il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 182 ospiti - 2 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
CommunitySentieriNatura
Commenti  ->  Visualizza tutti i commenti

Elenco commenti

Anello di Ciurciule da Malborghetto
N. record trovati: 11
Messaggio
01-06-2019 16:45
myshkin57 myshkin57
Raggiunta oggi 01/06 Capanna Forestale Ciurciule dalla Val Rauna, via Sella Collarice. Un trionfo di verdi, di acque e di cinguettii. Giornata calda ma piacevolmente ventilata. Già alla Sella Collarice si trovano cartelli che segnalano l'inagibilità anche per i pedoni della strada militare che porta dalla conca di Ciurciule a Malborghetto, causa aggravamento della frana. Al bivio nella conca di Ciurciule (Cappelletta del boscaiolo) manca qualsiasi cartello ed indicazione per il proseguio della strada che va verso Capanna Clinach ed oltre, mentre si trova il cartello per la Sella Caldiera.
Ritorno per la stessa strada.
Corrado
Messaggio
02-05-2018 10:07
myshkin57 myshkin57
Abbiamo provato ieri, 1/05, a raggiungere la capanna Ciurciule da Malborghetto, ma il sentiero non è percorribile. Già alla partenza viene annunciato come chiuso anche ai pedoni, presumibilmente per il peggioramento del tratto franato che fino a 2 anni fa era superabile solo con grande prudenza. Inoltre poco dopo il bivio che lascia a destra la carrareccia verso lo Stabet, un cartello dei carabinieri invita a non proseguire per non disturbare una zona di videotrappole per grandi animali (vedi foto). Abbiamo così ripiegato per la continuazione sulla lunga carrareccia fino alla cima dello Stabet. Tutta la strada è percorribile nonostante un paio di tratti siano minacciati da altre frane, ma attenzione: la cima non è disboscata come disegnato sulla nuova adizione della cartina 19 Tabacco, e quindi non offre vista panoramica.
Corrado
Messaggio
12-12-2016 23:39
cnmarcy cnmarcy
Percorso in data 11 dicembre 2016 partendo da Santa Caterina. In salita intorno a quota 1100 sentiero franato nell'attraversamento di un canalino, per sicurezza si può passare leggermente sotto senza problemi. Il tratto attrezzato (circa 50 metri di scale e corde) in corrispondenza dell'alpe piccola è in buone condizioni. Io non l'avevo, ma a parer mio è qui fortemente consigliato un kit di autoassicurazione per serenità personale. Il tratto seguente in costa fino a malga Cucco presenta alcuni attraversamenti di canalini che richiedono passo sicuro.
Messaggio
09-05-2015 20:10
askatasuna askatasuna
Dato per defunto il troi originale parto da Santa Caterina. Il sentiero tira ed io con lui. Prima a prevalenza di pini, tutt’un tratto si veste di faggi, mutando carattere, luci e colori. Presto appaion le erosioni poi alle ghiaie s’aggrappano le eriche. Megafoni cromatici, attirano centinaia di farfalline che mi svolazzano intorno, rendendo leggero il passo. Allo sfiorar dell’Alpe Piccola si nota una traccia verso destra. Prendetela per abbandonarla pochi passi dopo, virando ancora a destra. Destreggiandosi tra i mughi si giunge ad uno splendido belvedere sulla dorsale della val Dogna. Poi è la volta del canalino friabile. Il punto più “critico” dell’itinerario. Le scalette paion gettate lì dalle intemperie ma tengon bene così come gli indispensabili cavi. Poi ancora un tratto divorato dalle ghiaie, privo di ausili, che necessita di passo sicuro. Rientrando nel bosco scatta la bagarre: un camoscio fugge a valle, più avanti un altro soffia con tutta l’aria che ha nel petto. Giunto alla radura, tra me e la stalla prende vita la sfilata di tre giovani ungulati. I sorrisi si fan incontenibili. Ci penserà la cimotta a scemar ogni gioia. E’ un cimitero, il prato, un ossario. Un capriolo col ventre aperto si decompone attirando legioni di mosche. Un altro giace all’interno della trappola (ferrosa non quella fotografica) ormai mummificato. L’odore è insopportabile quanto la vista e fuggo da quel carnaio. A sella Clinach proseguo per la Croda dei Cacciatori. La traccia pare una trattorabile e i bolli della forestale accompagnano fino a quota 1596. La croda è avida di panorami ma seguendo il crinale si può facilmente raggiungere Cima Gail. Da qui è impossibile non farsi stregare da quel micromondo salvadi dello Scinauz, nonostante la vista spazi dal Gartnerkofel al Mangart. S’ha la sensazione d’esser sospesi nel nulla, immersi in una solitudine che nutre i respiri. Scendendo scorgo un elicottero blu fiammante, incagliato tra le eriche. Sfuggito da una piccola manina chissà dove. L’intenzione è trovar la traccia che scende direttamente a Ciurciule. I segni prendon la forma di strisce blu ma poco dopo precipita tutto in un salto. Non mi fido a tuffarmi in quel oceano di ghiaie e taglio il bosco per raccordarmi al troi. Non ci penso nemmeno a scendere per quei versanti zeppi di trappole ripide, schianti e impluvi