � pi� cos� difficoltosa.
Messaggio
28-11-2016 21:16
loredana.bergagna loredana.bergagna
Poca soddisfazione ieri sui cocuzzoli del Carso triestino, le montagne furlane sono altra roba specialmente se ruvide e con quel pochetto di disordine che stuzzica ed intriga. Oggi gran sole e temperatura buona fino a forcella Patok e così mi perdo a guardare tutto, le fonti e le salamandre che vorrebbero essere leste, le poche foglie che ancora volteggiano e cadono, i resti di qualche rinforzo, le pozze ed intanto ecco che arriva il vento, dall'alto, forte e freddo. La freccia rossa sull'albero davanti a me e i bolli rossi a destra, invece punto a sinistra perchè poco più su si intravede una costruzione, piccolo stavolo quasi bianco e su di un angolo spicca una vistosa e rassicurante scritta rossa: Jof di Scluse mentre un paio di metri oltre è ben visibile un paletto con la sua bella legnosa bandierina bianca e rossa e poi bolli e bolli ancora, non c'è sentiero ma basta seguirli a vista (faticosamente sul pendio a tratti piuttosto ripido e scivoloso per le foglie). E si sbuca alla luce, qualche metro fra le ginestre ed ecco la cima con due croci di legno e niente panorama, per quello si deve seguire la direzione del piccolo cartello con scritta “VISTA” e la sorpresa si materializza con le sembianze di un fiammamnte contenitore del libro di vetta. Da qualche settimana è stato inaugurato il “Sentiero di Gina” cha parte da forcella Patok ed arriva agli stavoli. Altro legnoso cartello “Pineit” che indica giù, guardo, è proprio giù dritto fra l'erba alta, gialla e bagnata ma calpestata e quindi seguire la traccia non è difficile, nei pressi di Pineit, al paletto, si gita a sinistra, prossima meta Ruanis. Scendendo a strette svolte e accarezzata dai rami dello stretto sentiero c'è il bivio, un'occhiata agli stretti abbracci dei pini su quel sentiero mi fanno rinunciare senza rimpianto a Tze e zig zag zig zag appare la soleggiata piana di Raunis, la chiesa, la fontana. Larga mulattiera fino a case Topic, lavori sulla pista ciclabile
Messaggio
19-01-2016 21:19
askatasuna askatasuna
Se la neve pare oramai l’immaginaria protagonista dei racconti d’un tempo, centellinati dalle nonne davanti al crepitio del fuoco, almeno messer freddo s’è degnato d’arrivare. Così la salita, vuoi per scaldarsi, vuoi per rifuggire l’eco delle auto, si fa lesta. Mi fermo solo davanti ad una cascata. La senti che sgocciola presso una curva, sulla destra. Durante la notte ha creato effimere stalattiti di ghiaccio. Preda del sole, il mattino le ha imbiancate. Una ad una han perso forza e trasparenza. Una ad una cadono giù, davanti a me, schizzando frammenti di sé a qualche metro di distanza. Mi godo questa sorpresa, provando a decifrare i suoni precedenti al tuffo, ma quasi sempre mi sorprendono. Poi mi avvicino. La pozza su cui si sfogano pare la base d’una candela consumata. Rivoli di cera immobili. Sotto cui pulsa la vita. Piano piano le gocce si fan strada. Sono grandi, scure e paiono dei girini. Non scivolano prendendo forza nella corsa, ma rallentano, tentennano sulla direzione da prendere, cercando i pochi varchi tra il ghiaccio. Giunto alla forcella trovo una freccia rossa sul fusto d’un albero. E’ la via per lo Jôf. Segnata metro per metro che, se seguita, porta in vetta senza passare accanto allo stavolo azzurro. In compenso s’incontrano due betulle. Paiono due cigni innamorati, con quei colli lunghi e sinuosi che s’intrecciano. Senza toccarsi. Come se ognuna avesse percepito l’altra e l’indecisione d’entrambe ne abbia condizionato il corteggiamento. In vetta il cielo è di quelli che ti fan pentire di non essere sul tetto più alto che puoi scorgere. Poi quel faiâr. Un nano. Dal corpo tozzo fino all’eccesso, s’è sfogato allargando le braccia in ogni direzione. Insolito il panorama, con il Montusel aguzzo più che mai. Guardato a vista dal Cozzarel, dall’aspetto ben più minaccioso. Vista la ripidezza della discesa (almeno di quella segnalata dalle fettucce) e soprattutto della possibilità d’allungar l’anello salendo il Plananizza, consiglio di percorrere l’itinerario al contrario. Per gli amanti dei noccioli suggerisco di deviare brevemente fino ai ruderi degli stavoli Tzè. Non troverete mosconi minacciosi ad aspettarvi, ma una bella visuale sulle scoscese pareti evitate nella discesa. Al ritorno un albero sul troi, divorato da tempo, rimane ancora, incredibilmente in piedi. Slanciato e verticale, ha la base del fusto più sottile del suo sviluppo! Dagli stavoli ammiro lo Jama, spaparanzato guardiano della val Raccolana. Un giretto carino in questa stagione enigmatica, che ha l’unica pecca d’esser troppo breve.(17.01.2016)
Messaggio
30-03-2014 17:49
andreajordan andreajordan
Fatto oggi, solo fino agli stavoli Patok. Paesaggio incantevole in una splendida giornata. Il torrente e la sua forra sono splendidi. Nel primo tratto tanti tanti nidi di processionaria che rendono il paesaggio un po' spettrale, e inquietante con questi pini completamente spogli con solo il nido in cima! Natura terribile e sublime! p.s. Nella Piazza di casa Zanier bisogna andare un po' verso valle per trovare la strada e la vecchia casa con il cartello CAI sull'angolo. Comunque gente del posto molto disponibile e cordiale.
Messaggio
17-03-2014 22:51
luca.deronch luca.deronch
salito ieri 16 marzo da Chiusaforte per il sentiero che da Sant'Antoni porta a la Forcje, passando per Zeresarie e Patok. Deviazione per la vecchia traccia in quota fino agli stavoli Pineit. Dalla Forcje impossibile individuare la prosecuzione del sentiero 426 che scende a Costamolino, per i numerosi alberi caduti e presenza ancora consistente di neve. La salita in cima ancora con neve. Ringrazio per le tracce di chi ci ha preceduto un paio di giorni fa ( firma sul foglio di vetta) altrimenti in cima non ci saremmo arrivati. La neve rende faticoso questo ultimo tratto di 150 mt e i segnavia sono molto difficili da individuare. Una volta in cima però il panorama ripaga ampiamente anche se disturbato dalla foschia. Bella vista sul Montasio e sul Sart da una parte e sul Cozzarel/Montusel, Plananizza e Belepeit dall'altra. Le firme in cima sono scarsissime, strano perchè lo Jouf merita. Vista la normale difficoltà di discesa lungo il versante meridionale, per la presenza della neve abbiamo preferito scendere per il sentiero di salita.
Messaggio
12-01-2014 17:50
michele michele
percorso oggi in senso inverso. Fino algi stavoli Pineit non vi sono problemi di orientamento, mentre dopo fino alla cima la salita è decisamente ripida, senza traccia e non di facilissima individuazione (utile per sicurezza la traccia gps), mentre la discesa verso forcella Patok è più intuitiva e vi è qualche stinto bollo rosso. Il "libro" di vetta segnava solo una visita per il 2013! Nessuna traccia di neve in tutto il percorso.
Login
Iscriviti Password dimenticata ?
Nome:
Password:
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva