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Kucelj, Veliki Modrasovec e Mala Gora da Vrtovin

22-01-2015 19.30
askatasuna askatasuna
Questa non vuol essere una relazione troppo dettagliata ma solamente un corollario non previsto a seguito dell’altra bella relazione sul Kucelj da Predmeja (scoperta solo in seguito). L’approccio che propongo è più diretto e verticale e parte dagli abitati sottostanti l’altipiano. In questo caso da Vrtovin ma da Kamnje, Stomaž o Lokavec vi sono altre possibilità di risalita… basta aprire la cartina e disegnarsi il proprio percorso. Unica avvertenza la scala. Quel centimetro, essendo la mappa a 1:50.000, non è quello delle nostre Tabacco, quindi fate scorrere il dito con maggior prudenza… Per chi si chiedesse ove acquistarle, esse sono normalmente presenti nei distributori Petrol oltre che nelle librerie slovene o ancora, su diversi siti internet e librerie di montagna presenti in regione e soprattutto a Trieste.

Dislivello: 1100 metri circa di salita compreso il Veliki Modrasovec.
Durata: Sei orette a buon passo comprese le soste.
Cartografia : Nanos, 1:50.000, ed. Planinska Zveza Slovenije.
Allegato: Al centro il cono ocra di gospod Kucelj.JPG
Kucelj, Veliki Modrasovec e Mala Gora da Vrtovin
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22-01-2015 19.31
askatasuna askatasuna
LATO A (pragmatic side)

Per ciò che concerne l’itinerario ritengo necessario l’attrezzarsi con la cartina relativa. Lo spiegar ogni bivio risulterebbe fin troppo pedante. I sentieri da sotto la dorsale dell’altopiano di Trnovo son molto ben segnalati. L’imbocco da Vrtovin per Sveti Pavel è tabellato anche se da lì ci si muove per evidenti tracce che posson confondersi a pochi metri dal raggiungerla, ma senza causare patemi. Il punto di partenza sono le case di Lozarij. Prima della località sulla sinistra, c’è un ampio spiazzo ove parcheggiare. Poi si segua la strada tra le case verso ovest fino al suo termine per incontrare la tabella per Sveti Pavel. Una volta raggiunta la chiesetta tutto diventa più facile. Il sentiero si fa zigzaghevole e senza possibilità di fuga. Da qui in poi i bivi sono molto ben segnalati. Dal rifugio Koča Antona Bavčerija, con un centinaio di metri di dislivello in più, è possibile raggiungere il Veliki Modrasovec che, ahimè, non regala vista alcuna se non il respiro del suo meraviglioso bosco che contraddistingue il percorso che porta ai fratelli Golak. Volendo si può evitar la deviazione ancor prima di giungere al rifugio seguendo l’indicazione per il Koča na Mali Gori. Splendida costruzione in legno da cui, in pochi minuti, si può raggiungere la cima stessa. Basta puntare al cocuzzolo erboso che si trova di fronte e seguir le tracce verso oriente. Per il ritorno le alternative sono varie. Il primo bivio è caratterizzato da un bivacco chiuso e non segnalato. Il mio desiderio era scendere verso Vrtovin ma, trovando i bolli cancellati, ho temuto il peggio per il bosco (gelicidio) o per la costruzione di eventuali piste optando per proseguire in falsopiano. Il traverso è comunque molto bello e vario e riporta all’itinerario dell’andata. Al secondo bivio ho scelto la scorciatoia verso sinistra che diparte dalla carrareccia, la via risulta meno segnata ma totalmente intuitiva anche se, più in basso, il troi diventa scomodo e pietroso, una via di fuga per le acque che suggerisce di percorrerlo in parallelo per bosco e prati. Entrambi i rifugi sono gestiti e aperti nei fine settimana.
Allegato: A la manana.JPG
LATO A (pragmatic side)<br /><br />Per ciò che concerne l’itinerario ritengo necessario l’attrezzarsi con la cartina relativa. Lo spiegar ogni bivio risulterebbe fin troppo pedante. I sentieri da sotto la dorsale dell’altopiano di Trnovo son molto ben seg
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22-01-2015 19.32
askatasuna askatasuna
LATO B (emotional side)

