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Via alpinistica al M. Chiadin per le Pale di Linc

07-10-2014 20.29
Matthew Matthew
AVVICINAMENTO

Giunti a Cima Sappada, si inizia a risalire la Val Sesis dirigendosi verso le Sorgeti del Piave. Arrivati ai Piani del Cristo, nei pressi del rifugio omonimo, si parcheggia.

SALITA

Dal Parcheggio si seguono le indicazioni per il "Sentiero naturalistico Piave" che si addentra nella Val Sesis costeggiando il fiume. Passando accanto alla Baita Rododendro, si nota un segnavia CAI che porta ad attraversare un ponticello. Lasciato a sinistra il sentiero diretto ai Laghi d'Olbe, si continua seguendo i segnavia gialli e più avanti i vari cartelli che compaiono ogni volta che si interseca il manto stradale. Oltrepassato poi un ponte stradale, si passa accanto ai Fienili Sesis (1 h).
Si abbandona allora il proseguimento del percorso naturalistico e inizia l'avventura fuori sentiero. Passando per un'apertura si valica la palizzata del pascolo e si sale il pascolo, diretti verso il bosco soprastante. Tenendosi sempre un po' sulla sinistra si entra nella vegetazione, costeggiando più in alto un muretto a secco. Dopo poco si incontra necessariamente una traccia marcata che si segue verso destra, in leggera salita, e che si esaurisce in breve raggiungendo il fienile Teipl. A questo punto ci si dirige liberamente verso le radure sul retro della capanna, in leggera salita, mentre il rado bosco di abeti e larici apre sempre di più il panorama. Si incontra una seconda traccia evidente proprio mentre poco più in basso sulla sinistra si scorge un altro fienile. Anche questa va seguita verso destra, ora in falsopiano. Si oltrepassa una estesa macchia di lamponi (se si ha fortuna, come è capitato a me, ne si fa una bella scorpacciata!) e si arriva subito dopo ad una baita privata di recente costruzione. Si prosegue a monte di questa, in costante moderata salita, dove la traccia si fa più labile e scomoda. Senza problemi si arriva ad una zona prativa dalle dolci ondulazioni. La cima settentrionale delle Pale di Linc si staglia poco distante, mente perviene da nord (dal Passo Avanza) un'ennesima traccia, questa volta più grossa, fangosa e con segni di ruote; la si segue fino a quando si decide di puntare alla sommità erbosa, raggiungibile liberamente tra arbusti, lamponi, prati e qualche albero. Salendo, si può scorgere come la pista si diriga verso una malga, racchiusa in un catino pascolivo più in basso (anch'essa di recente costruzione?). Poco sotto la vetta, in versante sud, si può esplorare brevemente una buia galleria artificiale. Arrivando in cima (2029 m, la quota più elevata delle Pale di Linc; 1.15 h dai Fienili Sesis), oltre a godere del già estesissimo panorama, è utile studiare la non facile prosecuzione dell'itinerario. Infatti da qui in poi il percorso sarà completamente privo di tracce e nemmeno il calpestìo di qualche camoscio si rivelerà utile ai fini dell'avanzata. La cresta erbosa che diparte verso sud è la direttiva ideale che ci condurrà verso la repellente e apparentemente inaccessibile parete nord del Monte Chiadin. Si può osservare come da quest'ultimo una lingua di ghiaia più lunga delle altre scenda dal canalone roccioso centrale: per ora, essa rappresenta nella sua parte alta la nostra meta.
Se le condizioni di visibilità sono buone (in caso contrario abbandonare assolutamente la prosecuzione) si scende lungo la cresta erbosa per poi abbandonarla e continuare poco sotto il crinale, in versate ovest (evitando così alcune asperità di cresta e saliscendi inutili). Si assecondano alcuni dossi, mai con difficoltà ma un po' scomodamente tra erba scivolosa e arbusti vari, fino a risalire e toccare nuovamente la cresta. Si sale piacevolmente, ammirando il vasto panorama e alcune stratificazioni rocciose che coronano la vista del Coglians, fino al momento in cui l'erba inizia a lasciare gradualmente il posto a un terreno detritico. Si abbandona dunque il crinale puntando alla lingua di ghiaia di cui si è parlato in precedenza. Attraversati in diagonale gli ultimi lembi di prato a qualche instabile rivolo detritico, la si raggiunge (1 h dalla q. 2029). Ora inizia la parte più difficile del percorso. Piuttosto che affrontare direttamente il canale nel suo fondo (il terreno è troppo infido e instabile), conviene salire sul suo bordo sinistro, tra zolle d'erba e roccette (I). Si raggiunge un piccolo intaglio in cui fanno la comparsa un paio di bolli rossi che, isolati come sono, ci fanno rendere conto che di tutta la via non è rimasta alcuna traccia. La prosecuzione è una incognita e da qui le difficoltà crescono. Ad ogni modo bisogna continuare mirando al centro del canale, dapprima su una cengetta (un altro bollo più avanti su un masso), poi con passaggi esposti di arrampicata su roccia marcia (II, attenzione agli appigli instabili!), salendo piccoli camini dal fondo scivoloso, traversando alcune cornici detritiche e con la possibilità (o la necessità) di scavalcare a gattoni una esile crestina. Evitare il più possibile di esporsi ai precipizi settentrionali (quelli che generano il Rio Avoltruzzo 1000 m più in basso). Più in alto la salita si fa più intuitiva (ma non meno esposta); guidati ora da numerosi bolli rossi, si affrontano ancora roccette e camini sporchi (I+) e infine una rampa d'erba e detriti che ci deposita finalmente in cresta. Si lascia volentieri l'orrido dirupo da cui si è saliti, si percorrono ancora pochi metri verso sinistra e si è in vetta (2287 m; 1 h dall'attacco).

DISCESA

Per la discesa si segue la mulattiera che cala sull'erboso versante meridionale con molte svolte. Il tracciato non è mai problematico né troppo ripido, seppur leggermente rovinato dall'erosione in alcuni punti. Giunti in loc. Keser si continua verso i Piani del Cristo, con la possibilità di evitare la strada sterrata (e cementata) tagliandone le curve con un sentiero segnalato. Si arriva così in breve alle spalle del rifugio e al parcheggio (1.45 dalla vetta).


Partenza e arrivo: Piani del Cristo in Val Sesis (1410 m)
Quota massima: M. Chiadin (cima ovest, 2287 m)

Dislivello in salita: 950 m circa
Tempo di salita: 4.00-5.00 h
Tempo di discesa: 1.30-2.00 h

Escursione in solitaria - ottobre 2014


NOTE


-La via da nord al M. Chiadin deve ritenersi esclusivamente alpinistica per i seguenti fattori: difficoltà tecnica che necessita di buona confidenza con la roccia (numerosi passaggi fino a II+), esposizione continua, estrema friabilità della roccia anche quando sembra affidabile, impossibilità di proteggere o attrezzare in qualunque modo la via, terreno instabile e insidioso, difficoltà di orientamento, totale assenza di tracce umane e animali, pericolo serio di scariche di sassi (se si va in compagnia si salga in pochi e indossando necessariamente il caschetto). Il verso di percorrenza è tassativamente in salita.
-Se la difficoltà di ascesa è troppo elevata ci si può comunque accontentare della quota 2029 delle Pale di Linc (remunerativa per il paesaggio e il panorama offerti) salendo tranquillamente e senza percorso obbligato dal Passo Avanza.
-Volendo evitare il tratto incerto dai Fienili Sesis alle pale erbose si può proseguire lungo la strada della Val Sesis deviando poco dopo verso il Passo Avanza e da qui salire senza difficoltà fino a innestarsi al percorso descritto.
-La cartina Tabacco 01 in mio possesso (ed. 2006) è inaffidabile sia per quanto riguarda la passeggiata lungo il Piave, sia per la risalita fino ai pascoli delle Pale.
-La relazione (l'unica che ho trovato che riguardi questo percorso) presente nel libro di Giovanni Borella "Sappada - dai sentieri alle vette" (Edizioni CO.EL., 2002) è inesatta e obsoleta, mentre la cartina riportata e la foto col tracciato della via sono entrambe eccessivamente approssimative o, per meglio dire, erronee.
-I tracciati nelle mie foto sono brutti e puramente indicativi. La via di roccia non l'ho disegnata appositamente.

