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Pale Candele dal Ponte del Ciarter

29-08-2013 17.15
Matthew Matthew

Ponte del Ciarter- Forca Dof: 2.30-3.00
Forca Dof-Casera Bregolina Piccola: 0.10
Casera Bregolina Piccola- M. Pale Candele: 1.30

M. Pale Candele- Casera: 1.15
Casera- Ponte del Ciarter: 2.00-2.30

Totale: 7.30-8.30

Dislivello: 1500 m


Da Claut si risale la Val Settimana fino al Ponte del Ciarter (867 m). Si imbocca dunque il sentiero CAI 370 che ci condurrà lungamente verso la Forca Dof. Inizialmente si sale sul pendio in diagonale, con pendenza moderata, poi con qualche tornante si cambia direzione inoltrandosi nella forra del Rio Cerosolin. Il sentiero prosegue comodamente nel bosco in tenue salita e presenta solo qualche tratto leggermente insidioso in presenza di alcuni ruscellamenti. La vegetazione boschiva non attenua comunque la sensazione di esposizione e infatti non ci si deve dimenticare che si passa sempre molto alti sulla forra rumoreggiante del torrente, invisibile molto più in basso. Poco dopo essere giunti in prossimità del greto si incontra un bivio; si lascia a destra il setiero CAI 388 diretto verso il bivacco Pramaggiore per guadare il corso d'acqua, ritrovando i segnavia sull'altra sponda nel bosco. In pochi minuti si raggiunge la base del pendio erboso dove sorge la Casera Col d'Aniei; senza raggiungerla si prosegue a mezza costa di nuovo nel bosco. Arrivati a toccare il letto di un altro ruscello, si guada anche questo guidati dagli ometti e si rientra definitivamente nel bosco. Il sentiero, con pendenza ora decisa e costante, ci porterà non senza fatica a raggiungere la prativa Forca Dof, dalla quale si cala poi per un centinaio di metri sull'altro versante, mirando alla Casera Bregolina Piccola, posta nel mezzo di un meraviglioso pascolo alpestre (un locale chiuso ma disponibile richiedendo le chiavi all'ente parco e un locale aperto con 3 posti letto, caminetto e bagno ma usufruibile solo in caso di emergenza). Volgendo lo sguardo verso S, si può osservare il vallone da risalire interamente, compreso tra le pareti del M. Dof alla nostra sinistra e quelle delle Pale Candele a destra, la cui cima è ora visibile. Si trova dunque una debole traccia che attraversa il prato della casera in tale direzione, senza perdere quota; si risale poi una zona punteggiata di massi, piccoli larici e tappeti di rododendri e in seguito si prosegue a ridosso delle pareti del M. Dof dove si ritrova una evidente "camozera". La si segue così su ghiaie e verdi fino a giungere ad una insellatura affacciata sulla Val Settimana. Si continua a destra, scavalcando dapprima un'esile crestina e poi continuando in salita su prati, senza percorso obbligato, fino a un dosso poco sotto le pareti delle Pale Candele. Tali pareti vanno contornate su ripidi verdi in versante Val Settimana, fino a intravvedere la possibilità più comoda per toccare la cresta O. Raggiuntala, la si segue integralmente con divertente arrampicata (I e II-, esposto) fino alla spaziosa sommità (vasetto con foglietti molto ammuffiti per le firme). Un'altra possibilità è scendere per la suddetta cresta al ritorno, salendo però direttamente dalla parete S dopo aver contornato per pochi minuti la base delle pareti; si troverà un ripido canale con salti di roccia e detriti, che una volta salito deposita poco ad E della vetta (I e II, l'uscita è di II+).
Per il ritorno si utilizzerà il medesimo itinerario, tenendo conto che dalla casera a Forca Dof occorre risalire di un centinaio di metri.

NOTE: Escursione in luoghi selvaggi e solitari, dove è possibile osservare numerose specie animali (caprioli, camosci, stambecchi) e vegetali (oltre ai magnifici boschi di faggio, abete e larice segnalo numerosi rododendri e stelle alpine). Richiesto impegno fisico e mentale nonché un minimo di esperienza nel sapersi muovere su ripidissimi pendii erbosi, salti di roccia e creste affilate. Assolutamente sconsigliabile in caso di pioggia. Consigliabile invece a fine escursione un bel bagno refrigerante sotto la casata del Ciol de Pes, circa 1 km più avanti del Ponte Ciarter (comodo parcheggio).
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29-08-2013 17.17
Matthew Matthew
Casera Bregolina Piccola
Allegato: P8130089.JPG
Casera Bregolina Piccola
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29-08-2013 17.19
Matthew Matthew
Il vallone da risalire sulla sinistra (al centro le Pale Candele)
Allegato: P8130049.JPG
Il vallone da risalire sulla sinistra (al centro le Pale Candele)
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29-08-2013 17.21
Matthew Matthew
Tutta a destra una crestina da superare; in basso a sinistra il vallone da risalire dopo la casera
Allegato: P8130059.JPG
Tutta a destra una crestina da superare; in basso a sinistra il vallone da risalire dopo la casera
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29-08-2013 17.25
Matthew Matthew
Pendio erboso da attraversare alla base delle Pale Candele. Sullo sfondo il Turlon
Allegato: P8130082.JPG
Pendio erboso da attraversare alla base delle Pale Candele. Sullo sfondo il Turlon
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29-08-2013 17.27
Matthew Matthew
La cresta Ovest. Da notare il fumo dell'incendio sulle Pale Floriane
Allegato: P8130077.JPG
La cresta Ovest. Da notare il fumo dell'incendio sulle Pale Floriane
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29-08-2013 17.29
Matthew Matthew
Scendendo sulla cresta Ovest, verso la cima
Allegato: P8130078.JPG
Scendendo sulla cresta Ovest, verso la cima
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29-08-2013 19.08
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
bella e selvaggia ;)
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01-09-2013 11.43
Michela Michela
Bella cima Matthew! L'ho salita parecchi anni fa dalla sella Turlon, seguendo la cresta O fin dove è agevole e poi per un canale del versante S, diverso da quello che presenti come alternativa: avevo preso nota che era il più a sinistra (guardando la parete), con un passaggio iniziale di II e poi difficoltà di I, unico inconveniente la friabilità. Sulla cresta si trova roccia più solida? Ci sono molti tratti esposti?
Mandi e buone montagne
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05-09-2013 18.45
Alessandro.Toneguzzo Alessandro.Toneguzzo
Bella relazione!
Mi ci devi portare il prossimo anno ricordati!
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16-09-2013 14.09
Matthew Matthew
@ Michela: la cresta O è tutta percorribile ma con passaggi di arrampicata non proprio banali, data inoltre la costante e notevole esposizione! Il crinale è piuttosto stretto e entrambi i dirupi sui due versanti fanno un po' impressione. Il punto più difficile è rappresentato da quel salto di roccia visibile circa al centro dell'ultima foto che ho postato (circa II direi). La roccia in generale non è male, però è chiaro che bisogna stare attenti al fine detrito depositato un po' ovunque. Scendendo dalla cresta, ho approfittato del primo punto debole delle rocce per scendere verso S, attraversare la base delle pareti in versante Val Settimana ecc. (probabilmente sono sceso per il canale di cui parlavi tu).
Tu invece hai raggiunto la sella del Turlon per quale itinerario?

Mandi e buone montagne anche a te!

@ Alessandro: contaci!
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16-09-2013 19.56
Michela Michela
Grazie delle info! Alla sella Turlon eravamo saliti dalla st.la Nucci per il sent. 385 ora dismesso, un approccio alla cima decisamente più faticoso ma un gran bel giro per chi ama gli ambienti selvaggi, scendendo poi a N ai rud. della c.ra Fabbro e a c.ra Bregolina Piccola.
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17-09-2013 01.14
Matthew Matthew
Caspita! Sarei curioso di fare il sentiero che parte dagli Stavoli Nucci! E tra l'altro volevo proprio chiederti se avevi fatto quello che passa per Casera del Fabbro... che sia ancora percorribile??
Ho nel cassetto il progetto di risalire tutta la Val Pezzeda, bivaccare in una delle due Bregoline e fare qualche giro avventuroso... mah... per il momento, visto l'abbandono dei sentieri, meglio fare una cosa per volta!
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17-09-2013 11.35
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Se mi posso intromettere nella discussione, ho fatto un tratto del dismesso 385 per salire al Turlon a fine agosto. Dalla partenza del SV proveniente dalla Bregolina piccola a c.ra Fabbro : abbastanza agevole il passaggio con ancora i bolli evidenti, fare attenzione in alcuni tratti erbosi e agli alberi schiantati che creano qualche passaggio furviante. Da c.ra Fabbro al rio che scende poco prima del Turlon : molti alberi schiantati a causa delle slavine che creano qualche problema nel seguire la traccia originaria.
Spero di esserti stato utile.

Buona montagna
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17-09-2013 17.05
Michela Michela
@ Pietro: grazie delle notizie fresche, approfitto per chiederti se sei arrivato sul Turlon... in quel caso, vista la quasi totale assenza di informazioni sarebbe molto gradita una descrizione, per i pochi eventuali aspiranti. Io avevo tentato dalla sella del Turlon ma c'è un tratto di cresta brutto... non mi è chiaro neanche quale sia la via normale, e secondo me la vera impresa su queste cime è trovare un itinerario privo di "rogne"!
@ Matthew: anche il catino detto Faures di Claut può essere un accesso alternativo o una discesa per il tuo percorso, è un posto molto bello e visto dall'alto sembra fattibile, in basso non so se si trova facilmente ma prima o poi andrò a vedere.
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18-09-2013 09.51
mauro.girotto mauro.girotto
Mi intrometto anch'io nella discussione!

@Michela: anch'io ho fatto il Turlon a fine agosto. Noi siamo saliti per l'itinerario B della guida Berti, ovvero quello che percorre la zona dei Faures di Cimolais (versante Bregoline). Il primo pezzo del percorso è segnato come traccia nera nella carta Tabacco 021 e si stacca dal sentiero 385 a quota ca. 1.800. La traccia è è abbastanza evidente (anche se in alcuni tratti si perde) e permette di raggiungere i ruderi a quota 1.995 (ruderi Malga Fabbro). Di qui, si traversa una serie di valloni fino a giungere a un ripido pendio erboso che permette di raggiungere la base della cima. Gli ultimi 150 m avvengono per terreno molto ripido e instabile, a tratti esposto (erba mista roccia instabile, I grado, attenzione in discesa!). Privatamente, posso fornirti una carta dove ho riportato il percorso.

@Pietro: quando sei salito? Noi il 18 agosto. Che itinerario hai seguito?
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20-09-2013 14.55
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Per Michela : appena riesco a trovare qualche momento libero, potrei fare una piccola relazione.
Per Mauro : ho svolto l'ascesa l'ultimo sabato di Agosto partendo da Ponte del Ciarter, e nella parte superiore, nei prati pensili, ho seguito il tuo stesso itinerario. Avendo solo trovato tracce di passaggio di animali, fino ad incontrare la normale proveniente dalla f.lla Turlon, pensavo non fosse molto frequentato quell'itinerario...non ho trovato neanche una fettuccia o ramo spezzato a regola d'arte.
Un piccolo quesito : descrivi la c.ra Fabbro a q1995, quindi già nei prati pensili, però nella cartina è indicata a q1750 nello spallone dove gira bruscamente l'ex SV. Hai avuto informazioni storiche a riguardo che vanno in discordanza con la cartina?
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20-09-2013 16.20
mauro.girotto mauro.girotto
@Pietro: io sono passato la settimana prima. Dovresti aver trovato i miei ometti al bivio tra i sentieri 370-385. Casera Fabbro e Malga Fabbro sono in due punti distinti. La prima la trovi a quota 1.700, quando il sentiero 385 esce dal bosco. La seconda, si trova sui prati pensili, a quota 1.995 (sono i ruderi senza nome della carta Tabacco 021) e si raggiunge prendendo la traccia nera che si stacca dal sentiero 385 a quota 1.800. Il nome l'ho trovato su una vecchia edizione della carta IGM.
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