Le fantasie cartografiche debbon piegarsi, oltre che alla realtà, alla loro scala. Abituato a perdermi sognante in quelle della mia terra è difficile condizionare il pensiero a quelle slovene che, normalmente, sono di scala doppia. La punta dell’indice viaggia con l’immaginazione su quelle linee rosse che sembran docili, ancor più condizionato dal fatto che l’itinerario scelto sia una salita “vicino” casa. Giungo a Vrtovin convinto di affrontare una salitella, parcheggio presso le ultime case di Lozarij e m’avvio verso la chiesa di Sveti Pavel. Arroccata sul suo bastione, non si mostrerà fino all’ultimo. Oggi tutto è fangoso, proprio sotto l’ultima rampa le tracce si moltiplicano ma puntando dritto giungo sopra il ripiano. Il cielo pare voler crollare sulla terra. A stento lo spesso mare di nuvole trattiene il sole che oggi sembra talmente potente da riuscire a trapassarle, a scavarsi il passo tra gli orditi e le trame cotonose che vorrebbero imprigionarlo. Attorno alla chiesetta un paio di presepi e un albero addobbato. Il troi prosegue tra pietre che paion divorate dalla salsedine, talmente smangiate da sembrar sassi cementati e in via di sgretolamento. Ancora preso da quest’immagine giro l’angolo e mi blocco. La forza cromatico-emotiva di ciò che mi si para davanti mi sorprende. Il troi è un corridoio verde che s’infrange contro una doppia muraglia. Dietro, alti e compatti, mi squadrano i pini. Davanti, un’impenetrabile selva d’arbusti spinosi e rossicci. Non un solo ramo procede qualche centimetro in verticale, tutto è un susseguirsi di sottili spirali che mimano i refoli del vento. Proseguo in un bel bosco di pino nero che regala anche dei patriarchi dalle notevoli dimensioni. Erto, mi accompagna fino alle praterie sommitali. Il sole sta vincendo la sua battaglia! Lo vedo ancor prima di girarmi verso di lui, l’ocra delle erbe si fa oro e luccica. Tra la fuga della fumate a tratti sbricio verso il mare, quello d’Istria. Il resto è un patchwork di campi e paesi a formar un’elegante coperta. L’altopiano di Trnovo è opera di Jason Pollock. Schizzi di bianco, macchie coniferose d’un verde intenso, isole di faggi con pozze di foglie sanguinanti... in un casuale susseguirsi di luci e ombre d’un cielo che s’apre. Il percorso fino al rifugio Anton Bavčerja è vario e piacevole. Lo oltrepasso puntando alla faggeta. Il Veliki Modrasovec è chiuso a riccio tra la vegetazione e non regala visuale alcuna. Ritorno sui miei passi calpestando l’unica neve della giornata. La strada del rifugio è tutto un rombo. Di colpo un quad sfreccia a folle velocità schizzando fango e fiocchi ovunque. Passo per un soffio. Deglutisco la rabbia e fuggo dalle miserie umane. Punto al prossimo Koča, quello del Mala Gora. Il bosco è devastato dalla costruzione di nuove strade. Tra i rami dei pochi alberi presenti spuntano dei parapendii. Il rifugio è di legno, intimo, nuovo e silente. Sull’uscio il gestore parla con degli escursionisti. Ci salutiamo. Guadagno il cocuzzolo antistante e mi godo il panorama. L’altopiano del Nanos emerge dalla piana mentre dall’altro il mare è tutto un luccichio. Ripunto verso occidente per prendere il troi che taglia il pendio in corrispondenza di un bivacco non segnalato e chiuso a chiave. Ma i bolli sono cancellati. Non vorrei che il troi abbia patito il gelicidio dello scorso inverno e opto per il rassicurante traverso che mi riporta verso Sveti Pavel. Il tratto è caratterizzato da un continuo susseguirsi di bosco e pietraie che colgon sempre di sorpresa. Ancor più quando alcune mostrano al loro interno delle aiuole alberose, come se scivolassero anche loro a valle, inghiottendo quel letto di roccia. Dopo il primo pezzo di troi comune all’andata, serpentevole e tornantuoso, prendo la scorciatoia di sinistra per Vrtovin. Docile all’inizio, si traveste da torrente poi, invitando a proseguire paralleli tra i prati. Quella che sembrava dover essere una dolce scampagnata s’è rivelata una bell’ascesa verso un balcone d’eccezione che nelle giornate terse dev’essere un inno alla profondità, una sfida per lo sguardo ad individuare ove l’azzurro si trasforma da acqua in cielo. (18.01.2015)

