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Cimacuta "da davanti" (versante Nord)

30-08-2016 20.50
sparvuggla sparvuggla
PREMESSA. Questo itinerario propone un approccio alternativo e selvaggio alla cima che domina Forni di Sopra. La mancanza di relazioni, tracce o passaggi evidenti dal basso lo rende una salita che può ancora regalare emozioni da "pionieri". Il percorso è privo di difficoltà tecniche; possono insorgere problemi a causa della difficoltà nell'orientamento e della diffusa friabilità. Un altro itinerario di simile filosofia (salita da Est per il ghiaione del Cjadin) è stato già descritto altrove ("Itinerari del Cimacuta" - dal forum di SentieriNatura.it) e nella salita scialpinistica allo stesso Cimacuta (descritto sul libro "Dolomiti Orientali - I Monti dei Forni Savorgnani"), che poi suggerisce una possibile discesa (o anche una salita alternativa) dai canali del versante nord. Non conosciamo al momento relazioni di salite estive da quel versante, pur essendone sempre stati incuriositi. Quei tre grandi ghiaioni che partono dal paese sembrano vie di accesso invitanti per superare il bosco e la selva di pini mughi, ma (ahimè) si perdono lassù, tra un labirinto di torri e pinnacoli rocciosi. Sicuramente sono stati percorsi dai camosci e dai cacciatori sulle loro tracce, che, nell'anonimato, sono forse giunti in cima da quel lato senza clamore o pubblicità. L'eventuale "segreto" non è però recensito o pubblicizzato su guide o recensioni online. La prospettiva dal basso non aiuta ad individuare la possibile soluzione. Da qualche anno l'autore di questo report ha cominciato ad osservare e fotografare la montagna da diverse direzioni e altezze, cercando col binocolo possibili punti di passaggio. Buoni punti di osservazione sono stati il Clap Varmost, il Monte Piova e la zona del Tiarfin. Un amico fornese aveva accennato ad una possibile fattibilità, pur non confermandola o descrivendola nel dettaglio. Le premesse sembravano buone, ma per capire se si riuscisse a passare effettivamente o no, bisognava provare. Così, una mattina d'agosto, insieme ad un fidato adepto di queste "scarpinate esplorative" (ravanamenti) decido finalmente di togliermi il dubbio

