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Elenco commenti

Anello di Festons dalla sella di Rioda
N. record trovati: 7
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22-10-2018 17:22
chicco63 chicco63
percorso il 20. ben tracciato e semplice. molto bello con panorami fantastici. tutto in battuta di sole che in questa stagione fa piacere
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02-06-2018 21:10
sandra.sentierinatura sandra.sentierinatura
Oggi, 2 giugno, percorso l’anello di Festons dalla sella di Rioda. Incontriamo alcuni escursionisti lungo il percorso, alcuni seguono la cresta. Il tempo discreto della mattina cambia alla sella Festons dove il cielo diventa grigio. Osservo la conca verdissima e silenziosa, dalle pozze acquitrinose (tritoni) col cielo scuro sullo sfondo: un paesaggio che mi ricorda uno spicchio dei più ampi paesaggi scozzesi. Ma ciò che sta sbucando dal versante della Pesarina non è un highlander-ne-resterà-uno solo ma una comitiva di otto moto tedesche che si fermano coi motori accesi a sella Festons. Fine del flash. Pioggia ci accompagna durante il ritorno e temporali rumoreggiano sui monti vicini. Tante genziane, pulsatille e soldanelle; i larici mostrano le loro gemme viola.
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12-04-2017 12:47
lupo.smemorato lupo.smemorato
In compagnia di Lorenzo e Alberto, provato l’anello ma con partenza da Sauris di Sopra. La strada forestale che sale dal paese verso Sella Festons ha una buona pendenza che permette di salire con rapidità a quest’ultima benché vi siamo 460m di dislivello da affrontare lasciando l’auto nel parcheggio presso le piste. Puntata veloce sulla vetta del M.Mörgenlait, dove purtroppo non è più presente il libro di vetta. Visita alla struttura di C.ra Festons e all’adiacente piccola sella che permette di dirigersi verso C.ra Malìns; proprio a bordo strada sulla sella abbiamo potuto riscontrare la presenza di residui di due fuochi, i cui fruitori hanno ben pensato di non far sparire neppure minimamente le tracce… Ritornati sui nostri passi abbiamo quindi imboccato il sent. CAI 205 verso C.ra Rioda, giungendovi speditamente. La casera, non più utilizzata e con la struttura principale ridotta a rudere (frutto di un incendio a quanto pare, viste le condizioni del legname usato per la costruzione). Da questo punto ci si stacca dal sent. CAI 205 e le indicazioni per la prosecuzione dell’anello si fanno incerte, anche se comunque la visione di Forc. Rioda risulta palese verso ovest nella parte alta della conca ove sorge la casera. Si risale il vallone posando i piedi sulle tracce del sentiero, in passato probabilmente più evidente; si può incontrare un po’ di difficoltà a riconoscerne la posizione soprattutto nella parte finale del sentiero, cioè ormai a poche decine di metri da Forc. Rioda in quanto la zona sta iniziando a ricoprirsi in modo prepotente di una macchia uniforme di ontani verdi. Giunti alla forcella si continua a seguire il non evidente tracciato del sentiero, che si inerpica per qualche decina di metri di dislivello per poi costeggiare la pendice ovest del M.Rioda; va prestata attenzione in alcuni punti leggermente esposti (vedi foto). Arrivati all’incrocio con il sent. 206 abbiamo proseguito lungo la dorsale dei monti Oberkofel e Festons per ricongiungerci alla strada forestale che ridiscende verso Sauris; quest’ultimo tratto lungo i pendii erbosi dei due monti scende piacevolmente e le condizioni del sentiero sono ottime.
Michele
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02-08-2015 12:55
cabicabas cabicabas
Fatto ieri. Consiglierei di non fare la deviazione sul Monte Palone che offre poco a livello paesaggistico e ci si deve inoltrare in erbe alte quasi due metri, ma consiglierei una volta arrivati a sella Festons di salire sul Morgenlait.
Da lì il panorama è a dir poco unico per un monte così "basso".
Vado ad elencarvi cosa si vede (in una bella giornata) da sud a nord: lago di Sauris, Monte biviera e Clapsavon, rifugio Giaf, tre cime di Lavaredo, rifugio de Gasperi, monti Pieltinis Torondon e Novarza ..... scusate se è poco.
