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Anello di casera Tuglia da Forni Avoltri
N. record trovati: 5
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23-05-2020 07:57
michele michele
Percorso ieri salendo anche sul monte Tuglia.
Il sentiero 229 sino alla Casera Mezzodì bassa è, soprattutto nella prima parte, ostruito da schianti talvolta scomodi da superare.
Il sentiero 227 in discesa è invece percorribile senza problemi.
In entrambi i casi si tratta di sentieri non elementari ed evidentemente poco frequentati che richiedono un minimo di attenzione.
La salita al Monte Tuglia -EEA- è stata agevolata da corde d'acciaio (sentiero attrezzato "Ceconi Carlo") soprattutto nell'ultima crestina che porta alla cima principale.
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07-08-2014 15:10
giuseppe giuseppe
04.08.2014
da Cra. Tuglia si sconsiglia vivamente di rientrare a Forni Avoltri scendendo lungo il sentiero Cai 227 ; in più punti risulta nascosto dall'erba alta e da molte ramaglie di sramatura lasciate sul posto.In condizioni di bagnato lungo la rapida discesa si rischia facilmente di scivolare sulle foglie secche che coprono il tragitto. In particolare lungo la cengia che attraversa obliquamente la parete a strabiombo il pericolo di cadute diventa incombente in quanto il terreno a disposizione è minimo e non consente un appoggio sicuro del piede. Proseguendo poi , si attraversano punti nei quali sono in corso notevoli lavori di disboscamento : questi hanno prodotto la caduta a terra di numerose piante che hanno nascosto completamente con il tronco e i rami il sentiero. Bisogna destreggiarsi nel superamento di tutti questi ostacoli.Abbiamo notato come tre piante riportanti i segnali bianco/rossi del segnavia Cai si trovino ,tagliate, a terra senza che siano stati ripristinati con paletti od altro i segnali stessi !In questo modo la direzione di discesa è davvero difficoltosa da trovare. Sconsigliamo la percorrenza di questo sentiero dove la manutenzione è scarsa o mancante completamente.
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07-01-2014 14:22
heidi.bruna heidi.bruna
Splendida salita da Forni Avoltri con le ciaspole nel giorno della Befana seguendo interamente il percorso della carrareccia innevata!
Battuto la pista dalla casera Col Mezzodì Bassa in poi, con un pino caduto di traverso poco dopo il pianoro del Col Mezzodì.
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07-03-2008 00:00
bergarden83@yahoo.it bergarden83@yahoo.it
ci sono stato l'ultima estate. la gestione della casera Tuglia sono stati molto gentili: ho potuto pagare il piccolo pranzo da me richiesto, in differita tramite l'azenda di soggiorno. e il prezzo è ragionevole. noto con piacere che il sentiero cai 227 è stato prolungato verso il centro di biathlon..nella carta Tabacco in mio possesso, questo tratto non è stato ancora segnato. così, per scendere da una parte diversa e per spirito d'avventura, avevo proseguito per il 227 verso Rigolato, in direzione dei piani di Vas.
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19-12-2007 00:00
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
La leggenda di Tuglia. Si narra che nel Medioevo i Sappadini litigassero aspramente con le genti del vicino Comelico per la definizione dei confini. I vecchi saggi di Sappada, allora, decisero di eleggere un proprio sovrano che forte della propria autorità mettesse fine a queste dure lotte una volta per tutte. Rimasero a contendersi il titolo due forti giovani del paese: Geu della borgata di Puiche e Linc di quella di Cima. Come si usava allora, il capo sovrano sarebbe stato colui che avrebbe catturato il maggior numero di pernici in un giorno dedicato alla caccia con l’arco nei monti circostanti. Entrambi gli sfidanti, però, si contendevano anche il cuore di Tuglia una bellissima fanciulla della borgata di Cretta.
La mattina della sfida Linc si fece accompagnare da Tuglia presso i prati sommitali dove si sarebbe svolta la caccia pregandola di rimanere ad aspettarlo tenendo in custodia i loro cavalli. Geu e Linc percorsero a lungo i versanti nord dei monti che racchiudono la conca sappadina, ma ben presto Linc dimostrò di essere il più bravo e preciso nel tiro con l’arco tanto che grazie alla mira infallibile catturò in poco tempo molte più prede dello sfidante. Geu, allora, preso dalla rabbia e dalla gelosia attese che Linc prendesse la mira per scaraventarlo giù per un profondissimo burrone. Linc precipitò rovinosamente, ma la sua caduta venne provvidenzialmente attutita da alcuni pini mughi che lo salvarono anche se a seguito della caduta svenne. Geu, invece, convinto di essersi sbarazzato del contendente, tornò da Tuglia e le disse che Linc aveva perso la sfida, ma per la vergogna di doverlo ammettere, era scappato via tra i monti chissà dove. Tuglia si disperò per le parole di Geu, ma non dubitò di quanto le era stato raccontato. Nel frattempo si stava per scatenare un violento temporale che costrinse i due giovani a ripararsi in una baita sotto un monte. La violenza del temporale sembrava così forte quasi che gli elementi naturali volessero punire Geu per quanto aveva fatto. Un fulmine colpì la cresta del monte scatenando una rovinosa frana che si abbatté sulla baita uccidendo la povera Tuglia e ferendo gravemente Geu. Costui tentò di raggiungere il paese per essere soccorso, ma stremato non ce la fece e morì. I cavalli spaventati dal temporale fuggirono e precipitarono nei burroni del monte Siera. Linc, nel frattempo, si riprese dalla sua rovinosa caduta grazie alla pioggia che lo svegliò, ma purtroppo cercando la via del ritorno incontrò prima i cavalli morti e poi il corpo senza vita di Tuglia tra le rovine della baita distrutta dalla frana.
Disperato fuggì davvero tra i monti. I sappadini cercarono a lungo i tre giovani, trovarono i corpi senza vita di Geu e Tuglia ma di Linc non seppero più nulla.
Parecchi anni dopo alcuni pastori carnici incontrarono su quei monti Linc che portava al pascolo un misero gregge: era distrutto dal dolore e dal rimorso perché pensava che Tuglia fosse morta a causa sua nel tentativo di aspettarlo nonostante il maltempo. “Che cretis a son le so cjadenis”, dissero e da quel giorno il monte dove lo incontrarono si chiamò Pic Chiadenis. Dove la scarica di sassi uccise la ragazza venne detto il Malpasso e la montagna da cui si staccò la frana venne chiamato Monte Tuglia. Il passo che Geu raggiunse prima di essere trovato dai compaesani si chiama appunto passo Geu e, ancora, la forcella dove fu trovato l’arco di Linc oggi è conosciuto come il Passo dell’Arco.
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