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Elenco commenti

Anello della val Filza da Camporosso
N. record trovati: 5
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03-01-2018 08:36
mitchbassist mitchbassist
Percorso ieri 2 gennaio 2018 in senso inverso causa mancato bivio iniziale. Consigliato anche in questo senso di marcia. Al primo cartello giallo che indica Agriturismo Gacceman a destra, si deve prendere la strada di sinistra. Per il resto neve abbondante (circa 30cm alla partenza, 1 metro nella parte alta), e parcheggio presso il divieto attualmente non accessibile causa troppa neve; consiglio di parcheggiare all' imbocco della strada sterrata (che non è più sterrata, è stata asfaltata).
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22-02-2016 22:15
loredana.bergagna loredana.bergagna
Rifatto oggi ed ancora in senso antiorario mancando la deviazione a sinistra. Traccia faticosetta e percorribile fino a Gacceman e così magari uno dice che così la fatica di salire si esaurisce lì, oggi la fatica non si è esaurita subito ma è ben continuata anche in tutti quei sali-scendi del ritorno resi faticosi dalla neve alta e con una, dicasi una sola traccia di passaggio ciaspolare verso la sella di Vuom e poi lungo la pista di rientro.Incrociati due forestali che con gli zaini carichi di foraggio andavano a rimpinguare la vuota mangiatoia incontrata
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19-12-2015 18:27
iuppiter74 iuppiter74
Fatta oggi, interessante, peccato che non c'era neve. Le casere e l'agriturismo erano chiusi ma c'è stato abbastanza sole per sgranocchiare sul prato. Alcuni tratti del sentiero nel bosco sono interrotti da alberi caduti ma si passa tranquillamente.
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31-12-2014 13:05
loredana.bergagna loredana.bergagna
Val Filza con i fiocchi, fiocchi asciutti dal cielo grigio lattiginoso, fiocchi allegri negli occhi e fiocchi danzanti nel cuore al fortuito/fortunato incontro,…e dopo esserci sfiorati in incognito due volte alla terza è stato scontro, scontro allietato da una fetta di torta , residuo di compleanno, un piacere nel piacere di conoscere il camminatore Askatasuna. L’escursione è tutta raccontata nel commento precedente, ed è tutto vero, ieri era proprio così e vien da dire..ritenta….magari sarai altrettanto fortunato.
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31-12-2014 10:04
askatasuna askatasuna
Chi ha detto che il grigior porta tristezza? All’arrivo a Camporosso tutto è bigio, sfondo perfetto per esaltare l’immersione silenziosa nel candore. Le ciaspe sonnecchiano in auto, il manto non sembra molto spesso e quindi perché galleggiare se si può sprofondare ad ogni passo? La neve è leggera e farinosa, avanzar di metro in metro fuori dalla pista battuta è una lavina di sorrisi. La sensazione è quella d’inceder calzando delle enormi pantofole di peluche. Mi concentro sui suoni, della neve che sposto con le zampe, di quella più dura o ancora del sottile strato ghiacciato che a volte essa cela. Il freddo non lo sento, i sensi sono troppo presi da ciò che vedo. Dall’inizio alla fine questa passeggiata è un loop emotivo, potrebbe non finire mai. Impossibile abituarsi alle forme, ai disegni bicolori dei rami, alla sorpresa di veder intrufolato qualche faggio, alle cascate di panna montata che s’aggrappano agli aghi. E intanto frrscch frrscch, proseguo il mio solco. Qualche rivolo d’argento s’interseca alla carrareccia, impreziosendola. Cosa si potrebbe chieder di più ? Che inizino a danzar i fiocchi! E così sarà in barba alle previsioni, per tutta la giornata. In direzione del monte Mirnig qualche provvidenziale schianto induce a deviar nel bosco regalando altre sprofondità. Il troi si restringe e compaiono dei pini con i rami privi della corteccia esterna. Il tronco rimane scuro ma quelle braccia rossastre che ne escono creano un’amalgama cromatica meravigliosa col fardello bianco che portano indosso. Una piccola e meringosa radura anticipa un tratto più aperto con alberi ad alto fusto e spelacchiati. Mi sembra d’esser catapultato fuori dalla torta in cui ero immerso. Una curva e dal cilindro del destino esce una sorpresa fattasi donzelle. Questa volta riconosco Loredana e la sua compagna che stan percorrendo l’anello al contrario.. A Gacceman il sole si traveste da luna, nascosto da una spessa carta velina si fa ammirare senza ferire. Scendo verso un rio Filza disseminato di massi perfettamente glassati. Uno ad uno. Le casere son immerse nel bianco. Una cuccia ricoperta di neve è posta sotto un albero sbilenco. Il termometro segna meno sette…dev’esser rotto, penso ingenuamente. Il silenzio è sciolto solo dall’adagiarsi dei fiocchi addosso. Il ritorno segue il dolce copione dell’andata tra scie d’orme ungulate. La discesa è scomoda per la sua ripidezza e la neve battuta, si surfeggia a meraviglia! Il manto si fa più sottile e tagliar per il bosco cercando spessore è vano. Con una paresi facciale e un sorriso che non accenna a spegnersi raggiungo l’auto in attesa di condividere un caldo ristoro con le protagoniste dell’ennesimo divertirsi di messer destino, che fra una chiacchiera e l’altra nasconde ulteriori coincidenze. Riparto verso casa dopo aver stipato tutte le emozioni e i regali della giornata in un bagagliaio stracolmo.(30.12.2014)
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