il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 54 ospiti - 0 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
CommunitySentieriNatura
Commenti  ->  Visualizza tutti i commenti

Elenco commenti

Sulla dorsale Torondon-Novarza da Lateis
N. record trovati: 6
Messaggio
19-10-2016 06:51
michele michele
Percorso domenica scorsa. La rotabile è un poco rovinata nella parte finale e va percorsa con cautela anche per gli scoli dell'acqua. Elementare sino al Torondon, la discesa alla forcella richiede una qualche attenzione per i tratti ripidi e la traccia evanescente. Come scritto nella relazione conviene cercare di seguire sempre il filo di cresta. Dalla cima del Novarza siamo scesi a intuito per il costone sud. Talvolta ripido e senza traccia ma senza particolari difficoltà per chi ha un minimo di esperienza.
Messaggio
16-11-2015 11:31
cheidoi cheidoi
15-11-2015. Splendida giornata per questa escursione che con un'ottima visibiltà permette di spaziare a 360° su un panorama unico, inoltre è uno dei pochi luoghi che permette di ammirare dall'alto lungo il percorso, un così alto numero di malghe sparse nel territorio circostante. Per la discesa, dopo la cima del Novarza, optato per il crestone che scende a sud e che dopo alcuni ripidi pendii erbosi permette di raggiungere la sottostante rotabile delle malghe. Questa variante ci ha permesso di avvistare tre magnifici caprioli.
Messaggio
28-09-2015 10:03
sandra.sentierinatura sandra.sentierinatura
26/09/2015, ripercorsa la bella escursione sulle creste sopra Lateis. La monotonia iniziale della percorrenza su pista è superata e dimenticata dalla bellezza del percorso sulla lunga dorsale, un saliscendi su prati con splendide visuali. I colori dei prati ormai quasi secchi e imbionditi ci mostrano l'inizio dell'autunno. Al ritorno, alcuni pastori sulla strada per Lateis riportano a valle mucche e pecore.
Messaggio
06-10-2014 12:47
cabicabas cabicabas
Fatto sabato scorso per verificare come l'app della Tabacco e i file GPX di SN funzionino su itinerari privi di segnalazioni come questo.
Tutto bene, bene la precisione del file, l'accuratezza dell'app, la facilita di utilizzo, proprio uno strumento "in più" molto valido .... cartina cartacea e bussola rimangono d'obbligo secondo me, lì la batteria non si esaurisce mai.
L'esursione è stata bella, lunga, abbastanza facile ((tranne qualche pezzo in discesa ripido e senza traccia. Peccato per la giornata che era così così, un po di foschia veso Sauris e un po' di nubi verso il sappadino hanno tolto un po' di magia ai panorami che comunque rimanevano affascinanti.
Per me che adoro le escursioni "erbose" l'ho trovata molto bella.
Qualche consiglio .... per la discesa conviene scendere lungo la via del crinale e non verso la casera (il terreno è troppo mal ridotto), e poi visto che il percorso è poco frequentato attenzione alle erbe alte .... io ho avuto un incontro "viperesco", e ancora per chi avesse velleità fotografiche e intenzione di fare questo itinerario consiglio di aspettare una decina di giorni in modo che faggi e larici completino il viraggio dei fogliami.
Visto la numerosa presenza di malghe e casere è un itinerario che andrebbe valorizzato meglio ..... ah si scusate mi dimenticavo che stiamo parlando di monti del Friuli dove la valorizzazzione è un'autentica utopia.