SALITA. Il punto di partenza è Forni di Sopra. Si può partire dal Campo Sportivo o dal piazzale della seggiovia, imboccando il "Truoi dal Von" in senso orario. La via più promettente per attaccare il versante nord è individuata nel terzo ghiaione verso destra (guardando da Forni di Sopra - vedere la mappa nr. 1), che si allunga nel bosco fino a sfiorare il "Truoi dal Von" a circa quota 1025 m slm., dopo i "Clapons", in un tratto di sentiero pianeggiante, prima che questo curvi verso la località "Pocagneit". Partiamo da lì (punto 1). Il sentiero è intersecato - provenendo da Forni - da una colata detritica sulla sinistra (non è facilissimo individuare il passaggio, a causa della vegetazione). Si abbandona il sentiero e si risale il canale, all'inizio tra erbe, arbusti e qualche albero basso. Dopo una ventina di metri si sbuca all'aperto sui detriti (Foto 1). Il ghiaione da salire appare davanti a noi, non si può sbagliare - i mughi fanno da recinto.
Inizialmente si sale su pietrame abbastanza stabile (grossolano al centro, più fine ma ancora compatto ai lati). Non sembra esserci alcuna traccia umana, ma svariati sentieri di ungulati percorrono il canale o lo tagliano trasversalmente. Si tralascia sulla destra una prima biforcazione (punto 2 e Foto 2). Si prosegue nel canale principale, che ora piega verso sinistra. Il detrito si fa più instabile e la pendenza comincia ad aumentare. Apparentemente è più agevole camminare ai bordi. Si giunge ad un primo blocco roccioso al centro del canale (punto 3). Noi l'abbiamo aggirato attraversando il restringimento a sinistra (Foto 3 - Foto 4), ma probabilmente si può passare anche a destra. Da qui in poi la pendenza della pietraia aumenta ancora, e la progressione diventa più difficile per via del detrito ora sempre più instabile (rotolano sassi e blocchi di tutte le dimensioni).Ci spostiamo continuamente cercando la traccia migliore, che raramente troviamo. Anche volendo aiutarsi aggrappandosi alle pareti laterali, queste risultano spesso friabili (si staccano appigli anche di grosse dimensioni). Qualche centinaio di metri più in alto si incontra a sinistra una spalla coperta di mughi (punto 4). Montando sulla spalla (opzionale - Foto 5), si scorge Forni di Sopra sul versante opposto (Foto 6) e uno stretto colatoio (punto 5) che scende verso il campo sportivo. Valutiamo possa essere il percorso di discesa scialpinistico descritto da "I Monti dei Forni Savorgnani" (il cambio di canale), e una possibile variante per la salita/discesa direttamente dal/verso il campo sportivo. Sicuramente d'inverno, con i mughi coperti dalla neve, è più agevole. Tornati sui nostri passi, si prosegue nel canale principale (Foto 7), che gira leggermente verso destra, ignorando le deviazioni laterali (che per altro appaiono ripide e non facilmente praticabili). Compare per la prima volta la croce di vetta, ancora discretamente in alto. Proseguendo, scompare e ricompare più volte, nascosta o incorniciata dalle torri rocciose. Dopo una strenua lotta col pietrame mobile (aiutandosi alla meglio anche con le mani), si giunge ad uno slargo (punto 6 e Foto 8), apparentemente ostruito da un caminetto nel suo naturale proseguimento in direzione della croce.
La via da seguire era finora unica ed abbastanza logica, non c'era modo di sbagliare; adesso invece bisogna scegliere dove proseguire. Tre canali possibili si incrociano in questo punto. Quello verso destra (punto 7), ripido e ingombro di macigni, sembra forse percorribile ma con difficoltà (ma non l'abbiamo provato, né sappiamo dove porti). Di fronte una paretina con strettoia (probabile caminetto di II-, 5 metri o più) ostruisce il canale principale (punto 8). Il camino è aggirabile sulla sinistra, pervenendo prima ad una "piazzetta" sospesa (punto 9)-, poi aggirando uno spigolo verso destra; la via verso l'alto è ulteriormente ostruita da una parete alta almeno una ventina di metri (punto 10) che valutiamo troppo impegnativa per le nostre capacità. Verso sinistra, un canale franoso oltre un breve salto punta ad una forcelletta con una macchia di mughi. Scegliamo questa via come proseguimento della nostra salita. Qui bisogna superare l'unico punto "tecnico": un masso incastrato (punto 11) ostruisce l'imbocco del canale, si sale sulla destra con un passaggio di I (saltino di qualche metro) - l'uscita è su detrito, ma gli appigli sulla parete sono buoni. Risalito faticosamente il canale (smuovendo inevitabilmente sassi di tutte le dimensioni), si arriva ad una forcelletta (punto 12; Foto 9 e 10). Siamo confortati da alcune tracce di camosci che hanno seguito il medesimo itinerario. Sulla sinistra si incrocia un altro colatoio (punto 13), più stretto e ripido (probabilmente il ramo "stretto" della salita dal Cjadin), e in fondo appaiono le frazioni di Cella e Andrazza (Forni di Sopra). In qualche modo (reggendosi con fiducia sui pini mughi) si doppia lo spigolo e si arriva ad una traccia erbosa che miracolosamente sale quasi verticale tra i mughi (numerose tracce di camosci). Si rimonta questo ripido tratto (punto 14) reggendosi fiduciosi ai mughi, quindi si oltrepassa un altro dosso lottando con rami, aghi e radici. Sulla sinistra si apre il Cjadin (Foto 11). Si risale un crinale di pietrisco soffice misto a zolle erbose (punto 15 - Foto 12), poi, sempre sulla linea di cresta, si oltrepassa un ennesimo gruppo di mughi (punto 16). Si sale infine un ampio prato (punto 17 - Foto 12) e finalmente si scorge la croce di vetta (punto 18 - Foto 13, Foto 14), alla quale si perviene senza ulteriori problemi. Per la discesa abbiamo optato per il sentiero segnato (via comune). Ancora da provare (sarà per la prossima volta) la "direttissima" dal campo sportivo.

NOTA FINALE. Dedichiamo questa salita al nostro grande amico e maestro Giampiero, recentemente scomparso, con cui avevamo più volte parlato di questa variante, e che sicuramente ci avrebbe accompagnato in questa breve avventura.
Allegato: Mappa 1. visuale dinsieme della salita da Nord. I punti numerati sono quelli citati nel testo.jpg
Cimacuta "da davanti" (versante Nord)
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30-08-2016 20.51
sparvuggla sparvuggla
Mappa 2. visuale da Est. I punti numerati sono quelli citati nel testo.
Allegato: Mappa 2. visuale da Est. I punti numerati sono quelli citati nel testo..JPG
Mappa 2. visuale da Est. I punti numerati sono quelli citati nel testo.
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30-08-2016 20.54
sparvuggla sparvuggla
Mappa 3. dettaglio da Nord Ovest. I punti numerati sono quelli citati nel testo.
Allegato: Mappa 3. dettaglio da Nord Ovest. I punti numerati sono quelli citati nel testo..jpg
Mappa 3. dettaglio da Nord Ovest. I punti numerati sono quelli citati nel testo.
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30-08-2016 21.00
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foto 1-14
Allegato: Foto zippate.zip
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