vertiginosi. Ma galeotto fu un canalone erboso! Ellebori in fiore lo popolano e mi fregano alla grande. Zittisco la razionalità ed inizio uno slalom tra il candore. Dopo aver perso duecento metri di quota, l’amichevole culla tira fuori le zanne sotto forma di precipizio. Ormai me la gioco e inizia il solito, folle ma irresistibile fai da te. Sconsigliato vivamente! Sono tante le risalite per superare i baratri, il bosco scende verticale obbligando spesso ad aggrapparsi ai faggi. Poi finalmente vedo il rifugio. Vicinissimo. In linea d’aria. Peccato che mi trovi su di un costone striminzito che finisce anch’esso nel vuoto! Rido. Me la sono cercata ed il prezzo, in dislivello, farebbe 500. Che faccio, lascio? Come se non bastasse scorgo pure la strada a sbeffeggiarmi a poche decine di metri. Ci dividono due impluvi insuperabili senz’ali e con un bel costone in mezzo a condire il tutto. Alla fine trovo il modo di calarmi e risalire con un percorso a metà tra il sinusoidale e il salmodiante. Da Cima Gail ci metto due ore per raggiunger quella fonte in cui rinasco. Da Ciurciule all’auto fan tre ore e mezza d’infinita carrareccia. Ma dopo la deviazione in quei boschi non oso lamentarmi. In una curva la strada è stata spazzata via. Intimorisce quel vuoto tra stalattiti di ferro e cemento, ma si passa. La prima parte dell’itinerario è stata una scoperta. Spazio alla dolcezza e all’adrenalina, come alla fatica ed al rilassamento. Per questo consiglio di ripercorrere la stessa via dell’andata raggiungendo Cima Gail, senza dimenticare che i tratti successivi all’Alpe Piccola richiedono un minimo di sicurezza ed esperienza.(08.05.2015)
Messaggio
26-05-2014 14:54
stefano.santin stefano.santin
Percorso il 25/05/2014 partendo da Santa Caterina utilizzando l'ex sentiero 502a attualmente rinumerato 502 (l'originario sentiero 502 con partenza da Cucco risulta interrotto da frane in corrispondenza dei tratti attrezzati e non più percorribile). Numerosi schianti lungo la pista forestale tra malga Cucco e l'attraversamento del rio Malborghetto; l'ultimo tratto di tale pista prima del rio è stata ricostruita con lavori di consolidamento del franoso versante su cui si sviluppa; dopo il rifugio forestale di Ciurciule, scendendo lungo la pista forestale, questa è stata ricostruita in corrispondenza della frana dopo il bivio per sella Collarice, mentre presenta un tratto franato e con i muri in bilico sul vuoto più a valle, in corrispondenza dell'attraversamento del rio Collarice.
Una particolarità: sulla panoramica quota 1583 del monte Cucco è installata una trappola per la cattura degli orsi per poi poterli munire di radiocollare.
Bel percorso: vario, con qualche tratto selvaggio e poco frequentato (nonostante la bella giornata non abbiamo incontrato nessuno).
Messaggio
18-04-2010 00:00
Nicola Nicola
Sentiero CAI: 502. Da bivio sent. 502/a - malga Cucco - sella Clinach a loc. Cucco (Malborghetto).. Terreno smottato e franato in diversi punti. Manca un tratto di una decina di metri che impedisce di proseguire con buona sicurezza. Vedi anche segnalazione di Alessio del giugno 2009. Allego foto del tratto maggiormente franato.. nicola.driutti@gmail.com
Messaggio
23-06-2009 00:00
alessio alessio
Sentiero CAI: 502. da loc. Cucco (Malborghetto) a bivio sent. 502/a - malga Cucco - sella Clinach.. smottamenti di terreno in diversi tratti del percorso, attrezzature-cavi non ancorati alla roccia in alcuni tratti. vedi note. segnalatomi da escursionisti austriaci(affidabili) che riferiscono"comunque si passa in qualche modo" (dichiarazione molto opinabile), comunque nel caso fate molta attenzione e non rischiate inutilmente.. kiran.alessio@virgilio.it
Messaggio
02-03-2009 00:00
lucio lucio
Sentiero CAI: 503. Da malborghetto alla rif. forestale ciurciule. Strada franata impossibe passare se non con grossi rischi. sionilucio@libero.it
Messaggio
11-05-2008 00:00
vanni.donato vanni.donato
Il sentiero, percorso oggi, ritengo non corretto considerarlo per escursionisti anche non esperti (un cartello all'inizio segnala il ripristino del sentiero in programma), in quanto alcuni punti franati (mi riferisco soprattutto alla cengia friabile nella parte alta) risultano assai infidi e richiedono molta attenzione.
Messaggio
06-05-2004 00:00
NOT IGOR NOT IGOR
FARE MOLTA ATTENZIONE SOPRA LOCALITA' CUCCO DOPO L'ALLUVIONE DEL AGOSTO 2003 I TRATTI 4-11-12-13 (vedi foto) I SENTIERI NON CI SONO PIU' .
Messaggio
03-07-2003 00:00
Giorgio Braidotti Giorgio Braidotti
Sentiero CAI: 503. Dal Vallone di Malborghetto per la Sella della Caldera. Alla fine della rotabile chiusa al traffico dopo circa 1 Km. una frana ha cancellato l' attacco al sentiero che conduceva in sella.. giorgiobraidotti@tin.it
Login
Iscriviti Password dimenticata ?
Nome:
Password:
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva