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Kobilja Glava da planina Stador

16-03-2015 22.05
askatasuna askatasuna
Proposta nata per caso, una scelta della sera prima che mi ha fatto scoprire uno straordinario balcone panoramico che, vista la sua brevità e il suo dislivello veramente modesto, può rivelarsi come una splendida gita di famiglia a primavera inoltrata.
Allegato: Obliquità.JPG
Kobilja Glava da planina Stador
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16-03-2015 22.07
askatasuna askatasuna
Difficoltà: T
Dislivello in salita: 450 metri
Durata: da 2 ore abbondanti in sù
Cartografia: Mappa Posočje, Kartografija, 1:40.000
Allegato: Mountains Smoke.JPG
Difficoltà: T <br />Dislivello in salita:  450 metri <br />Durata: da 2 ore abbondanti in sù <br />Cartografia: Mappa Posočje, Kartografija, 1:40.000<br />
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16-03-2015 22.10
askatasuna askatasuna
LATO A (pragmatic side)

Una passeggiata alla portata di tutti e tutte, certo, ma solo se affrontata dal rifugio di planina Stador (1050m) raggiunta da una lunga e tortuosa stradella asfaltata che parte da Ljubinj situato sopra la via che collega Tolmin a Most na Soči. Stretta, è in buone condizioni e con numerosi “slarghi” che rendono meno drammatici i poco auspichevoli incontri con altri autoveicoli fino al suo termine presso la planina che, in realtà, è un rifugio che promette leccornie nel suo periodo d’apertura. Il parcheggio sotto la Koča è risicato quindi meglio esser mattinieri. Oggi il problema non si pone. Giunti al rifugio seguire i segnavia o salire gradualmente verso destra, mirando alla casa più vicina al bosco. La traccia, anche per via dei lavori non si nota subito ma diviene ben presto evidente. Sale senza fretta in diagonale fino ad uscire allo scoperto ed invertire il senso di marcia per risalire il nudo schienale della Šprinca. Da qui è già ben visibile la cima che presenta una grande croce di legno che è possibile notare sulla sinistra mentre da Čignij ci si dirige verso Volče in direzione di Tolmin. Poi non resta che seguire la dorsale erbosa. Io l’ho percorsa completamente sommersa dal bianco ma la traccia deve presentarsi comoda e ampia.
Allegato: La creste.JPG
LATO A  (pragmatic side)<br /><br />Una passeggiata alla portata di tutti e tutte, certo, ma solo se affrontata dal rifugio di planina Stador (1050m) raggiunta da una lunga e tortuosa stradella asfaltata che parte da Ljubinj situato sopra la via che colle
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16-03-2015 22.12
askatasuna askatasuna
Dopo piccoli saliscendi si restringe e mostra i sui ripidissimi verdi dai quali è meglio star distanti. Quando sono loro che s’avvicinano troppo, alla comparsa della faggeta, il troi entra sicuro nel bosco. Io sono sceso direttamente per i prati ma una traccia zigzagante prima e una lunga diagonale poi, dovrebbero accompagnare comodamente fino a planina Lom. Qui si può curiosare le alture del Tolminski Triglav percorrendo il sentiero che scende verso Tolmino, raggiungendo una delle cimotte o ancora puntare agli speroni di roccia che si ergon più a destra o infine puntare verso nord, seguendo il cammino verso planina Razor. In ogni caso il ritorno avviene per una comoda carrareccia fino al parcheggio, in una ventina di minuti.
Allegato: Rivât sul Sprinca.JPG
Dopo piccoli saliscendi si restringe e mostra i sui ripidissimi verdi dai quali è meglio star distanti. Quando sono loro che s’avvicinano troppo, alla comparsa della faggeta, il troi entra sicuro nel bosco. Io sono sceso direttamente per i prati ma una tr
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16-03-2015 22.15
askatasuna askatasuna
Note a Margine

Due le alternative di salita per dar maggior spessore a quest'elevazione. La prima parte da Zabče poco sopra Tolmin, sotto quota 300 metri e sfila sotto i tre cocuzzoli boscosi del Tolminski Triglav per giungere a planina Lom (1059m) da cui intraprendere la salita per la cresta per poi scendere a planina Stador, dalla quale si riprende la via per l’oasi di Lom attraverso la carrareccia. La seconda alternativa, meno invitante per i frequenti lavori d’esbosco, diparte dai tornati che salgono da Ljubinj (rispettivamente dal secondo e dal quarto).
Allegato: Tricornetto e planina Lom.JPG
Note a Margine<br /><br />Due le alternative di salita per dar maggior spessore a quest'elevazione. La prima parte da Zabče poco sopra Tolmin, sotto quota 300 metri e sfila sotto i tre cocuzzoli boscosi del Tolminski Triglav per giungere a planina Lom (10
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16-03-2015 22.16
askatasuna askatasuna
LATO B (emotional side)