Nel complesso è un'escursione interessate che propone una salita laboriosa ma suggestiva e dalle difficoltà molto varie, coniugandola con una discesa facile e veloce. Il dislivello non è elevato ma i saliscendi sono numerosi e la lunghezza dell'intero percorso non va sottovalutata. La dimora del leggendario Linc è destinata a essere visitata solo da persone molto motivate.
Allegato: DSC00289.JPG
Via alpinistica al M. Chiadin per le Pale di Linc
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07-10-2014 20.32
Matthew Matthew
Lungo il corso del Piave
Allegato: DSC00240.JPG
Lungo il corso del Piave
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07-10-2014 20.34
Matthew Matthew
La quota 2029 delle Pale di Linc
Allegato: DSC00246.JPG
La quota 2029 delle Pale di Linc
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07-10-2014 20.37
Matthew Matthew
Peralba e Chiadenis dai Fienili Sesis
Allegato: DSC00255.JPG
Peralba e Chiadenis dai Fienili Sesis
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07-10-2014 20.40
Matthew Matthew
Verso il termine delle Alpi Carniche
Allegato: DSC00264.JPG
Verso il termine delle Alpi Carniche
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07-10-2014 20.42
Matthew Matthew
Il lungo crinale delle Pale di Linc finisce sulle rocce del Chiadin
Allegato: DSC00278.JPG
Il lungo crinale delle Pale di Linc finisce sulle rocce del Chiadin
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07-10-2014 20.45
Matthew Matthew
La parete nord del M. Chiadin
Allegato: DSC00281.JPG
La parete nord del M. Chiadin
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07-10-2014 20.47
Matthew Matthew
Stratificazioni rocciose "indicano" il gruppo del Coglians
Allegato: DSC00285.JPG
Stratificazioni rocciose "indicano" il gruppo del Coglians
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07-10-2014 20.51
Matthew Matthew
Un bollo utile solo per conforto psicologico
Allegato: DSC00295.JPG
Un bollo utile solo per conforto psicologico
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07-10-2014 20.53
Matthew Matthew
Il dirupo sottostante
Allegato: DSC00297.JPG
Il dirupo sottostante
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07-10-2014 20.56
Matthew Matthew
Verso la fine della via
Allegato: DSC00300.JPG
Verso la fine della via
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07-10-2014 20.58
Matthew Matthew
Dal Piave alle Pale di Linc
Allegato: DSC00316.JPG
Dal Piave alle Pale di Linc
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07-10-2014 21.01
Matthew Matthew
La cima ovest del M. Chiadin
Allegato: DSC00318.JPG
La cima ovest del M. Chiadin
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08-10-2014 13.49
askatasuna askatasuna
Ancora una volta complimenti Matthew! Per la scelta, lo spirito salvadi, la curiosità esplorativa, l'istinto solitario e per come condividi il tutto con passione e dovizia di particolari. Braf inmò!
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08-10-2014 15.48
michela michela
Bell'avventura Matthew, e grazie per la relazione scrupolosa che dà un'idea delle reali difficoltà di questa via. Per curiosità ho spulciato tra le guide in mio possesso trovando conferma a una certa nefasta tendenza a sottogradare. La guida CAI-TCI Alpi Carniche 2 di De Rovere-Di Gallo riporta questa salita (n. 150 b, dal passo Avanza), con una stringata relazione priva di qualsiasi cenno all'esposizione e alla roccia marcia, e la nota "Diff. pass. di I". SU "Alpi carniche - Catena Carnica Principale Dolomiti Pesarine" di E. Tomasi, ed. Tamari, la traversata è addirittura descritta in senso inverso, con discesa segnata a bolli rossi sul versante N, per canalini ghiaiosi e rocciosi da fare con un po' d'attenzione... Idem per la guida "Sappada: vie normali e vie classiche" di Salvini e Piller, che propone una "discesa nord-EE", e la nota "itinerario su roccia friabile e con percorso non sempre evidente adatto per escursionisti esperti": in questo caso sorge anche il dubbio che l'itinerario possa non coincidere con il tuo, ma le due righe di vaga descrizione non fanno molta chiarezza.
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08-10-2014 23.48
Matthew Matthew
Grazie a Askatasuna e Michela per i complimenti! E contraccambio con i miei a voi, vedendo i giri che fate e la vostra passione per la montagna!

Michela, purtroppo non ho potuto consultare nessuna delle guide che citi, ma posso aggiungere alcune considerazioni: escludo che qualunque cosa tu abbia letto possa riferirsi ad un'altra via da nord al M. Chiadin. Precisiamo che c'è una parete rivolta a nord-est che sprofonda sull'Avoltruzzo, totalmente inaccessibile direi (vedi foto che allego); e un pendio rivolto a nord-ovest, quello che ho salito io e che "obbliga" ad una sola via, quella che ho fatto io, in cui sopravvivono alcuni bolli rossi. La qualità della roccia ha sicuramente reso negli anni la via come si presenta adesso: un dirupo franoso, sporco di ghiaia poco simpatica (non quella bella in cui ci si diverte a scivolare in discesa, o quella costituita da pietrame grossolano, piuttosto quella inclassificabile che poggia su un suolo terroso e scivoloso), perciò è facile immaginare la "mia" via come una via che c'era una volta e che adesso è scomparsa (non solo zero tracce ma anche zero ometti, e nemmeno io ne ho fatti, per insicurezza mia). Credo anzi che una volta questa via fosse decisamente più facile, perciò le relazioni che hai citato potevano essere anche coerenti! Traggo questa conclusione non solo dalle "facilonerie" delle descrizioni che hai citato (e di quella che ho citato anch'io nella relazione) ma anche da altri due elementi: 1)la foto n. 9 che ho postato (quella col Lastroni in secondo piano), in cui si nota bene quello che parrebbe essere un segnavia CAI (forse addirittura c'era solo una sorta di sentiero??) e 2) in loc. Keser, al ritorno, ho osservato un grande masso che indicava la direzione della salita con delle scritte semi-cancellate tra cui: "Chiadin" e "Anello" (!!), più altre che non mi ricordo ma altrettanto interessanti. Forse col tempo la via è franata e tutti hanno perso la voglia di andarci, chissà (in primis gli autori delle guide...).
Una morale della favola potrebbe essere: in certi luoghi, qualsiasi relazione che non sia recente è da considerarsi datata come un secolo fa!! :)

Un saluto
Allegato: DSC00321.JPG
Grazie a Askatasuna e Michela per i complimenti! E contraccambio con i miei a voi, vedendo i giri che fate e la vostra passione per la montagna!<br /><br />Michela, purtroppo non ho potuto consultare nessuna delle guide che citi, ma posso aggiungere alcun
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