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Creta di Rio Secco: anello da S. Marco

19-07-2011 00.00
Michela Michela
Questa montagna offre diversi percorsi di grande interesse e varietà ambientale, su questo sito c'è la scheda del bel sentiero da malga Caserute, più breve e in zone relativamente più frequentate. In attesa di inserirlo nella sezione apposita propongo un anello con altri due percorsi, che partendo più bassi in val Pontebbana danno modo di apprezzare boschi selvaggi (specie il sentiero di salita), e si ricongiungono nel solitario vallone del rio Pricotic che sale alla forcje dai Claps da S. Il percorso descritto in salita è per escursionisti esperti perché ha tratti poco segnati o un po' impervi, il ritorno è escursionistico e segue il sentiero CAI 432 fino al bivio per S. Marco.
Provenendo da Pontebba, si parte 200 m dopo lo spiazzo di S. Marco (con tabella "conca di Pricot"), a q. 735 c. presso una stradina sassosa che entra a destra. Nella boscaglia sulla sinistra si sale per una traccia il costone a pineta sul bordo di una zona franosa, superando a tornantini delle balze rocciose. Si sale brevemente un canale, e verso sinistra si riprende il sentiero che sale ripido il costone e passa dei rii. Presso un'abetaia si sale a un rudere q. 1045 c., si prosegue a sinistra di un secondo rudere e si passa un rio. Si sale in obliquo a sinistra un tratto di bosco con solchi di ruscellamento, in lieve discesa si passa un rio più ampio e si sale al campo speleo “Pricotic" q. 1160 c. Sempre verso sinistra si sale alti sul fondo del rio Pricotic, a cui ci si avvicina gradualmente, in ultimo salendo una zona con massi. A q. 1225 c. si raggiunge una traccia che traversa in quota, la si segue brevemente a sinistra e si passa il greto del rio Pricotic (ultima acqua), con lastre inclinate soprastanti e un masso nel mezzo, bollo. Si sale la ripida pala boscosa (ometti) chiusa tra il rio e un canale poco a sinistra, più su interrotta da un salto: prima diretti, poi piegando a destra per una traccia si giunge sotto il salto q. 1300 c. (bollo), dove presenta uno spigolo con una piccola placca inclinata sul lato sinistro e una paretina sul lato destro. Il salto è superabile con due percorsi: il primo, non difficile in salita ma che richiede piede fermo, sale con giro un po' ampio sulla sinistra e imbocca a destra una cengetta esposta (ometti) che passa in salita sopra il salto: dopo qualche passo su terreno infido esce su un bel cornicione, poi con breve traverso raggiunge un pendio più appoggiato q. 1325 c. L'altro percorso, un po' più semplice ma insidioso col terreno bagnato, passa a destra alla base della paretina, sale su terreno scosceso e verso destra raggiunge delle roccette (ometto), da dove facilmente sale al pendio.
Si sale ora il pendio boscoso (ometti e qualche bollo) prima direttamente, poi piegando a destra per traccetta che traversa sulla destra orogr. del solco del rio, verso il suo sbocco in alto. Si passa accanto a una fascia rocciosa con anfratti frequentati dai camosci, e in lieve discesa si raggiunge l'ampio vallone del rio Pricotic. Seguendone la conformazione si piega a sinistra per traccia nella vegetazione e si raggiunge, quasi sul fondo della conca, un piccolo spiazzo sassoso con un masso squadrato, q. 1400 c.
COLLEGAMENTI col sentiero 432: volendo proseguire un tratto sulla destra orogr., si sale a sinistra ripidamente per traccia tra i mughi tagliati, giunti a un ghiaione ci si tiene sul margine destro fino a ritrovare la traccia che rientra nella vegetazione e sale sempre diretta, a q. 1590 c. si esce su un sentiero che traversa a destra e in pochi minuti, dopo breve saliscendi tra massi lisciati, si collega q. 1585 col sentiero CAI (che qui fa una netta svolta, segno a "V" su sasso). L'altro collegamento raggiunge il sentiero CAI più velocemente ma in un punto più basso: puntando alla base delle rocce (NE) si sale obliquamente tra le ghiaie (ometti), poi presso le rocce si passa un breve tratto di bosco e si sale un pendio di sfasciumi, raggiungendo a q. 1470 c. i segni CAI appena a E della cengia che passa lungo la parete della Creta di Pricot (da qui è ben visibile lo spiazzo sassoso, e la soprastante traccia nei mughi). Si percorre la cengia in leggera salita, quasi sempre comoda anche se esposta, e si sale al bivio con la traccia precedente a q. 1585.
Ora si segue sempre il sentiero segnato che sale lungo bei valloncelli erbosi, e più in alto traversa sul bordo di conche sassose con resti di postazioni di guerra fino alla forcje dai Claps: da qui per resti di mulattiera in cima come descritto nella scheda di SentieriNatura (segni rinnovati).
Al ritorno si segue il sentiero 432; chi volesse evitarne l'unico tratto un po' insidioso su cengia, allungando un po' può scendere al fondo della conca e risalire, unendo i due "collegamenti" sopra descritti. Al termine della cengia si scende al piede di un basamento roccioso e si risale a zigzag un pendio verde, poi si traversano pendii sassosi e erbosi (presso un ghiaione non seguire vecchi segni CAI che scendono, ma stare in quota) e tratti boscosi, e si scende a una carrareccia che scavalca una dorsale q. 1400 c. Il percorso segnato va a sinistra e prosegue sempre per strade forestali; qui descrivo una variante-scorciatoia. Scesi due tornanti e passato un canale e una baracca-osservatorio, appena prima del secondo canale ci si cala nella boscaglia fino a una breve pista dissestata, che termina su una carrareccia q. 1280 c. Pochi m a sinistra (continuando si tornerebbe in breve sul percorso CAI), si scende diretti per un costoncino erboso-boscoso, in ultimo per pista poco marcata si esce sul margine superiore (a O) della conca erbosa di Pricot. Si scende per accenno di pista nel prato a una casa, poi per carrareccia ad altre case più basse, bivio. Si segue la carrareccia a destra, che dopo curva a sinistra si congiunge col percorso segnato. Dopo una casa, a q. 900 c. (tabella), si imbocca a destra un sentiero che scende tagliando il ripido versante, passa dei canalini e arriva allo spiazzo di S. Marco.

Tempi indicativi: salita 3h 10'-4h, discesa 2h 20'-3h
Disl. 1470 alla cima, + 40 c. al ritorno

Nota: può essere utile conoscere altri due collegamenti che dal sentiero di salita traversano in breve a E fino a una carrareccia, che non ha sbocco in discesa e sale al percorso CAI a q. 1400 c. sulla dorsale del M. Pricot. Quello più basso parte da q. 1180 c. e esce su un tornante, l'altro dall'altezza del passaggio sul rio Pricotic q. 1225 c. traversa fino a una radura di ortiche con rudere q. 1244 lungo la stessa strada.
Messaggio
07-08-2011 00.00
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
Cara Michela, ho scaricato sul mio pc il tuo messaggio e con calma ho dato un'occhiata ai percorsi che proponi in zona Pricot-Pricotic da San Marco, con la cartina 018 sottomano. Solo che non riesco a capire bene i percorsi. Potresti scrivermi a dorjep@inwind.it che ti chiedo qualche chiarimento in privato? Ciao e grazie in anticipo.
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