il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 122 ospiti - 0 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
CommunitySentieriNatura
Commenti  ->  Visualizza tutti i commenti

Elenco commenti

Traversata da Oncedis a Seletz
N. record trovati: 4
Messaggio
24-03-2019 19:42
giuseppe.venica giuseppe.venica
Escursione effettuata il 23/03/2019. Il primo tratto fino a Forchia Amula (parzialmente in comune con “Anello di Bedovet da Alesso”) è un percorso senza particolari difficoltà. Dalla forcella si scende lungo il SV CAI N° 840, inizialmente su sentiero, ma ben presto si sfocia sulla pista forestale; seguendo le indicazioni si possono tagliare un paio di tornanti, ma poi, fino a malga Cuvii, non c’è traccia del vecchio sentiero. Prima di arrivare alla malga, in prossimità della confluenza di due torrenti, si abbandona la pista, prendendo la deviazione a dx per forchia Sclusons: è questo il tratto più suggestivo dell’escursione. Su traccia meno marcata, risalendo tratti direttamente sul greto di piccoli corsi d’acqua, con alcuni attraversamenti, dopo la cascatella, salendo per ripide zolle erbose, si giunge alla forchia Sclusons immersa nella faggeta. Non avendo a disposizione un mezzo a Seletz, dalla forchia Sclusons ho fatto a ritroso lo stesso itinerario della salita. In totale sette ore comprese alcune brevi soste e deviazione a malga Cuvii. A parte il tratto centrale su pista forestale, con estenuanti saliscendi dopo malga Amula, per il resto è un’escursione che merita fatta. Non vi sono schianti su tutto il percorso. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
Messaggio
31-03-2017 09:48
claudio.65 claudio.65
Visitata mercoledì scorso la Malga Cuvii, della quale allego una piccola scheda ed alcune fotografie illustrative:
L'edificio di proprietà della frazione di Avasinis, sorge in un'ampia radura sul versante settentrionale della Cima dei Laris a poca distanza dal Rio da Pinet ed è stata ristrutturata dagli Alpini della Julia. Risulta sempre aperta e spartanamente arredata con un rustico caminetto, stufa in pietra, fornello a gas senza bombola, tavolo e panca. Una scala in legno porta al piano superiore, dove ci sono una rete con una gommapiuma malconcia, due brande metalliche appoggiate al muro ed una sedia. Sia al pianterreno che al primo piano troviamo una stanza chiusa alla fruizione escursionistica. Sotto il porticato due tavoli con panche invitano alla sosta e la costruzione in legno attigua all'edificio viene adibita a deposito materiali e legnaia, mentre sul lato opposto vi è un focolare in pietra ad uso grigliate. Nei pressi del torrente un'ingegnosa doccia ed una sorgente raggiungibile tramite un ponticello, oltre ad un tavolo con panca posto al limite estremo dell'ex zona pascoliva, completano la dotazione esterna della malga.
Messaggio
17-03-2014 20:24
askatasuna askatasuna
Partiamo in tre. Indecisi e reduci da festeggiamenti carnici. Alla fine “i amiis di mont” mi trascinano dietro casa loro: meta malga Cuvii e ritorno per stavoli Pra Steppa ove lasciamo una seconda auto. A Oncedis due ragazze taglian legna con l'accetta e ritmano la nostra partenza. L'ambiente in cui ci immergiamo mi stranisce. Dopo aver percorso la rotabile che porta in Forchia di Cuar gli occhi brillano di luce propria, ammansiti dai verdi, dalle rocce muschiose e da un sottobosco brulicante di colori. A poca distanza la salita del troi 840 stravolge le sensazioni: riccioli di erba gialla e secca mangiano ogni colore combattuti solo dalle vivaci e imperterrite Eriche. Pietre affioranti, alberi scheletriti e nudi pezzi di ghiaia catapultano l’animo in un film di Sergio Leone. Le processionarie danno un aspetto sinistro ai pini superstiti e l’erosione trascina via le carezzevoli visioni della mattina. La poligala regna sovrana ma non è ancora fiorita e nulla possono le sue scure foglie contro il grigio e l’ocra. Poi il paesaggio cambia ancora, in una curva un enorme albero morto addobbato da grandi funghi striati ha trovato la sua immortalità in una scultura simbiotica. Numerose le fioriture di Fior di stecco che mi sbalzano in un’altra dimensione olfattivo-ormonale che fa girar testa e cuore. A Malga Amula qualche pensiero sul suo abbandono caseario e sulle piste create in sua funzione. Poi i riflessi del Leâl e l’oasi di Cuvii con il rifugio aperto ed invitante che ha richiamato altri escursionisti. Il lungo ritorno per carrareccia non entusiasma ma le articolazioni del “trio ortopedia” ringraziano. Dentarie, petasiti e le euforbie delle faggete tiran su il morale riportandoci a casa. Itinerario dalla bellezza smorzata dai chilometri di pista forestale e da diversi tratti di bosco rasi al suolo, ben puliti ma con ampi spazi che facilitano i danni del vento sugli altri pini decani non più protetti dall’abbraccio dei fratelli. Tali esboschi appaiono come sentenze per i superstiti più che un oculato sfruttamento boschivo. Al secondo parcheggio le accette cantano ancora mentre noi ci disperdiam silenti. 16.03.2014
Messaggio
26-08-2006 00:00
Stefano Anzil Stefano Anzil
Strada o carrareccia: Malga Amula. Da malga Amula a malga Cuvii. Vorrei segnalarvi che da Amula a Cuvii è stata recentemente aperta una pista forestale che ha completamente cancellato il vecchio sentiero. La pista si collega alla vechia pista che scendeva da Malga Cuar a Cuvi. La segnaletica dei sentieri è stata tutta ripristinata e le indicazioni anche con cartelli e piante turistiche sono ben strutturati.. Vivissimi complimenti per il sito.. anzil@libero.it
Login
Iscriviti Password dimenticata ?
Nome:
Password:
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva