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Plotta (Casera)
N. record trovati: 2
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10-02-2015 21:29
askatasuna askatasuna
Come Pollicino mi convinco a seguir le briciole del bianco per ritrovar una strada ove affondar le zampe. Decido per casera Pramosio Immagino già la foresta divorata dal bianco. Ma è una fantasia, da sotto pare solo esser stata sfiorata, giusto per rispetto. Gli occhi s’infrangono in sfumature che non s’aspettavano, allora via! Cambio in corsa, punto al Marinelli. Da sotto, quel catino pare proprio il lavandino intasato di bianco che cercavo. La pista è battuta. Le ciaspe restano in spalla. Il manto però è sufficiente a quietar i sensi. Il bosco intorno inizia a farsi bello come la giornata. Il Gamspitz riluccica e fa rimbalzar le nuvole sopra il suo corno, regalando un’impalpabile tunica per celar la madre. Ai lati del una successione di stalattiti colano sulla pista e si trasformano in un organo glaciale che suona note di luce. Giunto all’ultimo tratto di salita prima di casera val di Collina, i piedi affondano di gusto. A è ore di cjaspolà! Tento d’uscire spesso dalla pista ma le nevi cadute si son mal amalgamate, baruffando tra loro per incompatibilità caratteriale. L’ultima, dolce, attende solo di poter avvolger ogni cosa. Sotto, però si nasconde la sorella. Dispettosa e scorbutica, fa apposta la dura, per dar l’impressione di sostenerti, poi, dopo un attimo, blanf! Cede di soppiatto e s’apre come voragine facendo precipitar pure le ciaspe. Au revoir amichevoli sprofondii! Rugno. Poi mi fermo ad osservar l’altra casera dirimpettaia, trasportata da quel mare bianco, fermatosi appena in tempo per adagiarla lì dov’è. Sopra di lei tutto il resto: la perfetta piramide del Terzo, la dorsale del Crasulina e quella schiena che tende al Coglians. Le tracce s’esauriscono a malga Plotta in contemporanea alle pile solari. Sopra si popola di nubi. La luce si fa strana. Il cielo scivola verso valle diventando un tutt’uno, ingoiando i prati. Assume un colore biancastro, spesso, spento. Il manto smette di sfavillare ricalcandone camaleonticamente le tonalità. La strada si confonde con ciò che la circonda. M’emoziona la dissolvenza di questi bianchi, d’aria e terra, quest’inaspettato abbraccio che divora ogni profilo, questo scippo di dimensioni e profondità. In casera la sosta è proporzionale agli aghi che mi punzecchiano il naso. Provo a seguir la via per il Marinelli ma è come se calzassi gli scarponi da sci. Casera Pramosio incantata mi osserva perplessa. Mi godo i profili dei suoi guardiani e scomodamente scendo a valle. Questa volta scelgo il troi per tagliare i tornanti. Sotto la poca neve c’è di tutto e le pedule mordono. La piccola cava nel frattempo s’è animata, con il cielo che a tratti s’apre di nuovo.(03.02.2015)
Messaggio
22-12-2014 10:27
manuel.greco manuel.greco
Percorso effettuato il 21-12-2014
Il percorso, partendo dal Passo Monte Croce Carnico è in graduale salita sempre su un'ampia carrareccia, a partire da una vecchia cava abbandonata. Oltre al primo bivio, dove occorre mantenersi sulla sinistra, per il resto si scelgono sempre le svolte a destra: il setiero cai è il 148 ma la segnaletica è rada. La Malga offre un ricovero invernale aperto con una stufa a legna: per riscaldarsi si consiglia di portare seco il materiale per accendere un bel fuocherello!
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