Allegato: Il Nanos.JPG
LATO B (emotional side)<br /><br />Le fantasie cartografiche debbon piegarsi, oltre che alla realtà, alla loro scala. Abituato a perdermi sognante in quelle della mia terra è difficile condizionare il pensiero a quelle slovene che, normalmente, sono di sc
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23-01-2015 06.17
marco.raibl marco.raibl
Come spesso accade,dietro l'angolo si nascondono meraviglie.Basta andare a cercarle.Ciao e grazie
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23-01-2015 07.47
fabio.bertrandi fabio.bertrandi
Posti bellissimi, spazi vasti e solitari a pochi km da casa. Anni fa (era il 2009 o 2010) un pomeriggio d'estate (iniziai a camminare verso le 3 di pomeriggio) in un giorno infrasettimanale ho fatto il seguente giro: dalla Iztokova Koca (il rif. sotto il Goljak) sono salito al grande, il medio e il piccolo Goljak, da lì verso nord scende un sentiero appenna accennato, a tratti completamente assente, che devi cercare o indovinare seguendo segni evanescenti sugli alberi (avevo come guida il libro della LINT sulla selva di ternova di Durissini-Nicotra, e la mappa slovena), tra tronchi crollati, abbattuti da inverni severi che neanche ci immaginiamo, fino a sbucare dopo la Smrekova Draga (la valle dell'abete rosso), all'altezza del bivio per Idria e Tribussa. Girato a sx, in direzione della Mala Lazna e della Paradana, all'altezza dell'Anina Koca ho piegato a dx per cercare di scovare il Belvedere di Tribussa, belvedere strapiombante sulla valle sottostante, tanto frequentato - e decantato come posto stupendo di osservazione - dai nostri antenati negli anni 10-30 del secolo scorso, sono arrivato ad una selletta sotto il Poldanovec, e una volta superata ti ritrovi sopra a un pendio boscoso estremamente ripido, ricoperto di foglie di faggio scivolosissime, punteggiato qua e là da alti torrioni di roccia, un pendio ripidissimo che con la vista ti porta fino alla sottostante valle della Tribussa, probabilmente il belvedere è nelle vicinanze ma l'ora avanzata mi ha fatto tornare indietro, dopo la Anina koca ho ripreso la strada per la Iztokova e verso le 9 di sera ero al punto di partenza. Un giro di circa 12 km, durante il quale non ho incontrato anima viva.
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23-01-2015 10.49
pitusso2012 pitusso2012
Esistono anche cartine della zona in altra scala:
Scala 1.25.000 "Batuje", Drzavna topografska karta foglio 129, che và però integrata con il pieghevole aggiornato relativo alla zona facilmente rintracciabile alla Koca A.Bavcerja na Cavnu.
Scala 1.40.000 "Posocie" e Skofjelosko, Idrijsko in Cerkljansko Hribovje", Kartografija
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23-01-2015 19.54
askatasuna askatasuna
Mille grazie per le chicche d'annata.
Da provare sul terreno in luoghi che per vicinanza e morfologia territoriale ho sempre sottovalutato. Grazie anche per le dritte cartografiche. La mappa del Posocje, molto ben fatta col libretto, è in mio possesso ma non arriva fino al Modrasovec. Comunque da avere per coltivare sogni e camminate....
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