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Col Musiel

09-05-2012 00.00
Michela Michela
Agli amanti dei percorsi selvatici può interessare questa meta, situata nel trascurato versante meridionale del gruppo Fratte-Resettum, di cui sono frequentati usualmente solo i primi rilievi, sovrastanti Barcis, della dorsale a E (m. Lupo e S. Daniele). Cercando una prospettiva più elevata e centrale nonché più a ridosso dell'imponente bastionata erbosa-rocciosa, sono stata attratta dalla linea del costone che culmina col cocuzzolo del Col Musiel: su di esso non ho trovato informazioni, lo descrivo perché credo che meriti di essere più conosciuto. Il percorso, pur in un ambiente isolato e selvaggio, non presenta difficoltà a parte qualche tratto esposto, e segue in parte un sentierino che testimonia la passata frequentazione della zona: consigliabile comunque a escursionisti esperti abituati a seguire tracce non segnate (meno visibili con l'erba nuova); da evitare ovviamente nei periodi di piena del torrente Varma.
Dallo spiazzo ghiaioso allo sbocco del Varma si prende il sentiero che costeggia in sinistra orografica, inizialmente soggetto a erosione, poi su terreno boscoso. Scesi al greto, ci si alza per un gradino roccioso e si supera un’interruzione su un ponticello di tronchi, tornando sul torrente e guadandolo poco più in là su massi. Sull’altro lato si imbocca una cengia e in breve si ridiscende per un pendio franoso. Oltre un tratto di sponda rocciosa si sale pochi metri un canale per riprendere la traccia che traversa. Questa passa a monte di uno spuntone e raggiunge una selletta, da cui con svolte scavate nella roccia si cala di nuovo al greto presso una briglia in cemento. Dopo un breve tratto di greto asciutto, dove riaffiora l’acqua si può costeggiare nel bosco in destra orografica evitando due guadi, si arriva così alla biforcazione del Varma q. 457: tra i due rami si alza l’evidente costone, che si raggiunge con guado del canale delle Brente. Seguendo il filo si arriva a un primo aereo cocuzzolo, che offre suggestive visuali delle forre e dei versanti scoscesi. Dalla contrapposta selletta si continua salendo a svolte la dorsale a pino nero, segnata da un vecchio incendio. Il sentierino si tiene per lo più sul lato destro evitando le asperità di cresta, con leggeri saliscendi in corrispondenza di insellature; a un certo punto in una zona di piccoli pini si arriva a un bivio poco evidente sulla linea del costone a q. 685 c. (un tronco è posto nella direzione del traverso per il Landravon de Varma).
Si prosegue sulla dorsale, senza più gli sporadici segni rossi e facendo attenzione a rami spezzati, ometti ecc. Dopo un tratto ripido e un falsopiano tra piccoli pini, si supera un rilievo con qualche faggio e si giunge a una selletta di nuovo tra i pini. Il successivo cocuzzolo è salibile sul filo ma con vegetazione intricata, conviene traversare a sinistra per esile traccia; ripreso il crinale si scende leggermente a un’altra insellatura q. 770 c. Ci si alza un tratto diretti sulla linea del costone, poi la traccia traversa ancora a sinistra sottocresta, sfiora una selletta e poco oltre riprende il filo alla base di un cocuzzolo con pini scheletriti q. 850 c. (ometto). Scavalcatolo si sale ancora un po', poi sul lato destro con un paio di svolte si raggiunge un pulpito dove la cresta piega a sinistra. Aggirando sulla destra il rilievo successivo si arriva a una sella q. 885 c., alla base di un più ampio pendio boscoso rovinato da schianti, dove le tracce si perdono. Conviene salire nel primo tratto sulla sinistra della cresta, seguirla più su e inclinare in ultimo a sinistra a una spalla erbosa. Si percorre quindi la linea della gobba boscosa q. 1016, con piccoli saliscendi fino a una selletta alla base di un pendio più aperto. Lo si risale per tracce (loc. Pian di Stalle) giungendo a una spalla q. 1045 c., da cui si vede il Landravon de Varma e un altro grande antro. Si prosegue più ripidamente tra pini e roccette affioranti; dove si apre un avvallamento erboso si continua entro questo per una vaga traccia inerbita, tornando poi verso sinistra sul crinale e montando su un’altra spalla q. 1229. Con bel percorso di cresta si sale alla q. 1266, e ci si allunga con tratto orizzontale verso la nostra meta. Occorre ancora passare una zona di faggi che termina su una sella alla base dell'aperto pendio sommitale, poi per questo in breve si arriva al solitario e panoramico Col Musiel q. 1396.

Tempi indicativi: 3h 40’ – 4h 20’ al Col Musiel; ritorno 2h 20’-50'
Disl. 1200 c. (200 c. di saliscendi)
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09-05-2012 00.00
michele z michele z
Ottima iniziativa!

Immagino quanto sia suggestiva la vista sulla bastionata del Resettum, una volta arrivati in cima.

Ritieni possibile arrivarci da Barcis per S. Daniele del Monte? Forse si elimina un po' di dislivello.

Ciao.
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10-05-2012 00.00
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
Quel sentierino sulla Tabacco che sale per il canale Varma da un po' mi stava incuriosendo. Seguirò le tue tracce, anche se io mi fermerò certamente prima del Musiel. Spero non sia infestato di zecche... comunque ottimo lavoro di avanscoperta, complimenti e facci sapere di nuove esplorazioni.
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10-05-2012 00.00
norman norman
Davvero complimenti per il bel giro e la bella relazione. Gente ben informata mi ha suggerito che dal col Musiel dovrebbe essere possibile proseguire fino quasi alle rocce del Fratte e da queste scendere al Landravon de Varma, con la possibilità di realizzare un anello. Ti è sembrato di poter scorgere questa possibilità?
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10-05-2012 00.00
Michela Michela
Ciao, l'atmosfera è proprio suggestiva, da “nido d’aquile”... Anche dal costone del S. Daniele si può salire verso la bastionata (anni fa arrivai a forca Bella), ma credo che alla fine ci sia più dislivello per via di marcati saliscendi.
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10-05-2012 00.00
Michela Michela
Peccato fermarsi prima, perché secondo me la parte più bella e anche facile, che ripaga delle fatiche è proprio l’ultima! Comunque se ti piacciono gli ambienti selvaggi merita anche solo una visita al torrente Varma. Ho trovato qualche zecca, ma non è infestato, ciao
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10-05-2012 00.00
Michela Michela
Il percorso che ho descritto è relativamente semplice, con tracce del passato utilizzo umano e non a caso lungo una linea facile e logica: diciamo che può essere un approccio alla traversata decisamente più avventurosa di cui parli. I ripidi verdi tra salti di roccia che si alzano poco sopra il Col Musiel non mi sono sembrati per niente banali, ma se uno ha dimestichezza con quegli ambienti magari è un'altra cosa… Dall'osservazione non saprei dirti se la traversata sia fattibile o che difficoltà abbia, non ho notato evidenti cenge o simili per cui credo occorra capacità anche nel cercare il percorso. Tenuto conto poi che il Landravon de Varma si trova parecchio più in basso del Col Musiel e bisogna in ultimo scendere un costone boscoso, dato l'ambiente direi che sia meglio conoscere già la discesa. Buone esplorazioni, ciao
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10-05-2012 00.00
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
Beh, vediamo allora fin dove riesco ad arrivare. Grazie e buoni giri.
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