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In search of Blagayanic Daphne

07-05-2015 21.54
askatasuna askatasuna
Condivido un itinerario alternativo che unisce la ricerca e l’ammirazione d’un gioiello endemico della val Tramontina come la Daphne Blagayana alla percorrenza della breve e spettacolare Cengla dal Von fino alla sommità del monte Rossa.
Allegato: Daphne Blagayana.JPG
In search of Blagayanic Daphne
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07-05-2015 21.55
askatasuna askatasuna
Difficoltà: E fino a casera Forcja Granda, EE per la Cengla dal Von

Dislivello in salita: 900 mt circa

Durata: 5 ore abbondanti

Cartografia: Carta 28, Val Tramontina, Tabacco, 1:25.000
Allegato: Spettabile Primula.JPG
Difficoltà: E fino a casera Forcja Granda, EE per la Cengla dal Von<br /><br />Dislivello in salita:  900 mt circa <br /><br />Durata: 5 ore abbondanti<br /><br />Cartografia: Carta 28, Val Tramontina, Tabacco, 1:25.000<br />
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07-05-2015 21.56
askatasuna askatasuna
LATO A (pragmatic side)

Entrati in val Tramontina si gira subito a sinistra in direzione di Chievolis. Una volta giunti a Faidona si parcheggia. Uno spiazzo è situato nella stradina asfaltata che, a centro paese, vira a destra verso Muinta. Proseguendo a piedi verso Chievolis si nota sulla sinistra, in corrispondenza d’un grande caseggiato, una pista cementata. La si risale per poi abbandonarla dopo poco seguendo sulla destra, oltre il rivolo, il troi che si manifesta bell’è bollinato. Senza possibilità di perder la traccia si giunge alla Forcja Granda (932m) ove sorge l’omonima casera, ora ricovero di caccia privato. Da qui la scelta..o seguire a destra il crinale per un ritorno tranquillo o prendere il marcato cammino a sinistra che diparte proprio accanto ai ruderi della fornace. Bolli e fettucce garantiscon il passo. Dopo un centinaio di metri di dislivello scarsi si giunge all’attacco della Cengla dal Von caratterizzato dal mini-ponticello. Due brevi traversi esposti e si è al cospetto del canale terrazzato del Rugo Coppo. Da qui il cammino si fa nuovamente docile fino alla forcella del Von e senza alcuna insidia esso prosegue a sinistra percorrendo la cresta boscata fino a raggiunger la cimotta del monte Rossa. Ritornati presso la casera, proseguire dritti per la dorsale ricercando l’agognata rarità profumosa per poi lasciar quella schiena più in basso, in presenza di un cumulo di sassi che segnala un’evidente traccia sulla destra che scende per ricollegarsi al troi dell’andata.
Allegato: Muinta e il lago.JPG
LATO A (pragmatic side)<br /><br />Entrati in val Tramontina si gira subito a sinistra in direzione di Chievolis. Una volta giunti a Faidona si parcheggia. Uno spiazzo è situato nella stradina asfaltata che, a centro paese, vira a destra verso Muinta. Pro
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07-05-2015 21.57
askatasuna askatasuna
Note a margine:

L’itinerario fino a Forcja Granda è stato rubato dal libro di Renato Miniutti (Atôr pa’la valada) mentre spulciando sul web s’incontrano altre notizie sulla Cengla dal Von e sul monte Rossa la cui possibile ascesa dalle case Fachin (really wild) può indurre ad un anello sulle pendici meridionali dell’altura in questione. Mi preme sottolineare come fino alla Forcja granda il troi sia accessibile a tutti e tutte con una minima attenzione in caso di fondo bagnato. Il proseguio invece diventa EE proprio per l’esposizione della cengia che però, con passo sicuro, si può percorrere in piena sicurezza. La tempistica è a stima viste le mie puntate tal salvadi. La stagione da me scelta è sicuramente tardiva per i terreni percorsi ma imprescindibile se la meta non è l’itinerario in sé ma quattro petali di seta, quattro. Per ciò che concerne gli allegati, la giornata era talmente cupa da inficiare ogni tentativo di fotografie decenti, quindi ne posto poche e pure pessime.
Allegato: La Cengla.JPG
Note a margine:<br /><br />L’itinerario fino a Forcja Granda è stato rubato dal libro di Renato Miniutti (Atôr pa’la valada) mentre spulciando sul web s’incontrano altre notizie sulla Cengla dal Von e sul monte Rossa la cui possibile ascesa dalle case Fac
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07-05-2015 21.58
askatasuna askatasuna
LATO B (emotional side)

Il sole, nonostante gli annunci, oggi non ci pensa neanche a far capolino dalle coperte e se non fosse per la temperatura, camufferebbe la giornata in autunnale. Poco importa, non cerco panorami, la vista passa in secondo piano, nella speranza di tuffarmi tra le candide vesti della Blagayana. Primo incontro è con una Neottia nidus avis che si presenta con il consueto sfoggio di discrezione. Il troi è puntualmente bollinato e di facile percorrenza se non fosse per tutto il pietrame oliato a dovere da piogge e rugiada. Da calpestar con attenzione. Salendo, un fruscio mi fa voltare: una capriola parte verso sinistra sopra la mia testa. Ma non sta fuggendo, infatti qualche istante dopo altri fruscii, era andata a recuperare il suo cucciolo dato da poco alla luce, addestrandolo in una fuga lenta e continuando a vigilar la minaccia sottostante. Se la tenerezza si vede dal mattino.. Una volta serrate le mascelle e ritornato a solidificarmi, proseguo. La generosità del cielo ha ravvivato le coperte muschiate. Belle, tronfie e gonfie si fan ammirare. Ed accarezzare. Una dopo l’altra. Raggiunta la casera di Forcja Granda (ricovero privato e chiuso dei cacciatori locali) punto verso sinistra, puntando al Von. Il troi si fa più esile, i bolli radi, ma nei tratti ove le tracce sembran perdersi, un aiuto, sotto forma di fettuccia scolorita, garantisce il passo. Poco dopo esser partito mi blocco. Cjailù! Il Rododendri blanc! Dopo anni finalmente ci si conosce!
Allegato: Cjalà nasà e murì.JPG
LATO B (emotional side)<br /><br />Il sole, nonostante gli annunci, oggi non ci pensa neanche a far capolino dalle coperte e se non fosse per la temperatura, camufferebbe la giornata in autunnale. Poco importa, non cerco panorami, la vista passa in second
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07-05-2015 21.58
askatasuna askatasuna
Burbero, senza delicatezza alcuna, presentazioni o convenevoli di sorta, sprofondo il naso tra quei petali minuscoli e candidi che imprigionano un sole ancor più piccino. Mmmmh… Le Dafne… La fioritura è limitata ma non tralascio nessun esemplare, le mangio con gli occhi e le divoro aspirandone l’essenza. Sicuramente il profumo che emanano è il più delicato della famiglia, s’addice all’abito che porta. La dolcezza è lievemente inferiore alla Cneorum o al Mezereum stesso, ma la fragranza si fa composita, stratificata. Lasciando un retrogusto indescrivibile, fresco, accattivante e delicato allo stesso tempo. Riparto con l’eco odoroso che risale ad ogni respiro e che m’accompagnerà ancor per molto. Non capisco se è una questione di pollini scippati che mi porto appresso o piuttosto un’elaborazione d’un cervello incantato che continua simularne gli effluvi. Come un bombo passo di capolin in capolino, vorace di carezze profumate. Poco oltre è possibile affacciarsi su di un pulpito da cui si può ammirare uno spicchio di lago che s’intrufola tra i verdi e l’abitato di Muinta con le sue ardite passerelle. Che fan la pari con quelle che mi attendono.
Allegato: The bridge.JPG
Burbero, senza delicatezza alcuna, presentazioni o convenevoli di sorta, sprofondo il naso tra quei petali minuscoli e candidi che imprigionano un sole ancor più piccino. Mmmmh… Le Dafne… La fioritura è limitata ma non tralascio nessun esemplare, le mangi
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07-05-2015 21.59
askatasuna askatasuna
In forcella un’ancona presenta rinchiuso dietro le sbarre, Antoni, chel di Padue. Se a destra il collegamento con i Tubers appare quantomeno difficoltoso, a sinistra l’incedere per la cresta boscata, ma priva di segnali, risulta comodo ed evidente. Un masso, uno, si fa mare. E’ popolato da un’incredibile quantità di conchiglie coniche che questa volta, finalmente, s’animano. Un corpo nerissimo esce dalla propria torre, mostrando le antenne. Continuo fino a raggiungere un ripetitore situato accanto alla vetta del monte Rossa. Splendida la vista verso la piana, sul lago e sul Celant così come in direzione del Frascola. O almeno lo intuisco, visto che son circondato ed arreso ad un mare di ovatta. Al ritorno, poco dopo la forcella, confondo la traccia. In realtà la cerco poco per aver una scusa che mi consenta di andare per le mie. Consigliato solo per chi vuol farsi gambe. Il bosco è ripido e diversi salti rocciosi obbligano a ripidissimi saliscendi. Giunti al canalone poi, se ci si abbassa solo di poco, l’attacco della cengia non solo appare invisibile, ma la prospettiva fa scartare ogni rimasuglio di rimembranza. A mi semeave ca tacave propit lì mò, ma no, al’è impusibil... e giù a perder quota su pendii verticali e poi su di nuovo a dar ragione alla memoria.
Allegato: Purple Rain.JPG
In forcella un’ancona presenta rinchiuso dietro le sbarre, Antoni, chel di Padue. Se a destra il collegamento con i Tubers appare quantomeno difficoltoso, a sinistra l’incedere per la cresta boscata, ma priva di segnali, risulta comodo ed evidente. Un mas
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07-05-2015 22.00
askatasuna askatasuna
Il rientro alla casera di Forcja Granda è caratterizzato da diverse pause dafniche, vera e propria iterazione dei reati di molestie floreali e fiuto aggravato. Da qui è consigliabile continuare per la dorsale senza scendere per il troi dell’andata. Proprio lì attorno ,altre fioriture blagayaniche prometton sospiri. In pochi minuti si raggiunge un ometto di pietre che pone l’attenzione sull’evidentissima traccia che scende verso destra ricollegandosi al troi dell’andata. Io non sono per nulla sazio. Ho gola di salvadi. Alore ju pa che atre bande! Poco sotto, incontro il rudere di uno stavolo. Sulla porta è scolpita la data del 1950, sul poco intonaco rimastogli addosso, un numero civico rosso. L’intenzione è raggiunger le stalle di Polacia e per vecchie tracce raggiungere Tamarat. Ma oggi son poco paziente, o meglio, voglio proprio andar a istinto. Conscio che il prezzo da pagare ci sarà e la cassa ci metterà poco a trillare. Il bosco, che inizialmente pare amichevole e ben disposto al giuoco, una volta iniziato a tagliarlo trasversalmente muta carattere.
Allegato: Sapore di mare.JPG
Il rientro alla casera di Forcja Granda è caratterizzato da diverse pause dafniche, vera e propria iterazione dei reati di molestie floreali e fiuto aggravato. Da qui è consigliabile continuare per la dorsale senza scendere per il troi dell’andata. Propri
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07-05-2015 22.00
askatasuna askatasuna
S’irrigidisce. Maree di foglie, pietre scivolose, frammenti di ramaglie celati con cura per planate improvvise, impluvi secchi e rabbiosi.. insomma, gli ingredienti che la mia ricetta prometteva dall’inizio. Cercar la traccia diventa utopico, trovar arnese di sarta nel pagliaio risulterebbe più facile. Tutto diventa una continua discesa e risalita, più si prosegue più essa diventa verticale. Continue balconate o impluvi erosi obbligano ad aggiramenti che annichilirebbero gli amanti dello step. Ma sono in mezzo al niente. Vuoi mettere? Nella traversata m’accompagna un Silisia tonante che riempie la valle con suo vociare! Impossibile resistere a quelle scintille di cristalli che scorgo dall’alto. Allora scendo e ne percorro un tratto. So che prima o poi i suoi salti mi costringeranno ad una dura ripresa di quota ma devo per forza sentirmi trapassato da quella potenza. Il premio è una cinquina di caprioli, scesi per abbeverarsi. Sorpresi, soffiano che è un piacere. Mi perdo in quelle pozze di cielo, ove i verdi e gli azzurri prendon vita dalla spuma della boria, da chi ha fretta di scivolar a valle. Una parete rocciosa sopra l’acqua è una perfetta riproduzione di un’ostrica. I suoi contorni ondulatori e sinusoidali paion scolpiti, la parte inferiore della conchiglia minerale è innaturalmente liscia e rifugge nella montagna.
Allegato: Stali.JPG
S’irrigidisce. Maree di foglie, pietre scivolose, frammenti di ramaglie celati con cura per planate improvvise, impluvi secchi e rabbiosi.. insomma, gli ingredienti che la mia ricetta prometteva dall’inizio. Cercar la traccia diventa utopico, trovar arnes
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07-05-2015 22.01
askatasuna askatasuna
All’ennesima, difficoltosa risalita, ormai spossato, scorgo un bollo rosso. E’ il troi che parte dal ponte dopo Tamarat. Autoctoni mi riveleranno come sia stato costruito con i lavori dell’acquedotto Costellato di paletti e passamani pare interrompersi su di un pulpito.. Ma per fortuna devo seguirlo in direzione opposta. In diversi tratti le sicurezze han ceduto trascinate dal monte stesso, ma senza crear pericoli di sorta. Probabilmente trattasi dell’incipit del percorso che portava alle stalle di Polacia che ho mancato all’attacco. Il breve troi in questione è vario e regala una visuale frontale della centrale idroelettrica di Chievolis, con la tubazione a precipite d’ordinanza in puro stile Acquasplash. Ritorno all’auto sognando il pane di Guido. Fumettista e musicista friulano, ha dedicato parte della sua vita ai bimbi del marginale quartiere Ferrari nella periferia di Buenos Aires dando vita al progetto “il Pic al’à Snait!”. Ora ha piantato radici a Tramonti di Sotto, riaprendo il Fôr Social chiuso da una decina d’anni.
Allegato: Jole de Cilia - Paola.jpg
All’ennesima, difficoltosa risalita, ormai spossato, scorgo un bollo rosso. E’ il troi che parte dal ponte dopo Tamarat. Autoctoni mi riveleranno come sia stato costruito con i lavori dell’acquedotto Costellato di paletti e passamani pare interrompersi su
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07-05-2015 22.02
askatasuna askatasuna
Pancôr improvvisato rigira quella massa con la melodia che lo accompagna da tutta la vita, sfornando, tra le altre delizie, il Pan di Jole, in memoria della partigiana di Mereto di Tomba Jole De Cillia (nome di battaglia Paola), medaglia d’argento alla memoria, uccisa dai nazifascisti nel ’45 in Val Tramontina. L’impasto è partigiano fin dalla sua origine ,le farine infatti vengon arricchite con lievito madre e provengono dal grano coltivato sulla proprietà collettiva della Comunità di San Marco di Mereto e macinato a pietra. La montagna è anche questo, piccoli spicchi di resistenza quotidiana per riprendersi luoghi abbandonati a sé stessi, poco fruibili da logiche consumistiche e produttive, spopolatisi per desertificazione indotta. Ma è da gocce d’acqua pura come questa che rispuntano oasi di umanità, a riappropriarsi di storia, territorio e memorie.(05.05.2015)
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