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Un'alba senza l'Uomo

14-07-2015 08.45
sergio sergio
Andare in montagna è una condizione mentale, un viaggio introspettivo senza meta, fuggire da un inverno dello spirito che avanza inesorabilmente a grandi passi. Il corpo risponde all'unisono e poco importa se un giorno non mi accompagnerà più, ne farò a meno.

Mi è oltremodo difficile raccontarvi di sentieri, di cime, di vedute, senza narrarvi anche di questo viaggio. In difetto non mi rimarrebbe che il solo esercizio fisico, un autoscatto, una frase scritta nel libro di vetta: oggi tempo splendido, vista fino al mare, e poco altro.

Se le mie parole fin qui vi sono sembrate incomprensibili, o troppo retoriche, o sfacciatamente presuntuose, vi chiedo perdono non sette volte ma sette volte settanta.


Dalla cima del Deneal proseguo in direzione del Cjampon, sotto i miei piedi piccole pietre danzano.
Allegato: 1.JPG
Un'alba senza l'Uomo
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14-07-2015 08.48
sergio sergio
Sparuti ometti (sia nell'accezione di deperiti sia in quella di rari), indicano alcuni passaggi. Un tempo più numerosi, molti di loro si sono lasciati cadere, pian piano la solitudine ha lasciato il posto a quel senso di inutilità che prima o poi dovrò affrontare anche io.

Alcuni metri al di sotto del crinale uno stambecco si muove pigramente, lentamente, mi guarda e sbatte macchinalmente le ciglia, per l'occasione esibisce un vistoso collare e molte etichette, più di quelle di un salame del supermercato.

In poco meno di un'ora raggiungo la cima del Cjampon. Ricordo che da bambino la guardavo da casa cercando di capire cosa ci fosse lassù, ora, dalla vetta, guardo verso la pianura cercando di capire cosa ci sia laggiù.

Affollata quel che basta perché rinunci ad una sosta, non posso non notare che c'è una nuova foto di un tizio morto alcuni anni fa... di incidente... di malattia... non lo so, quel che importa è che amava il Cjampon... credo.

Saluto berretti colorati, magliette attillate, pantaloni corti e lunghi, scarponi e scarpette... tutto di gran moda, e proseguo a est.

L'Alta Via CAI Gemona è un percorso faticoso per la sua lunghezza e per i molti saliscendi che si devono affrontare. Sviluppandosi ad una quota relativamente bassa, compresa circa tra i millecinquecento e i millesettecento metri la si può percorrere per gran parte dell'anno senza il timore di trovare neve o ghiaccio.
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Sparuti ometti (sia nell'accezione di deperiti sia in quella di rari), indicano alcuni passaggi. Un tempo più numerosi, molti di loro si sono lasciati cadere, pian piano la solitudine ha lasciato  il posto a quel senso di inutilità  che prima o poi dovrò
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14-07-2015 08.51
sergio sergio
Tra scintillanti verdi e pietre che abbagliano scendo rapidamente fino a raggiungere uno dei punti più bassi dell'alta via: la Forcje d'Aiar.

Tre linee (Alta Via CAI Gemona, alta via del Musi, Alta Via Resiana) registrano l'attività elettrica del mio cuore meglio di qualsiasi elettrocardiogramma.
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Tra scintillanti verdi e pietre che abbagliano scendo rapidamente fino a raggiungere uno dei punti più bassi dell'alta via: la Forcje d'Aiar.<br /><br />Tre linee (Alta Via CAI Gemona, alta via del Musi, Alta Via Resiana) registrano l'attività elettrica d
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14-07-2015 08.53
sergio sergio
La discesa è abbastanza agevole e il sentiero ben marcato.
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La discesa è abbastanza agevole e il sentiero ben marcato.
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14-07-2015 08.56
sergio sergio
Secondo il terzo principio della dinamica ad ogni discesa corrisponde una salita uguale e contraria.
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Secondo il terzo principio della dinamica ad ogni discesa corrisponde una salita uguale e contraria.<br />
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14-07-2015 08.58
sergio sergio
Il Cjampon è ormai lontano (in foto l'Ambruseit, cima).
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Il Cjampon è ormai lontano (in foto l'Ambruseit, cima).<br />
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14-07-2015 09.01
sergio sergio
Il Cuel di Lanis lo è ancora di più.
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Il Cuel di Lanis lo è ancora di più.<br />
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14-07-2015 09.06
sergio sergio
La discesa dall'Ambruseit presenta delle difficoltà che supero con l'aiuto di alcune staffe (in realtà vere e proprie maniglie). Ora il crinale si appiattisce e, seppur per poco, posso alzare lo sguardo continuando a camminare verso la Siroche Dolegne.

Pochi minuti e lo riabbasso in prossimità di un passaggio dove è necessario prestare attenzione, il crinale d'improvviso si affila e l'esposizione si fa sentire, cammino su trenta centimetri di roccia.
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La discesa dall'Ambruseit presenta delle difficoltà che supero con l'aiuto di alcune staffe (in realtà vere e proprie maniglie). Ora il crinale si appiattisce e, seppur per poco, posso alzare lo sguardo continuando a camminare verso la Siroche Dolegne.<br
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14-07-2015 09.08
sergio sergio
L'unico punto in cui lascio la cresta è per attraversare un ripido pendio erboso a sud della Siroche Gjaline. In estate la traccia è ben nascosta dall'erba alta, ai segnavia disegnati sulle rocce si aggiungono dei paletti in legno che mi indicano dove risalire (nella parte centrale della foto si intravedono i pendii, oltre, il verde Cuel di Lanis).
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L'unico punto in cui lascio la cresta è per attraversare un ripido pendio erboso a sud della Siroche Gjaline. In estate la traccia è ben nascosta dall'erba alta, ai segnavia disegnati sulle rocce si aggiungono dei paletti in legno che mi indicano dove ris
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14-07-2015 09.11
sergio sergio
Di passaggi ostici non ce ne sono più e dal Cuel di Lanis il sentiero scende invisibile fino a casera Tacia (ovviamente non è tutto così... è anche così).
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Di passaggi ostici non ce ne sono più e dal Cuel di Lanis il sentiero scende invisibile fino a casera Tacia (ovviamente non è tutto così... è anche così).<br />
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14-07-2015 09.13
sergio sergio
In cielo una sola stella, mentre tutt'attorno s'affolla il buio. Volgo lo sguardo verso la lontana pianura illuminata e mi rannicchio assumendo una posizione fetale, quasi stessi per rinascere.
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In cielo una sola stella, mentre tutt'attorno s'affolla il buio. Volgo lo sguardo verso la lontana pianura illuminata e mi rannicchio assumendo una posizione fetale, quasi stessi per rinascere.<br />
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14-07-2015 09.17
sergio sergio
Alla terza alba la pianura è scomparsa, ed io, rimasto solo come l'ombra che ha smarrito il corpo che la proietta, mi rimetto in viaggio.
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Alla terza alba la pianura è scomparsa, ed io, rimasto solo come l'ombra che ha smarrito il corpo che la proietta, mi rimetto in viaggio.
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14-07-2015 09.21
sergio sergio
E' uno spettacolo al quale mi piace assistere ogni anno. Dopo tre giorni di cammino percorrendo parte delle due dorsali delle Prealpi Giulie settentrionali e l'Alta Via Resiana, raggiungo il Canin e assisto all'alba... un'alba senza l'Uomo.

L'Alta Via CAI Gemona è un percorso davvero bello, impegnativo dal punto di vista fisico, riservato ed escursionisti esperti. Non ne ho accennato ma ci sono due passaggi attrezzati con pochi metri di cavo, non l'ho fatto perché non ricordo esattamente dove. Credo che chi si fa quattro ore di cresta talvolta molto esposta non tema un breve passaggio attrezzato.

Nello zaino non deve mancare una sufficiente riserva di d'acqua. Percorrendo l'alta via da est a ovest, tutti i passaggi più impegnativi, compreso quello attrezzato, si fanno in salita.

Questo breve racconto è la prosecuzione di “Un'antica scrittura”, è per questo motivo che nella narrazione parto dalla cima del Deneal. Non avrà un seguito perché del Musi ho già scritto e dell'Alta Via Resiana lo ha già fatto ottimamente Giuseppe Tolazzi.



E' solo il mio pensiero che forse mal si concilia con le nuove regole del forum “Le vostre relazioni”.

E' da qualche settimana che l'ho scritto, stranamente, per fortuna o per sfortuna, non è ancora andato perso. Non essendo possibile dar seguito nel forum indicato, lo faccio qui, adesso, a mio modo.

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