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Amariana per la Punta Zornada

12-04-2011 00.00
Michela Michela
A chi fosse interessato a un accesso all'Amariana da S in ambiente selvatico e suggestivo, consiglio la salita per la linea naturale che collega la cresta di Punta Zornada, tramite costoni erbosi, alla grande pala prativa che scende dal crestone E. Per escursionisti esperti, ha tratti impervi e di non semplice orientamento, ma se fosse più frequentata come merita, le tracce migliorerebbero. Il percorso più panoramico e completo parte poco prima dell’inizio del sent. 415: prima del ponte sul rio Favarinis si sale per una stradina e alla prima curva si imbocca un buon sentiero a serpentine, che arriva allo stavolo Badeit in lamiera. Si sale a una selletta soprastante, poi verso destra ripidamente si esce dal bosco sul costone E di Punta Zornada a q. 620 c., poco più su di una casa. (Qui arriva in quota un sentiero proveniente da Amaro, con un tratto su cengia esposta: più faticoso e con l’imbocco in salita non evidente, più adatto secondo me in discesa).
Si sale a lungo il crinale, che più su è meno ripido ma più contorto: attenzione al percorso specie per il ritorno. Salito un tratto sul lato sinistro, e dopo breve saliscendi sulla cresta, la traccia traversa a destra (N) aggirando Punta Zornada per cengia un po' esposta in leggera salita: si può salire la panoramica cimetta q. 928 subito per cresta E (tratto molto ripido), o meglio dalla selletta al termine del traverso. Si continua per cresta, poi ancora nel bosco sul lato destro, e si arriva a una forcella con un crocifisso. (Qui giunge da Amaro un sentiero più diretto, ma che non offre vedute della parte alta del percorso: inizia presso un crocicchio con un muretto di sassi, e appena oltre il rio Sgenaulie sale ripido ma ben tracciato, con un ultimo tratto franoso delicato).
Si prosegue sulla destra della cresta boscosa con qualche saliscendi fino a una forcella q. 940 c. (resti di teleferica). Si sale il costone soprastante per traccia a zigzag, sopra un costoncino erboso ci si sposta a destra salendo un canalino e raggiungendo un costone secondario. Poco più su la traccia torna a sinistra e a zigzag esce dalla boscaglia e riprende il costone erboso principale. Si segue il crinale, in una zona di selvagge conche verdi. Oltre un pulpito q. 1320 c. si aggira un tratto ripido sul lato sinistro, per tornanti rovinati. Ripreso il filo, dopo una piccola macchia d'alberi si va a sinistra per cengia erbosa, si sale un costoncino e si arriva al bordo inferiore q. 1520 c. dell’ampia pala inclinata che scende dal crestone E. Senza tracce ma facilmente si sale verso N, arrivando in cresta (segni CAI) poco a E della panoramica anticima. Buone camminate!
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12-04-2011 00.00
norman norman
Complimenti per l’interessante (ed impegnativa!) salita che suggerisci, forse da abbinare con la più comoda discesa per il sent. 415, realizzando così un anello. La parte alta del tuo itinerario "la grande pala prativa che scende dal crestone E" dovrebbe essere raggiungibile per ripidi pendii erbosi anche dalla “normale” (sent. 414).
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13-04-2011 00.00
Michela Michela
Anche il ritorno per la via che ho descritto non ha particolari difficoltà salvo nebbia in alto o maltempo, ma lo si apprezza di più le volte successive senza il patema di perdersi. Si può tornare dal più comodo sent. 415 (o dal 414 se si parte da Amaro), a patto di arrivare in cresta (dislivello sui 1600 m). Come dici tu, alla base della grande pala erbosa q. 1520 c. c'è una traccia che va a O, sicuramente frequentata dai camosci ma non so se sia "escursionistica": binocolando dai monti di fronte mi è sembrata abbastanza lunga con saliscendi, e la parte O più ostica e franosa: se la percorri facci sapere! Mandi
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13-04-2011 00.00
fausto fausto
..attenta ad istigare Norman, perchè questo è uno cattivo...
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13-04-2011 00.00
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
Molto interessante quanto scrivi, Michela. Secondo te, tanto per completare la tua relazione, quali sono i tempi stimati di salita e come la classificheresti, E, EE o più difficile?
Ciao!
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13-04-2011 00.00
Michela Michela
Buon per lui, allora non ha bisogno di essere istigato da me!
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13-04-2011 00.00
Michela Michela
In salita circa 3h 45'-4h, più le soste, dal ponte sul rio Favarinis all'anticima. Come ho detto è un percorso per escursionisti esperti, non ci sono punti difficili o passaggi su roccia, nel complesso è faticoso con qualche tratto esposto o franoso, occorre attenzione all'orientamento, ma soprattutto occorre passione per questo tipo di itinerari. Punta Zornada è già un buon "assaggio" del percorso!
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