Messaggio
18-09-2014 23:43
marco.raibl marco.raibl
Al contrario,come si confà all'anno 2014.Quindi prima a casera Losa,per salire per tracce che sembrano sentieri,ma sono piccoli franamenti,tranelli per le grosse zampe delle paciose mucche.Cedono i nostri piedi,in quelle umide,fangose fratture aperte sui pascoli meridionali.Figurarsi quelle gambone bovine quanto sprofondano.E quanta fatica sopportano,per innalzare quei corpaccioni,a volte gravidi,verso erbe fresche,ancora non rasate dalle loro lingue raspose.Nuvole basse avvolgono il paesaggio.La casera scompare,riappare,si manifesta attraverso i campanacci che risuonano attraverso la coltre lattiginosa.A noi sta il comprendere a che punto della dorsale ci troviamo.E sbagliamo.Dieci metri di visibilità alla volta,piombiamo in basso,troppo in basso.Un minuto,meno,e la volta del cielo si apre,mostrandoci beffarda l'errore.Ora è tutto chiaro,da qui in poi non sbaglieremo più.Su e giù,tra nubi e squarci verso sud,percorriamo quello che ci sembra un viaggio tra le brughiere scozzesi e le caldere vulcaniche indonesiane.Nei cespugli il cicaleccio dei forcelli.La fitta coltre che sale e nasconde la val Pesarina si infrange sulla cresta e pare il vapore di un vulcano in attività.Poi ridiscende,lasciandoci vedere le casere Ielma e siamo ancora in alto,sul Torondon,quindi a due metri dalle nuvole o dentro di esse.Oggi abbiamo vissuto in un paio di continenti,attraversato climi opposti,addirittura coccolato un piccolo tritone disperso sui verdi sopra Novarzutta.Sul palmo della mano,si lamentava,con un soffio muto,della mia voglia di osservarlo.A casera Pieltinis l'incontro con i malgari si protrae per un paio di ore.Ci spiegano quanto le mucche hanno sofferto la brutta stagione,quanto hanno temuto il terreno così cedevole,al punto da produrre meno latte.E di come loro,i custodi di questo antico patrimonio di civiltà,hanno tenuto chiuso ai ,loro animali,i pascoli migliori,per preservarli.Al ritorno all'auto,nella nebbia,sagome bovine,sdraiate,sembravano sfingi.Cosa chiedere di più a una orribile,anomala giornata di questo pazzo anno della nostra vita?
Messaggio
17-10-2013 22:26
askatasuna askatasuna
Partenza con fendinebbia. Fino a Tumieç il bianco inghiotte ogni cosa. Poi il cielo. Il lungo avvicinamento sfianca e da Lateis la strada continua ancora serpentosamente. Per scaldarmi giungo velocemente a casera Pieltinis. La malga è chiusa ma il locale di lavorazione casearia è aperto: annuso, osservo, immagino. Poi salgo al piano superiore. In una stanza una gabbia vuota è rivolta verso una finestrella. Chi mai avrebbe coraggio di riempirla proprio in questi luoghi? Ferisce solo al vederla. Sento dei rumori. Nella stanza accanto un uccellino impaurito sbatte tra due vetri, sì è intrappolato e non riesce ad uscire. Lo prendo dolcemente, mi scappa, ci riprovo. E’ fatta! Mi saluta con un cinguettio e ritorna a solcare il vento. La giornata potrebbe fermarsi qui. Osservo le due stanze comunicanti, la coincidenza sfiora il simbolismo. Verso la forcella la buere la fa da padrona. L’aspettavo. Come da previsioni da nord soffia un aiaron di quelli che deviano il passo, che segnano le labbra, che trascinano via tormenti e pensieri. Sorrido e penso alla lunga cresta. La dorsale rocciosa della val Pesarina è completamente avviluppata dalle fiamme dell'autunno. Il Peralba è tutto uno scintillio, ogni cima è a portata d'occhio. Il saliscendi è un continuo fermarsi e vagar di sguardi. Dopo il Novarza l'ungulatesco ravanare aumenta. Ingordo continuo verso il Losa, più vicino di quello che sembra. Una salitella che regala qualche roccia, della neve e le raffiche più forti della giornata. Ma che spettacolo! Per le casere la discesa è a piacere. Malga Losa è aperta e merita una visita fosse solo per leggere un libro dei reclami che mette a dura prova addominali e muscoli facciali. Sul tavolo delle chiavi che dovrebbero aprire porte con serrature restìe. Vedendole già abbastanza storte le rimetto sul tavolo e riparto. Raccolgo qualche fiore secco altri piumosi e mi godo il vociar del vento e la solitudine. Itinerario appagante nonostante i lunghi tratti di stradal-carrarecciosi. Raccomandati i periodi in bassa stagione e possibilmente non festivi dato che motori e rumori vari inficerebbero la gioia di camminar tra prati e cielo. (16.10.2013)
Login
Iscriviti Password dimenticata ?
Nome:
Password:
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva