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Crode dei Longerin e Schiaron

03-01-2016 19.15
askatasuna askatasuna
Condivido un anello che MauroGo aveva già segnalato nel forum "Escursioni Altro". Percorso in senso inverso, merita condirlo con delle foto, per invogliare ad allungar il viaggio poco oltre i nostri confini. Un itinerario dalle viste mozzafiato, le cui due cime protagoniste si rivelano relativamente facili da raggiungere.(03.11.2015)
Allegato: Cima Nord.JPG
Crode dei Longerin e Schiaron
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03-01-2016 19.16
askatasuna askatasuna
Difficoltà: EE
Dislivello: 1100 mt circa
Durata: 6 ore circa.
Cartografia: Mappa 01 Sappada, Tabacco, 1:25.000
Allegato: Lo Schiaron salendo alla Cima Sud.JPG
Difficoltà: EE<br />Dislivello:  1100 mt circa<br />Durata: 6 ore circa.<br />Cartografia: Mappa 01 Sappada, Tabacco, 1:25.000<br />
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03-01-2016 19.16
askatasuna askatasuna
LATO A (pragmatic side)

Si parte da forcella Zovo (1606m) raggiungibile percorrendo la strada che porta a San Pietro di Cadore da Sappada, seguendo poi le indicazioni per Costalta e per il Rifugio Zovo. L'attacco è situato a pochi metri dal parcheggio. Si prende il troi 169 che accompagna docilmente nella val Vissada. La prima tappa è il monte Schiaron (2246m). Senza raggiungere forcella Longerin è consigliabile tagliare a destra per le pendici occidentali. Erbose ma un pò ripide, permettono di riallacciarsi in breve al segnavia 196. Da qui alla vetta è una passeggiata, interrotta da un unico, brevissimo passaggio friabile.
Allegato: Sant Denêl e la val Vissada.JPG
LATO A (pragmatic side)<br /><br />Si parte da forcella Zovo (1606m) raggiungibile percorrendo la strada che porta a San Pietro di Cadore da Sappada, seguendo poi le indicazioni per Costalta e per il Rifugio Zovo. L'attacco è situato a pochi metri dal par
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03-01-2016 19.17
askatasuna askatasuna
Si riparte puntando questa volta alla forcella Longerin e da lì si prosegue per lo stesso 195, seguendo gli sparuti e sbiaditi segnavia, lasciando a destra la traccia che costeggia la parure di pinnacoli che chiude il catino a settentrione e che porta alla Cima Nord. La meta è la vetta più a sinistra di quelle che ci ostacolano lo sguardo. Il troi risale tra i detriti del canalone per poi svoltare, alzandosi decisamente in direzione sud-ovest, raggiungendo in breve la seconda vetta della giornata.
Allegato: South Peak.JPG
Si riparte puntando questa volta alla forcella Longerin e da lì si prosegue per lo stesso 195, seguendo gli sparuti e sbiaditi segnavia, lasciando a destra la traccia che costeggia la parure di pinnacoli che chiude il catino a settentrione e che porta all
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03-01-2016 19.18
askatasuna askatasuna
Una volta saziatisi degli ampi panorami, ostacolati solo dall'imponente cima gemella, si seguono gli ometti che scendono a meridione per la facile cresta. Ben presto quest'ultima si fa burbera ed è necessario tagliare per i ripidi verdi, mantenendosi a ridosso del muraglione che racchiude a occidente la valle. La traccia è sempre evidente e continua su di una dorsale che ben presto si popola di mughi. Quando sembra perdersi in un labirinto d'aghi è il segnale che siamo vicinissimi a riallacciarci al troi 165. Basta alzare lo sguardo verso destra e lo si raggiunge in pochi istanti. Il cammino cambia ben presto versante passando sulle fiancate occidentali del monte San Daniele.
Allegato: La crodie dal Sant Denêl.JPG
Una volta saziatisi degli ampi panorami, ostacolati solo dall'imponente cima gemella, si seguono gli ometti che scendono a meridione per la facile cresta. Ben presto quest'ultima si fa burbera ed è necessario tagliare per i ripidi verdi, mantenendosi a ri
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03-01-2016 19.18
askatasuna askatasuna
Detritico ed in continua evoluzione, rappresenta l'unica, piccola difficoltà d'un itinerario che fino ad ora rimaneva puramente escursionistico. Pochi metri scomodi, che si passano senza patema con un passo sicuro. Poi si ritorna a passeggiare raggiungendo il colle dei Pradetti. Alla sella, si prende infine la forestale a sinistra che, con monotonia, ci riporta a rifugio Zovo. E' possibile comunque raggiungerla tagliando il bosco anticipatamente in autonomia o non appena diventi visibile la carrareccia stessa.