Da casera Rioda in poi ...... FORESTA DEL BORNEO traccia inesistente ed erbe altissime (attenzione a macchine fotografiche e obbiettivi in questo periodo l'erba è piena di pollini ... ahhrg che disastro).
Morale: percorso in generale 6-- deviazione sul Morgenlait 10 ++.
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19-09-2014 19:03
askatasuna askatasuna
A sella Rioda gli alberi sembran spettri. Immobili, paiono fluttuare come spiriti in una mattina ove i vapori ingoiano la luce. Parto con la certezza di scaldarmi presto col sole. I passi lenti, lentissimi, s’adeguano ad un’atmosfera sospesa, distaccata dal tempo. Subito mi conquistano i rami dei larici, cadenti, stringon cristalli tra gli aghi, come fossero delle gemme. Delle Cariofillate paiono invece i portaspilli delle vecchie sarte che sostituiscono le capocchie colorate con sfere di ghiaccio. I lunghi steli d’erba diventano collane di perle, piegandosi al nuovo fardello. I fiori ormai secchi, quelli più pelosi, sono addobbati da una tale quantità di goccioline da sembrar gelati. Cammino lieve tra preziosi scintillii, immerso in un silenzio ovattato. Il troi è scivoloso e con alte erbe. Le ghette diventano obbligatorie. I segnali son fantasmi timidi. Latitanti per non dire ormai svaniti. Quando la traccia è univoca ciò non impensierisce, ma ove s’interseca con quelle d’ungulati e quadrupedi monticanti, serve attenzione, oggi. Sui prati della casera infatti, si va a stima. La visibilità non supera i venti metri, quel che basta per veder saettare all’unisono quattro giovani forcelli. Involontariamente, oggi ne spaventerò una decina! Scelgo di percorrere l’itinerario al contrario per dar tempo al sole di far svanire la bruma delle Highlands. La carrareccia è un mare di fango in cui gli scarponi sprofondano senza pietà. Nel mentre, i suoni dei campanacci si materializzano ed enormi manze mi squadrano sospette. I vitelli son cresciuti ma l’istinto materno no. Con sorpresa una di esse parte verso di me, tutt’altro che benevola e per nulla intimidita, con gli occhi pervasi da scintille di libertà. I laghi di Festons son l’unico accenno di colore: strisce che van dall’ocra a qualsiasi sfumatura di verde, sfondano il grigio, mentre palmipedi non identificati taglian l’aere in diagonale indispettiti dalla mia presenza. Proseguo per la cresta senza alcun riferimento, rimanendo basito davanti a tre Pulsatille ancora fiorite! Mi tengo sul limitar meridionale. Dall’altro lato infatti il cammino tracima in splendide balconate rocciose. Per una volta ci si muove non sotto né sopra le nubi, ma al loro interno, in un loop mantrico senz’alcuna direzionalità. Il limitar della vista acuisce altro sentire. Un’occasione per interiorizzare come l’importane sia andare, respirare, abbracciare quel ignoto che ci trapassa in ogni sua forma e che, in ogni condizione meteo, è capace di travolgerci sfiorando ogni sfaccettatura dell’emotività. Si tratta d’un itinerario sicuramente consigliato ma in periodi secchi o innevati. Le strade per raggiungere sella Rioda risultano in ottime condizioni e percorribili su entrambi i versanti.(18.09.2014)
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26-04-2013 21:54
Bruno.99 Bruno.99
Conosco discretamente la zona, consiglio vivamente di proseguire, passando sotto il morgenlaite, fino alla vetta del monte Pieltinis. C'è un panorama splendido.
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06-10-2012 18:33
ectorus ectorus
itinerario percorso oggi, ma con la variante che sono salito in cima al monte rioda e poi ho percorso tutte le creste, attraversando l'oberkofel, arrivando poi alla sella. L'ho trovata molto remunerativa perchè si resta sempre con il panorama rivolto sia a nord che a sud. Certo è da fare nel periodo che l'erba è bassa. Buona vita a tutti
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