Giornata di rientro. Stanchezza e foschia mi fan evitare la salita al Čukla. Curioso le mappe e mi attira la Kobilja Glava. Sulla casa sopra il rifugio si lavora. Un Golden Retriever color crema mi saluta abbaiando di gusto per poi farsi accarezzare e mostrarmi con golosa impazienza il senso del troi. Si volta solo per dirmi: Alore? Su mò, nin! Fino a che il fischio del “padrone” richiama quel batuffolo con le zampe. Poco sotto la Šprinca una coppia con un altro Golden dal manto quasi bianco. Accorre deciso a cercar le coccole per poi porgermi un bastone per approfondire il rapporto. Presto la salita si tinge di bianco e il panorama s’apre, ovattato dalla foschia. Non pensavo di trovare tanta neve, a volte così dura che non lascia sprofondare gli scarponi neanche un centimetro. Giunto alla croce sommitale mi sazio di ciò che il cielo è disposto a condividere, intuendo il grandioso panorama verso la piana, avvolto dal mistero. A tire aiar, ma lis niulis a son simpri lì.
Allegato: Cruz.JPG
LATO B  (emotional side)<br /><br />Giornata di rientro. Stanchezza e foschia mi fan evitare la salita al Čukla. Curioso le mappe e mi attira la Kobilja Glava. Sulla casa sopra il rifugio si lavora. Un Golden Retriever color crema mi saluta abbaiando di g
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16-03-2015 22.20
askatasuna askatasuna
Riparto per una cresta ghiacciata coi ramponi che se la ridono beati al calduccio. In piena battuta di sole resiste quasi un bel metro di crosta. Passeggiar per la dorsale è una gioia per lo sguardo, il naso si alza ad annusar il vento e le forme a cui vado incontro assumono contorni più vividi e delineati. Il tratto finale che precede la faggeta non è ravanato ma completamente arato nei pochi spicchi che la neve lascia spogli. Copre benissimo invece il troi e ciò mi fa optare per una ripida discesa a metà fra il pattinaggio e lo sci artistico fino alla planina. Il peso delle tallonate non scalfisce gli ultimi scampoli di bianco e improvviso movimenti e contro-rotazioni tra il buffo e il disordinato. Lom è un’oasi di pace. Fuma solo un camino, in silenzio.
Allegato: Oasis.JPG
Riparto per una cresta ghiacciata coi ramponi che se la ridono beati al calduccio. In piena battuta di sole resiste quasi un bel metro di crosta. Passeggiar per la dorsale è una gioia per lo sguardo, il naso si alza ad annusar il vento e le forme a cui va
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16-03-2015 22.26
askatasuna askatasuna
Tante piccole casupole paiono i veri abitanti del posto. Di dimensioni e fattezze diverse, alcune colorate, altre ben ristrutturate, altre ancora che mostrano i segni del tempo. Se dalla cresta mi incuriosivano quelle tre punte boscate che passan sotto l’altisonante nome di Tolminski Triglav, dal trampolino di lancio da cui mi son tuffato, appena fuori della faggeta, mi ha conquistato un minuscolo sperone roccioso che si sporgeva dalla vegetazione. Provo a raggiungerlo seguendo una delle miriadi di tracce che caratterizzano Lom. Pare d’esser in un giardino botanico. In un paio di metri quadrati si sgomitano ginepri, pini mughi, eriche, faggi, conifere, rododendri ed arbusti vari. Arrivato sul agognato balcone di roccia noto come non sono il primo ad averlo scelto come sede per consumar il mio desco. Piume dappertutto e pochissimi rimasugli. Fam a l’è fam. Scendendo, evito la deviazione sul tricornetto come scusa per un futuro ritorno sul Kobilja partendo da Zabče.
Allegato: Hacia el Krn.JPG
Tante piccole casupole paiono i veri abitanti del posto. Di dimensioni e fattezze diverse, alcune colorate, altre ben ristrutturate, altre ancora che mostrano i segni del tempo. Se dalla cresta mi incuriosivano quelle tre punte boscate che passan sotto l’
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16-03-2015 22.28
askatasuna askatasuna
Opto invece per una visita lampo alla chiesetta di Javorca. Di norma chiusa fino a maggio ma oggi s’apre alla fortuna per la presenza di una manciata di turisti. Costruita dai soldati austroungarici nel 1916 sotto l’ispirata visione dell’architetto Remgius Geyling vede le pareti esterne addobbate con gi stemmi di tutti i battaglioni dell’impero. L’interno ligneo, dominato dai blu, è in stile art-nouveau. La splendida scelta cromatica contrasta con le frastornanti pareti mobili su cui sono apposti i nomi di chi ha unito per sempre il proprio corpo alle vicine cime del Vodil, Mrzli, Sleme e Rdeči Rob. Per raggiungerla si deve percorrere la carrareccia che parte da Zatolmin, asfaltata solo per brevissimi tratti e che affianca per sette chilometri la Tolminska Korita. Dal parcheggio sono poi da aggiungere una ventina di minuti di salita fino alla chiesetta.(14.03.2015)
Allegato: La glesie di Javorca.JPG
Opto invece per una visita lampo alla chiesetta di Javorca. Di norma chiusa fino a maggio ma oggi s’apre alla fortuna per la presenza di una manciata di turisti. Costruita dai soldati austroungarici nel 1916 sotto l’ispirata visione dell’architetto Remgiu
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