Allegato: San Daniele.JPG
 Detritico ed in continua evoluzione, rappresenta l'unica, piccola difficoltà d'un itinerario che fino ad ora rimaneva puramente escursionistico. Pochi metri scomodi, che si passano senza patema con un passo sicuro. Poi si ritorna a passeggiare raggiungen
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03-01-2016 19.19
askatasuna askatasuna
LATO B (emotional side)
Al totocime la spuntano le Crode dei Longerin o meglio, la cima meridionale di questo dolomitico abbraccio di guglie. A forcella Zovo, di mattina presto l'aria è un puntaspilli che continua a percuotere. La vestizione d'ordinanza assume velocità fantozziana, poi dopo qualche minuto su quel troi che si fa morbidissimo tappeto d'aghi, è già ora di svestirsi. Quando incontriamo il sole, le maniche si fan corte. L'autunno, soprattutto uno così marcatamente bizzarro, è senza dubbio la stagione ove il tempo del "vistisi e discrotasi" si avvicina a quello delle pause. L'ingresso nella val di Vissada mi stranisce.
Allegato: Longerines Dreams.JPG
LATO B (emotional side)<br />Al totocime la spuntano le Crode dei Longerin o meglio, la cima meridionale di questo dolomitico abbraccio di guglie. A forcella Zovo, di mattina presto l'aria è un puntaspilli che continua a percuotere. La vestizione d'ordina
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03-01-2016 19.19
askatasuna askatasuna
Guardi la mappa e t'immagini una valle alla friulana. Erta solo a tratti come da isoipse ma sicuramente chiusa e boscosa. Selvatica. Invece qui, anche con dei prati aurei e oramai senza fioriture, tutto s'addolcisce. Il catino ospita nel punto più bello una sola baita, nuova di pacca, tanto che il colore del legno quasi si confonde con quello delle erbe. Solo i fianchi del San Daniele offrono qualche larice e un bel bosco di conifere, il resto si fa carezza o stentoreità monolitica. Tagliamo per i prati sulla destra puntando al crinale dello Schiaron. Una volta in cima bastan due passi due. Lancio le racchette e mi allontano subito. Inizio a mangiare con gli occhi ciò che conosco, puntando a levante.
Allegato: Dallo Schiaron.JPG
Guardi la mappa e t'immagini una valle alla friulana. Erta solo a tratti come da isoipse ma sicuramente chiusa e boscosa. Selvatica. Invece qui, anche con dei prati aurei e oramai senza fioriture, tutto s'addolcisce. Il catino ospita nel punto più bello u
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03-01-2016 19.20
askatasuna askatasuna
La neve latita quasi ovunque ed è strano notare come il minuscolo e gentile cocuzzolo dell'Oregone sia così intensamente candido! Da lì parte uno dei sogni in calendario, la lunghissima cresta erbosa che va dal Torkarspitz a Cima Palombino. Il tremendo contrasto con quello che mi circonda sfonda ogni argine. La dolcezza lascia il posto alla pietra, scolpita nella vastità degli ampi spazi che fan inspirare ancor più a fondo. Non sono solo, ma non riesco a trattenere le lacrime. Provo a ricompormi ma il panino non vuol saperne di scendere. Tutto è così immenso, così grande che non puoi non continuare a sbattere incredulo le ciglia, sbarrando gli occhi.
Allegato: Infinito errare.JPG
La neve latita quasi ovunque ed è strano notare come il minuscolo e gentile cocuzzolo dell'Oregone sia così intensamente candido! Da lì parte uno dei sogni in calendario, la lunghissima cresta erbosa che va dal Torkarspitz a Cima Palombino. Il tremendo co
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03-01-2016 19.20
askatasuna askatasuna
Un camoscio fischia dal basso per poi tuffarsi nei boschi della val Visdende. Noi ripartiamo dalla parte opposta. A forcella Longerin incontriamo un solitario, incredibilmente friulano! Sta terminando lo stesso anello al contrario. L'avvicinamento alle Crode è a testa in su. Ogni tre passi il collo si stira e il viso contempla lo stesso anfiteatro che continua a mutar le fattezze . Ad ogni sguardo pare d'osservar nuove forme. Riconosci la roccia, il colore, le venature, ma paion costruzioni di fango. Sono i particolari a conquistarmi. Quegli sbrodolii a testa in giù, quelle picche a volte stentoree a volte curiose figure che paion fuse, colate di minerali che starebbero più a loro agio in una grotta.
Allegato: Gusielis.JPG
Un camoscio fischia dal basso per poi tuffarsi nei boschi della val Visdende. Noi ripartiamo dalla parte opposta. A forcella Longerin incontriamo un solitario, incredibilmente friulano! Sta terminando lo stesso anello al contrario. L'avvicinamento alle Cr
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03-01-2016 19.21
askatasuna askatasuna
A meno di duecento metri di dislivello dalla vetta compare la neve. Dura ma non ghiacciata, si lascia ben calpestare e gradinare. Le orme di chi ci precede fanno il resto. In cima arriva un'altra folata emozionale. Il sole spacca le venature della gemella e di tutte quelle crode aguzze che ne alternano altre dalle sommità donate a signora Stravaganza. A lato dell'imponente cima nord, da un crinale erboso, spunta la Pitturina.
Allegato: La Pitturina.JPG
A meno di duecento metri di dislivello dalla vetta compare la neve. Dura ma non ghiacciata, si lascia ben calpestare e gradinare. Le orme di chi ci precede fanno il resto. In cima arriva un'altra folata emozionale. Il sole spacca le venature della gemella
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03-01-2016 19.22
askatasuna askatasuna
Come fosse una pinna, o meglio un paio di placche ossee della cresta di uno Stegosauro. Con Marco identifichiamo le montagne vicine, riconoscendo la Terza Grande da cui, solo qualche settimana prima, ammiravo proprio queste crode. Una ricerca spesso condotta per esclusione. Da qui, infatti, la prospettiva gioca degli scherzi che surriscaldan le sinapsi. Il collegamento immagine-luogo, il database cartografico arricchito da ogni salita e dal consumar con gli occhi quella montagna di mappe che ognuno possiede a casa propria, si dissolve in un lampo! Come può essere che da qui il Montâs e il Canin appaiano così distanti? Come se nel mezzo ci fossero valli e paesi, altre dorsali più basse o chissà che altro! Tutto si fa così relativo, ogni certezza o aspettativa. Ti sposti di un lampo e zac.. Cjaf e voli a son freâs!
Allegato: Schiaron Saint Daniel.JPG
Come fosse una pinna, o meglio un paio di placche ossee della cresta di uno Stegosauro. Con Marco identifichiamo le montagne vicine, riconoscendo la Terza Grande da cui, solo qualche settimana prima, ammiravo proprio queste crode. Una ricerca spesso condo
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03-01-2016 19.22
askatasuna askatasuna
Dopo tanto curiosare scendiam per la cresta fino a che essa diventa più esile e marcia. Marco segue la traccia sull'erba, io provo ancora un pò a calcar pietra. Qualche metro per valutare come il suo digradare più avanti si faccia sempre più brusco e friabile, distogliendomi dal continuare. Ritornati nel regno delle ombre calchiam ancora neve, pochi passi, poi si torna a prender sole sulla dorsale. La traccia passa attraverso i mughi e ne segue il filo. I fianchi occidentali del San Daniele fanno impressione. Ancora contrasti. Forti. Il troi cambia versante, colori e carattere. Quel cuscino di prati che poi s'impenna e diventa mugheta è tagliato di netto e lascia fuoriuscire tutto il suo ripieno. Al posto della gommapiuma, una valanga di briciole di pietra.
Allegato: Al sur de los Longerines.JPG
Dopo tanto curiosare scendiam per la cresta fino a che essa diventa più esile e marcia. Marco segue la traccia sull'erba, io provo ancora un pò a calcar pietra. Qualche metro per valutare come il suo digradare più avanti si faccia sempre più brusco e fria
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03-01-2016 19.23
askatasuna askatasuna
Tra queste spicca una strana formazione rocciosa. Grigiastra e striata. Pare la "vela" vertebrale di un Demetrodonte. Si può intuire pure la coda, come se una colata lavica avesse impresso la fuga del rettile per l'eternità. Oltrepassata la zona detritica ci si rilassa nel bosco prima di calcare la sanguigna carrareccia che ci riporta al parcheggio.
Allegato: Gravârs.JPG
Tra queste spicca una strana formazione rocciosa. Grigiastra e striata. Pare la "vela" vertebrale di un Demetrodonte. Si può intuire pure la coda, come se una colata lavica avesse impresso la fuga del rettile per l'eternità. Oltrepassata la zona detritica
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